Visualizzazione post con etichetta mutui. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mutui. Mostra tutti i post

venerdì 27 settembre 2019

Cinque consigli per scegliere il mutuo migliore

Cinque consigli per scegliere il mutuo migliore
In un momento in cui il mercato dei mutui è caratterizzato da tassi ai minimi, sia per i contratti a tasso fisso che a tasso variabile, le soluzioni sembrano tutte ugualmente convenienti. Quali consigli seguire allora per non perdersi nel mare magnum delle offerte? Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline, ci dà qualche suggerimento.
"Quando il prezzo di un bene o servizio si riduce molto, - spiega Anedda - cala anche l'attenzione sul come differenziare la scelta, dato che ogni scelta è buona. In realtà, per quanto sia vero che il costo dei mutui è oggi ai liiti assoluti, ciò non significa che le offerte siano tutte uguali; anche in questa situazione possono esserci differenze significative"
A cosa prestare attenzione allora per scegliere il mutuo giusto? Risponde Anedda:
1.Scegliere il mutuo guardando ai costi
"Per quanto il denaro costi poco, non è detto che ogni banca faccia le stesse offerte, propona gli stessi servizi e segua le stesse politiche di prezzo. A parità di tassodi interesse del mutuo, potrebbero essere proposti dei servizi (ad esempio per quanto riguarda le perizie) a costi anche molto differenti da banca a banca. Scegliere il miglior rapporto qualità prezzo relativamente ai servizi può essere un buon modo per orientarsi."
2. Scegliere il mutuo guardando ai tassi
"Non basta guardare solo il tasso di interesse del mutuo, ma occorre confrontare il Taeg, che rappresenta il costo finito del mutuo (compreso di tutti i servizi e le spese accessorie). Bisogna rendersi conto che, in un momento in cui i tassi sono alti, una differenza di pochi decimi di punto nel tasso finale non si percepisce molto. Ma in un momento come il presente, quando i tassi sono molto bassi, anche una lieve variazione percentuale può tradursi in aumenti di costo importante. d esempio, se il miglior tasso è lo 0,6% arrivare ad un 1% significa incrementare i costi di quasi il doppio."
3. Scegliere il mutuo giusto per le proprie esigenze
"Ognuno sa che uso vuole fare del mutuo richiesto, e conosce il proprio profilo, la propria rata sostenibile, l'importo che desidera chiedere. Tutto questo determina il tipo di mutuo che si può scegliere. Ad esempio si può decidere di anticipare gran parte della liquidità per chiedere solo una somma ridotta da rimborsare più in fretta. O al contrario si può richiedere una somma maggiore preferendo preservare la propria liquidità per investirla magari in maniera alternativa e generare una rendita alternativa che vada a compensare almeno in parte le spese del mutuo."
4. Scegliere la miglior offerta di mutuo
“Esistono molte tipologie di mutui, con varie formule che combinano i vari tassi. Questo può essere quindi un criterio per scegliere in un senso o nell’altro. E’ vero che ieri si tendeva ad offrire prodotti più complessi, mentre oggi, dal momento che la differenza di costo tra formule a tasso fisso e variabile si fa sempre più sottile, si va verso una maggiore semplificazione dell’offerta”.
5. Scegliere la banca per il mutuo
“Anche la semplice scelta della banca presso cui stipulare il mutuo può costituire una discriminante. Può trattarsi di una banca che per qualche ragione ispira fiducia, o che propone offerte particolari, oppure può essere la banca presso la quale si possiede già un conto corrente”.
"In una parola, - conclude Roberto Anedda -  per scegliere al meglio occorre confrontare. Non lo dico solo perché Mutuionline è un comparatore, ma perché è un fatto che comparando le varie offerte si può individuare la migliore per sé, con risparmi considerevoli. Se questo non fosse vero, i comparatori non avrebbero avuto così lunga vita."
www.immobiliarebellitalia.com 

martedì 21 maggio 2019

Mutuo e obbligo conto corrente: come fare?

Mutuo e obbligo conto corrente: come fare?
Spesso quando si stipula un mutuo la banca chiede l'apertura di un conto corrente allegato. Ma esiste l'obbligo?
Stando alla legge, nessuna banca può obbligare un cliente che richiede un mutuo ad aprire un conto corrente collegato. La cosa però facilita gli addebiti della rata, quindi spesso la richiesta, più o meno perentoria, arriva.
A vietare l'obbligo di apertura di conto corrente legato al mutuo, anche se prima casa, è stato il Dl 201/2011. Allo stesso modo vietava l'obbligo di apertura di una polizza assicurativa collegata. Tale comportamento va inserito tra le pratiche scorrette individuate dal Codice del Consumo (art. 21), dando al cliente facoltà di rifiutare tali richieste.
Sta di fatto che ci possono essere dei vantaggi ad aprire un conto presso la banc erogatrice del mutuo:
- L'addebito delle rate è automatico, il che riduce le eventuali spese di operazione ed evita l'onere di doversi ricordare i versamenti, pena ritardi e more;
- La banca potrebbe decidere di applicare sconti sullo spread del finanziamento, in considerazione dell'apertura di un nuovo conto.
Infine, rifiutare di aprire un conto non sarà mai additato come fattore determinante, dato che la legge lo vieta, ma alla banca è sempre concessa discrezionalità di decisione sull'erogazione o meno del finanziamento.
Il cliente può comunque decidere, una volta valutati i pro e i contro, di addebitare la rata del mutuo sul proprio conto corrente presso un'altra banca, come anche di chiudere il conto corrente aperto presso la banca erogatrice del mutuo anche durante il periodo di ammortamento. La banca, a questo, non può opporsi.
www.immobiliarebellitalia.com 

