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giovedì 3 ottobre 2019

Ristrutturare casa: meglio sconto sul prezzo o cessione della detrazione?

Ristrutturare casa: meglio sconto sul prezzo o cessione della detrazione?
Qual è la scelta migliore quando si vuole risparmiare sulle ristrutturazioni? Per quanto riguarda i lavori agevolabili fiscalmente, compresi quelli per l'efficientamento energetico, il decreto crescita prevede due possibilità: la cessione della detrazione oppure uno sconto sul prezzo da parte del fornitore. Cosa conviene di più?
Per quali lavori è possibile scegliere
Come riportato da un articolo de Il Sole 24 Ore, le tipologie di ristrutturazione che permettono questa scelta sono quattro: in primo luogo tutti gli interventi sul risparmio energetico passibili di ecobonus, su parti comuni di condomini o su singole unità abitative, detraibili dal 50% al 75%.
Rientrano in questa possibilità anche due tipi di misure antisismiche: quelle effettuate su parti comuni di edifici condominiali che permettano di ridurre di 1 o 2 classi di rischio, detraibili dal 75% all'85%; quelle combinate con la riqualificazione energetica, che prevedono una detrazione all'80% o all'85%.
L'ultima tipologia riguarda l'acquisto di unità immobiliari da imprese che le abbiano demolite e ricostruite, anche in questo caso con una detrazione di 1 o 2 classi di rischio sismico, detraibili dal 75% all'85%. 
Guardare al caso concreto
Più che fare un ragionamento teorico, è meglio tenere conto delle circostanze concrete: in particolare, i prezzi reali e quale ditta si occuperà dei lavori. La legge prevede, ad esempio, che lo sconto sia pari all'ammontare della detrazione: per questa ragione esso può apparire come l'opzione più conveniente. Ma se chi propone lo sconto aumenta il prezzo di partenza, il vantaggio sarà azzerato. È quindi utile confrontare le proposte dei vari operatori sul mercato.
L'altro passaggio è capire quale tipo di azienda seguirà la ristrutturazione: quelle medio grandi potrebbero subappaltare i lavori a imprese di minori dimensioni, per guadagnare nonostante lo sconto.
Cessione ai familiari 
Il più delle volte, le imprese non sono disposte ad acquistare credito d'imposta e agire come una specie di banca per il cliente. Si può, tuttavia, permettere ad altri soggetti di ricevere la cessione. Questo conviene soprattutto se il proprietario dell'immobile è un contribuente incapiente, perché il bonus può anche essere comprato da una banca, da un conoscente o un parente: in questo caso il credito rimane in famiglia e si evitano dispersioni.
Se si parla di beneficiario non incapiente, invece, la detrazione può essere ceduta solo al fornitore o a un altro soggetto privato legato in qualche modo al rapporto che ha generato il bonus, ad esempio un altro condominio o il cointestatario dell'immobile.
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venerdì 27 settembre 2019

