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mercoledì 7 marzo 2018

Cinque consigli per risparmiare sulla bolletta elettrica ( e salvaguardare l'ambiente)

Cinque consigli per risparmiare sulla bolletta elettrica ( e salvaguardare l'ambiente)
Il risparmio energetico in casa serve per due cose molto importanti: salvaguardare l’ambiente e combattere il cambiamento climatico, ma anche aiutare l’economia familiare. Con alcuni semplici gesti e con alcune abitudini è possibile ridurre il carico di carbonio nell’aria e il consumo di energia nella propria abitazione.Da Tiko, azienda “proptech” specializzata nell’acquisto di case in breve tempo e risparmio sulle pratiche burocratiche, ecco alcuni semplici consigli per ridurre il consumo energetico a casa.  
Investire sulle lampadine a LED, a basso consumo. Le lampadine a LED consumano il 22% in meno rispetto alle lampadine classiche e l’80% in meno rispetto alle lampadine a incandescenza. Tra i grandi vantaggi spicca quello di adattarsi a qualsiasi tipo di lampada e la durata media è di oltre 10 anni. Il loro
costo è un po’ più elevato, ma in prospettiva consentono di risparmiare.
Non tenere accesi o in stand by i dispositivi elettronici se non vengono utilizzati. Non c’è alcun beneficio, né per l’economia né per l’ambiente, nell’avere un dispositivo elettronico acceso o in stand-by se non lo si usa. Inoltre, l’utilizzo di qualsiasi dispositivo in “modalità risparmio” significa fino al 12% del consumo annuale dell’apparecchio.
Controllare periodicamente la manutenzione della caldaia. Effettuare una manutenzione regolare della caldaia non solo serve ad evitare che si rovini prima del tempo, ma anche a risparmiare energia e denaro. Se si dispone di una vecchia caldaia, conviene sostituirla con una nuova.
Utilizzare gli elettrodomestici con l’etichetta energetica A +++ e usarli moderatamente. L’etichetta energetica A +++ indica che l’apparecchio è un dispositivo di consumo minimo o a basso consumo. I dispositivi con questa catalogazione costano di più, ma a lungo termine consentono di risparmiare: quando si consuma meno energia, si spende meno di luce, il che ha anche un effetto positivo sull’economia domestica.
Non eccedere con il riscaldamento o l’aria condizionata. E’ importante mantenere una temperatura equilibrata sia in inverno che in estate. La differenza di temperatura tra l’esterno e l’interno di solito è significativa, quindi è essenziale regolare la caldaia o il condizionatore per non spendere più energia e migliorare l’efficienza degli apparecchi.

martedì 20 febbraio 2018

Nel futuro c’è la casa intelligente: mercato cresciuto del 35% nel 2017

Nel futuro c’è la casa intelligente: mercato cresciuto del 35% nel 2017 
La casa del futuro sarà sempre più smart. A confermarlo è l’Osservatorio “Internet of Things”, presentato la scorsa settimana a Milano dai ricercatori della School of Management del Politecnico. Per ora all’estero sono più avanti, ma in Italia il mercato delle case smart sta crescendo velocemente: la stima del suo valore per il 2017 è di 250 milioni di euro, il 35% in più rispetto all’anno precedente.
I tre campi di applicazione
Germania (1,5 miliardi) e Gran Bretagna (1,4) sono ancora lontane, così come gli Stati Uniti dove sono stati già venduti 35 milioni di smart home speaker, da poco sbarcati anche sul mercato italiano. Da noi sono tre i campi di applicazione del cosiddetto “internet delle cose”: la sicurezza, il riscaldamento e la gestione degli elettrodomestici. Secondo i ricercatori del Politecnico più di un italiano su tre (il 38%) possiede già un oggetto smart in casa, ma il 51% degli intervistati si dichiara preoccupato per i rischi legati alla privacy e ad eventuali cyber attacchi.
La nuova governante della nostra casa
Ma cosa si può fare, concretamente, in una casa che sfrutta appieno l’Internet of Things? Climatizzare a distanza, ad esempio, azionando il riscaldamento o il condizionatore. Oppure far partire la lavatrice o fermare la lavastoviglie. O, ancora, tirare giù le tapparelle e ricevere un avviso in caso di un principio d’incendio o di allagamento. E poi monitorare i consumi energetici, così da evitare sorprese in bolletta. Come sottolineano gli autori dello studio, “l’intelligenza artificiale si candida a diventare la nuova governante della nostra casa, in grado di fornire un aiuto concreto e personalizzato per aiutarci a vivere meglio”.

