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mercoledì 22 novembre 2017

Illuminare la casa con i led: ecco tutti i vantaggi

Illuminare la casa con i led: ecco tutti i vantaggi
L’uso di lampadine a led si sta diffondendo sempre di più per illuminare le nostre case. Il motivo principale è che questa tecnologia è sicuramente sostenibile per l’ambiente e anche per le nostre tasche, perché consente un notevole risparmio energetico. Da non sottovalutare, poi, che i led fungono da importante elemento di arredo offrendo delle interessanti idee per la decorazione moderna della casa.
Consumi bassi e rispetto per l’ambiente
Cominciamo con i consumi, che sono davvero molto bassi. A parità di luminosità, una lampadina led consuma circa quattro volte meno rispetto a una normale lampadina a risparmio energetico con una durata di vita nettamente superiore, cioè oltre 50 mila ore. Un altro vantaggio è quello ecologico perché i led hanno un basso impatto sull’ambiente, dato che non contengono mercurio e non emettono raggi UV.
I led come elementi d’arredo
Dal punto di vista dell’estetica, le dimensioni ridotte dei led consentono di trasformarli in veri e propri pezzi dell’arredamento. Si possono integrare nelle pareti, nei pavimenti e in qualsiasi superficie della casa. Grazie al fatto che le lampadine non si surriscaldano e restando fredde anche dopo molte ore di funzionamento, possono stare a contatto anche con superfici in plastica o legno.
In base al tipo di mobili che abbiamo in casa, inoltre, potremo scegliere la colorazione che fa per noi: il led, infatti, ha una gradazione della luce che va da calda a fredda, dai toni del rosso-giallo ai toni del bianco-blu. Per esempio, una luce fredda è adatta a un arredamento moderno minimal sui toni del bianco, mentre una luce calda si sposa bene con le sfumature classiche del legno.
Il costo di queste lampadine è superiore rispetto a quelle tradizionali, ma nel tempo questa spesa potrà essere bilanciata dal risparmio sulle bollette.
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mercoledì 3 agosto 2016

Casa, mantenerla costa meno!

Casa, mantenerla costa meno! 
Una buona notizia dall’ultimo Osservatorio di Federconsumatori: l'associazione di categoria ha monitorato i costi di mantenimento di una casa in Italia, scoprendo che rispetto allo scorso anno le spese per la casa sono calate. L’analisi, condotta considerando un immobile tipo – un appartamento di 90 metri quadri sito in un quartiere semicentrale di una città medio-grande – ha dato numeri alquanto positivi, tanto per le case in affitto quanto per quelle di proprietà. Le prime costano, in media, 1.684,20 euro al mese e hanno visto un calo pari a 9,25 euro rispetto al 2015; per mantenere le seconde servono mensilmente 1.098,70 euro, 52,50 euro in meno al mese, rispetto alla precedente rilevazione. Per comprare un appartamento di questo tipo servono tutti gli stipendi di 17,9 anni – valore anch’esso in discesa, motivato dal calo dei prezzi degli immobili nel mercato immobiliare dell'ultimo anno. Il calo dei costi complessivi, fanno sapere nel report, è legato anche all’eliminazione della Tasi per la prima casa, che sulla casa tipo considerata pesava poco più di 50 euro al mese. Sono scesi anche i prezzi di locazione e mutuo, quelli per l'utenza telefonica ed il riscaldamento.
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venerdì 29 luglio 2016