Cinque consigli per scegliere il mutuo migliore

Cinque consigli per scegliere il mutuo migliore
In un momento in cui il mercato dei mutui è caratterizzato da tassi ai minimi, sia per i contratti a tasso fisso che a tasso variabile, le soluzioni sembrano tutte ugualmente convenienti. Quali consigli seguire allora per non perdersi nel mare magnum delle offerte? Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline, ci dà qualche suggerimento.
"Quando il prezzo di un bene o servizio si riduce molto, - spiega Anedda - cala anche l'attenzione sul come differenziare la scelta, dato che ogni scelta è buona. In realtà, per quanto sia vero che il costo dei mutui è oggi ai liiti assoluti, ciò non significa che le offerte siano tutte uguali; anche in questa situazione possono esserci differenze significative"
A cosa prestare attenzione allora per scegliere il mutuo giusto? Risponde Anedda:
1.Scegliere il mutuo guardando ai costi
"Per quanto il denaro costi poco, non è detto che ogni banca faccia le stesse offerte, propona gli stessi servizi e segua le stesse politiche di prezzo. A parità di tassodi interesse del mutuo, potrebbero essere proposti dei servizi (ad esempio per quanto riguarda le perizie) a costi anche molto differenti da banca a banca. Scegliere il miglior rapporto qualità prezzo relativamente ai servizi può essere un buon modo per orientarsi."
2. Scegliere il mutuo guardando ai tassi
"Non basta guardare solo il tasso di interesse del mutuo, ma occorre confrontare il Taeg, che rappresenta il costo finito del mutuo (compreso di tutti i servizi e le spese accessorie). Bisogna rendersi conto che, in un momento in cui i tassi sono alti, una differenza di pochi decimi di punto nel tasso finale non si percepisce molto. Ma in un momento come il presente, quando i tassi sono molto bassi, anche una lieve variazione percentuale può tradursi in aumenti di costo importante. d esempio, se il miglior tasso è lo 0,6% arrivare ad un 1% significa incrementare i costi di quasi il doppio."
3. Scegliere il mutuo giusto per le proprie esigenze
"Ognuno sa che uso vuole fare del mutuo richiesto, e conosce il proprio profilo, la propria rata sostenibile, l'importo che desidera chiedere. Tutto questo determina il tipo di mutuo che si può scegliere. Ad esempio si può decidere di anticipare gran parte della liquidità per chiedere solo una somma ridotta da rimborsare più in fretta. O al contrario si può richiedere una somma maggiore preferendo preservare la propria liquidità per investirla magari in maniera alternativa e generare una rendita alternativa che vada a compensare almeno in parte le spese del mutuo."
4. Scegliere la miglior offerta di mutuo
“Esistono molte tipologie di mutui, con varie formule che combinano i vari tassi. Questo può essere quindi un criterio per scegliere in un senso o nell’altro. E’ vero che ieri si tendeva ad offrire prodotti più complessi, mentre oggi, dal momento che la differenza di costo tra formule a tasso fisso e variabile si fa sempre più sottile, si va verso una maggiore semplificazione dell’offerta”.
5. Scegliere la banca per il mutuo
“Anche la semplice scelta della banca presso cui stipulare il mutuo può costituire una discriminante. Può trattarsi di una banca che per qualche ragione ispira fiducia, o che propone offerte particolari, oppure può essere la banca presso la quale si possiede già un conto corrente”.
"In una parola, - conclude Roberto Anedda -  per scegliere al meglio occorre confrontare. Non lo dico solo perché Mutuionline è un comparatore, ma perché è un fatto che comparando le varie offerte si può individuare la migliore per sé, con risparmi considerevoli. Se questo non fosse vero, i comparatori non avrebbero avuto così lunga vita."
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lunedì 13 maggio 2019

Imu prima casa 2019, si paga o no?

Imu prima casa 2019, si paga o no?
Si avvicina la scadenza (17 giugno) per il pagamento della seconda rata Imu per il 2019. Ma molti proprietari di immobili si chiedono ancora se si paga l'Imu sulla prima casa.
Imu prima casa, chi paga
Per quanto riguarda la prima casa, è prevista l'esenzione. Il pagamento dell'Imu avviene solo se l'abitazione è considerata di lusso: e quindi se rientra nelle categorie catastali A/1, A/8 E A/9, ovvero casa signorili, ville e castelli. Se l'immobile di proprietà rientra in una di queste categorie, allora l'Imu si paga con un'aliquota del 4 per mille. Ma in qusto caso si ha anche diritto a una detrazione sulla prima casa, il cui importo viene stabilito dal Comune di appartanenza con una specifica delibera.
L'esenzione è prevista anche quando l'immobile adibito ad abitazione principale rientra in una di queste categorie catastali:
- A/2 abitazioni di tipo civile;
- A/3 abitazioni di tipo economico;
- A/4 abitazioni di tipo ultrapopolare;
- A/5 abitazioni di tipo utrapopolare;
- A/6 abitazioni di tipo rurale;
- A/7 abitazioni in villini.
Proprio quest'ultima categoria catastale è stata soggetto di controversia perché pur essendo fabbricati di un certo valore sono esenti dal pagamento dell'Imu se adibiti ad abitazione principale.
Imu: cosa si intende per prima casa
Va specificato che, più che di prima casa, sarebbe più corretto parlare di abitazione principale per l'immobile iscritto nelle categorie catastali dalla A/1 alla A/9 nei casi in cui il proprietario e la sua famiglia vivano abitualmente nella stessa casa presso la quale hanno anche la residenza anagrafica.
Se invece i componenti del nucleo familiare hanno la dimora e la residenza in immobili diversi, ma nello stesso Comune, solo un immobile con relativa pertinenza non sarà soggetto al pagamento dell'Imu.
Imu pertinenza prima casa
Le pertinenze della prima casa godono dell'esenzione dal pagamento nella misura massima di un'unica unità. Per una casa con box e cantina, ad esempio, solo l'abitazione principale più una delle due pertinenze non paga l'Imu.
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mercoledì 20 febbraio 2019