mercoledì 27 marzo 2019

Come chiedere un mutuo: le cose da sapere

Come chiedere un mutuo: le cose da sapere
Possedere una casa di proprietà resta tra i sogni di ogni italiano. Ma come fare e a cosa prestare attenzione quando si vuole acquistare con un mutuo? Vediamolo insieme.
La spesa per una casa è sempre sostanziosa. Se non si possiede una liquidità tale da potersela permettere, si può richiedere un mutuo. Un'operazione che richiede qualche accorgimento.
Confrontare mutui on line
Confrontare le offerte e studiare le condizioni e costi dei finanziamenti. Possono aiutare i comparatori on line.
Mutuo a tasso fisso o variabile
Scegliere se si desidera stipulare un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile. Il tasso fisso è generalmente un po' più alto, ma consente di conoscere in anticipo l'importo che si dovrà pagare senza che possano esserci sorprese. Il tasso variabile, normalmente più conveniente, subisce però le variazioni dei tassi e non è del tutto prevedibile. Oggi i tassi rimangono decisamente vantaggiosi, in particolare per i mutui variabili grazie all'Euribor in terreno negativo.
Il Taeg del mutuo
Oltre al tasso, controllare il Taeg, ovvero il tasso annuo effettivo globale. Si tratta dell'indice sintetico di costo che indica l'esatto costo del finanziamento. Il parametro è espresso in termini percentuali del costo complessivo del finanziamento, calcolato su base annua in relazione alla durata del finanziamento ed alla periodicità delle rate. Comprende gli oneri accessori quali le spese di istruttoria, le spese di apertura pratica, le spese di incasso delle rate e le spese assicurative obbligatorie.
La durata di un mutuo
Scegliere la durata del mutuo. Si può andare da 5 a 30 anni e deve essere scelta in maniera proporzionale all'ammontare del finanziamento richiesto, ma anche della propria disponibilità a sostenere la rata rispetto al reddito mensile. Durate maggiori comportano rischi più alti per la banca e quindi tassi più elevati.
Il loan to value
Valutare il loan-to-value, ovvero il rapporto tra l'importo del finanziamento richiesto e il valore dell'immobile. Minore è l'entità, migliori saranno le condizioni del mutuo, dato che la banca dovrà accollarsi un rischio inferiore.
Contratto di mutuo: caratteristiche
Verificare il contratto, in particolare: il prospetto informativo che descrive le condizioni economiche dell'operazione, le clausole contrattuali che la regolano, il Taeg e le spese accessorie. Il cliente ha sempre il diritto di ottenere una copia completa del contratto per poter valutarne il contenuto, prima della stipula.
Polizze legate al mutuo
Polizze assicurative: il cliente ha diritto di rifiutare l'obbligo di sottoscrivere una polizza assicurativa erogata dalla banca, o di apertura di un conto corrente, talvolta imposte come condizioni per l'erogazione del mutuo.
www.immobiliarebellitalia.com  

lunedì 25 marzo 2019

Rinegoziare il mutuo quando i tassi sono migliori: cosa fare?

Rinegoziare il mutuo quando i tassi sono migliori: cosa fare?
I tassi dei mutui oggi sono molto più convenienti di quelli di qualche mese fa. Come fare a rinegoziare le condizioni del proprio mutuo?
Come cambiare le condizioni del mutuo
Cambiare le condizioni del proprio mutuo durante il periodo di ammortamento si può. Trattandosi di un contratto di diritto privato, in caso di accordo da entrambe le parte (banca e mutuatario), si possono modificare i parametri dell’accordo stesso. Una eventualità che torna comoda nel momento in cui, come al presente, i tassi di interesse del finanziamento per l’acquisto di casa, sono calati notevolmente rispetto alla data originaria di stipula del contratto.
Tassi di interesse dei mutui in calo negli ultimi 12 mesi
Chi per esempio abbia stipulato un mutuo prima degli anni della crisi si è ritrovato un contratto a tassi anche oltre il 5% mentre oggi solo in rarissimi casi si supera il 2%. Ciò grazie alle politiche monetarie espansive della Bce e ai tassi Irs ed Euribor (riferimento per i mutui a tasso fisso e variabile, rispettivamente) che da mesi viaggiano intorno ai minimi storici, anche al di sotto dello zero.
Rinegoziare, surrogare o sostituire il mutuo?
Che fare, quindi, quando le condizioni generali per un mutuo migliorano così tanto? È possibile, appunto, surrogare, sostituire o rinegoziare il mutuo. Mentre nei primi due casi il finanziamento viene trasferito presso un’altra banca, che lo acquista occupandosi dell’estinzione del mutuo originario presso la banca precedente, nel caso della rinegoziazione il mutuatario resta presso lo stesso istituto di credito, ma ridefinisce le condizioni del mutuo.
Rinegoziare significa, ad esempio, rivedere i tassi di interesse, la tipologia di mutuo (da tasso fisso a variabile o viceversa), le garanzie fornite o l’importo della rata, che potrebbe essere abbassato in caso di insostenibilità per il reddito familiare, o innalzato se le possibilità economiche della famiglia sono migliorate e si vuole ridurre il tempo di ammortamento, risparmiando interessi.
Come rinegoziare il mutuo
Come procedere per la rinegoziazione? Occorre presentare domanda alla banca, corredandola dalle motivazioni e dalla documentazione richiesta. La domanda si può presentare in qualsiasi momento (a volte la banca richiede che trascorra un periodo minimo prima di poterlo fare) e senza costi aggiuntivi nè spese notarili. Non esiste obbligo da parte della banca di accettare tale richiesta, ma l’eventualità di una surroga presso un’altra banca, che farebbe perdere un cliente, potrebbe giocare a favore.
www.immobiliarebellitalia.com

martedì 12 marzo 2019

Acquisto immobili: come scegliere il tasso di mutuo più conveniente?

Acquisto immobili: come scegliere il tasso di mutuo più conveniente?
Una volta che si è deciso di acquistare un immobile, quali aspetti vanno tenuti in considerazione nella scelta del mutuo più adatto alle proprie esigenze? Il quesito principale riguarda sicuramente il tasso da applicare al proprio finanziamento: meglio fisso o variabile?
Un mercato immobiliare vivace e fluido
Oggi la scelta del tasso di rimborso è più semplice rispetto al passato: se fino a circa dieci anni fa non era possibile passare da un mutuo a tasso fisso a uno a tasso variabile, negli anni più recenti la situazione è mutata. Grazie a istituti quali surroga, sostituzione e rinegoziazione del finanziamento è possibile modificare il contratto stipulato con la banca, individuare soluzioni più convenienti e dunque risparmiare.
Secondo la teoria economica, i mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile tendono a generare i medesimi costi nel lungo periodo. Nella pratica le cose sembrano però essere piuttosto diverse: dopo l'introduzione dell'Euro il nostro Paese ha potuto contare su un Euribor ridottissimo, in alcuni casi addirittura negativo, circostanza che con la lira non si era mai prolungata così tanto. Tale situazione ha reso i mutui a tasso variabile particolarmente appetibili, nonostante la rischiosità elevata.
Stando al parere degli esperti, l'elemento determinante da prendere in considerazione è l'andamento dell'inflazione: con un rialzo, seppur limitato, di quest'ultima le cifre che i mutuatari andrebbero a pagare diventerebbero infatti più consistenti. I mutui a tasso fisso offrono, al contrario, la certezza di una pianificazione esatta dell'impegno economico da sostenere nel tempo: questo fattore rappresenta, per molti richiedenti, un vero e proprio punto di forza.
www.immobiliarebellitalia.com

