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mercoledì 11 ottobre 2017

Per dormire meglio...ci vuole un fiore

Per dormire meglio...ci vuole un fiore
Il sentire comune suggerisce di non tenere piante in camera da letto, poiché a causa della fotosintesi clorofilliana durante la notte rilasciano anidride carbonica. Ma non è sempre così, o meglio esistono fiori e specie di piante che invece conciliano il sonno e aiutano a combattere i disturbi notturni.
Il primo fiore consigliato è il gelsomino che, grazie al suo dolce profumo, ha proprietà rilassanti e riduce ansia e stress, migliorando la qualità del sonno. Anche la pianta della gardenia è una buona alleata del riposo, per la profumazione dei suoi fiori che ha proprietà sedative. Un altro fiore bianco da tenere in camera è il giglio: non solo non richiede molte cure, ma si tratta di un essere vivente molto potente, in grado di assorbire muffe, formaldeide e allergeni. Rimanendo in tema fiori, anche la lavanda è un’ottima soluzione per le stanze da letto, non solo perché bella per l’arredamento ma anche per il suo odore che calma e regala un sonno più tranquillo.
Venendo alle piante, la prima citata è la pianta del serpente: le sue foglie lunghe non richiedono molta cura, filtrano l’ossigeno, eliminano le tossine e alleviano i fastidi agli occhi, le forme di asma e il mal di testa. Anche la maranta è consigliabile per le camere da letto, non solo perché depura l’aria ma anche per i colori bellissimi delle sue larghe foglie che arredano l’ambiente. Per rendere l’aria della stanza più pulita si suggerisce di tenere in camera anche il pothos, l’orchidea, l’edera e lo spatifillo. Per i fumatori si suggerisce la dracena marginata, in grado di catturare ed eliminare le particelle di fumo. Anche l’aloe vera potrebbe essere una buona soluzione per chi desidera del verde in camera, soprattutto perché se le sue foglie cambiano colore virando verso il marrone si ha un chiaro segnale che l’aria della stanza non è pulita. E se nemmeno di notte riusciamo a rinunciare ai nostri smartphone, sempre accesi sui comodini, allora sarebbe meglio comprare una sanseveria, pianta in grado di assorbire l’elettrosmog, emanando ossigeno di notte e assorbendo vapore acqueo.

mercoledì 6 settembre 2017

Casa e rogito, si cambia. Arriva il conto di deposito

Casa e rogito, si cambia. Arriva il conto di deposito 
Arriva il conto di deposito per la tutela di chi compra casa. La legge sulla concorrenza (la n. 124/2017 in vigore dal 29 agosto scorso) ha introdotto la facoltà di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino alla trascrizione del contratto di compravendita. In questo modo chi non trascrive il preliminare ha uno strumento in più per evitare l’esposizione a rischi diversi: come l’eventualità che tra la data del rogito (o, meglio, la data dell’ultima ispezione dei registri immobiliari eseguita dal notaio rogante) e quella della sua trascrizione nei registri venga pubblicato un gravame inaspettato a carico del venditore (ipoteca, sequestro, pignoramento, domanda giudiziale ecc.); oppure che il venditore venda più volte lo stesso immobile a diversi acquirenti, con la conseguenza che tra essi prevale chi per primo trascrive. In sostanza, fino a che l’acquisto non sia trascritto, non si ha la certezza che esso sia andato a buon fine; e se, per caso, non va a buon fine, si tratta spessissimo di situazioni in cui è praticamente impossibile avere la restituzione del denaro consegnato al venditore al momento della firma del rogito.
La scena tradizionale (al rogito il venditore consegna le chiavi e l’acquirente paga il prezzo) è dunque destinata a cambiare nel caso di rogito successivo a un contratto preliminare di cui non sia stata voluta la trascrizione. La nuova legge infatti afferma (importando in Italia una prassi da tempo vigente in Francia) che se ne sia «richiesto da almeno una delle parti», il notaio deve tenere in deposito il saldo del prezzo destinato al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità pubblicitaria con la quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato senza subire gravami.
In una prima fase sarà inevitabile qualche intoppo. Vero è invece che la nuova norma è stata introdotta per avere un senso: e cioè quello di proteggere l’acquirente dal rischio di vedere la trascrizione del proprio acquisto preceduta da una formalità pregiudizievole. Quando la legge vuol proteggere uno dei soggetti di un rapporto, detta norme per loro natura inderogabili (il cosiddetto ordine pubblico «di protezione») , poiché altrimenti destinate appunto ad essere travolte, nella prassi commerciale, da clausole di stile.
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sabato 25 giugno 2016