La pre-delibera del mutuo: cos'è e come funziona

La pre-delibera del mutuo: cos'è e come funziona
Sai già di voler comprare casa con un mutuo ma non l'hai ancora trovata? Niente paura: si può usare lo strumento della pre-delibera del mutuo.
Cos'è la pre-delibera del mutuo
La pre-delibera del mutuo è una sorta di impegno da parte della banca a concedere un mutuo ad un futuro cliente che non abbia ancora individuato l'immobile da acquistare ma già abbia le garanzie sufficienti a stipulare un finanziamento. Spesso infatti accade che l'interesato chieda il mutuo attraverso l'iter necessario, ma agli ultimi step del procedimento si ritrovi negato il finanziamento da parte della banca, a causa magari del troppo tempo passato, che può modificare le condizioni. Con la pre-delibera questo rischio è scongiurato.
Come funziona la pre-delibera del mutuo
Come funziona la pre-delibera del mutuo? Per impegnarsi all'erogazione dei fondi, la banca o l'ente finanziatore procede preliminarmente all'analisi del merito di solvibilità del futuro cliente, anche in assenza dell'immobile da acquistare. Dopo aver vagliato la situazione reddituale e le garanzie fornite dal cliente, l'istituto di credito si pronuncia sulla sua solvibilità e sulla cifra massima che potrà concedergli in prestito. A questo punto, sapendo su quale cifra potrà contare, il cliente potrà orientare la propria scelta in un immobile da acquistare. Attenzione però: l'offerta della banca non è a tempo indeterminato ma ha una scadenza definita, solitamente intorno ai sei mesi.
Pre-delibera del mutuo: vantaggi
I vantaggi della pre-delibera sono, per il cliente, il conoscere a priori la disponibilità della banca a concedergli il mutuo, e il conoscere in anticipo la cifra che potrà ottenere. In questo modo potrà concludere il suo affare immobiliare senza brutte sorprese. Anche la banca, dal canto suo, potrà pianificare il prestito conoscendo in anticipo le garanzie disponibili del futuro mutuatario, assicurandosi un nuovo cliente verificato.
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martedì 12 febbraio 2019

Quanto si spende per comprare casa?

Quanto si spende per comprare casa?
Aumenta la disponibilità di spesa degli italiani per comprare casa. Lo rileva l'Ufficio Studi di Tecnocasa.
Crescita lieve dei prezzi immobiliari nelle grandi città e aumento del reddito disponibile sono alla base dell'aumento della disponibilità di spesa per l'acquisto della propria abitazione rilevato dall'Ufficio Studi di Tecnocasa. Secondo la rilevazione, infatti, a gennaio 2019 si è registrato un generale aumento della percentuale di chi destina un capitale più elevato all'acquisto della casa.
I dati Istat suffragano questi dati indicando, da un lato, un lieve aumento della fiducia dei consumatori da 113,2 a 114 punti nel gennaio 2019, dall'altro un aumento del reddito disponibile, che nel terzo trimestre 2018 è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,3%. Cosa che ha causato una lieve diminuzione della propesione al risparmio a favore della propensione alla spesa: la prima è stata pari all'8,3%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Una voglia di spesa che si è riverberata, secondo Tecnocasa, sull'acquisto della propria casa. La maggiore concentrazione della disponibilità di spesa si rileva a gennaio ancora nella fascia più bassa, fino a 119 mila euro (27,5%). Segue con il 24,3% la fascia da 120 e 169 mila euro ed infine quella compresa tra 170 a 249 mila euro con il 21,6%.
Si discostano rispetto alla media le grandi città. In particolare:
- Roma e Milano dove la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore tra 250 e 349 mila euro (24,4%) per Roma e Milano (23%). Milano, rispetto a sei mesi fa, compie un salto in questa fascia di spesa più elevata;
- Firenze con una maggiore concentrazone nella fascia compresa tra 170 e 249 mila euro (34,9%);
- Bologna dove incide maggiormente la fascia di spesa tra 120 e 169 mila euro con il 33,3%.
Nelle altre grandi città, Bari, Genova, Napoli, Palermo, Torino e Verona la disponibilità di spesa resta concentrata nella fascia di spesa inferiore a 120 mila euro.
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venerdì 8 febbraio 2019

Castelbellino Stazione, Appartamento indipendente di 68 mq. al piano terra con corte esclusiva

Castelbellino Stazione
A pochi minuti da Jesi, Appartamento indipendente di 68 mq. sito al piano terra di recente costruzione. L'immobile è così suddiviso: Soggiorno con angolo cottura, camera matrimoniale, cameretta, bagno ed ampio terrazzo chiuso. Finitura di pregio e pavimentazione in parquet nella zona notte. Completano la proprietà ampio garage ottimamente attrezzato e corte esclusiva piastrellata.
Possibilità di acquistare la soluzione già arredata.
ACA 3168 euro 130.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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lunedì 23 luglio 2018