venerdì 15 febbraio 2019

Il garante del mutuo: chi è e cosa fa


Il garante del mutuo: chi è e cosa fa
Quando si accende un mutuo, non sempre le garanzie che è possibile fornire sono sufficienti. È allora che può rendersi necessario un garante. Vediamo chi è questa figura.
Mutuo, quali garanzie chiede la banca
Gli intermediari finanziari, prima di concedere un prestisto o un mutuo, chiedono specifiche garanzie sulla solvibilità del cliente. La banca, o chi eroga il finanziamento, in altre parole deve accertarsi che il mutuatario sia in grado di rimborsa le rate del prestito e che se non sarà in grado di farlo, al finanziatore sarà comunque possibile rivalersi su altri bene per poter  rientrare della somma erogata.
Innanzitutto, quindi, si valuta il merito creditizio del cliente; solitamente si richiede che la rata del metuo non superi un terzo del suo reddito percepito e, qualora tale percentuale non venisse rispettata, il prestito può anche essere negato. Oltre al merito creditizio, poi, la banca o l'ente finanziatore può richiedere ulteriori garanzie, solitamente di due tipi: reali e personali.
Garanzie reali e personali per un mutuo
Le garanzie reali, nel caso di un mutuo immobiliare, consistono nell'ipoteca di primo grado, ovvero di un diritto reale che garantisc al creditore la possibilità di esproriare l'immobile in caso di insolvenza e di venderlo all'asta per ottenere la somma residua.
Le garanzie personali si incarnano nella figura del garante. La normativa a cui fare riferimento è quella legata agli articoli 1936 e seguenti del codice civile, in tema di fideiussione. La persona che firma come garante, in particolare, è un soggetto a terzo rispetto al mutuatario e assicura alla banca l'adempimento delle obbligazioni, nel caso il debitore principale non sia più in grado di onorare il prestito.
L'azione del garant quindi viene solo ed esclusivamente nel momento in cui il mutuatario si dovesse mostrare insolvente (mentre se il pagamento delle rate dovesse procedere regolarmente, il garante potrebbe non dover mai intervenire per tutta la durata del contratto). In questo caso, la banca può richiedere al garante le somme non rimborsate, fino all'importo massimo stabilito nel contratto stesso.
Dato che la garanzia è di natura personale, il garante risponde con tutto il suo patrimonio. In caso fossero previsti più garanti: in tale ipotesi, ciascuno risponderà pro-quota, pur rimanendo obbligato in solido con gli altri fideiussori. Allo stesso tempo, però, il garante non ha diritti sull'immobile, né di proprietà (in quanto non risulta come intestatario) né di possesso. Di conseguenza non potrà nemmeno detrarre fiscalmente gli interessi passivi del mutuo.
Come togliersi da garante del mutuo
Chi è il garante del mutuo? Solitamente si tratta di un familiare del mutuatario, o di un soggetto legato da rapporti di natura sentimentale, personale o professionale con l’aspirante mutuatario. Il legame tra garante e mutuatario in ogni caso deve essere ben forte, perché la tentazione di voler essere sollevati da questo incarico a volte è grande.
Per essere liberati di tale responsabilità, occorre che la banca dia il suo consenso, in quanto una variazione delle garanzie va a danno di quest’ultima. Eventualmente la banca potrebbe acconsentire a fronte di garanzie aggiuntive fornite dal mutuatario

venerdì 1 febbraio 2019

Mutui a tasso fisso e variabile, come sarà il 2019?

Mutui a tasso fisso e variabile, come sarà il 2019?
Importi chiesti ed erogati in aumento, surroghe in calo, tassi favorevoli. Questo è il riassunto del 2018 per i mutui in Italia. Facile.it ha tracciato qualche previsione per l’andamento dei finanziamenti per l’acquisto di casa per il 2019.
Mutui, com’è andato il 2018
Analizzando un campione di 40 mila domande di mutuo raccolte da gennaio a dicembre 2018, Facile.it e Mutui.it hanno rilevato che le somme richieste nel 2018 sono aumentate. Gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, in media, 132.453 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto al 2017. All’aumento dell’importo medio richiesto ha corrisposto una crescita delle somme effettivamente concesse; il taglio medio erogato dagli istituti di credito nel corso dello scorso anno è stato pari a 128.886 euro (+0,5% rispetto al 2017). Altro dato positivo è quello relativo al Loan To Value (LTV), vale a dire la percentuale del valore dell’immobile finanziata dal mutuo. Questo parametro è passato dal 61% del 2017 al 69% del 2018 per ciò che riguarda le richieste e dal 60% al 65% per quanto concerne gli erogati. Leggermente maggiore, anche, l’età media dei richiedenti (passata da 40 a 41 anni) mentre è rimasta stabile la durata media dei piani di ammortamento richiesti (poco più di 22 anni). Dal punto di vista dei tassi, ad un anno di indici ai minimi è seguita una fine d’anno con aumento di spread bancari nell’ordine di 10 punti base per i tassi variabili e di 20 per i tassi fissi. Aumenti che hanno interessato solo le nuove erogazioni.
Tassi dei mutui, meglio fisso o variabile?
Il trend registrato negli ultimi mesi del 2018 si è confermato anche nel 2019; durante i primi giorni del nuovo anno alcuni istituti di credito hanno nuovamente ritoccato verso l’alto gli spread sui nuovi mutui a tasso fisso di lunga durata; aumenti che però sono stati mitigati, almeno in parte, dal calo dell’Eurirs. Alcuni istituti di credito, tuttavia, in controtendenza, hanno invece approfittato del contesto per adottare strategie commerciali più espansive, scegliendo di mantenere inalterati i loro spread. “Per evitare di pagare più del dovuto, però – consiglia Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it - viste le differenti strategie di tasso applicate dalle banche, è quanto mai fondamentale confrontare le offerte di più istituti di credito; solo in questo modo è possibile garantirsi i migliori tassi attualmente disponibili che, di fatto, sono comunque ancora molto vicini ai minimi storici ed estremamente convenienti».
Meglio scegliere un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? Per il 2018 il tasso fisso si è confermato re indiscusso del mercato italiano dei mutui, con ben otto aspiranti mutuatari su dieci che si sono orientati verso questa tipologia di finanziamento (erano il 73% nel 2017), con un picco a novembre (87%). “Dati che riflettono con chiarezza come le note vicende legate all’aumento dello spread Btp-Bund e le tensioni dei mercati abbiano spinto molti aspiranti mutuatari a rifugiarsi nel tasso fisso, - spiegano da Mutui.it.- Una scelta che però, almeno nel breve periodo, potrebbe rivelarsi poco premiante se si considera che, dati alla mano, il tasso variabile consente, a parità di cifra erogata, ancora importanti risparmi sulla rata”.
Mutui, il punto sulle surroghe
Anche per il 2018 le surroghe hanno avuto un peso importante sul totale delle richieste, rappresentando un picco del 27% sul totale nei mesi di maggio e giugno. Tuttavia l’anno è stato caratterizzato da un calo sensibile delle surroghe; a novembre la percentuale è scesa al 19,5% mentre a dicembre si è toccato il valore minimo del 2018, 16,6%, percentuale confermata anche dai primi dati parziali registrati nel 2019.
Come mai? “L’effetto più evidente degli aumenti degli spread bancari applicati sui nuovi mutui a tasso fisso è proprio il calo del peso percentuale delle domande di surroga – spiega Ivano Cresto. -Rrispetto a settembre 2018, di fatto, la convenienza economica a sottoscrivere un prodotto diverso surrogando oggi è ridotta. Continua certamente ad aver senso, invece, il cambiare tipologia di tasso da fisso a variabile o viceversa se si sceglie di avere una diversa esposizione personale al rischio di eventuali aumenti dell’Euribor”.