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martedì 24 ottobre 2017

10 consigli per risparmiare sulla bolletta del riscaldamento

10 consigli per risparmiare sulla bolletta del riscaldamento
Dal 15 ottobre è consentito accendere i riscaldamenti in alcune zone d’Italia, in cui rientrano, ad esempio, città come Torino, Milano, Venezia e Bologna. ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico ha messo a punto un vademecum utile a scaldare la casa evitando spese extra nella bolletta e danni all’ambiente.
1.  Attenzione alla manutenzione, importante per ragioni di sicurezza e di salute: un impianto sano consuma e inquina meno. Tra l’altro, chi non effettua manutenzione può andare incontro a sanzioni non inferiori a 500 euro.
2.  Tenete la temperatura sotto controllo 19° sono più che sufficienti, anche se la normativa consente di arrivare fino a 22 gradi. Ogni grado in meno, oltre che all’ambiente, fa anche bene al portafogli perché si traduce in un risparmio compreso tra il 5 e il 10% sui consumi di combustibile.
3.  Un occhio alle ore di accensione, che variano a seconda delle zone d’Italia.
4.  I cronotermostati moderni aiutano a risparmiare perché mantengono l’impianto attivo solo quando si è in casa.
5.  Le valvole termostatiche aiutano a limitare gli sprechi perché permettono di mantenere costante la temperatura e a concentrare il calore negli ambienti più frequentati.
6.  I pannelli riflettenti tra muro e termosifone sono una soluzione efficace per contenere le dispersioni di calore.
7.  Ridurre le dispersioni di calore è semplicissimo: è sufficiente, ad esempio, chiudere le persiane o le tapparelle durante la notte o mettere tende pesanti alle finestre.
8.  Non dimenticatevi dell’isolamento termico. Se casa vostra è stata costruita prima del 2008 probabilmente non rispetta le ultime norme in termini di energia. Intervenendo su questo aspetto si può usufruire di una detrazione fiscale del 65% e ridurre i consumi fino al 20%.
9.  Valutate la sostituzione dell’impianto: se ha più di 15 anni potrebbe essere conveniente cambiarlo. Per le più recenti caldaie a biomasse, pompe di calore, impianti integrati alimentati con acqua preriscaldata da un impianto solare o fotovoltaico si può usufruire dell’ecobonus stanziato per la riqualificazione energetica e del patrimonio edilizio.
10.  Ricordatevi di non mettere nulla sopra o davanti ai termosifoni: tende o mobili, ma anche stendini per asciugare la biancheria. Un altro semplice accorgimento è di non lasciare le finestre aperte troppo a lungo, per cambiare aria bastano pochi minuti.
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venerdì 13 ottobre 2017

Tutti pazzi per la domotica: illuminazione e videosorveglianza le più richieste

Tutti pazzi per la domotica: illuminazione e videosorveglianza le più richieste
La tecnologia piace, anche in casa. Una recente indagine del portale ProntoPro.it ha analizzato le richieste degli italiani per rendere l’abitazione davvero smart.
Sicurezza e illuminazione
Il 30% delle richieste di professionisti legate al mondo dell’automazione casalinga secondo il portale è relativa a sistemi di videosorveglianza e di illuminazione. Nelle priorità che concernono la domotica ci sono quindi, a pari merito, sicurezza e illuminazione.  Secondo posto (con il 14% delle richieste) per cancelli, porte, finestre, tende e velux che possono essere comandate solo con un dito o, perché no, da remoto, grazie a interfaccia sempre più intuitive.
Domotica ed ecobonus
Il 13% delle richieste è invece rivolto a professionisti che si occupino della gestione climatica della casa, magari per riuscire a risparmiare sul riscaldamento. Proprio in virtù della loro capacità di influire sul risparmio energetico e di ridurre l’impatto ambientale, gli interventi che riguardano la domotica possono godere dell’ecobonus, che consente di ottenere una detrazione del 65%, o 11% nel caso di impianti per la climatizzazione.
Le altre richieste per una casa smart
Il 9% di chi sogna una casa smart richiede l’intervento di un professionista per tapparelle o tende che siano sensibili agli agenti atmosferici. La stessa percentuale che cerca aiuto per coordinare più dispositivi che si prendano cura, in autonomia, della casa. Ultimi, nelle richieste, coloro che necessitano di un intervento per chiedere il controllo da remoto di apparati tv e video. Infine, il 5% del campione sceglie la domotica per la cura del giardino, ad esempio per l’installazione di impianti di irrigazione che si autoregolino in funzione del meteo.
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giovedì 7 luglio 2016

Stufe e caminetti: tre motivi per pensarci d’estate

Stufe e caminetti: tre motivi per pensarci d’estate
Il mercato delle stufe e dei caminetti è molto simile a quello dei condizionatori: nessuno ci pensa finché non ne sente la necessità. I problemi di riscaldamento sembrano lontani quando si è sotto l’ombrellone, esattamente come non si sente il bisogno di un condizionatore quando si ha addosso il maglione. In realtà è proprio l’estate il periodo perfetto per acquistare una stufa o un caminetto, o almeno per iniziare a pensarci. Anche se ci stiamo godendo la bella stagione, è proprio questo il momento giusto per pensare ad una soluzione di riscaldamento pratica ed ecologica come una stufa o un caminetto. Ci sono almeno tre buoni motivi per farlo:
1. L’acquisto è più conveniente. Non è raro che proprio in primavera/estate i rivenditori facciano sconti speciali sui propri stock a magazzino.
2. I lavori si effettuano più comodamente. Se si devono eseguire dei lavori in casa, è ovvio che la bella stagione è in assoluto la più idonea.
3. Rivenditori e installatori sono più disponibili. L’estate è un momento di calma per rivenditori e tecnici del riscaldamento. È il momento giusto per approfittarne e per risolvere ogni più piccolo dubbio, ma soprattutto per far venire un tecnico a casa propria.
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sabato 5 dicembre 2015