A Jesi, Luminoso appartamento ristrutturato in pieno centro storico

JESI (centro storico)
A due passi dal Duomo, in zona riservata e tranquilla, luminoso appartamento di 95 mq. completamente ristrutturato. Sito al primo piano e mezzo di un palazzo storico, l’immobile è composto da: Soggiorno, cucina abitabile, 2 camere matrimoniali e bagno. Completano la proprietà: Ripostiglio e cantina. Pavimenti in parquet in soggiorno e zona notte.
AJE 3221 - euro 145.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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sabato 9 gennaio 2016

Comprar casa: il 2016 sarà l'anno migliore per gli acquisti, ecco perchè

Comprar casa: il 2016 sarà l'anno migliore per gli acquisti, ecco perchè
Prezzi in discesa, tassi sui mutui ai minimi storici, abolizione delle tasse: questi i fattori che dovrebbero spingere gli italiani a comprar casa nel 2016, il migliore degli ultimi vent’anni. Gli italiani sono tornati a credere nel mattone. Dunque, comprar casa è tornato ad essere fra le priorità delle famiglie e, stando ad una recente analisi, il 2016 sarà l’anno più favorevole. A dirlo è l’analisi dell’Ufficio Studi di idealista, che ha evidenziato i molti fattori che faciliteranno la voglia, desiderio o necessità che sia, di comprar casa. I dati degli ultimi mesi riportano che l’anno in corso si chiude con una discesa dei prezzi molto importante. Si parla del 5 per cento. Per il prossimo anno si prevedono ancora cali che, in percentuale, si traducono con un -2,5 per cento che potrebbero anche attestarsi allo 0 per cento. Comprar casa nel 2016 significherebbe anche approfittare di quello che sembra essere il miglior anno degli ultimi venti, soprattutto grazie all’abolizione della tasse sulla prima casa e di un più facile accesso al mercato creditizio. Si è tracciato un indice del prezzi degli ultimi tempi. I dati mostrano che la tendenza al ribasso non si è arrestata, l’anno si è chiuso con un calo che, comunque, non si registra su tutto il territorio nazionale. In alcune regioni e capoluoghi, infatti, si è registrato un lieve seppur timido incremento. Nel complesso, la chiusura è con una flessione del 5 per cento e una media di 1.973 euro al metro quadro. Negli ultimi cinque anni i valori delle case sono scesi del 20 per cento, un calo dei prezzi cui si aggiungono l’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa e le condizioni molto favorevoli offerti per i mutui dagli istituti di credito con tassi di interessi ai minimi storici. Comprar casa sarà, quindi, più facile, come non si vedeva da molti anni. Con l'elimazione delle tasse sulla prima casa, si potrà assistere a un aumento della pressione fiscale sulla seconde abitazioni. Chi cerca un immobile da mettere a reddito, dovrà quindi puntare sui locali commerciali che garantiscono alti rendimenti. Un altro trend del momento a livello residenziale è trasformare l’abitazione in struttura micro-ricettiva, una tendenza destinata a crescere dal momento che vi è un surplus di immobili fermi sul mercato che i proprietari possono far fruttare. La stabilità dei prezzi, che già si nota in grandi città come Milano e Roma, dipenderà molto dal contesto economico e dall’andamento del mercato del lavoro. Comunque sia, le previsioni per le compravendite dicono che la salita sarà dell’11 per cento, con un numero che si avvicinerà molto alle 500mila unità.
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