www.immobiliarebellitalia.com

lunedì 22 gennaio 2018

Nel 2017 gli italiani hanno chiesto meno mutui

Nel 2017 gli italiani hanno chiesto meno mutui
Meno richieste di mutui e surroghe nel 2017, ma un mercato immobiliare solido e in crescita. È quanto emerge dal Barometro CRIF, che evidenzia come nel corso dell’anno appena concluso le famiglie italiane hanno chiesto meno mutui (ci si riferisce a vere e proprie istruttorie formali, non semplici preventivi online), con un calo del -10,3% rispetto al 2016. Questo trend negativo è però dovuto al rallentamento delle richieste di surroga e sostituzione rispetto all’anno precedente.
Migliore situazione economica delle famiglie, tassi contenuti e prezzi degli immobili appetibili
Nel complesso sono aumentate le compravendite residenziali e sono diminuiti gli acquisti immobiliari sostenuti interamente in contanti, due elementi che contribuiscono a supportare il mercato dei mutui. Senza dimenticare una migliorata situazione economico-finanziaria delle famiglie, tassi contenuti e prezzi degli immobili appetibili.
Un altro dato interessante riguarda l’importo medio richiesto, che a dicembre ha fatto segnare un +1,7% rispetto allo stesso mese del 2016. Nel corso di tutto il 2017 il valore medio dei mutui richiesti dalle famiglie italiane si è attestato sui 125.600 €.
Per quanto riguarda la durata, la minor incidenza di surroghe (per loro natura più breve) fa registrare un forte spostamento verso piani di rimborso a medio-lungo termine (superiori ai 20 anni). A chiedere mutui nel 2017 è soprattutto la fascia di persone tra i 35 e i 44 anni di età, anche se con una leggera flessione rispetto all’anno precedente (-0,9%). Crescono invece di 0,4 punti percentuali le richieste di under 35 e over 45.
www.immobiliarebellitalia.com

lunedì 27 novembre 2017

Gli italiani richiedono meno surroghe

Gli italiani richiedono meno surroghe
Si riduce dunque il numero delle richieste di surroga nel nostro Paese che passano dal 46% del totale che era stato registrato nel I trimestre di questo anno al 31% attuale. Non si tratta ad ogni modo di una notizia preoccupante: il mercato immobiliare italiano tiene bene e a confermarlo sono le evidenze relative alle domande di mutuo per acquisto casa che sono nettamente cresciute arrivando a raggiungere il 58% del totale, dal precedente 44% rilevato. Una dinamica questa che secondo gli esperti sarebbe destinata a proseguire con caratteri più marcati in quanto con il passare del tempo i mutuatari interessati a rottamare il proprio mutuo diventerebbero sempre meno.
Quali sono i mutui più convenienti
Per quello che riguarda la tipologia di mutuo, in questo trimestre, quelli a tasso fisso si rilevano sempre più convenienti data la nuova riduzione dello spread applicato rispetto a quanto era stato rilevato nel secondo trimestre del 2017. La situazione appare in linea di massima stabile per ciò che invece riguarda i finanziamenti a tasso variabile.
Il settore si conferma ancora caratterizzato da una grande vivacità sotto il profilo di vendita e acquisto di immobili, grazie anche ai prezzi al metro quadrato in costante flessione del -6,4% in questo specifico trimestre che incoraggiano tutti coloro che desiderano portare a termine un investimento.
www.immobiliarebellitalia.com

giovedì 22 settembre 2016

Domanda e tempi di vendita: facciamo il punto

Domanda e tempi di vendita: facciamo il punto
La casa di proprietà resta il sogno degli italiani, ma, a differenza di quanto succedeva un tempo, oggi si ha la consapevolezza che si tratta di un bene che nel tempo potrebbe anche perdere valore. Parliamo di un mercato profondamente cambiato dalla crisi e che, proprio nella consapevolezza, trova uno dei suoi elementi più caratterizzanti, a partire dall'individuazione di valori immobiliari più equi e più giusti rispetto al passato. Le cifre e i trend, parlano di una ripresa ormai assodata, come confermano anche i dati, freschi di giornata, diffusi dall'Agenzia delle Entrate, che, per il secondo semestre 2016, quantificano in un +21,8% l'incremento delle compravendite e nel +22,9% la crescita del mercato delle abitazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per quanto riguarda le compravendite, i primi sei mesi del 2016 evidenziano, prezzi ancora al ribasso, ma si riduce l’offerta di immobili di qualità con un conseguente aumento dei valori degli stessi. A livello di tipologie, le richieste, sia nelle grandi città sia nei capoluoghi di provincia, si concentrano soprattutto sui trilocali perché la diminuzione dei prezzi porta gli acquirenti a preferire abitazioni più spaziose. Diminuiscono invece i tempi di vendita che dagli otto mesi si riducono oggi a cinque/sei. Sul fronte delle erogazioni dei mutui, l'incremento registrato tra gennaio e marzo di quest’anno è stato del 55%, comprensivo della componente surroga, che rappresenta circa il 25/30% dei volumi. Tra i tassi, crescono il variabile con Cap e soprattutto il fisso ormai prossimo ai valori del variabile, preferito dalle famiglie che non vogliono rischiare. Valori che si prevede rimarranno stabili, salvo stravolgimenti inaspettati, fin tutto il 2019 per poi ricominciare a salire dal 2020 in poi. Sempre sul fronte dei mutui, l'importo medio richiesto si attesta a livello nazionale sui 110mila 500 euro, mentre la durata è pari a 24 anni. Per quanto riguarda il mercato delle locazioni, nella grandi città si registra un lieve aumento dei canoni (+0,7/0,8%) mentre tra le tipologie di contratto si segnala un aumento dei contratti a canone concordato.
www.immobiliarebellitalia.com

lunedì 21 marzo 2016

Fondo giovani coppie: boom dei mutui per l'acquisto della prima casa

Fondo giovani coppie: boom dei mutui per l'acquisto della prima casa
Vola il mercato dei mutui per l'acquisto della prima casa con garanzia dello Stato. Secondo i dati diffusi dall'Abi, infatti, con oltre 539 milioni di euro di nuovi mutui garantiti in un anno (tra febbraio 2015 e febbraio 2016) dal 'Fondo di garanzia per la prima casa', lo strumento pubblico a vantaggio soprattutto delle giovani coppie registra un vero e proprio boom. L'obiettivo è quello di garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi.
Caratteristiche del fondo garanzia mutui
Il fondo è destinato alle famiglie che aspirano ad acquistare l'abitazione principale, con priorità d'accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni. Per l'Abi si tratta di un "fondamentale esempio di collaborazione tra banche e istituzioni e l'obiettivo è di continuare a favorire l'accesso ai mutui attraverso una dotazione da 550 milioni di euro che potrebbe garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi di euro.
Fondo di garanzia acquisto prima casa
Il Fondo di garanzia prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni.
Requisiti per accedere al fondo di garanzia
Relativamente ai requisiti per accedere al Fondo, va ricordato che la garanzia può essere richiesta da coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. Come ricorda l'Abi, al momento 142 banche hanno aderito al fondo.
www.immobiliarebellitalia.com 

