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venerdì 22 novembre 2019

Jesi, Luminoso Appartamento di 105 mq. in buone condizioni

JESI (zona San Giuseppe)
A pochi minuti dal centro, luminoso Appartamento di 105 mq. in buone condizioni.
La soluzione abitativa, posta al 2° piano di una trifamiliare, è composta da: Ampio e luminoso soggiorno, cucina abitabile, due camere con pavimentazione in parquet, bagno, ripostiglio finestrato e balconi in tutte le stanze.
Si ha, inoltre, la possibilità di ricavare una terza camera.
Completano la proprietà: Soffitta con caminetto e acqua, garage di 20 mq.,
cantina e piccolo giardino.
Caldaia recentemente rifatta.
Classe Energetica: F.
AJS 3120 - euro 130.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

www.immobiliarebellitalia.com

Jesi, Appartamento di 105 mq. in buone condizioni

JESI (zona Viale del Lavoro)
In posizione tranquilla, Appartamento di 105 mq. in buone condizioni.
Situato al primo piano di una palazzina quadrifamiliare, l’immobile è composto da: Soggiorno, cucina con tinello e balcone, tre camere, di cui una con balcone, bagno e soffitta.
Completano la proprietà: Garage piastrellato di 20 mq., giardino di 25 mq.
e posto auto nella corte condominiale.
La soluzione viene venduta parzialmente arredata ed è dotata di impianto di condizionamento.
Recentemente sono stata sostituite le tapparelle e messi i doppi vetri.
AJE 4186 - euro 140.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860


Jesi, Luminoso Appartamento di 110 mq.

JESI (zona Gallodoro)
In tranquillo contesto, luminoso appartamento di 110 mq. composto da: Ampio salone, sala da pranzo con tinello, 2 camere matrimoniali, bagno e 2 balconi.
Completano la proprietà: Soffitta di 45 mq. e garage.
Classe Energetica: G. Indice di prestazione energetica: >132,5 KWH/mq.anno.
AJE 9595 - euro 120.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

giovedì 3 ottobre 2019

Ristrutturare casa: meglio sconto sul prezzo o cessione della detrazione?

Ristrutturare casa: meglio sconto sul prezzo o cessione della detrazione?
Qual è la scelta migliore quando si vuole risparmiare sulle ristrutturazioni? Per quanto riguarda i lavori agevolabili fiscalmente, compresi quelli per l'efficientamento energetico, il decreto crescita prevede due possibilità: la cessione della detrazione oppure uno sconto sul prezzo da parte del fornitore. Cosa conviene di più?
Per quali lavori è possibile scegliere
Come riportato da un articolo de Il Sole 24 Ore, le tipologie di ristrutturazione che permettono questa scelta sono quattro: in primo luogo tutti gli interventi sul risparmio energetico passibili di ecobonus, su parti comuni di condomini o su singole unità abitative, detraibili dal 50% al 75%.
Rientrano in questa possibilità anche due tipi di misure antisismiche: quelle effettuate su parti comuni di edifici condominiali che permettano di ridurre di 1 o 2 classi di rischio, detraibili dal 75% all'85%; quelle combinate con la riqualificazione energetica, che prevedono una detrazione all'80% o all'85%.
L'ultima tipologia riguarda l'acquisto di unità immobiliari da imprese che le abbiano demolite e ricostruite, anche in questo caso con una detrazione di 1 o 2 classi di rischio sismico, detraibili dal 75% all'85%. 
Guardare al caso concreto
Più che fare un ragionamento teorico, è meglio tenere conto delle circostanze concrete: in particolare, i prezzi reali e quale ditta si occuperà dei lavori. La legge prevede, ad esempio, che lo sconto sia pari all'ammontare della detrazione: per questa ragione esso può apparire come l'opzione più conveniente. Ma se chi propone lo sconto aumenta il prezzo di partenza, il vantaggio sarà azzerato. È quindi utile confrontare le proposte dei vari operatori sul mercato.
L'altro passaggio è capire quale tipo di azienda seguirà la ristrutturazione: quelle medio grandi potrebbero subappaltare i lavori a imprese di minori dimensioni, per guadagnare nonostante lo sconto.
Cessione ai familiari 
Il più delle volte, le imprese non sono disposte ad acquistare credito d'imposta e agire come una specie di banca per il cliente. Si può, tuttavia, permettere ad altri soggetti di ricevere la cessione. Questo conviene soprattutto se il proprietario dell'immobile è un contribuente incapiente, perché il bonus può anche essere comprato da una banca, da un conoscente o un parente: in questo caso il credito rimane in famiglia e si evitano dispersioni.
Se si parla di beneficiario non incapiente, invece, la detrazione può essere ceduta solo al fornitore o a un altro soggetto privato legato in qualche modo al rapporto che ha generato il bonus, ad esempio un altro condominio o il cointestatario dell'immobile.
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venerdì 27 settembre 2019