Risparmiare energia in casa, i trucchi per l’estate

Risparmiare energia in casa, i trucchi per l’estate
L’afa è il grande nemico della casa (e della bolletta) durante l’estate: in questi mesi, il caldo che si intrufola negli spazi che abitiamo è davvero difficile da "debellare", e i rimedi utilizzati – in primo luogo il condizionatore – possono avere un impatto devastante sui nostri consumi energetici. Fermo restando che il miglior modo per risparmiare sulle bollette è cercare la tariffa più indicata per l’energia elettrica, ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare a combattere il caldo senza spendere troppo.
Per prima cosa, sempre a proposito delle diverse tariffe per l’energia elettrica (magari scegliendola attraverso il confronto tra le diverse offerte luce su siti come sostariffe.it), attenzione se si ha un’offerta bioraria, perché d’estate, in vacanza, capita più spesso che si sia in casa e si usino condizionatori e altri elettrodomestici anche prima della fascia serale e notturna, quando costa molto di più. Potrebbe essere l’occasione giusta per chiedersi, anche per l’inverno, se non sia più conveniente attivare un’offerta monoraria. Oltre al condizionatore – che, ovviamente, va acquistato con la migliore certificazione energetica possibile, e fatto funzionare più che altro con la funzione deumidificazione nei giorni più soffocanti – anche il frigorifero e il freezer, se vecchi e poco efficienti, possono costare molto durante l’estate, perché fanno molta più fatica visto il caldo circostante. Anche in questo caso, optare per un modello più rispettoso delle nuove direttive sui consumi potrebbe voler dire un risparmio di parecchie decine di euro ogni anno. Le piante sono grandi alleati nella lotta estiva contro il caldo: danno un senso immediato di freschezza, tengono l’aria pulita e, secondo uno studio, gli alberi piantati in giardino a ombreggiare la casa possono ridurre anche di 5 gradi la temperatura interna, oltre a sottrarre calore all’atmosfera. Attenzione anche alle lampadine di casa, perché quelle che non sono ancora a LED o a risparmio energetico scaldano parecchio, soprattutto se si tengono le persiane chiuse per non far entrare troppo il sole. Oltre a non surriscaldare gli ambienti, le luci a LED consumano anche fino all’80% di meno. Se gli infissi sono di qualità, le finestre vanno aperte solo al mattino e alla sera; durante il resto della giornata possono rimanere chiuse, per evitare che entri il caldo. E se proprio non si resiste, il ventilatore è meglio del condizionatore, perchè consuma una frazione dell’energia necessaria (circa 15 volte di meno) ed è anche un buon rimedio contro le zanzare, altro temuto nemico nelle nostre estati...
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sabato 5 dicembre 2015

Riscaldamento a pellet: comfort, risparmio assicurato ed eco friendly

Riscaldamento a pellet: comfort, risparmio assicurato ed eco friendly
Risparmiare sulle bollette si può, il riscaldamento a pellet garantisce costi inferiori, calore in tutta la casa e un’ottima alternativa per ridurre l’impatto sulla CO2. La domanda più frequente per chi si approccia al riscaldamento a pellet, è se effettivamente rappresenti un risparmio e quanti, all’atto pratico, siano i costi per acquisto, installazione e quant’altro ad esso connesso. Sono ormai molti in Italia coloro che stanno pensando di abbattere le spese. Nonostante il tanto parlare della crisi quasi alle spalle, il pagamento delle bollette è un tasto dolente per il bilancio di famiglia. Risparmiare è la parola d’ordine e, con il freddo, si pensa ad una soluzione alternativa per abbattere i costi del riscaldamento. Nel nostro Paese, il riscaldamento a pellet sta avendo molto successo. Lo scorso anno, infatti, sono state installate oltre 300 mila apparecchiature tra caminetti, stufe e caldaie a biomassa, nel 68% dei casi si tratta di stufe a pellet.
Rispetto ad alcuni anni fa, il riscaldamento a pellet sta prendendo piede; va cambiando anche la mentalità degli italiani e, a causa della sempre più numerosa domanda, l’offerta è molto più ampia. Il mercato, in sintesi, propone diverse soluzioni e molto variabili. Parlando di costi, che si tratti di condominio o casa singola, si può scegliere di adottare il riscaldamento a pellet, ad integrazione dell’impianto esistente: la casa rimane calda ed il portafoglio se ne avvantaggia. Per acquistare una stufa a pellet occorreranno circa 2.500 euro, installazione inclusa, e la si potrà utilizzare per riscaldare anche più ambienti, canalizzando l’aria calda attraverso delle tubature a parete.
Volendo, si potrà sostituire in toto la caldaia tradizionale a gas, riuscendo ad avere anche acqua calda sanitaria.  Inoltre, il riscaldamento a pellet si può definire eco friendly, amico della natura, trattandosi di una forma pulita di riscaldamento. Una grandissima parte delle emissioni nocive in atmosfera deriva dal riscaldamento di abitazioni, attività commerciali, uffici. Il riscaldamento a pellet consente di ridurre l’impatto sulla CO2. Il pellet, infatti, è costituito da scarti di legno vergine pressato, non trattato, con un impatto ambientale quasi nullo. Ma, va precisato, l’investimento sarà più impegnativo.

