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giovedì 11 aprile 2019

8 idee per avere una casa eco friendly

8 idee per avere una casa eco friendly
Il futuro dell'edilizia deve essere eco friendly, su questo punto tutti sono d'accordo. Ma come si può rendere la casa ecosostenibile?
Se ne è parlato molto già l'anno scorso ma anche in questa edizione del Salone del Mobile si fa particolare attenzione alla sostenibilità. Gli esperti di Habitissimo danno alcuni consigli per rendere la casa eco friendly, un luogo più ecologico e salutare attraverso l'utilizzo di materiali non inquinanti, soluzioni volte al risparmi energetico e abitudini che aiutano a prendersi cura del nostro pianeta.
Infissi Eco
Se è il momento di cambiare gli infissi, allora meglio scegliere modelli di ultima generazione con elevate performance. Non solo si noterà maggior comfort in casa ma si alleggerirà anche la bolletta. Con delle buone finestre si può infatti risparmiare fino al 30-50% sul riscaldamento in inverno e sull'aria condizionata d'estate.
Arieggiare gli ambienti
In una casa, la ventilazione deve essere costantemente monitorata per evitare di avere aria viziata. Una scarsa ventilazione può causare problemi di temperatura, perdita di energia, umidità e persino surriscaldamento. In inverno, meglio arieggiare nelle ore più calde e in estate in quelle più fredde. Il modo migliore per arieggiare una casa è aprire le finestre delle stanze per un breve periodo di tempo di circa 10 minuti. Al contrario, lasciare le finestre semiaperte per molto tempo provoca maggiori perdite di energia.
Approfittare della luce naturale
E' buona abitudine approfittare il più possibile della luce naturale non solo per illuminare la caa ma anche per riscaldarla. I pannelli solari sono inoltre una buona alternativa per ridurre le bollette e generare la propria energia eco friendly. Per controllare la luce è inoltre installare dei sensori di movimento nelle aree di passaggio in grado di automatizzare l'accensione e lo spegnimento delle lampadine.
Le stufe a pellet
Quasi la metà del costo energetico di una casa corrisponde al riscaldamento. Con una stufa a pellet puoi risparmiare fino al 50%. La stufa può essere azionata da un termostato, un programmatore o controllata manualmente. Alcuni modelli sono canalizzabili e distribuiscono l'aria calda attraverso condotti in stanze diverse. Ci sono anche caldaie a condensazione, più efficienti e meno inquinanti. Insomma per riscaldare casa ci sono delle alternative che vale la pena scoprire!
Materiali naturali
Ci sono materiali eco per eccellenza: pietra e legno. Ma anche il sughero, così di moda in questa stagione è un ottimo isolante. Alla fine della loro vita utile, i materiali possono avere un forte impatto sull'ambiente. Pertanto, dobbiamo cercare di utilizzare materiali riciclabili.
Uno dei prodotti riciclati più commercializzati sono i pannelli di  legno agglomerato che sono fatti da avanzi di altri processi e che vengono utilizzati per ottenere pannelli con buone caratteristiche termiche e resistenti attraverso un processo di agglomerazione ecologico realizzato a vapore e a pressione.
Piante per purificare casa
Le piante da appartamento hanno la capacità di neutralizzare fino all'85% dell'inquinamento atmosferico quindi sono un ottimo modo per purificare l'aria in modo ecologico. Creare un angolo nelal tua casa che sia luminoso, ma senza luce diretta, in modo che le piante siano più efficaci, è la soluzione. Ideale metterle a varie altezze e giocare con le loro dimensioni. Oltre a rallegrare qualsiasi casa, possono anche essere un alleato in cucina se si scelgono ad esempio aromatiche  come rosmarino, timo, origano.
Elettrodomestici A+++
Se si ha intenzione di acquistare nuovi elettrodomestici,  l'efficienza degli stessi è un aspetto molto importante da tenere a mente. Importante vedere la valutazione energetica che dev’essere A+++ per dispositivi che siano alleati del pianeta, e delle bollette.
LED
Cambiare tutte le lampadine con le lampadine a LED è uno dei modi più semplici per risparmiare energia elettrica. A differenza di altre luci fluorescenti più comuni, le luci a LED non contengono elementi tossici. L'illuminazione tradizionale spreca energia ed emette luce in tutte le direzioni, anche dove non è necessario.
D'altra parte, l'illuminazione a LED ha una migliore qualità della distribuzione della luce. Ciò significa che si può avere una stanza più luminosa con meno lampadine. Una lampadina a led dura circa sei volte di più delle tradizionali lampadine. Cosa si può chiedere di più?
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venerdì 23 marzo 2018