Riscaldamento a pellet: comfort, risparmio assicurato ed eco friendly

Riscaldamento a pellet: comfort, risparmio assicurato ed eco friendly
Risparmiare sulle bollette si può, il riscaldamento a pellet garantisce costi inferiori, calore in tutta la casa e un’ottima alternativa per ridurre l’impatto sulla CO2. La domanda più frequente per chi si approccia al riscaldamento a pellet, è se effettivamente rappresenti un risparmio e quanti, all’atto pratico, siano i costi per acquisto, installazione e quant’altro ad esso connesso. Sono ormai molti in Italia coloro che stanno pensando di abbattere le spese. Nonostante il tanto parlare della crisi quasi alle spalle, il pagamento delle bollette è un tasto dolente per il bilancio di famiglia. Risparmiare è la parola d’ordine e, con il freddo, si pensa ad una soluzione alternativa per abbattere i costi del riscaldamento. Nel nostro Paese, il riscaldamento a pellet sta avendo molto successo. Lo scorso anno, infatti, sono state installate oltre 300 mila apparecchiature tra caminetti, stufe e caldaie a biomassa, nel 68% dei casi si tratta di stufe a pellet.
Rispetto ad alcuni anni fa, il riscaldamento a pellet sta prendendo piede; va cambiando anche la mentalità degli italiani e, a causa della sempre più numerosa domanda, l’offerta è molto più ampia. Il mercato, in sintesi, propone diverse soluzioni e molto variabili. Parlando di costi, che si tratti di condominio o casa singola, si può scegliere di adottare il riscaldamento a pellet, ad integrazione dell’impianto esistente: la casa rimane calda ed il portafoglio se ne avvantaggia. Per acquistare una stufa a pellet occorreranno circa 2.500 euro, installazione inclusa, e la si potrà utilizzare per riscaldare anche più ambienti, canalizzando l’aria calda attraverso delle tubature a parete.
Volendo, si potrà sostituire in toto la caldaia tradizionale a gas, riuscendo ad avere anche acqua calda sanitaria.  Inoltre, il riscaldamento a pellet si può definire eco friendly, amico della natura, trattandosi di una forma pulita di riscaldamento. Una grandissima parte delle emissioni nocive in atmosfera deriva dal riscaldamento di abitazioni, attività commerciali, uffici. Il riscaldamento a pellet consente di ridurre l’impatto sulla CO2. Il pellet, infatti, è costituito da scarti di legno vergine pressato, non trattato, con un impatto ambientale quasi nullo. Ma, va precisato, l’investimento sarà più impegnativo.