Cinque consigli per scegliere il mutuo migliore

Cinque consigli per scegliere il mutuo migliore
In un momento in cui il mercato dei mutui è caratterizzato da tassi ai minimi, sia per i contratti a tasso fisso che a tasso variabile, le soluzioni sembrano tutte ugualmente convenienti. Quali consigli seguire allora per non perdersi nel mare magnum delle offerte? Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline, ci dà qualche suggerimento.
"Quando il prezzo di un bene o servizio si riduce molto, - spiega Anedda - cala anche l'attenzione sul come differenziare la scelta, dato che ogni scelta è buona. In realtà, per quanto sia vero che il costo dei mutui è oggi ai liiti assoluti, ciò non significa che le offerte siano tutte uguali; anche in questa situazione possono esserci differenze significative"
A cosa prestare attenzione allora per scegliere il mutuo giusto? Risponde Anedda:
1.Scegliere il mutuo guardando ai costi
"Per quanto il denaro costi poco, non è detto che ogni banca faccia le stesse offerte, propona gli stessi servizi e segua le stesse politiche di prezzo. A parità di tassodi interesse del mutuo, potrebbero essere proposti dei servizi (ad esempio per quanto riguarda le perizie) a costi anche molto differenti da banca a banca. Scegliere il miglior rapporto qualità prezzo relativamente ai servizi può essere un buon modo per orientarsi."
2. Scegliere il mutuo guardando ai tassi
"Non basta guardare solo il tasso di interesse del mutuo, ma occorre confrontare il Taeg, che rappresenta il costo finito del mutuo (compreso di tutti i servizi e le spese accessorie). Bisogna rendersi conto che, in un momento in cui i tassi sono alti, una differenza di pochi decimi di punto nel tasso finale non si percepisce molto. Ma in un momento come il presente, quando i tassi sono molto bassi, anche una lieve variazione percentuale può tradursi in aumenti di costo importante. d esempio, se il miglior tasso è lo 0,6% arrivare ad un 1% significa incrementare i costi di quasi il doppio."
3. Scegliere il mutuo giusto per le proprie esigenze
"Ognuno sa che uso vuole fare del mutuo richiesto, e conosce il proprio profilo, la propria rata sostenibile, l'importo che desidera chiedere. Tutto questo determina il tipo di mutuo che si può scegliere. Ad esempio si può decidere di anticipare gran parte della liquidità per chiedere solo una somma ridotta da rimborsare più in fretta. O al contrario si può richiedere una somma maggiore preferendo preservare la propria liquidità per investirla magari in maniera alternativa e generare una rendita alternativa che vada a compensare almeno in parte le spese del mutuo."
4. Scegliere la miglior offerta di mutuo
“Esistono molte tipologie di mutui, con varie formule che combinano i vari tassi. Questo può essere quindi un criterio per scegliere in un senso o nell’altro. E’ vero che ieri si tendeva ad offrire prodotti più complessi, mentre oggi, dal momento che la differenza di costo tra formule a tasso fisso e variabile si fa sempre più sottile, si va verso una maggiore semplificazione dell’offerta”.
5. Scegliere la banca per il mutuo
“Anche la semplice scelta della banca presso cui stipulare il mutuo può costituire una discriminante. Può trattarsi di una banca che per qualche ragione ispira fiducia, o che propone offerte particolari, oppure può essere la banca presso la quale si possiede già un conto corrente”.
"In una parola, - conclude Roberto Anedda -  per scegliere al meglio occorre confrontare. Non lo dico solo perché Mutuionline è un comparatore, ma perché è un fatto che comparando le varie offerte si può individuare la migliore per sé, con risparmi considerevoli. Se questo non fosse vero, i comparatori non avrebbero avuto così lunga vita."
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mercoledì 25 settembre 2019