COME RENDERE ECO-FRIENDLY UNA CASA

Come rendere eco-friendly una casa
Ormai sempre più persone stanno diventando “eco-consapevoli”, rispettare il pianeta non solo contribuisce a ridurre l’inquinamento ambientale ma può aiutare anche a risparmiare denaro. Una casa eco-friendly, infatti, consente di limitare le spese relative ai consumi di energia, acqua e gas.
Cosa fare per rendere un’abitazione più sostenibile? Non è necessario stravolgere le proprie abitudini quotidiane o mettere mano alla struttura dell’immobile, occorrono solo un po’ di attenzione e di impegno.
5 consigli per migliorare l’efficienza della propria casa e renderla amica dell’ambiente:
Porre attenzione all’acqua: scegliere dei rubinetti a basso flusso sia per lavandini che per docce è un’accortezza utile per frenare i consumi d’acqua. Inoltre, al momento dell’acquisto di lavatrici e lavastoviglie, è sempre bene optare per elettrodomestici appartenenti ad alte classi energetiche che permettono un minor impiego sia di energia che di acqua.
Installare un termostato digitale intelligente: quasi il 50% del consumo energetico di un immobile è destinato al riscaldamento e al raffreddamento. Installare un cronotermostato di ultima generazione significa contenere lo spreco di energia elettrica riducendo, così, anche l’emissione di carbonio nell’ambiente. Questi dispositivi, inoltre, possono essere gestiti anche a distanza tramite smartphone o tablet.
Illuminazione ecologica: i LED hanno dei costi iniziali medio-alti ma consumano meno energia e durano più a lungo delle tradizionali lampadine a incandescenza. Dal momento che offrono notevoli risparmi sul lungo termine sono l’ideale per una “casa verde”.
Prodotti naturali per le pulizie: è possibile usare, per la maggior parte delle normali attività di pulizia, delle sostanze naturali come aceto, acido citrico da agrumi e bicarbonato di sodio. Questi sono una valida alternativa ai comuni prodotti industriali contenenti sostanze chimiche che contribuiscono ad inquinare le falde acquifere.
Isolamento adeguato: affinché una casa sia efficiente, bisogna garantire il minore spreco possibile di energia. Investire nell’isolamento termico è un ottimo modo per raggiungere questo obiettivo, una buona coibentazione, infatti, aiuta a mantenere ottimale la temperatura degli ambienti senza il rischio di incorrere in inutili sprechi. Sostituire le vecchie finestre con modelli più recenti può essere uno degli interventi utili ai fini di un corretto isolamento.
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venerdì 9 settembre 2016

Ecobonus del 65% ai condomini, in cosa consiste il piano Delrio-Morando

Ecobonus del 65% ai condomini, in cosa consiste il piano Delrio-Morando
Il governo sembra aver accolto la proposta dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie: estendere ai grandi condomini l’ecobonus del 65% già in vigore per le riqualificazioni energetiche. Un intervento da inserire nella prossima legge di Stabilità e il cui costo verrebbe anticipato da un fondo da 4-5 miliardi costituito da Cassa depositi e prestiti insieme a “soggetti privati come banche e operatori di settore”. L’Enea ha pensato a un meccanismo che prevederebbe l’intervento di Cdp per finanziare i lavori, in questo modo sarebbe possibile superare il problema dell’incapienza fiscale e della difficoltà di cedere il credito alle imprese che hanno eseguito i lavori in condominio. La proposta sembra essere stata favorevolmente accolta dal ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e dal viceministro dell’Economia, Enrico Morando, prevedendo l’introduzione di una figura intermedia, Esco o multiutility, che si faccia garante degli interventi. Il governo ha deciso di snellire le procedure e creare un fondo che anticipi la spesa delle aziende. Tale fondo fornirà i soldi a una Esco, società di specializzazione in lavori di riqualificazioni, o a una multiutility. Il 65% tornerà alla Esco negli anni in detrazioni (di fatto una cessioni di credito). Il 10% del costo sarà anticipato dai condomini che pagheranno il resto in bolletta come per il canone Rai, con un piccolo interesse. Secondo Delrio, il mercato potenziale vale tra i 10 e i 12 miliardi. Il nuovo meccanismo si applicherebbe agli interi edifici condominiali, in ottica di un efficientamento profondo con il beneficio esteso a tutte le unità del condominio. Il costo degli interventi verrebbe finanziato per il 90% da un fondo ad hoc, mentre il rimanente 10% resterebbe a carico dei proprietari. Il fondo recupererebbe in 10 anni il 65% dell’investimento attraverso il bonus Irpef e in parte sarebbe rimborsato con una quota minore a carico degli inquilini del palazzo, pagabile a rate su un orizzonte decennale. Il piano del governo è stato accolto favorevolmente da Legambiente. In una nota, Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, ha affermato: “La proposta del Ministro Delrio, di puntare sulla riqualificazione energetica degli edifici condominiali va nella giusta direzione per rilanciare l’economia: rilanciando il settore edilizio, in crisi da tempo, puntando proprio sulla riqualificazione energetica diffusa delle città italiane”. Legambiente ha poi sottolineato che sono circa venti milioni gli italiani che vivono in edifici condominiali dove pagano bollette che possono arrivare fino a 2mila euro per il riscaldamento. Edifici colabrodo da un punto di vista energetico che, per ottenere un’adeguata climatizzazione, contribuiscono enormemente all’inquinamento delle città. Secondo Legambiente, l’intervento nella Legge di stabilità dovrebbe perseguire tre obiettivi fondamentali, in grado di far superare le barriere oggi esistenti per questi interventi.
- Dare certezza all’ecobonus per le riqualificazione energetica attraverso una proroga di almeno tre anni, indispensabile per permettere gli interventi anche dove occorre ottenere il consenso dei diversi condomini.
- Revisione delle detrazioni fiscali previste dagli ecobonus, per premiare la riduzione dei consumi energetici da parte delle famiglie. Bisogna superare l’attuale divisione degli incentivi - al 50% la detrazione per interventi senza obblighi energetici e al 65% gli altri - per passare a un sistema trasparente e premiale legato al salto di classe energetica delle abitazioni, in modo da garantire davvero alle famiglie una riduzione dei consumi per il riscaldamento e delle bollette.
- Semplificazione degli interventi di retrofit energetico degli edifici, per superare il paradosso per cui nel nostro Paese gli interventi per realizzare cappotti termici e schermature solari con obiettivi di riduzione energetica e miglioramento della qualità degli edifici sono difficilissimi da realizzare, quando invece, proprio in quegli edifici costruiti a partire dagli anni Cinquanta ciò sarebbe una vera necessità, oltre che una grande opportunità per riqualificare complessivamente il patrimonio abitativo delle città.
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martedì 23 giugno 2015