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martedì 6 ottobre 2015

Sostituzione della caldaia: detrazione fiscale e incentivi 2015

Sostituzione della caldaia: detrazione fiscale e incentivi 2015
La prima volta in cui è stata introdotta la detrazione fiscale riguardante la sostituzione della caldaia, più in generale in tema di riqualificazione energetica, è stato nel 2007; tale provvedimento è stato prorogato nel corso degli anni seguenti, seppure con diverse modifiche. Lo scopo è quello di favorire e promuovere lo sviluppo di soluzioni tecnologiche in grado di garantire, di volta in volta, la maggiore efficienza energetica, offrendo al cittadino che aderisca all’iniziativa un ritorno in termini economici.
DETRAZIONI PER RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA: AUMENTO DEL 65%
L’ultima proroga che lo Stato ha deciso di adottare nel 2015 in merito alla riqualificazione energetica si caratterizza per il mantenimento della detrazione d’imposta lorda del 65% per gli interventi sostenuti e pagati entro il 31 dicembre 2015. L’agevolazione spetta in caso di abbassamento del fabbisogno energetico per il riscaldamento, dell’adozione di pannelli solari, del miglioramento termico ottenuto attraverso una modifica dell’involucro dell’edificio e della sostituzione degli impianti relativi alla climatizzazione invernale. La sostituzione della caldaia rientra in quest’ultimo punto, quello della sostituzione impianti, e permette una detrazione dall’Irpef o dall’Ires (in caso di imprese).
I REQUISITI PER POTER CHIEDERE LA DETRAZIONE SULLA SOSTITUZIONE DELLA CALDAIA
In primis, l’intervento deve essere effettuato su un immobile esistente, ossia iscritto al catasto e sul quale si è proceduto regolarmente al pagamento di Ici e Imu. Altro requisito essenziale è che un impianto di riscaldamento sia già presente all’interno dell’immobile stesso. Inoltre, la nuova caldaia che verrà installata dovrà essere una caldaia a condensazione; se si ha intenzione di montare una caldaia tradizionale, l’unica detrazione che si potrà ottenere sarà quella prevista per le ristrutturazioni edilizie. Sussistono anche dei requisiti tecnici; la caldaia dovrà garantire un rendimento termico utile, che può essere certificato dal produttore e che deve essere richiesto all’installatore. Se nell’immobile sono presenti dei caloriferi da impiegare come sistema di emissione, le norme richiedono che su ogni elemento vengano applicate delle valvole termostatiche, oppure che sia previsto in ogni stanza un sistema attraverso il quale regolare la temperatura (il cosiddetto termostato ambiente). Tale ultimo requisito non è obbligatorio par gli impianti di riscaldamento che hanno una temperatura di funzionamento minore di 45 gradi; un esempio è costituito dagli impianti di riscaldamento a pavimento.
Per essere sicuri che la nuova caldaia disponga di tutte le caratteristiche necessarie per usufruire delle detrazioni fiscali è quindi molto importante rivolgersi ad aziende specializzate in grado non solo di certificare gli impianti a regola d’arte, ma anche di guidare il cliente attraverso una scelta corretta per le proprie esigenze.
LE SPESE PER LA SOSTITUZIONE DELLA CALDAIA AMMESSE IN DETRAZIONE
Per quanto riguarda la tipologia di spese ammesse in detrazione, queste possono essere composte sia dai costi sostenuti per gli interventi di risparmio energetico che da eventuali prestazioni professionali esercitate. Rientrano, pertanto, le spese per lo smontaggio del vecchio impianto, la posa delle nuove apparecchiature e le opere idrauliche o murarie che dovessero rendersi necessarie. Esiste anche un limite di detrazione che viene applicato nel caso venga sostituita una caldaia, fissato in 30.000 euro. Se, assieme alla caldaia, vengono operati altri interventi che rientrano tra quelli cui spettano detrazioni sul risparmio energetico, ma questi non sono inerenti a spese per impianti di climatizzazione invernale, potranno essere conteggiati separatamente e non all’interno dei 30.000 euro. Questo vuol dire che l’eventuale installazione di pannelli solari termici e la sostituzione dei serramenti possono usufruire di detrazioni a parte.
Maggiori informazioni sulle detrazioni per la sostituzione della caldaia possono essere trovate nella sezione dedicata alla riqualificazione energetica sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
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mercoledì 27 maggio 2015

Risparmio energetico: 5 accorgimenti virtuosi

Risparmio energetico: 5 accorgimenti virtuosi
Risparmio energetico per abbassare il costo delle bollette, 5 consigli virtuosi comparando i consumi di single e famiglie a cominciare dalle tariffe su misura. Carissime le bollette di luce e gas, ma perché non fare di necessità virtù? Oggi è possibile un buon risparmio energetico, e quindi abbassare il costo delle bollette, mettendo in pratica 5 semplici consigli. Si tratta di 5 semplici mosse e si riesce a risparmiare centinaia di euro all’anno sulle bollette di luce e gas. Il problema del risparmio energetico ha, oggi, una soluzione razionale: scegliere con cura le tariffe più adatte. Facile.it, primo comparatore italiano di prodotti per l’energia, ha fatto opportuni calcoli in base all’utente: il single e la famiglia. Il single riesce a risparmiare fino a 181 euro all’anno sull’energia; una famiglia numerosa addirittura 349 euro. Vediamo in dettaglio.
Tariffe “su misura”
Tot capita, tot sentenziae. A ognuno la sua tariffa, perché ovviamente ogni utente ha le proprie esigenze e, per fortuna, oggi il mercato consente di scegliere la tariffa “su misura”. Pertanto, per il single che passa in casa poco tempo e in genere  nelle ore serali sarebbe preferibile la cosiddetta tariffa bioraria che prevede notevoli riduzioni di costo dopo le 19 con un risparmio annuo di 27 euro. Per le famiglie numerose, invece, un’opzione ottimale è la tariffa mono oraria, che garantirebbe un risparmio annuo di 53 euro.
Un piatto caldo
Per il single è più economico l’utilizzo del forno a microonde, invece del forno elettrico, per scongelare o riscaldare: risparmia 23 euro all’anno. Sarebbe invece di 22 euro annui il risparmio in bolletta delle famiglie numerose se utilizzassero le pentole a pressione invece di quelle tradizionali.
Casa calda casa
Utilizzare i termostati che consentono un riscaldamento in base ai diversi momenti della giornata: un single può risparmiare fino 48 euro all’anno, una famiglia numerosa addirittura 157 euro. Notevoli i risparmi sulla bolletta tanto per le famiglie numerose quanto per chi vive da solo, per riscaldare la casa. Inutile riscaldare nello stesso modo e per lo stesso numero di ore tutta la casa, meglio scegliere con cura dove e quando veicolare il tepore casalingo.
Evitare il freddo
Stesso discorso per il caldo e per il freddo: inutile raffrescare tutta la casa nello stesso modo e per lo stesso numero di ore. Un unico split per l’aria condizionata in tutta la casa, consumerebbe troppo e non raffrescherebbe a sufficienza. Meglio mettere più split e raffrescare selettivamente: le famiglie risparmierebbero fino a 51 euro all’anno. E per evitare docce fredde anche quando riceve la bolletta, il single dovrebbe scegliere uno scaldabagno a gas invece che uno elettrico e risparmierebbe 71 euro all’anno.
Capitolo elettrodomestici
Avere in casa elettrodomestici energeticamente efficienti è importante, ma usarli in maniera altrettanto efficiente è altrettanto importante. Ad esempio, un single che utilizza lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico riesce a far abbassare la bolletta di circa 12 euro. Una famiglia numerosa che fa funzionare tv e apparecchi tecnologici  per parecchie ore al giorno dovrebbe staccare la spina della TV e del lettore DVD quando non sono in funzione: otterrebbe un risparmio di circa 66 euro all’anno.
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lunedì 17 novembre 2014