lunedì 7 marzo 2016

Decreto mutui, ecco i correttivi

Decreto mutui, ecco i correttivi
Arrivano in corso d’opera correttivi e modifiche al decreto mutui, volte a rispondere alle critiche arrivate da più parti e a rendere più “a misura di cittadino” il recepimento della direttiva europea sui mutui che arriva dall’Europa. Il Partito Democratico ha, nelle scorse ore e contestualmente alle forti proteste del Movimento Cinque Stelle, presentato delle proposte di modifica, che il Governo si è detto intenzionato a recepire.
Innanzitutto, saranno 18 e non 7 le rate che faranno scattare la morosità e che permetteranno alla banca di mettere in vendita la casa. Differentemente da quanto dichiarato in prima battuta, queste nuove regole non si applicheranno ai contratti già in essere, neppure in caso di surroga.
Altro cambiamento: la vendita senza passare dall’Asta giudiziaria sarà possibile solo qualora il mutuatario avesse, contestualmente alla sottoscrizione del prestito, scelto di inserire la clausola di inadempimento. La decisione verrà supportata dall’assistenza di un esperto che, con la vigilanza garantita da Bankitalia, dovrà guidare il cittadino nella sua scelta.
Infine, nel caso si arrivi davvero alla vendita dell’immobile, questa determinerà automaticamente la cancellazione del debito del proprietario con la banca, anche se ci si trovasse nella condizione in cui il valore dell’immobile fosse inferiore al debito residuo non pagato; di contro, se il valore fosse superiore l’eccedenza va al proprietario. Viene così confermato il divieto di “patto commissorio”, sancito dall’articolo 2744 del Codice civile, ma sì danno delle regole scritte per il cosiddetto “patto marciano”.
Il testo così corretto dovrebbe essere votato dalla commissione Finanze nei prossimi giorni. Staremo a vedere cosa succederà.
www.immobiliarebellitalia.com

giovedì 23 luglio 2015

Crescono mutui e compravendite

Crescono mutui e compravendite
Le compravendite immobiliari e i mutui fondiari nel 2014 sono tornati a crescere rispettivamente del 3,6 e 13,4 per cento. Tutto ciò è merito dei tassi di interesse che nel frattempo hanno raggiunto il punto più basso nella storia dell’unità d’Italia: il livello medio è sotto il 3 per cento, grazie al quantitative easing introdotto dalla Banca centrale europea. A fornire questi dati è il Focus Casa, il rapporto realizzato dall’associazione nazionale costruttori, che punta il dito contro la pressione fiscale: l’anno scorso le imposte sugli immobili hanno fruttato allo Stato ben 3,8 miliardi di euro in più del 2013, un incremento pari al 9,8 per cento; ecco allora la proposta dell’Ance: favorire con la detassazione l’acquisto di case nuove ad alta efficienza energetica.
www.immobiliarebellitalia.com 

mercoledì 24 giugno 2015

Mutui, un Fondo di garanzia per le giovani coppie

Mutui, un Fondo di garanzia per le giovani coppie
Buone notizie per gli sposi che intendono comprare un appartamento. Sono in arrivo 82 milioni di euro dal Fondo di garanzia per la prima casa grazie ai quali lo Stato si farà garante, nei confronti delle banche, per la concessione di prestiti ipotecari alle giovani coppie, ai nuclei familiari con figli minori e ai ragazzi under 35, con contratti di lavoro precario. Nei primi mesi del 2015, da febbraio a maggio, secondo i dati diffusi dall'Abi, i mutui garantiti dal fondo sono stati pari a 30 milioni di euro. In buona sostanza, i beneficiari del fondo potranno "coprire" la metà della quota capitale per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa finalizzata al miglioramento dell'efficienza energetica. Può farne richiesta chi non possiede già un'abitazione principale. Sono 130, fino ad oggi, le banche che hanno aderito al fondo.
www.immobiliarebellitalia.com 
 

giovedì 18 giugno 2015

Mutui, nei primi 3 mesi del 2015 i prestiti per acquisto casa crescono del 4,7%

Mutui, nei primi 3 mesi del 2015 i prestiti per acquisto casa crescono del 4,7%
Nel corso del primo trimestre 2015 i mutui per l’acquisto di abitazioni hanno fatto segnare un +4,7%. Per quanto riguarda l’attività di erogazione di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici il 2014 ha chiuso infatti con una netta ripresa: la componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni ha fatto segnare un +6,6%. A dirlo l’Osservatorio Credito al Dettaglio di Assofin-Crif-Prometeia. Secondo quanto emerso, se il 2014 ha chiuso con un +6,6% per la componente dei mutui per l’acquisto della casa e un +44,5% per la componente residua degli “altri mutui” (aggregato che comprende mutui di surroga, di sostituzione, di liquidità, mutui per costruzione e ristrutturazione e mutui per il consolidamento del debito), i primi tre mesi del 2015 i mutui d’acquisto casa hanno fatto registrare un +4,7%, mentre gli “altri mutui” un +129,1%. Si tratta di un trend legato al boom delle surroghe (+319,3% nel 2014 rispetto all’anno precedente, +710,7% nel primo trimestre del 2015) tornate a essere convenienti per i bassi livelli dei tassi applicati ai nuovi mutui.
L’Osservatorio ha sottolineato che dopo cinque anni consecutivi di flessione, l’attività di erogazione di credito al consumo nel 2014 ha chiuso con un segno positivo. In particolare, i flussi finanziati hanno fatto registrare un aumento del +2,5%, il numero di operazioni di finanziamento del +5,6%. Nel primo trimestre del 2015 la crescita ha subito un’accelerazione: i volumi erogati hanno fatto segnare un +9,3%, le operazioni finanziate un +15,8%. A trainare il mercato i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto-moto, insieme a quelli via carte rateali-opzione. Per quanto riguarda le prospettive, l’Osservatorio ha evidenziato un consolidamento delle tendenze registrate nella prima parte del 2015, rafforzato dal graduale miglioramento macroeconomico. Quel che si prevede, dunque, è una ripresa della crescita delle consistenze di credito alle famiglie a partire dalla seconda parte dell’anno.
www.immobiliarebellitalia.com