Jesi, Appartamento di 95 mq. da rivedere internamente con garage

JESI (zona Gramsci)
In posizione riservata, Appartamento di 95 mq. posto al primo piano rialzato di un immobile in buone condizioni.
La soluzione abitativa, da rivedere internamente, è così composta: Sala, cucinino e tinello con balcone, due camere matrimoniali e bagno.
Completano la proprietà: Garage di 25 mq., piccolo orto e corte condominiale.
AJS 3183 euro 115.000 
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860


martedì 24 settembre 2019

Moie, Appartamento di 90 mq. con ingresso indipendente

MOIE
In complesso residenziale di recente costruzione, Appartamento di 90 mq. al piano terra con ingresso indipendente.
La soluzione è così composta: Luminoso soggiorno con angolo cottura, due camere e doppi servizi.
L'immobile è dotato di riscaldamento a pavimento, impianto di condizionamento e di allarme.
Completano la proprietà: Giardino di 220 mq. in parte piastrellato, garage di 33 mq. e cantina.
Classe Energetica: A.
Possibilità di acquistare l'appartamento completo di arredo.
AMA 3232 euro 178.000

Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.20686

Ecobonus: potranno beneficiarne i genitori che prestano denaro per i lavori

Ecobonus: potranno beneficiarne i genitori che prestano denaro per i lavori
Dopo l'approvazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, ora è ufficiale: l'Ecobonus potrà essere ceduto ai genitori che hanno prestato denaro al proprio figlio per effettuare interventi di risparmio energetico. Il chiarimento è contenuto nella risposta data dall'Agenzia, il 22 luglio scorso, a un contribuente che non paga Irpef e non può quindi usufruire della detrazione.
La cessione dell'Ecobonus
Come riportato da Repubblica.it, questa risoluzione rappresenta solo in parte una novità: è dal 2017, infatti, che ciascun contribuente può edere il bonus ad altri. Ai fornitori, ad esempio, come forma di pagamento dei lavori, ma anche alle banche: questa possibilità è riservata però ai soli contribuenti che rientrano nella  no tax area (redditi da lavoro fino a 8 mila euro annui, da pensione fino a 7.500 euro e da lavoro autonomo fino a 4.800 euro). Possono beneficiarne anche altri "soggetti privati", ma devono essere in qualche modo "collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione", come spiega la circolare 11/2008
Le novità più recenti
Tra i soggetti privati ora trovano spazio anche i genitori, a patto che abbiano effettivamente contribuito alle spese. Sarà sufficiente che i soldi siano versati sul conto utilizzato per effettuare i pagamenti ai fornitori: grazie a questo passaggio di denaro, i familiari possono essere considerati come "soggetti collegati" ai lavori, titolari a tutti gli effetti delle riduzioni sulle imposte che ne derivano. Per ottenere il passaggio, è necessario inviare all'Agenzia delle entrate il modello con cui si comunica la cessione del bonus e i dati dei soggetti che lo ricevono. L'invio deve avvenire entro il 28 febbraio dell'anno successivo a quando vengono pagati gli interventi. L'importo potrà essere speso solo per pagare altre imposte, presentando in banca il modello F24 o utilizzando i servizi online dell'Agenzia delle Entrate.
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lunedì 29 luglio 2019

Immobili in costruzione: le tutele legali

Immobili in costruzione: le tutele legali
Acquistare casa è sempre un’operazione delicata, da eseguire con le necessarie cautele. Lo è ancor di più quando si acquista un immobile in costruzione o ancora da costruire.
In tal caso, infatti, l’operazione è soggetta a una serie di rischi e di conseguenze imprevedibili che potrebbero sopraggiungere e ricadere sull’acquirente e sugli acconti versati per l’acquisto, ad esempio un futuro fallimento del costruttore o un suo inadempimento contrattuale.