Il caminetto, una soluzione originale per riscaldare l'ambiente di casa

Il caminetto, una soluzione originale per riscaldare l'ambiente di casa
Se state per ristrutturare la vostra casa e state pensando a qualcosa di originale per il riscaldamento o che abbia anche un grande valore estetico, una soluzione che fa per voi è quella del caminetto. Diversamente da quello che può sembrare, può essere scelto anche da chi vive in ambienti residenziali, seguendo i dovuti accorgimenti. Al giorno d'oggi, infatti, questa soluzione è più che altro decorativa, anche se offre comunque delle prestazioni di altissimo livello e di altissima affidabilità. Il caminetto si offre come oggetto di numerosi modi per arredare case, con tipologie e modelli molto varie, che si differenziano per materiali utilizzati per la combustione e funzionalità.
Qualche informazione di base
Tutti sappiamo cos'è, ma pochi sanno in realtà come funziona un camino e soprattutto che ne esistono davvero di moltissimi tipi. Il camino è infatti il primo metodo di riscaldamento e nel tempo, grazie alle numerose innovazioni tecniche, ha avuto un importante evoluzione, con la produzione di numerosi modelli che sfruttano nuove soluzioni e nuove tecnologie. Sostanzialmente è un fabbricato solitamente inserito in una parete o in un angolo, nel quale si accende la fiamma. Il fumo viene fatto uscire dalla canna fumaria.
Esistono camini di vario tipi iniziando dal tipo classico, cioè quello a camera aperta, cioè quello con il braciere aperto verso la stanza, oppure il termocamino, o camino a camera chiusa, che non è a contatto con l'ambiente, ma è separato da uno schermo in vetro. Con il termocamino c'è la possibilità di riscaldare altri ambienti attraverso un sistema di trasferimento dell'aria calda.
Ogni caminetto che si rispetta, funziona grazie ai vari tipi di combustibile che cambia da modello in modello. Quello utilizzato tradizionalmente e anche il più affascinante è il legno, ma ce ne sono anche altri, sfruttabili grazie alle nuove tecnologie, come il pellet, il gas e il bioetanolo. Il pellet è un combustibile ricavato dalla segatura essiccata e compressa in cilindri molto piccoli, prodotti senza sostanze chimiche. Il camino a bioetanolo invece, è il cosiddetto camino ecologico che non produce fumi nocivi. Il bioetanolo è ricavato attraverso biomasse vegetali e si presenta sotto forma di liquido. A seconda del materiale utilizzato per la combustione, il camino può essere costruito in modi diversi: nel caso del bioetanolo per esempio, il camino può anche non avere una canna fumaria, visto che non produce fumi.
I camini possono inoltre essere costruiti in diverse forme, e di diversi materiali, utilizzati soprattutto per i rivestimenti. Gli interni infatti sono solitamente in materiale refrattario, oppure in ghisa, con un pannello in vetro nel caso dei termocamini. 
Come scegliere un camino
Proprio per questa grande varietà di  opzioni, scegliere il camino che si adatti nel migliore dei modi alla nostra casa è sempre molto complicato. Naturalmente sono due le cose particolarmente determinanti: la prima è data dalle nostre esigenze, la seconda è legata al tipo di ambiente in cui verrà inserito, soprattutto per quanto riguarda l'arredo con il quale dovrà essere abbinato. Scegliere un camino adatto alle nostre esigenze è determinato dall'uso che intendiamo fare e dai consumi. Per esempio se noi stiamo in casa per l'intera giornata vuol dire che consumeremo di più e per questo motivo conviene utilizzare un combustibile meno costoso come può essere la legna, che riesce a riscaldare in maniera graduale. Questa soluzione è inoltre molto vantaggiosa se riusciamo a procurarci la legna facilmente, soprattutto se viviamo in campagna.
Al contrario, se utilizziamo poco un ambiente domestico, la soluzione di un camino a pellet, per esempio, può essere molto più vantaggiosa. Infatti con il camino a pellet è possibile regolare l'accensione e lo spegnimento dell'impianto, in modo da trovare l'ambiente riscaldato nel momento in cui stiamo per rincasare. Il pellet è più costoso rispetto agli altri combustibili, però permette di riscaldare velocemente anche un numero più grande di ambienti.
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lunedì 20 ottobre 2014