giovedì 9 aprile 2015

Finanziamenti alle famiglie: sospensione mutui, precisazioni

Finanziamenti alle famiglie: sospensione mutui, precisazioni
Sospensione mutuo dal primo aprile. Per 12 mesi sospese le rate dei finanziamenti per le famiglie in stato di disagio. L’agevolazione dopo l’intesa ABI consumatori. Vediamo come funziona. Dal primo aprile le famiglie possono sospendere per 12 mesi la quota capitale su mutui e crediti al consumo. La sospensione dei finanziamenti è concessa grazie all’accordo ABI-consumatori, ma a determinate condizioni. Vediamo quali.
In particolare, è possibile chiedere la sospensione dei finanziamenti fino a 12 mesi della quota capitale dei crediti al consumo di durata superiore ai 24 mesi e dei mutui ipotecari sulla prima casa abitazione principale. La sospensione del mutuo è concessa solo in casi di evidente necessità, che va dalla sospensione dal lavoro alla riduzione di orario per almeno 30 giorni e per almeno uno dei cointestatari. Uno stop, allo scopo di evitare sovrapposizioni con il Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa.
Per i crediti al consumo, invece, i finanziamenti sono concessi solo se il  prestito è di almeno 24 mesi, con un piano di rientro a rate costanti, e se dedicato a persone fisiche, indipendentemente dal tasso applicato. Le famiglie non possono fruire della sospensione delle rate di finanziamento nei casi seguenti:
- Per ritardi di pagamento superiori a 90 giorni o per i quali sia intervenuta la decadenza dal contratto;
- Se hanno già fruito di una sospensione per 12 mesi;
- Se fruiscono di agevolazioni pubbliche;
- Se sono coperte da assicurazione sul rischio;
- Se sono assistite dalla cessione del quinto (dello stipendio o della pensione);
- In caso di finanziamenti delle carte di credito revolving o di apertura di credito.
La sospensione delle rate dei finanziamenti dura 12 mesi, e può essere richiesta una sola volta fino al dicembre 2017. Chi ha già usufruito di sospensioni precedenti del finanziamento, può chiederne una nuova fino ai 12 mesi complessivi, a condizione che siano trascorsi due anni dalla moratoria precedente. La sospensione delle rate dei finanziamenti alle famiglie è operativa entro 30 giorni dalla richiesta, oppure 45 nel caso di finanziamenti cartolarizzati da obbligazioni bancarie. Il cliente può chiedere il riavvio del piano di ammortamento in qualsiasi momento. La moratoria, in sintesi, può essere richiesta, se entro due anni dalla richiesta si è verificato uno degli eventi seguenti:
- Cessazione del rapporto di lavoro subordinato: sono esclusi i casi di risoluzione consensuale, pensionamento, licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, dimissioni non per giusta causa;
- Cessazione di rapporto di lavoro di collaborazione: riguarda i rapporti previsti dall’articolo 49, comma 3 codice di procedura civile, ovvero rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale, altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato;
- Sospensione dal lavoro o riduzione di orario per almeno 30 giorni: come detto, questo è l’unico caso in cui può essere concessa anche la moratoria mutui;
- Decesso o insorgenza di condizioni di non autosufficienza.
L’intesa è stata firmata dall’ABI e da Acu, Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori. Critiche, invece, da Altroconsumo.
www.immobiliarebellitalia.com 

giovedì 5 marzo 2015

Abi: boom di richieste mutui al Fondo di garanzia per la casa

Abi: boom di richieste mutui al Fondo di garanzia per la casa
27,7 milioni di euro di nuovi mutui a febbraio 2015, primo mese di piena operatività del Fondo di garanzia per la casa. Con l’avvio delle procedure previste dal regolamento di attuazione del Fondo stesso e grazie alla fattiva collaborazione tra banche e Istituzioni, procede con efficienza la nuova soluzione a vantaggio delle famiglie che ancora scontano gli effetti della crisi ma aspirano ad acquistare l’abitazione principale. L’ABI sottolinea che il Fondo rappresenta un’ulteriore spinta allo sviluppo del mercato dei mutui che già registra una fase di grande rilancio, con un’impennata relativa a tutto il 2014 del 32,5% rispetto al 2013 e un ammontare complessivo di circa 25,3 miliardi di euro. L’obiettivo del Fondo è continuare a favorire l’accesso al credito a nuclei in difficoltà, e soprattutto giovani coppie, con una dotazione da 600 milioni di euro che potrebbe garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi di euro. Per quanto riguarda il suo funzionamento, il ”Fondo di garanzia per la casa” controgarantito dallo Stato prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con età inferiore a 35 anni. Relativamente ai requisiti per accedere al Fondo, va ricordato che la garanzia può essere richiesta da coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. Il modulo di domanda consente la richiesta di accesso per un massimo di due beneficiari; in caso di altri richiedenti potranno essere compilati ulteriori moduli di domanda, da inoltrare allegando i relativi documenti di identità.
www.immobiliarebellitalia.com 