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lunedì 30 marzo 2015

Dal 1°aprile si risparmia sulle bollette di luce e gas

Dal 1° aprile si risparmia sulle bollette di luce e gas
Dal 1° aprile si spenderà meno per le bollette di luce e gas. Aggiornando le condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il secondo trimestre 2015, l'Autorità per l'energia lettrica il gas e il sistema idrico ha fatto sapere che le tariffe della luce caleranno dell'1,1% e quelle del gas del 4%, per un risparmio totale di circa 75 euro l'anno. Nel dettaglio, per quanto riguarda l'elettricità la spesa per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole (primo luglio 2014- 30 giugno 2015) sarà di 510 euro, con un calo del -1,2% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (luglio 2013-giugno 2014), corrispondente ad un risparmio di 6 euro.
Per quanto riguarda, invece, il gas la spesa della famiglia tipo per lo stesso periodo (comprensiva quindi anche dei consumi invernali) sarà di 1.135 euro, con una riduzione del -5,7%, corrispondente ad un significativo risparmio di circa 70 euro. La riduzione della bolletta dell'energia elettrica è diretta conseguenza del calo dei costi per l'acquisto della materia prima nei mercati all'ingrosso, in parte controbilanciata dall'applicazione di alcuni provvedimenti sugli incentivi alle fonti rinnovabili e sugli oneri per lo smaltimento degli impianti nucleari; la riduzione della bolletta del gas dipende essenzialmente dalle aspettative sui prezzi all'ingrosso in Italia e in Europa, che scendono con la stagione più calda.
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giovedì 20 novembre 2014

Deduzione irpef del 20% per chi compra e poi affitta casa, come funziona

Deduzione irpef del 20% per chi compra e poi affitta casa, come funziona
Per gli acquisti effettuati dal 1 gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2017 dalle persone fisiche di immobili residenziali di nuova costruzione rimasti invenduti alla data di entrata in vigore (12 novembre 2014) della legge 164 di conversione spetta una deduzione irpef pari al 20% del prezzo di acquisto dell'immobile. Si tratta di un beneficio che determina una riduzione del reddito imponibile su cui calcolare le imposte. La deduzione spetta anche in caso di immobili residenziali che abbiano formato oggetti di interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e di risanamento conservativo (articolo 3, comma 1, lettera c e d del testo unico dell'edilizia).
Limite spesa - La deduzione irpef pari al 20% del prezzo di acquisto dell'immobile può avvenire nel limite massimo della spesa pari a 300mila euro. L'importo massimo della deduzione, inoltre, non può superare i 60mila euro, il risparmio fiscale dipenderà dall'aliquota marginale del contribuente.
A chi spetta - La deduzione non è prevista solo per gli acquisti effettuati dall'1 gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2017 di immobili residenziali di nuova costruzione rimasti invenduti alla data di entrata in vigore (12 novembre 2014) della legge 164 di conversione, ma anche per le spese sostenute per la costruzione dell'immobile su aree edificabili già possedute dal contribuente prima dell'inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori. In questo caso le spese di costruzione su cui calcolare il bonus devono essere attestate dall'impresa che ha eseguito i lavori. Altro aspetto da tenere a mente riguarda il fatto che durante la fase di conversione è stata prevista l'estensione del beneficio anche agli interessi passivi dipendenti da mutui contratti per l'acquisto delle unità immobiliari rientranti nel perimetro applicativo dell'agevolazione.
Condizioni - Ma ci sono delle condizioni affinché la persona fisica possa beneficiare della nuova deduzione. Innanzitutto, l'immobile residenziale, rimasto invenduto al termine dei lavori di costruzione, deve essere concesso in locazione entro sei mesi dall'acquisto o dal termine dei lavori di costruzione. La locazione deve durare almeno otto anni e deve avere carattere continuativo. Secondo quanto previsto dalla legge di conversione, il diritto alla deduzione non viene meno se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima degli otto anni previsti, ma in tale ipotesi, per evitare la decadenza dal bonus, deve essere stipulato un nuovo contratto entro un anno dalla precedente risoluzione.
Caratteristiche immobile - L'immobile deve essere di tipo residenziale e non deve avere caratteristiche di lusso, questo vuol dire che non deve essere classificato o non deve essere classificabile nelle categorie a1, a8 o a9. L'immobile, poi, non deve essere ubicato nelle zone omogenee di classe e, cioè destinate ad usi agricoli. Un altro aspetto da tenere presente è la prestazione energetica dell'immobile, che deve essere in possesso di una certificazione energetica di classe A o B.
Canone - Per quanto riguarda il canone richiesto, quest'ultimo non deve essere superiore a quello determinabile secondo i criteri e i parametri di cui alla convenzione tipo approvata dalla regione (articolo 19 dpr 380/2001). In alternativa, il canone di locazione non deve essere superiore al minor importo tra quello relativo ai contratti a canone concordato (articolo 2, comma 3 legge 431/1998) e quello stabilito ex articolo 3, comma 114, della legge 350/2003. Tra il locatore e il conduttore non devono sussistere rapporti di parentela entro il primo grado.
Usufrutto - Secondo quanto stabilito dalla legge di conversione, la deduzione è riconosciuta anche nel caso di immobili ceduti in usufrutto a soggetti pubblici o privati operanti dal almeno 10 anni nel settore degli alloggi sociali. Deve però essere mantenuto il vincolo alla locazione.
Quota deduzione annuale - L'importo della deduzione deve essere suddiviso in otto quote di pari importo a partire dall'anno in cui l'immobile acquistato risulta concesso in locazione.
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sabato 1 giugno 2013