Riscaldamento: un grado in più costa il 7% in bolletta. Ecco i consigli per risparmiare


Riscaldamento: un grado in più costa il 7% in bolletta. Ecco i consigli per risparmiare
Muri mal isolati, infissi che lasciano disperdere calore, caldaie poco efficienti. Arrivato il momento di riscaldar casa, impossibile non pensare alle prime cause dell'alta bolletta “invernale”: ogni 100 euro di spesa di riscaldamento è così infatti che le famiglie ne “buttano via” 54, «basti pensare che in Italia l'efficienza media del sistema edificio-impianto di riscaldamento è del 46%», ricorda Marco Decio, direttore polo mercato privato di Cofely (società di Gdf Suez che si occupa di efficienza energetica e ambientale).
Impianti, infissi e soprattutto l'involucro sono dunque gli elementi su cui bisogna intervenire per alleggerire il peso del riscaldamento sul budget familiare. «La prima risposta sta nell’integrazione di soluzioni innovative, per ottenere il massimo della resa energetica. La progettazione e l'ammodernamento degli impianti – osserva Decio - devono però andare di pari passo con un atteggiamento di maggiore attenzione generale verso gli sprechi. A volte infatti non servono interventi drastici, ma basta iniziare con piccole accortezze per ottenere già risultati concreti». Qualche esempio?
La temperatura, innanzitutto
Regolare la temperatura interna dell’abitazioni sui 20°C, che già consentono un clima confortevole: un solo grado in più farebbe salire i consumi di circa il 7% annuo. Non utilizzare il riscaldamento nelle ore notturne o eventualmente, se ci sono ambienti più freddi, cercare di mantenersi intorno ai 16°C. Per diffondere il riscaldamento in maniera efficiente e quando serve, installare e programmare bene i cronotermostati che gestiscono gli orari di accensione e le temperature nei locali durante la giornata: meglio prevedere modelli con impostazioni settimanali per differenziare i giorni feriali da quelli festivi, e quindi in base alla diversa permanenza in casa.
Termovalvole e contabilizzazione
Tra i consigli di Cofely c’è anche quello di installare nei propri radiatori delle valvole termostatiche: con un costo ridotto, si può così ripartire il calore nelle varie stanze ed escludere automaticamente il termosifone quando nell'ambiente viene raggiunta la temperatura desiderata. D'altra parte è inutile tenere ad esempio in attività il termosifone della cucina mentre sono accesi forno e fornelli. Non regolare comunque le termovalvole sul valore massimo (cioè 5), altrimenti se ne vanifica la funzione. Se si ha un impianto di riscaldamento centralizzato, un sistema di contabilizzazione consente poi di pagare, oltre alla quota fissa stabilita dall'assemblea condominiale, soltanto il calore di cui si è effettivamente goduto (calcolato con i ripartitori sui radiatori), inducendo i condòmini a eliminare gli sprechi. Termovalvole e contabilizzatori dovranno essere installati in tutta Italia entro il 31 dicembre 2016. Ma Lombardia e Piemonte hanno già da tempo fissato i termini, rispettivamente, al 1° agosto 2014 e al 1° settembre 2014 (anche se le sanzioni scattano dal 2017 e dal 2016).
Controllo dei radiatori
Quanto ai radiatori in sé, tenerli liberi da copritermosifoni, mobiletti da incasso o tende, e spurgare l'aria per conservarne la massima efficienza (l'aria nelle tubazioni dell'impianto tende infatti a depositarsi nei radiatori impendendone il pieno riscaldamento e facendo lavorare inutilmente la caldaia). I vecchi termosifoni potrebbero non avere una valvola di sfiato dell'aria: farla installare non costa molto.
Ricambio e circolazione dell'aria
Spesso si usa tener socchiuse le finestre per ore. Sbagliato. Meglio spalancarle tutte per una decina di minuti al massimo, per creare corrente senza far raffreddare i muri e gli oggetti interni. Cercare di ridurre comunque gli spifferi e in generale gli scambi termici con l'esterno. E di evitare i mescolamenti d'aria tra gli ambienti della casa: meglio chiudere la porta della stanza che non si usa, anche se la si sta riscaldando.
Attenzione al boiler
Il boiler va installato più vicino possibile al punto di utilizzo, per evitare dispersioni di calore dell'acqua calda lungo le tubature. Va inoltre regolato su una temperatura intermedia, non superiore ai 55°C, e non tenerlo acceso per tutta la giornata se non se ne fa un uso continuativo. Distribuire l'acqua calda sanitaria a una temperatura non superiore a 45 gradi.
Manutenzione della caldaia
Assicurare una regolare pulizia e manutenzione degli apparecchi, anche ogni anno, a opera di tecnici specializzati; e cercare di evitare la formazione di calcare nelle tubazioni e nelle apparecchiature. Per una corretta gestione dei fumi, è necessario effettuare l'analisi della caldaia almeno ogni due anni, così come prevede la legge. Una caldaia ben manutenuta può essere efficiente anche per dieci anni, poi perde in termini di resa ed è bene sostituirla: un apparecchio non perfettamente efficiente aumenta la spesa in bolletta fino al 30 per cento.
Scelta dei fornitori
Valutare le varie offerte presenti sul mercato, per scegliere il fornitore di gas e il piano più adatto alle esigenze. Se si ha un impianto di riscaldamento centralizzato, è inoltre possibile richiedere all'amministratore la stipula di un Contratto Servizio Energia: così il condominio comprerà energia sulla base del consumo effettivo, misurato da un contatore di calore.
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mercoledì 8 ottobre 2014