lunedì 9 febbraio 2015

Rent to buy: ecco come funziona, quando stipularlo e a chi conviene

Rent to buy: ecco come funziona, quando stipularlo e a chi conviene
Esiste un solo contratto di rent to buy o sono possibili più formule? Alla fine del periodo di affitto sono costretto a comprare? A cosa fare attenzione nella stesura del contratto? Se una delle parti è inadempiente, cosa succede? Chi paga le tasse? Sono molti i dubbi che sorgono quando si sente parlare di rent to buy o affitto con riscatto, cioè della possibilità di acquistare un immobile dopo un periodo di locazione. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su quelli più importanti.
1. Che cosa è il rent to buy
Il rent to buy o affitto con riscatto è uno strumento contrattuale che permette di stipulare un contratto d'affitto che poi si potrà trasformare in una compravendita. Quest'ultima non è infatti obbligatoria, ma costituisce solamente un'opzione legata alla locazione. In sostanza la formula contrattuale si compone di due parti: un contratto di affitto e un preliminare di futura vendita da effettuarsi in un determinato tempo (che in genere è di 3-5 anni, ma che è tutelato dalla legge fino a 10). Per accedere a questa possibilità c'è però un prezzo da pagare: la quota versata mensilmente sarà infatti superiore a un normale canone di locazione; una parte costituisce l'affitto, l'altra andrà a comporre un acconto sul prezzo finale dell'immobile.
2. Un esempio pratico di affitto con riscatto
Le condizioni dei singoli contratti - pur all'interno di un quadro normativo che tutela le parti - possono prevedere proporzioni diverse tra canone e “acconto-prezzo” e casistiche particolari a cui occorre fare attenzione al momento della stipula. Volendo fare un esempio arbitrario, si potrebbe ipotizzare che per una casa del costo di 150mila euro le parti concordino un corrispettivo mensile di 1.000 euro; a fronte di un canone di locazione di mercato di, poniamo, circa 700. Una parte di questo corrispettivo, ad esempio 500 euro, viene dato per il godimento del bene, come se fosse un normale affitto (e quindi in un certo senso “si perde” rispetto ad un acquisto “tradizionale” dove si inizia subito a pagare). I restanti 500 euro vanno invece come pagamento della casa. Se l'opzione di acquisto viene stabilita dopo 5 anni, quindi, 30mila euro (500 euro x 12 mesi x 5 anni) saranno stati già pagati e se ne dovranno corrispondere altri 120mila (naturalmente anche finanziabili con un mutuo).
3. Nessun obbligo di acquisto, ma occhio alle condizioni dell'accordo
La prima cosa a cui stare attenti se si è interessati al rent to buy è verificare che non sia previsto un obbligo di acquisto. Non sono illegali formule di questo tipo, ma non è quello che si intende correntemente con affitto con riscatto, né quello che prevede la normativa di riferimento. Oltre a questo, occorre fare attenzione nel valutare bene il punto di equilibrio tra quanto “affitto” e quanto “prezzo” si va a pagare. Ovviamente più è alto l'affitto più è tutelato il venditore, ma allo stesso tempo l'operazione è meno conveniente per chi compra. Questo infatti potrebbe stipulare un normale contratto di locazione e accantonare la quota che dovrebbe dare in acconto-prezzo, per poi utilizzarla a distanza di qualche anno per la compravendita di qualsiasi immobile, senza nessun impegno preliminare. Se non si esercita l'opzione d'acquisto si rischia infatti di perdere la quota data come acconto sul prezzo. Ma può anche succedere che – come in alcuni casi di mercato già sperimentati - il venditore, per velocizzare l'affare, stabilisca che se il rogito avviene entro un termine ravvicinato (ad esempio entro due-tre anni) la quota che va a ridurre il prezzo sia la totalità del versato o comunque una quota tanto maggiore tanto minore è il tempo trascorso dall'inizio dell'accordo.
4. Il mercato: una nicchia in crescita
L'attenzione verso il rent to buy è in continua crescita da almeno un paio d'anni. Ma rimane ancora una nicchia in un mercato in crisi. Se è vero che secondo le elaborazioni effettuate da idealista.it a fine 2014 l'offerta di case in rent to buy è più che triplicata negli ultimi due anni, è anche vero che si tratta in assoluto di numeri piccoli, circa 1.800 annunci, che rappresentano meno dell'1% dell'offerta del portale. Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna sono le regioni pilota; anche se crescono Toscana e Lazio. In media si tratta di appartamenti di 90 mq, con un prezzo richiesto di 170mila euro. Secondo l'ufficio studi di Immobiliare.it, il 64% degli annunci di rent to buy si riferisce ad abitazioni nuove o in pronta consegna; il 28% a quelle appena ristrutturate e quindi comparabili al nuovo. La rete Rent to Buy Consulting dichiara di aver concluso oltre un centinaio di contratti (diversi già a rogito).
5. La spinta e i paletti dello Sblocca-Italia
Un freno alla crescita dei contratti negli ultimi anni è consistito nell'assenza di una normativa dedicata, che ha generato diffidenza e incertezza sul mercato: diverse combinazioni di fattispecie normative davano origine infatti a diversi tipi di contratto, a torto accomunati sotto la dicitura di rent to buy. Solo lo scorso autunno, all'interno del decreto Sblocca Italia, è stato fornito un inquadramento normativo univoco. In particolare, il decreto 133/14 convertito nella legge 164/2014 disciplina i “contratti, diversi dalla locazione finanziaria, che prevedono l'immediata concessione del godimento di un immobile, con diritto per il conduttore di acquistarlo entro un termine determinato imputando al corrispettivo del trasferimento la parte di canone indicata”.
6. Le tutele per chi acquista
La garanzia maggiore consiste nella tutela del compratore per 10 anni. Viene infatti prevista la possibilità di trascrivere il contratto nei registri immobiliari, mettendo al sicuro il futuro acquirente da qualsiasi eventuale “inconveniente” prima cioè dell'acquisto: si pensi all'iscrizione di una ipoteca sull'immobile o a un pignoramento. La trascrizione è una sorta di prenotazione sul bene, che lo protegge fino a 10 anni, contro i tre previsti per i normali preliminari di compravendita (il cosiddetto compromesso). Tra le altre tutele previste c'è l'impossibilità di dare in rent to buy abitazioni in corso di costruzione che siano ipotecate, a meno di frazionare l'ipoteca e accollare al conduttore una quota del mutuo del costruttore. Cominciano a diffondersi anche alcuni contratti tipo, come ad esempio quello presentato dal Notariato la settimana scorsa o quello di Confedilizia
7. ll rent to buy conviene se il mutuo non si trova o non basta
Il rent to buy è un'opportunità di acquisto alternativa alle forme tradizionali, che un giusto equilibrio tra affitto e acconto prezzo può rendere allettante. Ma considerarlo un modo per “provare la casa” prima di acquistarla può essere fuorviante: se si dovesse cambiare idea si andrebbero a perdere i soldi versati come acconto per la vendita. Ma in alcune situazioni il rent to buy può essere la soluzione ideale. Ad esempio chi non ha un capitale iniziale per l'acquisto da affiancare al mutuo, può accumularlo proprio grazie al meccanismo del rent to buy. Che è adatto anche a chi conta di stabilizzare la propria situazione lavorativa in pochi anni. Alcune formule prevedono un'analisi reddituale e patrimoniale del potenziale acquirente con relativo piano finanziario per valutare la sostenibilità dell'acquisto e programmare anche l'accensione del mutuo con istituti bancari “convenzionati”.
8. Qual è il vantaggio di vendere con questa formula?
Il rent to buy si è diffuso in un momento di mercato in cui c'è moltissimo invenduto sul mercato. E' utilizzato soprattutto dai costruttori che hanno una strada in più per non lasciare l'immobile inutilizzato e per trovare più facilmente compratori. Occorre però fare attenzione agli annunci che si rivelano poi solo “specchietti per allodole”, nascondendo altre tipologie contrattuali. Il rischio per chi vende è di trovarsi l'immobile occupato dal conduttore divenuto inadempiente e di dover fare ricorso al giudice per liberare il bene e venderlo ad altri.
9. Cosa succede se una delle due parti non rispetta l'accordo
Nell'accordo deve essere previsto cosa succede in caso di inadempimento. In caso di inadempimento del conduttore (affittuario-acquirente), il proprietario ha diritto alla restituzione dell'immobile e, se il contratto non prevede diversamente, di acquisire per intero i canoni versati. Nel caso invece sia il proprietario a rendersi inadempiente, il conduttore ha diritto almeno alla restituzione della parte dei canoni imputata a prezzo, più gli interessi legali. Secondo quanto stabilito dallo Sblocca Italia, il contratto si risolve in caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni, pari a un ventesimo del totale. Le parti sono però libere di fissare l'asticella più in alto, così come possono decidere la durata, la quota di canone imputabile al prezzo, diritti di recesso, clausole penali, la cedibilità del contratto, eccetera.
10. La fiscalità: niente Imu fino al rogito
Bisogna distinguere “se chi concede il godimento in vista della futura vendita – precisa il Notariato – è un privato o un'impresa, e bisogna distinguere anche tra imposte dirette (a carico del proprietario/venditore) ed indirette (a carico del conduttore/acquirente)”. Le imposte legate al possesso dell'immobile (Imu e Tasi, almeno in larga parte) sono a carico del proprietario, come in qualsiasi contratto di affitto. Le spese di trascrizione del contratto nei registri immobiliari sono, invece, a carico dell'acquirente, come le spese ed imposte dovute per l'atto di compravendita dell'immobile. Ma se alcuni principi di fondo sono chiari, su altri si attende a breve un pronunciamento dell'Agenzia delle Entrate: restano ad esempio da chiarire gli aspetti relativi a Iva, imposte dirette e di registro in alcuni casi particolari.
www.immobiliarebellitalia.com 