La legge sugli immobili da costruire
Per tali ragioni, l’ordinamento appronta una serie tutele a vantaggio degli acquirenti di immobili da costruire di cui si occupa il d.lgs. n. 122/2005, la cui disciplina è stata oggetto di rilevanti modifiche ad opera del d.lgs. n. 14/2019, c.d. “Codice della crisi d’impresa”.
Il provvedimento ha integrato e attuato molte delle garanzie già previste nel decreto del 2005. Le maggiori tutele avranno effetto su tutti i contratti (preliminari o definitivi) relativi a fabbricati abitativi per i quali il titolo abilitativo edilizio sia stato richiesto o presentato successivamente al 16 marzo 2019.
La legge sull’acquisto di immobili da costruire trova applicazione quando il venditore è un costruttore, ovvero un imprenditore o una cooperativa edilizia, e l’acquirente è una persona fisica, anche socio di cooperativa edilizia.
Oggetto del contratto di trasferimento della proprietà dovrà essere un “immobile da costruire”, ovvero un immobile per il quale sia stato richiesto il permesso di costruire e che siano ancora da edificare o la cui costruzione non risulti essere stata ultimata versando in stadio tale da non consentire ancora il rilascio del certificato di agibilità.

Il contratto preliminare
Novità rilevanti hanno riguardato la disciplina dell’eventuale contratto preliminare che dovrà essere stipulato necessariamente per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e contenere una serie di elementi richiesti dalla legge.
La previsione è volta a garantire che l’operazione sia supervisionata da un notaio che effettuerà tutte le necessarie verifiche, trascriverà il preliminare nei registri immobiliari e controllerà il rispetto degli obblighi a cui il costruttore è tenuto verso il promissario acquirente.
Sul venditore-costruttore, in particolare, gravano due obblighi a pena di nullità del contratto (che può essere fatta valere solo dall’acquirente): quello di consegnare all’acquirente una garanzia fideiussoria e quello di consegnare una polizza assicurativa indennitaria  di durata decennale.

Il contenuto del preliminare
Nel preliminare, il notaio dovrà indicare gli estremi della fideiussione e l’attestazione di conformità della stessa a un modello ministeriale standard. In assenza di fideiussione Il notaio non stipulerà l’atto.
Ancora, il preliminare dovrà contenere:
– la descrizione dell’immobile da costruire, con i suoi confini, e delle pertinenze;
– gli estremi di eventuali atti d’obbligo e convenzioni urbanistiche stipulati per l’ottenimento dei titoli abilitativi alla costruzione e l’elencazione dei vincoli previsti;
– le caratteristiche tecniche della costruzione;
– i termini massimi di esecuzione della costruzione;
– l’indicazione del prezzo complessivo da corrispondersi in danaro o il valore di ogni altro eventuale corrispettivo, i termini e le modalità per il suo pagamento, la specificazione dell’importo di eventuali somme a titolo di caparra;
– eventuali ipoteche o trascrizioni pregiudizievoli di qualsiasi tipo sull’immobile;
–  gli estremi del permesso di costruire o della sua richiesta se non ancora rilasciato, nonché di ogni altro titolo, denuncia o provvedimento abilitativo alla costruzione;
–  l’eventuale indicazione dell’esistenza di imprese appaltatrici, con la specificazione dei relativi dati identificativi.