Riqualificazione energetica: quali interventi rientrano nelle detrazioni?

Riqualificazione energetica: quali interventi rientrano nelle detrazioni?
Possono usufruirne i lavori che riguardano il riscaldamento, il miglioramento termico, i pannelli solari e la climatizzazione invernale. La detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, introdotta per la prima volta con la legge finanziaria del 2007, è stata prorogata con la legge di stabilità 2014.
Il provvedimento intende favorire lo sviluppo e l’integrazione tra i sistemi edili e le soluzioni tecnologiche, per aumentare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio italiano. Con l’ultima proroga si è avuto un innalzamento della detrazione d’imposta lorda dal 55% al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in dieci quote annuali di uguale importo.
Ma quali sono i punti più importanti del provvedimento? Quali interventi possono usufruire delle detrazione? E quali documenti sono richiesti? L’agevolazione fiscale, che consiste nell’applicazione di detrazioni dall’Irpef e dall’Ires nel caso di interventi di aumento del livello di efficienza energetica di edifici esistenti, è riconosciuta in caso di riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, miglioramento termico dell’involucro dell’edificio, installazione di pannelli solari e sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
Nelle detrazioni rientrano pertanto anche gli interventi sull’isolamento dell’involucro edilizio. Lo sottolinea in un comunicato Isopan, azienda che produce pannelli isolanti metallici ad alto coefficiente isotermico per coperture e pareti. Tra i prodotti di Isopan che rientrano nelle detrazioni c’è, per esempio, Arkwall, un modello di pannelli per facciate architettoniche che mantiene i vantaggi delle facciate ventilate, le quali permettono non solo di migliorare i livelli di prestazione energetica, ma anche di incrementare il benessere abitativo e lavorativo. Anche i pannelli Isocappotto contribuiscono all’isolamento termico, grazie ai pannelli sandwich a doppio rivestimento metallico, ricoperti da materiali diversi che permettono di ottenere la stessa resa estetica delle pareti intonacate.
Infine, per beneficiare delle detrazioni sui i pannelli solari, questi devono essere installati per la produzione di acqua calda ad uso domestico, industriale, di strutture sportive e istituti scolastici. Per l’asservazione dell’intervento di installazione dei pannelli solari è richiesto un termine minimo di garanzia e pannelli conformi alle norme Uni En 12975 o Uni En 12976.
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venerdì 29 agosto 2014

TERMOREGOLAZIONE E CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE, ECCO DI COSA SI TRATTA


Termoregolazione e contabilizzazione del calore, ecco di cosa si tratta
Entro il 31 dicembre 2016 tutti i condomini e gli edifici che appartengono a un unico proprietario, ma occupati da almeno due soggetti, dovranno dotarsi dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore. Si tratta di un obbligo di legge introdotto nell'ordinamento europeo dalla direttiva 2012/27/ue sull'efficienza energetica, che è stata recepita dallo stato italiano con il decreto legislativo 4 luglio 2014, 102. Le spese riferite alla gestione del riscaldamento saranno ripartite in base ai consumi effettivi, così come indicato dalla norma uni cti 10200, anche in deroga al regolamento contrattuale. Un obbligo di legge, ma anche un'opportunità, dal momento che ciascun condòmino pagherà solo il calore effettivamente utilizzato. Ci sarà, comunque, una quota fissa in base alla quale verranno ripartite sia le dispersioni di calore a causa di tubazioni comuni poco coibentate, sia i costi generali per il funzionamento dell'impianto.
Far dotare entro il 31 dicembre 2016 tutti gli edifici in Italia di sistemi per la termoregolazione e contabilizzazione del calore - come stabilito dalla direttiva e dal decreto legislativo - vuol dire consentire a ciascun utente di poter calcolare con precisione il consumo effettivo, pagando solo per le relative quote di spettanza e ottenendo anche importanti informazioni sull'efficienza del proprio impianto. I dispositivi di termoregolazione installati sui termosifoni sono in grado di programmare temperatura e orario di accensione e spegnimento dei radiatori, proprio come se fossero il termostato della caldaia autonoma, meccanismo che diminuisce l'attività stessa della caldaia, determinando un ulteriore risparmio energetico.
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giovedì 24 gennaio 2013

