Nuda proprietà: battuta d'arresto nella domanda
Cresce il numero di immobili messi in vendita con la formula della nuda proprietà, anche se parallelamente cala il numero di acquirenti che si orienta verso questa forma di acquisto. Sono i risultati dell’analisi messa a punto dal quotidiano La Stampa che ha esaminato l’andamento di questa fetta di mercato che negli anni passati aveva registrato un vero e proprio boom.
Questa formula, che permette al venditore di poter continuare a vivere nell’immobile anche dopo la cessione della proprietà, era una volta popolare principalmente tra una fascia di popolazione di età medio alta, che aveva necessità di liquidità per far fronte a spese inaspettate o per anticipare parte dell’eredità ai figli. Oggi, complice la crisi economica che ha visto molti ragazzi perdere il lavoro, la nuda proprietà è un’opzione di vendita presa in considerazione anche dalle coppie giovani.
In tutta Italia le offerte di case vendute in nuda proprietà sono infatti in crescita. Fa eccezione Roma, che registra un -2,4% in questo settore di mercato. Al contrario, picchi di offerte si registrano a Torino e a Genova dove la nuda proprietà segna rispettivamente un + 5,3% e + 8,1%. Ma se l’offerta è in aumento, lo stesso non si può dire della domanda. Fatta eccezione per Torino, dove a un aumento dell’offerta corrisponde un aumento della domanda (+5,1%) e a Napoli, dove le richieste segnano un +1,1%, nel resto dello Stivale la domanda subisce una battuta d’arresto. Cifre in negativo spiegabili probabilmente con prezzi degli immobili che, dopo anni di crisi, iniziano a segnare piccoli rialzi, e con la possibilità per i giovani di stipulare mutui a tassi vantaggiosi, che permettono di fruire immediatamente dell’acquisto.
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Ma, soprattutto, a spingere la ripresa del mercato immobiliare
italiano l’erogazione del credito ed il basso livello dei tassi di
interesse.
Sono vari i fattori che stanno contribuendo a dare una
svolta al mercato immobiliare italiano, dopo la crisi più lunga che
abbia mai vissuto. Alla stabilizzazione dei valori contribuisce
soprattutto la corretta valutazione degli immobili, che sta consentendo e
consentirà in futuro un più facile incontro domanda-offerta.
Nel secondo semestre del 2015 i valori immobiliari
sono diminuiti in tutta l’Italia. Nelle grandi città la flessione è
stata dell’1,8%, nei capoluoghi di provincia dell’1,5%, nell’hinterland
delle grandi città del -2,5%. Tra le grandi città, prima in classifica
Firenze che chiude con +0,1%, a seguire Verona con -0,5%, Milano e
Bologna con -0,8%. Le aree periferiche delle grandi città hanno perso
più di quelle semicentrali e di quelle centrali che, ancora una volta,
hanno registrato una migliore performance. Andando per aree geografiche,
invece, per i capoluoghi del Sud il semestre chiude con -1,1%, per i
capoluoghi del Nord con -1,6% e per quelli del Centro Italia con -2,0%.
Nelle altre realtà il risultato è migliore rispetto allo scorso
semestre, tranne che nei comuni dell’hinterland.
I tempi di vendita
a gennaio 2016 sono in leggera diminuzione rispetto al 2015. Infatti,
nelle grandi città si attestano intorno a 167 gg contro i 173 del 2015,
nell’hinterland delle grandi città intorno a 192 gg contro i 196 di
gennaio 2015 e nei capoluoghi di provincia da 184 gg a 180 gg. Tra le
grandi città i tempi più lunghi si registrano a Bari (189 gg), quelli
più bassi a Napoli con 137 gg.
Per la tipologia,
nelle grandi città evidenzia si evidenzia un aumento della richiesta di
trilocali, quadrilocali e cinque locali, grazie anche al ribasso dei
prezzi che ha reso più accessibile l’acquisto dei tagli più grandi.
Nelle grandi città il trilocale è il più richiesto con il 37,5% delle
preferenze, a seguire il bilocale con il 25,1%. Il bilocale è la
tipologia più richiesta a Milano, a Napoli e negli altri capoluoghi di
regione, dove il trilocale raccoglie poco più del 50% delle richieste.
Per quanto riguarda la disponibilità di spesa, l’analisi evidenzia un
aumento della percentuale, fino a 169 mila euro, per le fasce di spesa
più basse. L’analisi dell’offerta nelle grandi città vede prevalere il
trilocale con il 35,6%, a seguire il quattro locali con il 23,7% ed
infine il bilocale con il 23,1%.
Dall’analisi delle compravendite
realizzate attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa si evince che il
76,4% ha acquistato l’abitazione principale, il 16,2% ha acquistato ad
uso investimento e il 7,4% la casa vacanza, un dato in aumento rispetto
al semestre precedente per la percentuale di coloro che hanno acquistato
la casa vacanza.
Per quanto riguarda la locazione,
nel secondo semestre del 2015 i canoni di locazione nelle grandi città
sono relativamente stabili con un ribasso dello 0,3% per i monolocali ed
un aumento dello 0,2% e dello 0,7% per i bilocali e per i trilocali.
Per le motivazioni dell’affitto al primo posto c’è la scelta abitativa
con il 57,5%, a seguire le esigenze di lavoro con il 36,1% e di studio
con il 6,4%. Per la tipologia di contratto di locazione risulta
preferito il canone concordato (20,3%).
In previsione
Per
il 2016, si prevede una contrazione dei prezzi immobiliari tra -2% e
0%, compravendite intorno a 460-470 mila. Il dinamismo delle grandi
città, registrato nel 2015, continuerà nel 2016 forse anche nei
capoluoghi di provincia e nell’hinterland delle grandi città. Sul
versante delle locazioni si prevede una sostanziale stabilità dei
canoni. Lo scenario del mercato immobiliare italiano dipende anche
dall’andamento generale dell’economia e dell’occupazione, che incide in
particolare sulla fiducia dei potenziali acquirenti.
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