Termosifoni amici dell’ambiente? Il materiale perfetto è l’alluminio
Non sono certo l’emblema del regalo di Natale, eppure i termosifoni sono fondamentali in particolare durante le feste. Per molte famiglie, infatti, questo è il periodo dell’anno in cui si passa più tempo in casa, a meno di non aver pianificato di partire per una vacanza natalizia. La capacità dei radiatori di riscaldare gli ambienti della nostra abitazione in tempi ragionevoli e di mantenervi una temperatura costante dipende da molti fattori: tra questi, il materiale di cui sono composti.
Oggi esistono caloriferi in alluminio, in ghisa e in acciaio. Negli ultimi anni la richiesta si è impennata soprattutto per quelli in alluminio: più leggeri e facili da montare, meno ingombranti e spesso preferibili da un punto di vista estetico. Dalla loro hanno anche il fatto che sono mediamente più economici dei radiatori in ghisa o acciaio. Si scaldano e raffreddano più rapidamente degli altri, ma hanno il difetto di trasmettere i rumori e le vibrazioni prodotte dall’acqua in circolo. Questo tipo di termosifoni, infatti, emette un ticchettio fastidioso durante la fase di riscaldamento o raffreddamento. Il tutto è dovuto alle forti variazioni di temperatura nei diversi componenti, ma si tratta di un difetto eliminabile grazie ad un apposito sistema a pressione capace di eliminare le tensioni all’interno del radiatore.
Molti, poi, sono portati a pensare che i caloriferi in alluminio si corrodano facilmente. Ma i modelli in commercio oggi sono resistenti alla corrosione perché protetti da una speciale lega di alluminio e dallo spessore minimo delle pareti, pari a 1,5 millimetri. Fondamentale anche uno sfiato automatico, con il quale si eliminano le tracce di ossigeno. Infine, al contrario di ciò che si pensa, i radiatori in alluminio sono eco-friendly: una volta dismessi possono infatti essere fusi nuovamente e riutilizzati.
Impianti, infissi e soprattutto l'involucro sono dunque gli elementi
su cui bisogna intervenire per alleggerire il peso del riscaldamento sul
budget familiare. «La prima risposta sta nell’integrazione di soluzioni
innovative, per ottenere il massimo della resa energetica. La
progettazione e l'ammodernamento degli impianti – osserva Decio - devono
però andare di pari passo con un atteggiamento di maggiore attenzione
generale verso gli sprechi. A volte infatti non servono interventi
drastici, ma basta iniziare con piccole accortezze per ottenere già
risultati concreti». Qualche esempio?
La temperatura, innanzitutto
Regolare
la temperatura interna dell’abitazioni sui 20°C, che già consentono un
clima confortevole: un solo grado in più farebbe salire i consumi di
circa il 7% annuo. Non utilizzare il riscaldamento nelle ore notturne o
eventualmente, se ci sono ambienti più freddi, cercare di mantenersi
intorno ai 16°C. Per diffondere il riscaldamento in maniera efficiente e
quando serve, installare e programmare bene i cronotermostati che
gestiscono gli orari di accensione e le temperature nei locali durante
la giornata: meglio prevedere modelli con impostazioni settimanali per
differenziare i giorni feriali da quelli festivi, e quindi in base alla
diversa permanenza in casa.
Termovalvole e contabilizzazione
Tra
i consigli di Cofely c’è anche quello di installare nei propri
radiatori delle valvole termostatiche: con un costo ridotto, si può così
ripartire il calore nelle varie stanze ed escludere automaticamente il
termosifone quando nell'ambiente viene raggiunta la temperatura
desiderata. D'altra parte è inutile tenere ad esempio in attività il
termosifone della cucina mentre sono accesi forno e fornelli. Non
regolare comunque le termovalvole sul valore massimo (cioè 5),
altrimenti se ne vanifica la funzione. Se si ha un impianto di
riscaldamento centralizzato, un sistema di contabilizzazione consente
poi di pagare, oltre alla quota fissa stabilita dall'assemblea
condominiale, soltanto il calore di cui si è effettivamente goduto
(calcolato con i ripartitori sui radiatori), inducendo i condòmini a
eliminare gli sprechi. Termovalvole e contabilizzatori dovranno essere
installati in tutta Italia entro il 31 dicembre 2016. Ma Lombardia e
Piemonte hanno già da tempo fissato i termini, rispettivamente, al 1°
agosto 2014 e al 1° settembre 2014 (anche se le sanzioni scattano dal
2017 e dal 2016).
Controllo dei radiatori
Quanto
ai radiatori in sé, tenerli liberi da copritermosifoni, mobiletti da
incasso o tende, e spurgare l'aria per conservarne la massima efficienza
(l'aria nelle tubazioni dell'impianto tende infatti a depositarsi nei
radiatori impendendone il pieno riscaldamento e facendo lavorare
inutilmente la caldaia). I vecchi termosifoni potrebbero non avere una
valvola di sfiato dell'aria: farla installare non costa molto.
Ricambio e circolazione dell'aria
Spesso
si usa tener socchiuse le finestre per ore. Sbagliato. Meglio
spalancarle tutte per una decina di minuti al massimo, per creare
corrente senza far raffreddare i muri e gli oggetti interni. Cercare di
ridurre comunque gli spifferi e in generale gli scambi termici con
l'esterno. E di evitare i mescolamenti d'aria tra gli ambienti della
casa: meglio chiudere la porta della stanza che non si usa, anche se la
si sta riscaldando.
Attenzione al boiler
Il
boiler va installato più vicino possibile al punto di utilizzo, per
evitare dispersioni di calore dell'acqua calda lungo le tubature. Va
inoltre regolato su una temperatura intermedia, non superiore ai 55°C, e
non tenerlo acceso per tutta la giornata se non se ne fa un uso
continuativo. Distribuire l'acqua calda sanitaria a una temperatura non
superiore a 45 gradi.
Manutenzione della caldaia
Assicurare
una regolare pulizia e manutenzione degli apparecchi, anche ogni anno, a
opera di tecnici specializzati; e cercare di evitare la formazione di
calcare nelle tubazioni e nelle apparecchiature. Per una corretta
gestione dei fumi, è necessario effettuare l'analisi della caldaia
almeno ogni due anni, così come prevede la legge. Una caldaia ben
manutenuta può essere efficiente anche per dieci anni, poi perde in
termini di resa ed è bene sostituirla: un apparecchio non perfettamente
efficiente aumenta la spesa in bolletta fino al 30 per cento.
Scelta dei fornitori
Valutare
le varie offerte presenti sul mercato, per scegliere il fornitore di
gas e il piano più adatto alle esigenze. Se si ha un impianto di
riscaldamento centralizzato, è inoltre possibile richiedere
all'amministratore la stipula di un Contratto Servizio Energia: così il
condominio comprerà energia sulla base del consumo effettivo, misurato
da un contatore di calore.
www.immobiliarebellitalia.com

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