DAGLI ELETTRODOMESTICI ALLA CASA PIU' EFFICIENTE: IL CASO BOSCH


Dagli elettrodomestici alla casa più efficiente: il caso Bosch.
Sempre più aziende private cominciano ad impegnarsi realmente nella creazione di soluzioni utili all'efficientamento energetico degli immobili: non si tratta soltanto di elettrodomestici di classe A o A++, ma proprio di studio, progettazione e creazione di tecnologie in grado di generare risparmi cospicui.
In particolare sta suscitando grandissimo interesse l’esperimento creato dalla ditta tedesca Bosch che a Chattahoochee Hills, una piccola cittadina ad alcuni chilometri da Atlanta negli Stati Uniti, ha portato all'edificazione della Net Zero Home, uno stabile in grado di produrre autonomamente molta più energia di quanta non ne consumi.
L’altissimo livello di efficienza energetica della Net Zero Home è garantito dalla presenza di elettrodomestici appartenenti alla sola classe A++ ma anche da un sofisticato impianto di pannelli solari che conta ben 18 punti di installazione e una pompa di calore.
La Net Zero Home riesce a sfruttare tutta l’energia pulita che producono il sole e la terra trasformandola in acqua calda e riscaldamento per gli ambienti. Al di là dell’ovvio intento pubblicitario e mediatico, comunque ampiamente raggiunto, con l’edificazione di questo immobile Bosch ha voluto dimostrare come sia realmente fattibile creare in modo naturale molta più energia di quanta non ne occorra alla nostra casa riuscendo, cosa non trascurabile, ad alleggerire di molto le bollette di ogni famiglia. Se infatti si va ad analizzare i costi, si noterà che quelli necessari a realizzare immobili come la Net Zero Home non sono alti, mentre sempre maggiori sono quelli delle bollette di luce e gas, lievitati nel 2012 di oltre l’8%.

giovedì 22 novembre 2012

RIFORMA DEL CONDOMINIO: I PUNTI CHIAVE



Riforma del condominio: i punti chiave.
Dopo 70 anni cambia la legge che determina la gestione della vita condominiale. Con l'approvazione del Senato è infatti diventata realtà la riforma del condominio, la cui versione precedente risaliva al lontano 1942.
La nuova legge, incentivando il ricorso all'istituto di conciliazione in caso di controversie, è stata creata per limitare i motivi di polemica e di astio tra i condomini, agevolando i processi decisionali.
Ecco, in sintesi, quali sono i punti più significativi trattati dalla riforma:
  • Amministratore: dovrà esibire alcuni requisiti come: avere il diploma di maturità, aver frequentato un corso apposito o accendere una polizza a tutela dei rischi. La nomina di un amministratore sarà obbligatoria se il condominio è composto da almeno 9 condomini. Resterà in carica per due anni e potrà essere licenziato alla scadenza del mandato.
  • Conto corrente: diventerà obbligatoria l'apertura di un conto corrente di condominio, in modo da rendere più trasparente ciascuna spesa sostenuta. Il conto corrente sarà consultabile da ogni condomino.
  • Bilanci: al pari del conto corrente, anche i bilanci potranno essere visionati liberamente da ciascun condomino.
  • Animali domestici: cade qualunque divieto di tenere animali domestici in casa, una misura che viene incontro ai cambiamenti degli italiani, sempre più propensi a convivere con qualche animale domestico.
  • Parti comuni: basterà la maggioranza dei 4/5 dei condomini per modificare la destinazione d'uso delle parti comuni, decidendone anche la vendita.
  • Riscaldamento: chi vorrà staccarsi dal riscaldamento centralizzato potrà farlo senza chiedere il permesso all'assemblea, anche se dovrà continuare a pagare la manutenzione straordinaria.
  • Energie rinnovabili e videosorveglianza: sarà sufficiente la metà dei millesimi per deliberare l'installazione di impianti per la produzione di energia eolica, solare o rinnovabile. Lo stesso quorum è previsto per l'installazione di telecamere di videosorveglianza.
  • Violazioni e morosità: le violazioni del regolamento costeranno 200€ di multa, che in caso di recidività arriveranno a 800€. Contro i morosi l'amministratore potrà intervenire direttamente con decreto ingiuntivo.
Fonte: idealista.it