lunedì 23 giugno 2014

COME PREPARARSI ALL'ACQUISTO DI UNA CASA


Come prepararsi all'acquisto di una casa
Dall’ultimo rapporto stilato da Abi e dall’Agenzia delle Entrate (OMI) è emerso che nell’ultimo anno le richieste e le erogazioni di mutui per acquistare una casa sono aumentate del 20%. Questo vuol dire che sempre più famiglie sentono di poter effettuare un investimento, nella maggior parte dei casi il più importante della loro vita. Ma a cosa ci si deve preparare quando si prende la decisione di comprare finalmente casa?
PAROLA D'ORDINE: COMPROMESSO 
Trovare l'immobile perfetto, quello che risponde ad ogni necessità è quasi impossibile. Molto spesso le posizioni centrali sono le più rumorose e le case più spaziose sono in vendita a prezzi esorbitanti. Per cui è fondamentale, quando ci si appresta a cercare un immobile da acquistare, avere bene in mente a quali compromessi si è disposti a scendere e a cosa non si può assolutamente rinunciare. Per alcuni può essere fondamentale un bagno finestrato, per altri almeno un balcone, per altri ancora un piano alto con ascensore: questo dipende dalle esigenze delle famiglie. Prima di cercare casa, insomma, bisognerebbe fare una sorta di check-list compilata in base alle priorità che ognuno assegna alle varie caratteristiche che un’abitazione può e deve avere. Avere ben presente e chiaro cosa si sta cercando, inoltre, permette di filtrare tutta l’offerta che il mercato presenta, in modo da poter approfondire solo gli immobili che veramente possono interessare. Definire un numero minimo di metri quadri e di stanze è già un ottimo passo per snellire i risultati della ricerca. Non è molto produttivo limitarsi a un unico quartiere, soprattutto quando parliamo di grandi città: su questo converrebbe essere flessibili ed estendere la ricerca almeno a un altro quartiere vicino.
QUANTO SPENDERE SENZA ESSERE AZZARDATI
Sul capitolo budget vanno fatte le considerazioni più importanti: quanto ci si può permettere veramente di spendere? Quello che bisogna calcolare bene è il rapporto tra le entrate mensili nette di una famiglia e la rata del mutuo: si deve sempre tenere presente il fattore imprevisto e se, nonostante il mutuo, si possa essere in grado di coprire eventuali spese improvvise, per problemi di salute, di guasti o di qualsiasi altra evenienza che si possa verificare nella vita di ciascuno. L’ideale, al momento della sottoscrizione di un mutuo, è disporre già di circa il 20-30% della spesa totale, questo consente generalmente di poter affrontare con molta più tranquillità tutto il periodo di rimborso del finanziamento. Quando si stipula il contratto di compravendita, poi, vanno studiate e capite fino in fondo anche le più piccole clausole che stabiliscono diritti e doveri del compratore. Prima di tutto va capito, se l’appartamento è momentaneamente affittato, a quali condizioni è stipulata la locazione e se chi vi abita non vuole acquistare la casa per sé. Non solo, è importante anche sapere se l’inquilino è rumoroso o puntuale e se è o meno in corso una pratica di sfratto. Per quello che concerne il condominio, bisogna essere informati delle condizioni finanziarie del palazzo, se sono previsti lavori di ristrutturazione a breve o se c’è nello stabile un inquilino rumoroso che potrebbe bloccare tutti gli altri vicini.
Insomma, chi decide di comprare casa non può pensare di farlo di getto: parliamo di un evento molto bello e importante nella vita di una persona, ed è quindi giusto goderselo fino in fondo, consapevoli di aver bisogno di un bel po’ di tempo per trovare l’immobile più adatto e che possa lasciare veramente soddisfatti. 

lunedì 21 gennaio 2013

INGHILTERRA E STATI UNITI: RIPARTE IL MERCATO IMMOBILIARE.



Inghilterra e Stati Uniti: Riparte il mercato immobiliare.
Nel corso del 2012, grazie alla riforma varata col nome di Funding for lending, le compravendite in Inghilterra sono aumentate del 13% rispetto ai dodici mesi precedenti e, solo a Londra, gli acquisti di prime case sono cresciuti arrivando a ben 10.000 unità. La riforma voluta dal premier Cameron ed entrata in vigore solo il 13 luglio scorso concede alle banche notevoli agevolazioni per l’ottenimento di denaro a costi bassissimi, ma tutto ciò è vincolato al fatto che le stesse concedano mutui ai privati e vadano in soccorso delle aziende che ne abbiano necessità.
Grazie all'intervento risolutivo del governo Cameron e della banca d’Inghilterra sono state soprattutto le giovani coppie a comprare casa; fino al luglio 2012 i prezzi alle stelle di Londra e del resto del Regno Unito e la quasi impossibilità di accesso al credito rendevano pressoché inesistente il mercato dei cosiddetti first-time buyers, vale a dire chi compra per la prima volta un immobile. Ora le banche hanno grandi vantaggi a prestare soldi ai clienti, più ne prestano e meno costa a loro acquisire denaro e, così facendo, la soluzione della crisi immobiliare è ormai dietro l’angolo; c’è chi già parla di un’uscita dal tunnel entro la fine del 2013.
Da quello che trapela da un'inchiesta pubblicata in Italia, sembra che anche il mercato statunitense, scampato il pericolo del fiscal cliff, si sia rimesso in carreggiata e preveda una ripresa già a partire dall'anno in corso. Stando a quanto riferito da un rappresentante dell’agenzia internazionale Jones Lang La Salle, le transazioni immobiliari effettuate negli Stati Uniti nel 2012 sono cresciute a livello complessivo prendendo come parametro il valore di circa il 36%; questo equivale, all'incirca, a 436 miliardi di dollari (erano 435 nel 2011) con un picco di ben 141 miliardi di dollari realizzato nel corso del quarto trimestre quando gli investitori hanno fatto in modo di allocare quanti più fondi possibili proprio per evitare di essere presi nelle maglie del temuto fiscal cliff.
Dopo anni di stenti e fatiche, quindi, sia pure in maniera non omogenea e con velocità differenti, il mercato immobiliare comincia a risalire la china.