Comprare casa con ipoteca: rischi e tutele

Comprare casa con ipoteca: rischi e tutele
Quando si acquista una casa, occorre fare attenzione a che l’immobile oggetto del nostro interesse sia libero da impedimenti o altri problemi che potrebbero, in seguito, ritorcersi contro l’acquirente. In particolare, ecco cosa fare quando l’immobile che acquistiamo è già gravato da ipoteca.
Prezzi troppo bassi: verificare gli inghippi
Innanzitutto, se si ha il sospetto che il compratore abbia subito pignoramenti, e che il prezzo troppo conveniente della casa mascheri qualche inghippo dietro quello che sembra un vero affare, meglio fare una verifica per poi potersi salvaguardare, onde evitare di acquistare una casa che sta per essere messa all’asta, o di farsi carico di un’ipoteca altrui.
Consultare il registro pubblico e il notaio
Le garanzie in questo caso sono due: da un lato, il registro pubblico liberamente accessibile a tutti presso l’Agenzia delle Entrate, che mostra tutte le informazioni sull’immobile che si intende acquistare (basta chiedere una cosiddetta visura ipocatastale). Fornendo gli estremi della casa che si intende acquistare, si potrà risalire a chi sia l’effettivo proprietario, alla presenza o meno di ipoteche e pignoramenti, a eventuali altre pendenze. Dall’altro lato, è possibile consultare un notaio che faccia le dovute verifiche prima di effettuare il rogito.
Se la casa è ipotecata: responsabilità del notaio
Se si scopre che la casa da acquistare è ipotecata, e in ogni caso la si vuole acquistare, i casi sono due: o tale ipoteca non è stata comunicata dal venditore, e in tal caso di può intentargli causa chiedendogli che provveda alla sua cancellazione (saldando il proprio debito), oppure di risolvere il contratto di acquisto con eventuale risarcimento del danno. Oppure, se colpevole di non avere effettuato le dovute verifiche è il notaio, si può intentare causa contro di lui, dal momento che si tratterebbe di omissione professionale da parte sua, a meno che non sia stato il cliente a dispensarlo dalle verifiche. In questo caso il danneggiato ha diritto ad essere risarcito a decorrere dal momento in cui scopre la condotta dannosa del notaio.
Se la casa è ipotecata: estinzione del debito
In caso invece l’acquisto della casa con ipoteca avvenga con cognizione di causa, spesso esiste la promessa, inserita nel contratto, che il venditore estingua il debito al momento dell’incasso del ricavato della vendita dell’immobile. Tale promessa viene fatta davanti al notaio (che in questo caso non è responsabile di nulla), e in presenza anche del terzo creditore.
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mercoledì 6 settembre 2017

Casa e rogito, si cambia. Arriva il conto di deposito

Casa e rogito, si cambia. Arriva il conto di deposito 
Arriva il conto di deposito per la tutela di chi compra casa. La legge sulla concorrenza (la n. 124/2017 in vigore dal 29 agosto scorso) ha introdotto la facoltà di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino alla trascrizione del contratto di compravendita. In questo modo chi non trascrive il preliminare ha uno strumento in più per evitare l’esposizione a rischi diversi: come l’eventualità che tra la data del rogito (o, meglio, la data dell’ultima ispezione dei registri immobiliari eseguita dal notaio rogante) e quella della sua trascrizione nei registri venga pubblicato un gravame inaspettato a carico del venditore (ipoteca, sequestro, pignoramento, domanda giudiziale ecc.); oppure che il venditore venda più volte lo stesso immobile a diversi acquirenti, con la conseguenza che tra essi prevale chi per primo trascrive. In sostanza, fino a che l’acquisto non sia trascritto, non si ha la certezza che esso sia andato a buon fine; e se, per caso, non va a buon fine, si tratta spessissimo di situazioni in cui è praticamente impossibile avere la restituzione del denaro consegnato al venditore al momento della firma del rogito.
La scena tradizionale (al rogito il venditore consegna le chiavi e l’acquirente paga il prezzo) è dunque destinata a cambiare nel caso di rogito successivo a un contratto preliminare di cui non sia stata voluta la trascrizione. La nuova legge infatti afferma (importando in Italia una prassi da tempo vigente in Francia) che se ne sia «richiesto da almeno una delle parti», il notaio deve tenere in deposito il saldo del prezzo destinato al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità pubblicitaria con la quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato senza subire gravami.
In una prima fase sarà inevitabile qualche intoppo. Vero è invece che la nuova norma è stata introdotta per avere un senso: e cioè quello di proteggere l’acquirente dal rischio di vedere la trascrizione del proprio acquisto preceduta da una formalità pregiudizievole. Quando la legge vuol proteggere uno dei soggetti di un rapporto, detta norme per loro natura inderogabili (il cosiddetto ordine pubblico «di protezione») , poiché altrimenti destinate appunto ad essere travolte, nella prassi commerciale, da clausole di stile.
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lunedì 25 luglio 2016