La fideiussione
All’atto della stipula del contratto volto al trasferimento non immediato della proprietà o di altro diritto reale di godimento su un immobile da costruire o di un atto avente le medesime finalità, il costruttore è obbligato a rilasciare all’acquirente una fideiussione ottenuta tramite una banca o un’impresa esercente le assicurazioni.
La fideiussione garantisce all’acquirente, qualora il costruttore incorra in una situazione di crisi o in  caso di inadempimento all’obbligo assicurativo, la restituzione delle somme e del valore di ogni altro eventuale corrispettivo effettivamente riscossi e dei relativi interessi legali maturati fino al momento in cui la predetta situazione si è verificata.
La fideiussione è efficace fino a quando l’assicurazione o la banca che l’hanno rilasciata ricevono copia autentica dell’atto di trasferimento della proprietà dell’immobile contenente l’attestazione circa il rilascio della polizza assicurativa decennale postuma.

La polizza assicurativa decennale
Ancora, il costruttore è tenuto, al momento della stipula del contratto di compravendita, a consegnare all’acquirente una polizza assicurativa indennitaria decennale, a copertura dei danni materiali subiti dall’immobile per effetto di rovina totale o parziale o di gravi difetti costruttivi dell’opera e con effetto dalla data di ultimazione dei lavori.
In caso di inadempimento a tale obbligo o mancata consegna della polizza, il notaio non procede a ricevere l’atto e l’acquirente che abbia comunicato al costruttore la propria volontà di recedere dal contratto avrà diritto di escutere la fideiussione.
Il contratto di compravendita dovrà contenere l’indicazione degli estremi identificativi della polizza decennale e della sua conformità al modello predisposto da un decreto ministeriale.
Si evidenzia come, nelle more dell’azione dei decreti che determineranno i modelli standard, le disposizioni relative alla fideiussione e alla polizza assicurativa si applicheranno comunque e il contenuto di entrambe sarà determinato dalle parti nel rispetto di quanto previsto nel testo di legge.

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martedì 23 luglio 2019

Jesi, Appartamento di 50 mq. con ingresso semi-indipendente

JESI (zona San Francesco)
In ottima posizione a due passi dal centro, Appartamento di 50 mq. al piano terra e con ingresso semi-indipendente.
Composto da: Soggiorno, cucinino, camera matrimoniale e bagno.
Completa la proprietà: Corte esclusiva di 50 mq. 
Ristrutturato. Ideale uso investimento.
Classe Energetica: F. Indice di prestazione energetica: <132,5 KWh/mq. anno.
AJE 2155 euro 68.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860


giovedì 11 luglio 2019

Jesi, bellissimo e luminoso appartamento di 100 mq.

JESI (Centro storico)
A due passi da Corso Matteotti, all'ultimo piano di uno stabile ristrutturato, bellissimo e luminoso appartamento di 100 mq. composto da: Soggiorno doppio con camino, cucinotto, due camere, bagno, ripostiglio e balcone. Parquet, riscaldamento a pavimento, aria condizionata.
Ottime le finiture, splendida la posizione.
Classe Energetica: G. Indice di prestazione energetica: >132,5 KWh/mq. anno.
AJE 4140 euro 200.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

mercoledì 10 luglio 2019

Osimo, Appartamento di 85 mq. di recente costruzione

OSIMO
A 5 minuti dal centro della città e in zona ben servita, Appartamento di 85 mq. posto al secondo e ultimo piano di un complesso residenziale di recente costruzione.
La soluzione abitativa è composta da: Soggiorno, cucina abitabile, due camere, due bagni e tre balconi.
Tramite una comoda scala interna, si accede alla soffitta di 70 mq. con travi a vista  terrazzo.
Completano la proprietà: Garage di 24 mq., due posti auto e cantina.
L'immobile è dotato di aria condizionata e si ha inoltre la possibilità di acquistarlo completo di arredo.
AOI 3217 euro 199.000



Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860


lunedì 8 luglio 2019

Jesi, Appartamento di 115 mq. con garage

JESI (zona Parco del Ventaglio)
In contesto residenziale e ben servito, proponiamo appartamento panoramico di 115 mq, in buone condizioni.
Posto al quarto piano di una palazzina dotata di ascensore, la soluzione è composta da: sala, cucina abitabile entrambe con balcone, tre camere con pavimentazione in parquet e due bagni.
Completa la proprietà un comodo garage.
AJE 4282 - euro 180.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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giovedì 13 giugno 2019

Jesi, Attico di 150 mq. in ottime condizioni

JESI (zona Viale Verdi)
In posizione residenziale e ben servita, proponiamo Attico di 150 mq. in ottime condizioni.
La soluzione si trova al terzo piano di una piccola palazzina ed è composta da: Soggiorno, cucina, tre camere, due bagni, ripostiglio, balcone e due terrazze.
Completa la proprietà un garage doppio.
AJE 4265 - euro 235.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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Jesi, in zona ben servita, Appartamento di 100 mq. da rivedere internamente

JESI (zona via Marconi)
In zona ben servita, al secondo ed ultimo piano di una trifamiliare, panoramico Appartamento di 100 mq. da rivedere internamente.
La soluzione abitativa è così suddivisa: Soggiorno con balcone, cucina abitabile, tre camere, due bagni e ripostiglio.
AJE 4238 - euro 65.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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Jesi, Appartamento di 100 mq. con ampia mansarda abitabile

JESI (zona SMIA)
In posizione tranquilla, Appartamento di 100 mq. sito al secondo ed ultimo piano di un piccolo condominio.
L’immobile, in ottime condizioni, è composto da: Soggiorno con stufa a pellet, cucina abitabile, due camere matrimoniali, una camera singola, due bagni e due balconi a livello.
Collegata internamente tramite una comoda scala in legno, ampia mansarda finita come l’appartamento composta da soggiorno con angolo cottura, una camera, un bagno e due ripostigli.
In tutta l’abitazione è presente un bellissimo parquet.
Completa la proprietà, garage di 20 mq.
AJE 4200- euro 215.000 
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mercoledì 12 giugno 2019

Casa passiva: cos'è, quanto costa e quanto si risparmia

Casa passiva: cos'è, quanto costa e quanto si risparmia
Per molti è “la casa del futuro”, ma la prima Passivhaus venne costruita nel 1991. Permette di abbattere i costi di bolletta del 90% aumentando il comfort. Vediamo come funziona.
Anche in Italia, oramai, la casa passiva inizia a essere una scelta abitativa sempre più frequente. Ovviamente, si tratta ancora di una nicchia che, sostanzialmente, può essere assimilata al segmento delle case prefabbricate. Anche per le Passivhaus, infatti, dopo gli scavi le componenti della casa vengono direttamente portate e montate in loco.

Cos’è una casa passiva
Una casa passiva è un edificio che copre la maggior parte del suo fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento interno ricorrendo a dispositivi passivi. Per farlo utilizza una minima fonte energetica di riscaldamento interna all'edificio ovvero senza alcun impianto di riscaldamento tradizionale come caldaia e termosifoni o sistemi analoghi.
È detta "passiva" perché la somma degli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all'edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda.

La prima Passivehaus venne realizzata nel 1991, progettata dal fisico tedesco Wolfgang Feist e Bo Adamson, ricercatore presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Lund in Svezia. L’approccio rivoluzionario dei due accademici risiedeva, sostanzialmente, nell’unione di diverse componenti:
- coibentazione adeguata;
- nessuna dispersione d’aria (niente fori piccoli o grandi in casa);
- niente ponti termici (il ponte termico non è altro che una zona locale dell'involucro termico, in cui si manifesta una discontinuità tale che il flusso di calore tra l'interno e l'esterno sia differente, quasi sempre maggiore rispetto al resto delle strutture, causando di conseguenza dei punti freddi);
- adeguate finestre (con triplo vetro);
- esposizione correttamente orientata (al sole inverno e ombreggiata d’estate);
- ventilazione meccanica controllata aria pulita senza lasciar uscire il calore.