Nuovo Ape: slitta all'1 ottobre il Modello Unico Nazionale

Nuovo Ape: slitta all'1 ottobre il Modello Unico Nazionale
Le nuove regole sulla certificazione energetica degli edifici entreranno in vigore l’1 ottobre, contrariamente alle previsione, il nuovo Ape slitta nuovamente.
C’è ancora un rinvio per l’entrata in vigore del nuovo Ape, inizialmente previsto all’1 luglio, era poi passato ad agosto e, stando alle recenti disposizioni, il termine dovrebbe essere ormai stato fissato all’1 ottobre, data in cui l’Attestato Unico Nazionale sarà ufficiale. Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, dunque, ha avuto il via libera da Regioni e autonomie sul fronte della certificazione energetica. Lo slittamento del nuovo Ape è dovuto, prevalentemente, alla necessità di concedere un ampio margine ai professionisti per aggiornarsi. La Conferenza Unificata, nella seduta del 18 giugno 2015, dunque, conferma l’entrata in vigore delle “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”. Ed ecco cosa viene definito dal decreto approvato dalla Conferenza a proposito del nuovo Ape, che in linea generale intende unificare le metodologie di calcolo su tutto il territorio nazionale ed un sistema informativo che chiarisca ai cittadini informazioni chiare e definite sulla certificazione energetica. Un breve riassunto sul nuovo Ape:
- Semplificazione delle metodologie di calcolo per gli edifici caratterizzati da ridotte dimensioni e prestazioni energetiche di modesta qualità, finalizzate a ridurre i costi a carico dei cittadini;
- Definizione dell’Attestato di Prestazione Energetica, il nuovo Ape dovrà comprendere tutti i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio per la valutazione ed il confronto di edifici diversi;
- Un nuovo schema da utilizzare per gli annunci di vendita o affitto di un immobile da esporre nelle agenzie immobiliari in modo da rendere uniformi le informazioni sulla qualità energetica degli edifici;
- Definizione di un sistema informativo unico per tutto il territorio nazionale, denominato SIAPE (Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica), che comprenderà la gestione di un catasto unificato degli edifici, degli attestati di prestazione energetica e dei controlli e ispezioni pubblici, che sarà realizzato da ENEA. Il nuovo Ape introduce nuove classificazione di prestazione energetica degli immobili. Nel complesso sono 10: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G (dal più efficiente al meno efficiente). Sarà inoltre richiesto l’inserimento di un nuovo indicatore della prestazione energetica ed invernale ed estiva dell’involucro, al netto degli impianti presenti. Oltre alle Linee Guida, in occasione della Conferenza Unificata c’è stato spazio anche per discutere del decreto Mise che fornisce al progettista le indicazioni per compilare la relazione tecnica di progetto che attesti la conformità alle prescrizioni per il risparmio energetico e dei relativi impianti termici.
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mercoledì 5 novembre 2014

