Il settore delle case vacanza riscuote sempre maggiore successo
CaseVacanza.it ha calcolato che nel corso del 2017 la domanda di affitti turistici in Italia ha incrementato il suo volume del 10% rispetto all’anno precedente. E sono cresciuti anche dell’8% i proprietari che hanno deciso di sfruttare questa opportunità per i propri immobili. Le previsioni per il 2018? Altrettanto rosee, a detta di Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Feries: «Solo sul nostro portale abbiamo stimato che il giro d’affari generato dalle case vacanza nel 2018 sarà di 115 milioni di euro, il 15% in più rispetto all’anno scorso».
Anche i prezzi sono in crescita
A seguito dell’introduzione della cedolare secca anche per i soggiorni brevi e dato l’aumento della domanda, con una spesa media di 630 euro per circa 9 giorni CaseVacanza.it ha calcolato un aumento del prezzo pari al 5%. Ma questo non ha spaventato i turisti italiani né quelli stranieri, che sempre di più scelgono di trascorrere le loro vacanze in una casa in affitto nel Bel Paese.
Centro e sud le regioni più richieste
Quasi la metà degli annunci presenti sul portale riguardano tre regioni, giustamente famose in tutto il mondo per le loro bellezze: la Toscana, la Sicilia e la Puglia. E al loro interno, le province più richieste sono quelle di Lecce, Rimini e Grosseto.
Chi sono i proprietari?
Il proprietario tipo che sceglie questa forma di investimento per la propria casa ha meno di 50 anni (1 su 4 ne ha addirittura meno di 40) e preferisce muoversi senza passare tramite agenzie o altri professionisti del settore. Quanto al genere, c’è ancora una leggera predominanza di uomini rispetto alle donne: 55% contro 45%.
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Il bilancio del 2014
L'anno che ci siamo appena
lasciati alle spalle ha visto concreti segnali di ripresa per il
mattone. Dopo anni di segni negativi, le transazioni hanno segnato un
incremento del 3,6%. I prezzi sono ancora in ribasso, ma questo unito
alla ripresa delle erogazioni dei mutui stanno avvicinando al mattone
non solo le famiglie, ma tanti giovani. Nonostante la pressione fiscale,
anche gli investitori stanno cerando di cogliere le opportunità che il
mercato offre loro.
Prezzi e compravendite
Per
quanto riguarda i prezzi degli immobili, il secondo semestre del 2014
registra dei valori ancora in discesa, con una contrazione annuale del
7,2%. Nelle grandi città la diminuzione nella seconda parte dell’anno è
stata del 4,2%, nei capoluoghi di provincia è stata del 4,6% e
nell’hinterland delle grandi città del 3,4%. A livello nazionale le
compravendite residenziali nel 2014 sono state 417.524, con un aumento
del 3,6% rispetto al 2013. Tutte le principali città della Penisola
hanno mostrato volumi in aumento, ad eccezione di Napoli. La città
partenopea vede una contrazione del -3,7%. Dalla parte opposta spicca
l’andamento di Bologna, dove le compravendite sono aumentate del 18,5%.
Vanno molto bene anche Genova con +15,0% e Roma con +13,9%. La città
meneghina conferma il suo buon andamento, come ormai avviene da sei
trimestri a questa parte, e fa segnare +5,0%.
Il mercato dell'affitto
Nel
corso del 2014 i canoni di locazione nelle grandi città hanno segnalato
una contrazione dei valori del 3% per i bilocali e del 3,4% per i
trilocali. Nei capoluoghi di provincia la diminuzione è stata
rispettivamente del -2% e del -2,2%. Continua la preferenza per le
abitazioni in buono stato e ben arredate. Chi ha cercato una casa in
affitto lo ha fatto nella maggioranza dei casi per scelta abitativa
(58%), il 35,5% per motivi legati a trasferimento lavorativo e la
restante parte è rappresentata da studenti che cambiano città per
studiare. La tipologia di contratto maggiormente stipulata è quella a
canone libero (72,8%), seguita da quello a canone concordato (15,2%) e
poi da quello transitorio (12%). In aumento, rispetto al semestre
precedente, la percentuale di chi stipula un contratto di tipo
concordato, sempre più apprezzato per la cedolare secca agevolata.
Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?
La
diminuita disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti, l'offerta
sul mercato ancora cospicua e il sentimento espresso dagli affiliati
fanno ritenere che i prezzi potrebbero chiudere tra -4% e -2%. Le
compravendite, invece, aumenteranno ulteriormente per chiudere tra 430 e
440 mila. Nelle grandi città ci sarà un ulteriore aumento delle
compravendite, anche se i valori saranno ancora in discesa. Situazione
simile potrà esserci anche nelle realtà più piccole come i capoluoghi di
provincia e l’hinterland delle grandi città. La stabilità dei prezzi
potrebbe raggiungersi nel 2016 e confermarsi anche per il 2017.
Naturalmente l'analisi del mattone va inserita nel quadro generale
economico. Gli ultimi dati parlano di deflazione ma anche di previsioni
di lieve crescita del PIL per il 2015 e per il 2016 e dati positivi
arrivano anche dal comparto industriale. Tutto questo potrebbe incidere
sulla fiducia dei potenziali acquirenti, ridefinendo un mercato che ha
voglia di ripartire al di là delle incertezze e i cui sforzi sarebbe ora
di incentivare attraverso il credito, la proroga delle agevolazioni
fiscali già esistenti e soprattutto una tassazione meno gravosa e più
certa.
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