Feist e Adamson dimostrarono che anche senza caldaia, caminetto e impianti di climatizzazione è comunque possibile riscaldare una casa. Una casa passiva ha bisogno del 90% in meno di energia rispetto a una casa tradizionale.
Per poter essere classificati come Passivhaus, gli edifici devono rispettare alcuni parametri quali:
- indice energetico di riscaldamento < 15 kWh/m² anno;
- indice energetico di raffrescamento < 15 kWh/m² anno;
- indice energetico primario (riscaldamento, raffrescamento, deumidificazione, acqua calda sanitaria, corrente elettrica) < 120 kWh/m² anno;
- classe comfort ISO 7730 A.

Come funziona una casa passiva
Una casa passiva ha bisogno del 90% in meno di energia rispetto a una casa tradizionale. Si riscalda ottimizzando ogni fonte: calore corporeo, elettrodomestici, lampadine e persino tv.
Ovviamente, questi elementi da soli non bastano. Per rendere efficiente una casa passiva bisogna puntare sugli elementi sopracitati, al fine di non disperdere il calore e conservarlo nella maniera corretta. Il punto da cui partire, quindi, è l’isolamento termico.

Lo spessore del materiale isolante, infatti, è superiore rispetto allo standard delle case tradizionale (circa 30 centimetri contro 8/10), e viene collocato strato più esterno della parete e non internamente come avviene di solito. L’isolante è disposto su tutte le pareti esterne dell’edificio nella loro interezza, senza tralasciare la corretta coibentazione del tetto.
E parlando di spessore, va sottolineata anche l’importanza delle finestre, il vetro deve essere triplo. Inoltre, devono essere grandi, in modo da aumentare la luminosità e di conseguenza il calore prodotto dai raggi solari.

Una casa passiva argina il problema della necessità della circolazione dell’aria con un sistema di ventilazione controllata che, attraverso un motore ad alta efficienza energetica e un dispositivo per lo scambio di calore, permette all’aria in entrata di assorbire fino all’80-90% del calore dell’aria in uscita, prima di circolare all’interno.
La ventilazione controllata serve anche a uniformare la temperatura delle diverse stanze dell’edificio. Recupera il calore dalle stanze dove se ne produce di più (come il bagno, la cucina, e gli ambienti più affollati) per cederlo alle stanze più fredde come le camere da letto e il soggiorno. Allo stesso tempo, permette di ricambiare l’aria viziata.
Ma ogni progetto dipende dalle caratteristiche del territorio dove sorge, alcune sfruttano ad esempio la geotermia, il calore naturale del terreno, attraverso tubature interrate nel giardino o nel cortile che si diramano nell’edificio.
A fare la differenza, spesso, è anche lo studio dell’esposizione solare abbinato all’uso di moderne tecnologie fotovoltaiche. L’ombreggiatura, invece, può essere fatta sia con elementi architettonici, sia grazie alla piantumazione di specie vegetali adeguate, magari alberi che perdono il fogliame in inverno, lasciando passare i raggi del sole quando sono più necessari, salvo poi ricrescere e creare ombra in estate.

Quanto costa e quanto si risparmia
Per quanto riguarda il prezzo chiavi in mano di una casa passiva, non esiste una risposta certa e univoca. Molto, infatti, dipende dalle caratteristiche del territorio e dai materiali necessari per garantire gli standard Passivhaus. Con buona approssimazione, il costo medio si aggira sui 2.000 al mq, circa il 10/20% più cara rispetto a una casa tradizionale.
Le voci che fanno lievitare il prezzo, al netto della progettazione, sono le seguenti:
- Impianto fotovoltaico e pannelli solari che può costare 10.000 – 15.000 euro;
- Caldaia a pellet o biomassa da 5.000 – 8.000 euro;
- Cappotto termico del tetto e delle pareti che può costare in media 50 -70 euro al mq;
- Utilizzo di Infissi e finestre a doppio o triplo vetro da 400 – 600 euro al mq.
È persino superfluo, invece, parlare del risparmio energetico. Come detto sinora, infatti, una casa passiva consente di avere una bolletta pari a zero, o giù di lì. 

lunedì 10 giugno 2019

Jesi, Appartamento di 80 mq. con terrazzo di 30 mq.