Ecobonus per il fotovoltaico: requisiti tecnici e adempimenti


Ecobonus per il fotovoltaico: requisiti tecnici e adempimenti
L’ecobonus per il fotovoltaico rientra fra le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, come per l’installazione di pannelli solari. E consente al contribuente di portare in detrazione d’imposta il 65%, o 50% dal 2015, della spesa sostenuta per queste installazioni. La detrazione va fruita in 10 anni con il modello 730 o Unico. Ma sono indispensabili idonei requisiti tecnici, adempimenti e documentazioni.
Premettiamo che l’agevolazione per il risparmio energetico è fruibile per una serie di tipologie di interventi da effettuarsi in casa o sugli edifici, a condizione che l’edificio sia già esistente e non in costruzione, che sia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso. Vediamo quali sono le condizioni per fruire dell’ecobonus per il fotovoltaico.
Premesso ancora che per gli interventi di installazione di pannelli solari spetta la detrazione fiscale massima di 60.000 euro, precisiamo che, per fruire dell’ecobonus per il fotovoltaico, gli interventi devono riguardare in particolare l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda non solo per usi domestici o industriali, ma anche per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.
Requisiti tecnici
Per beneficiare dell’ecobonus per il fotovoltaico, i pannelli solari e i bollitori impiegati devono avere una garanzia di almeno cinque anni, gli accessori e i componenti elettrici ed elettronici devono essere garantiti per almeno due anni. E inoltre, devono essere in possesso di una certificazione di qualità conforme alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976 rilasciata da un laboratorio accreditato.
Documentazione
Per poter beneficiare dell’ecobonus per il fotovoltaico il contribuente deve produrre una serie di documentazioni da trasmettere all’ENEA e da conservare per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Asseverazione
Uno degli adempimenti richiesti per fruire dell’ecobonus per il fotovoltaico è l’asseverazione dell’intervento per l’installazione dei pannelli solari. Ovvero:
- Un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per i pannelli e i bollitori e in due anni per gli accessori e i componenti tecnici);
- Che i pannelli siano conformi alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera;
- Che l’installazione degli impianti sia stata eseguita in conformità ai manuali d’installazione dei principali componenti.
Se i pannelli solari sono realizzati in autocostruzione, può essere prodotto l’attestato di partecipazione ad uno specifico corso di formazione da parte del soggetto beneficiario.
L’asseverazione può essere sostituita dalla dichiarazione del direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate. O anche dichiarata nella relazione che ne attesta la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici.
Per gli altri adempimenti per i pannelli solari, anche da trasmettere all’Enea, non è più obbligatorio l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica. La documentazione va trasmessa all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
I pagamenti
I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico, in presenza di persona fisica. Il sistema di pagamento è quello del bonifico parlante, contenente una serie di dati aggiuntivi rispetto ai bonifici disposti normalmente per altri pagamenti.
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giovedì 24 gennaio 2013

DAGLI ELETTRODOMESTICI ALLA CASA PIU' EFFICIENTE: IL CASO BOSCH


Dagli elettrodomestici alla casa più efficiente: il caso Bosch.
Sempre più aziende private cominciano ad impegnarsi realmente nella creazione di soluzioni utili all'efficientamento energetico degli immobili: non si tratta soltanto di elettrodomestici di classe A o A++, ma proprio di studio, progettazione e creazione di tecnologie in grado di generare risparmi cospicui.
In particolare sta suscitando grandissimo interesse l’esperimento creato dalla ditta tedesca Bosch che a Chattahoochee Hills, una piccola cittadina ad alcuni chilometri da Atlanta negli Stati Uniti, ha portato all'edificazione della Net Zero Home, uno stabile in grado di produrre autonomamente molta più energia di quanta non ne consumi.
L’altissimo livello di efficienza energetica della Net Zero Home è garantito dalla presenza di elettrodomestici appartenenti alla sola classe A++ ma anche da un sofisticato impianto di pannelli solari che conta ben 18 punti di installazione e una pompa di calore.
La Net Zero Home riesce a sfruttare tutta l’energia pulita che producono il sole e la terra trasformandola in acqua calda e riscaldamento per gli ambienti. Al di là dell’ovvio intento pubblicitario e mediatico, comunque ampiamente raggiunto, con l’edificazione di questo immobile Bosch ha voluto dimostrare come sia realmente fattibile creare in modo naturale molta più energia di quanta non ne occorra alla nostra casa riuscendo, cosa non trascurabile, ad alleggerire di molto le bollette di ogni famiglia. Se infatti si va ad analizzare i costi, si noterà che quelli necessari a realizzare immobili come la Net Zero Home non sono alti, mentre sempre maggiori sono quelli delle bollette di luce e gas, lievitati nel 2012 di oltre l’8%.