La casa, il grande amore degli italiani

La casa, il grande amore degli italiani
Quello tra gli italiani e il mattone sembra proprio essere un grande amore, nonostante la crisi degli ultimi anni. Secondo quanto emerso dall’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, ad oggi comprare casa è fra le scelte prevalenti dei risparmiatori. L’ investimento immobiliare sembra tornare in auge con prepotenza. In particolare, il 29% considererebbe l’acquisto di una casa per sé, mentre il 20% per darla in affitto. La casa è anche l’asset su cui gli italiani si sentono più competenti: il 46% dichiara di informarsi regolarmente sui prezzi (33% il mercato obbligazionario, 24% la Borsa). Ma non solo... Quello immobiliare è ancora considerato un investimento che conserva il suo valore nel tempo e questo appare il momento per approfittare dei prezzi bassi. Ne consegue che, secondo lo studio, i potenziali acquirenti di una nuova casa nei prossimi tre anni sono fra l’11 e il 19%: il 43% vorrebbe una casa migliore, il 29% ha bisogno di un’abitazione più grande. Sul fronte delle seconde case: il 9% ha intenzione di acquistarla nei prossimi tre anni. Riassumendo,è stata rilevata una crescita delle transazioni immobiliari superiore al 10%. I risparmiatori si informano sui prezzi delle case, molto più di prima. E nei prossimi due anni, due persone su dieci pensano di cambiarla.
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sabato 18 giugno 2016

A Senigallia, nuove soluzioni indipendenti con splendida vista mare

SENIGALLIA (Marina di ponente)
In edificio completamente ristrutturato, Complesso turistico residenziale posto in seconda fila, con stupenda vista mare. Sei soluzioni indipendenti da 60 ad 80 mq. con giardino o ampie e suggestive terrazze. Ambienti funzionali e dinamici perfettamente coniugati con lo spazio circostante; caratterizzati da ricercate volumetrie e attenzione per i particolari. Alta efficienza energetica e tecnologia antisismica. Intervento soggetto a recupero fiscale. Termine dei lavori previsto per inizio estate 2016.
KSE 3103 – euro 3.000/mq
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860 