Buone notizie per il mercato immobiliare: Prorogati i bonus sulle ristrutturazioni edilizie


Buone notizie per il mercato immobiliare.
Ieri infatti, il Consiglio dei Ministri, con l’approvazione del decreto legge ha stabilito che per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici l’attuale regime di detrazioni fiscali passerà dal 55% (detrazione in scadenza il 30 giugno 2013) al 65%.
Così, per tutte le spese documentate sostenute a partire dal 1° luglio 2013 e fino al 31 dicembre 2013 (o fino al 30 giugno 2014 per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio), spetterà la detrazione per una quota pari al 65% da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.
Il Consiglio dei Ministri, ha inoltre prorogato, fino al 31 dicembre 2013, le detrazioni IRPEF pari al 50 %, per spese di ristrutturazioni edilizie fino ad un ammontare complessivo non superiore a 96.000 euro.
Tale proroga è stata estesa anche all’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, fino ad un massimo di 10.000 euro, ma anche per gli interventi di ristrutturazione relativi all’adozione di misure antisismiche, nonché all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza delle parti strutturali degli edifici.

giovedì 14 febbraio 2013

IN CRESCITA IL MERCATO DELLA DOMOTICA


In crescita il mercato della domotica.
Negli ultimi anni si è registrato un interesse sempre maggiore da parte di chi cerca di acquistare un immobile nei confronti degli elementi di domotica, al fine di rendere le abitazioni più moderne ed automatizzate, con una conseguente risposta positiva da parte del corrispondente mercato. Secondo una recente indagine il 62% degli immobili nuovi realizzati in Italia possiede almeno un elemento di automazione: strumenti che da un lato semplificano la vita di chi ci abita, dall'altro permettono un risparmio economico e garantiscono un maggior rispetto dell’ambiente circostante. Sebbene le spese oscillino tra i 10.000 e i 50.000 euro, il risparmio in bolletta ammonta approssimativamente al 20%.
La consapevolezza dell’utilità degli elementi di domotica sta diventando sempre più diffusa: le statistiche evidenziano che il 25% di chi cerca casa ritiene molto importanti o indispensabili gli elementi di domotica, mentre la percentuale sale addirittura al 36% per chi vive nelle grandi città. È evidente che anche chi si occupa di realizzare gli immobili abbia compreso l’importanza di investire nel settore. La domotica, inoltre, è un business tutto italiano, che coinvolge solo aziende promotrici del made in Italy: la crescita di questo settore non può che essere positiva per il mercato italiano.
Non tutti gli elementi di domotica, tuttavia, sono uguali: cambiano i costi di implementazione, le tecnologie di base e le aree di intervento. Gli strumenti di domotica di base, come i sistemi di apertura e chiusura automatica delle tapparelle, delle tende da sole, o di porte e finestre li ritroviamo nel 45% delle case di nuova costruzione, mentre gli altri elementi più complessi, come sistemi antifurto, di videosorveglianza, di distribuzione dell’energia elettrica, di coordinamento degli elettrodomestici e via dicendo sono presenti nel 18% delle nuove costruzioni.
Infine i dati delle analisi mostrano che in Italia la regione in cui le tecnologie domotiche sono maggiormente presenti è il Trentino Alto Adige, che è dunque la regione più attrezzata in questo processo di automatizzazione della casa con una percentuale del 79% degli immobili nuovi che sono dotati di almeno un elemento di questo tipo.