JESI (zona San Francesco)
In posizione riservata ma vicino a tutti i servizi, Appartamento di 80 mq. posto al terzo piano.
L’immobile è così composto: Soggiorno con terrazzo di 30 mq., cucina abitabile, due camere, due bagni e due balconi.
Completa la proprietà un garage di 12 mq.
Classe Energetica: E.
AJS 3224 - euro 160.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

Jesi, Appartamento di 80 mq. al secondo piano

JESI (zona San Francesco)
A due passi dal centro e da tutti i servizi, Appartamento di 80 mq.
L’immobile è posto al secondo piano ed è così suddiviso: Soggiorno, cucina abitabile con balcone, due camere e bagno.
La soluzione è dotata di impianto di condizionamento.
Completano la proprietà: Giardino di 12 mq., garage di 20 mq. e cantina.
AJS 3119 - euro 119.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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giovedì 30 maggio 2019

Imu: cos'è, come si calcola e come si paga

Imu: cos'è, come si calcola e come si paga
Si avvicina la scadenza per il pagamento dell'Imu, che dovrà essere versata entro il 17 giugno 2019. In attesa dell'appuntamento con il fisco, vediamo tutte le informazioni utili sull'imposta municipale unica (Imu).
Prima di tutto bisognerà rispondere a una domanda: cos'è l'Imu? Introdotta dal decreto legge n 201/2011, la Manovra Monti, l'imposta municipale unica è stata considerata sperimentale fino al 2014, per poi entrare a pieno regime a partire dal 2015.
Quando si paga l'Imu
La prima rata va versata il 17 giugno 2019, mentre la seconda rata dovrà essere versata entro il 16 dicembre 2019. L'acconto è pari al 50% dell'imposta calcolato sulla base delle aliquote previste dai Comuni, mentre la seconda rata si calcola con conguaglio sulla prima rata.
Imu e tasi: le due imposte sulla casa
L'imposta municipale unica (Imu) deve essere corriposta insieme alla Tasi, il servizio che serve per la copertura dei servizi indivisibili erogati dal Comune.
Chi paga l'Imu?
A pagare l'Imu sono i proprietari di tutti gli immobili diversi dall'abitazione principale - a meno che non sia di lusso - o titolari di altro diritto reale quale usufrutto, comodato d'uso, abitazione e superficie.
Imu prima casa, si paga?
L'Imu sulla prima casa non si paga, a meno che l'abitazione posseduta non rientri nelle categorie catastali A/1 (case signorili); A/2 (ville); A/8 (castelli). In questo caso si paga un'imposta pari al 4 per mille e si beneficia di una detrazione prima casa, il cui importo è fissato tramite delibera comunale del Comune in cui è ubicato l'immobile oggetto di tassazione.
L'Imu prima casa non si paga se l'abitazione rientra nelle seguenti categorie catastali: A/2 (abitazione di tipo civile); A/3 (abitazioni di tipo economico); A/4 (abitazioni di tipo popolare); A/5 (abitazioni di tipo ultrapopolare); A/6 abitazioni di tipo rurale; A/7 (abitazioni in villini).
Un caso particolare è la categoria catastale A/7, che pur essendo di un certo valore non pagano Imu e Tasi qualora siano adibiti ad abitazione principale.
Imu sulla seconda casa
L'Imu è dovuta sulla seconda casa. A dovere pagare l'Imu per il 2018 sono quindi i seguenti soggetti:
- possessori di immobili, terreni e aree fabbricati a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o diritto di superficie;
- assegnatari della casa coniugale in seguito a separazione, divorzio o annullamento del matrimonio, ad eccezione della prima casa;
- concessionari di aree demaniali;
- locatori in caso di leasing immobiliare.
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