lunedì 30 maggio 2016

Comprare casa col 20% di sconto. Addio mutuo: ecco la soluzione

Comprare casa col 20% di sconto. Addio mutuo: ecco la soluzione
Si definisce "leasing immobiliare" abitativo ed è una novità introdotta dalla finanziaria 2016. In pratica è un' alternativa più leggera e pure più vantaggiosa fiscalmente al tradizionale mutuo. Con una sola (grande) differenza: fino alla fine del finanziamento la proprietà resta alla società di leasing e non al contraente. I maggiori risparmi si verificano per i nuclei familiari composti da persone con meno di 35 anni e un reddito lordo complessivo entro i 55.000 euro annui. Una fascia di mutuatari che fino a dieci anni or sono rappresentava circa la metà sul totale di quanti chiedevano e ottenevano i soldi per comprarsi casa, ma che dopo la crisi, si ritrova quasi del tutto esclusa dai finanziamenti per l' acquisto dell' abitazione. Troppo bassa la quota finanziata dalla banca, ma soprattutto troppo alta quella da saldare subito in contanti. Con il leasing è possibile finanziare la casa a persone che hanno una disponibilità limitata di contante, il peso della rata diventa sostenibile perché, come accade per tutti i leasing, una quota del debito viene saldata solo alla scadenza, ma soprattutto perché il costo reale delle rate viene ridotto drasticamente dalle agevolazioni fiscali. Vediamo insieme una simulazione: A fronte di un prezzo d' acquisto dell' immobile di 200.000 euro e una durata del contratto di 25 anni, il risparmio fiscale complessivo (il tetto per la detraibilità è pari a 8.000 euro l' anno) arriva a 42.000 euro. Circa il 20% sul valore finanziato in partenza. Decisamente non male. Il meccanismo è semplice: la banca acquista l' immobile e i contraenti pagheranno un canone periodico. Alla fine del contratto potranno riscattarlo. Una specie di affitto con diritto di riscatto. L' importo minimo erogabile ammonta a 50.000 euro e potrà essere restituito con piani di rimborso che vanno da 10 a 30 anni. La legge che ha istituito il leasing immobiliare per i privati ha previsto numerose tutele per chi decide di utilizzarlo. Ad esempio si può chiedere la sospensione della rata fino a 12 mesi qualora il contraente dovesse perdere il lavoro. Per contro, qualora i titolari del contratto dovessero smettere di onorare la rata mensile, la banca può semplicemente sfrattarli, essendo proprietaria dell' immobile. Con il mutuo, al contrario, l' istituto erogante deve far partire una procedura di esecuzione immobiliare. Il debitore si trova in una posizione più debole in caso di inadempienza, ma oltre al caso della disoccupazione, già previsto dalla legge, si sta pensando di proporre la sottoscrizione di polizze assicurative che coprano altri casi di morosità indipendente dalla propria volontà. Un elemento che può far pendere la scelta sul leasing immobiliare è l' assenza di garanzie richieste da parte della società erogante. Trattandosi in pratica di un canone d' affitto con diritto di riscatto finale, l' istruttoria dovrebbe limitarsi a una verifica della solvibilità da parte dei richiedenti. Secondo le stime la platea dei destinatari dell' offerta è molto ampia. I giovani con meno di 35 anni e un reddito lordo entro i 55.000 euro sono circa 200.000. Molti di più, per la precisione 830.000, gli over 35 con il medesimo reddito. Buona parte di queste persone sarebbero escluse dalla possibilità di acquistare casa dal momento che le loro disponibilità finanziarie non basterebbero a soddisfare i requisiti richiesti ai mutuatari.
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martedì 3 maggio 2016

Sempre più acquirenti esteri cercano casa in Italia

Sempre più acquirenti esteri cercano casa in Italia
Sono sempre di più i potenziali acquirenti internazionali che vogliono comprare una seconda casa in Italia rivolgendosi ad agenti immobiliari e a professionisti del settore.
Il numero degli acquirenti stranieri nel 2015 è aumentato del 18% rispetto all'anno precedente.

Per chi vuole vendere casa agli stranieri, è sempre necessario fare rete con imprese e partner internazionali e capire che non si vende solo un immobile agli stranieri o uno dei meravigliosi borghi italiani, ma è l'arte, la storia e la qualità della vita del nostro Paese ad essere ricercata, insieme alle opportunità che rappresenta oggi un distretto territoriale in grado di attuare adeguate politiche di promozione per lo sviluppo economico.
Oggi, il marketing territoriale rappresenta una priorità per chi ha un'abitazione da commercializzare e le amministrazioni pubbliche devono saper fare sistema e costruire partnership tra privati e realtà internazionali se vogliono far crescere davvero i territori e offrire soluzioni e nuove opportunità per lo sviluppo economico, immobiliare e turistico.

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sabato 9 gennaio 2016

Comprar casa: il 2016 sarà l'anno migliore per gli acquisti, ecco perchè

Comprar casa: il 2016 sarà l'anno migliore per gli acquisti, ecco perchè
Prezzi in discesa, tassi sui mutui ai minimi storici, abolizione delle tasse: questi i fattori che dovrebbero spingere gli italiani a comprar casa nel 2016, il migliore degli ultimi vent’anni. Gli italiani sono tornati a credere nel mattone. Dunque, comprar casa è tornato ad essere fra le priorità delle famiglie e, stando ad una recente analisi, il 2016 sarà l’anno più favorevole. A dirlo è l’analisi dell’Ufficio Studi di idealista, che ha evidenziato i molti fattori che faciliteranno la voglia, desiderio o necessità che sia, di comprar casa. I dati degli ultimi mesi riportano che l’anno in corso si chiude con una discesa dei prezzi molto importante. Si parla del 5 per cento. Per il prossimo anno si prevedono ancora cali che, in percentuale, si traducono con un -2,5 per cento che potrebbero anche attestarsi allo 0 per cento. Comprar casa nel 2016 significherebbe anche approfittare di quello che sembra essere il miglior anno degli ultimi venti, soprattutto grazie all’abolizione della tasse sulla prima casa e di un più facile accesso al mercato creditizio. Si è tracciato un indice del prezzi degli ultimi tempi. I dati mostrano che la tendenza al ribasso non si è arrestata, l’anno si è chiuso con un calo che, comunque, non si registra su tutto il territorio nazionale. In alcune regioni e capoluoghi, infatti, si è registrato un lieve seppur timido incremento. Nel complesso, la chiusura è con una flessione del 5 per cento e una media di 1.973 euro al metro quadro. Negli ultimi cinque anni i valori delle case sono scesi del 20 per cento, un calo dei prezzi cui si aggiungono l’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa e le condizioni molto favorevoli offerti per i mutui dagli istituti di credito con tassi di interessi ai minimi storici. Comprar casa sarà, quindi, più facile, come non si vedeva da molti anni. Con l'elimazione delle tasse sulla prima casa, si potrà assistere a un aumento della pressione fiscale sulla seconde abitazioni. Chi cerca un immobile da mettere a reddito, dovrà quindi puntare sui locali commerciali che garantiscono alti rendimenti. Un altro trend del momento a livello residenziale è trasformare l’abitazione in struttura micro-ricettiva, una tendenza destinata a crescere dal momento che vi è un surplus di immobili fermi sul mercato che i proprietari possono far fruttare. La stabilità dei prezzi, che già si nota in grandi città come Milano e Roma, dipenderà molto dal contesto economico e dall’andamento del mercato del lavoro. Comunque sia, le previsioni per le compravendite dicono che la salita sarà dell’11 per cento, con un numero che si avvicinerà molto alle 500mila unità.
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giovedì 23 luglio 2015

Crescono mutui e compravendite

Crescono mutui e compravendite
Le compravendite immobiliari e i mutui fondiari nel 2014 sono tornati a crescere rispettivamente del 3,6 e 13,4 per cento. Tutto ciò è merito dei tassi di interesse che nel frattempo hanno raggiunto il punto più basso nella storia dell’unità d’Italia: il livello medio è sotto il 3 per cento, grazie al quantitative easing introdotto dalla Banca centrale europea. A fornire questi dati è il Focus Casa, il rapporto realizzato dall’associazione nazionale costruttori, che punta il dito contro la pressione fiscale: l’anno scorso le imposte sugli immobili hanno fruttato allo Stato ben 3,8 miliardi di euro in più del 2013, un incremento pari al 9,8 per cento; ecco allora la proposta dell’Ance: favorire con la detassazione l’acquisto di case nuove ad alta efficienza energetica.
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mercoledì 24 giugno 2015

Mutui, un Fondo di garanzia per le giovani coppie

Mutui, un Fondo di garanzia per le giovani coppie
Buone notizie per gli sposi che intendono comprare un appartamento. Sono in arrivo 82 milioni di euro dal Fondo di garanzia per la prima casa grazie ai quali lo Stato si farà garante, nei confronti delle banche, per la concessione di prestiti ipotecari alle giovani coppie, ai nuclei familiari con figli minori e ai ragazzi under 35, con contratti di lavoro precario. Nei primi mesi del 2015, da febbraio a maggio, secondo i dati diffusi dall'Abi, i mutui garantiti dal fondo sono stati pari a 30 milioni di euro. In buona sostanza, i beneficiari del fondo potranno "coprire" la metà della quota capitale per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa finalizzata al miglioramento dell'efficienza energetica. Può farne richiesta chi non possiede già un'abitazione principale. Sono 130, fino ad oggi, le banche che hanno aderito al fondo.
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mercoledì 7 gennaio 2015

Anno nuovo.. Casa nuova!

Anno nuovo.. Casa nuova!
Comincia il nuovo anno e bisogna far largo ai buoni propositi. Se fra questi c’è quello di comprare finalmente casa e di decidersi a smettere di pagare l’affitto, allora bisogna impegnarsi seriamente per dare alla propria vita una delle svolte più importanti. Un noto sito americano specializzato in compravendite ha stilato una sorta di guida per chi è pronto al grande passo, o almeno crede di esserlo.
PRIMO PASSO: SICUREZZA E COMPROMESSI
Prima di tutto bisogna capire se il momento è davvero quello giusto per procedere all’acquisto. Comprare casa è un impegno molto importante e per essere certi di poterlo sostenere serve (ovviamente) un lavoro stabile e la sicurezza di voler vivere nella città in cui si sta cercando almeno per i prossimi 10 anni. Inoltre serve la consapevolezza di tutto ciò che l’essere proprietari comporta, ossia lavori di riparazione e mantenimento, riunioni di condominio, pulizie e altri impegni. In seconda battuta bisogna convincersi del fatto che la perfezione non esiste, nemmeno quando si parla di case. Si deve essere pronti a dei compromessi: sono pochissime le persone che trovano una proprietà che soddisfi al 100% ogni sua aspettativa. Per questo si deve avere bene in mente quali aspetti sono fondamentali e a quali, invece, si è disposti a rinunciare, o quanto meno sui quali si può essere accomodanti. Per qualcuno un piano alto può essere più importante di un giardino; per altri è necessario che l’immobile sia nuovo e che non servano lavori di ristrutturazione. Ci sono persone che preferiscono proprietà di piccole dimensioni in cui non insorgano problemi con il vicinato, altri hanno come punto irrinunciabile la location centrale e, quindi, per questo sono disposti a vivere nei grandi condomini pur di vivere nella zona della città che più amano. Tutto è soggettivo, ma la lista delle cose irrinunciabili va fatta.
MUTUO E BUROCRAZIA
Non si dimentichi che anche i conti matematici sono necessari: il mutuo non sarà l’unica spesa da sostenere. Diventando proprietari di un immobile bisogna anche farsi carico di tutti i costi necessari a mantenere non solo la propria casa, ma anche lo stabile con tutte le parti comuni. Gli esperti, inoltre, consigliano di tenersi un piccolo gruzzoletto da parte, una sorta di paracadute per ogni emergenza. La burocrazia ha un peso decisivo, non bisogna arrendersi. Se il proprio desiderio è davvero quello di comprare casa, allora vale la pena di passare qualche giorno libero a racimolare tutti i documenti necessari: buste paga, dichiarazione dei redditi, certificati anagrafici e tutto ciò che viene normalmente richiesto.
Una volta superate tutte le prove elencate, allora ci si può considerare veramente pronti al grande passo. È il momento più divertente, quello della ricerca. E perché questo sia più fruttuoso, ma anche meno “pesante”, è bene formare una sorta di squadra. Avere al proprio fianco un agente immobiliare di fiducia è il primo passo per rendere la ricerca facile e mirata. Poi amici, parenti e compagni sono i giusti alleati capaci di aprirci gli occhi davanti ad aspetti positivi e negativi.
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lunedì 21 gennaio 2013

INGHILTERRA E STATI UNITI: RIPARTE IL MERCATO IMMOBILIARE.



Inghilterra e Stati Uniti: Riparte il mercato immobiliare.
Nel corso del 2012, grazie alla riforma varata col nome di Funding for lending, le compravendite in Inghilterra sono aumentate del 13% rispetto ai dodici mesi precedenti e, solo a Londra, gli acquisti di prime case sono cresciuti arrivando a ben 10.000 unità. La riforma voluta dal premier Cameron ed entrata in vigore solo il 13 luglio scorso concede alle banche notevoli agevolazioni per l’ottenimento di denaro a costi bassissimi, ma tutto ciò è vincolato al fatto che le stesse concedano mutui ai privati e vadano in soccorso delle aziende che ne abbiano necessità.
Grazie all'intervento risolutivo del governo Cameron e della banca d’Inghilterra sono state soprattutto le giovani coppie a comprare casa; fino al luglio 2012 i prezzi alle stelle di Londra e del resto del Regno Unito e la quasi impossibilità di accesso al credito rendevano pressoché inesistente il mercato dei cosiddetti first-time buyers, vale a dire chi compra per la prima volta un immobile. Ora le banche hanno grandi vantaggi a prestare soldi ai clienti, più ne prestano e meno costa a loro acquisire denaro e, così facendo, la soluzione della crisi immobiliare è ormai dietro l’angolo; c’è chi già parla di un’uscita dal tunnel entro la fine del 2013.
Da quello che trapela da un'inchiesta pubblicata in Italia, sembra che anche il mercato statunitense, scampato il pericolo del fiscal cliff, si sia rimesso in carreggiata e preveda una ripresa già a partire dall'anno in corso. Stando a quanto riferito da un rappresentante dell’agenzia internazionale Jones Lang La Salle, le transazioni immobiliari effettuate negli Stati Uniti nel 2012 sono cresciute a livello complessivo prendendo come parametro il valore di circa il 36%; questo equivale, all'incirca, a 436 miliardi di dollari (erano 435 nel 2011) con un picco di ben 141 miliardi di dollari realizzato nel corso del quarto trimestre quando gli investitori hanno fatto in modo di allocare quanti più fondi possibili proprio per evitare di essere presi nelle maglie del temuto fiscal cliff.
Dopo anni di stenti e fatiche, quindi, sia pure in maniera non omogenea e con velocità differenti, il mercato immobiliare comincia a risalire la china.