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venerdì 14 ottobre 2016

Autunno: come preparare la casa al freddo

Autunno: come preparare la casa al freddo
Il calo delle temperature ci ha ricordato che l’autunno, ufficialmente iniziato qualche settimana fa, è definitivamente entrato nel vivo e che quindi, oltre che a tirar fuori scarpe chiuse e piumini, bisogna preparare le nostre case all’arrivo della stagione fredda. L’ora solare è a pochi giorni di distanza, e sarà l’addio alle lunghe serate estive, almeno per qualche mese. Il maggiore danno, a parte l’umore, sarà sulle bollette: quando già i primi freddi tentano chi ha il riscaldamento termoautonomo di girare la fatidica rotellina, anche il consumo di energia elettrica comincia ad aumentare, con le luci di casa che vengono accese molto prima. Come fare per evitare un doppio salasso nei prossimi mesi, quindi? ...Per quanto riguarda la luce, il primo consiglio è quello di approfittare delle proposte del mercato libero e cercare una tariffa particolarmente conveniente: le migliori offerte per la luce (come quelle che si trovano su siti quali SosTariffe.it) consentono infatti di risparmiare parecchie decine di euro ogni anno, con un procedimento che richiede solo un click e un paio di firme, senza interruzione del servizio. Se già ci si trova con il proprio fornitore ideale, è comunque possibile eliminare gli sprechi con piccoli accorgimenti e buone abitudini dal minimo sforzo e massimo risultato. Ad esempio, avete mai riflettuto su quanto possano consumare i LED perennemente accesi di un dispositivo in standby? Da soli si tratta di un costo risibile, ma sommando quelli per una o più televisioni, monitor di PC, decoder, docking station per telefonini e tablet, accessori da cucina… meglio dotarsi di una ciabatta o presa multipla con interruttore, per assicurarsi di spegnere davvero tutto. Lo standby, infatti, può costare più di 50 euro all’anno, assolutamente sprecati. Delle luci, però, non si può fare a meno, se non ci si vuole rassegnare ad andare a sbattere contro le pareti! Anche qui però possiamo risparmiare parecchio: è finalmente il momento buono per attuare quella conversione da lampadine tradizionali (o quelle a “vecchio” risparmio energetico) con i LED, che consumano anche l’80% di meno e durano molto di più, a fronte di un investimento un po’ più cospicuo, ma dal risultato assicurato. Il risparmio energetico è ancora più pressante quando si parla di elettrodomestici: un piccolo frigorifero di qualche anno fa può fare gravi danni, mentre i nuovi apparecchi A++ o addirittura A+++ sono garanzia di molti euro risparmiati. E soprattutto, anche se avete freddo, cercate di cedere il meno possibile alla tentazione della stufetta elettrica, vera nemica del risparmio energetico, così come il phon. Una lista di consigli per il cambio di stagione che coinvolgerà anche le nostre abitazioni, oltre che il nostro armadio: Il primo pensiero va a chi ha una parte esterna, come un giardino o un grande balcone. A loro si consiglia di svuotare tubature e sistemi di irrigazione e poi coprirli, per far sì che non vengano danneggiati dal freddo; inoltre si può ricominciare a riempire le eventuali compostiere che forniranno il giusto concime per le aiuole della prossima estate. Anche mobili, salotti e attrezzi che solitamente sono esposti fuori con il caldo, vanno puliti e messi da parte, al riparo da piogge e freddo. Per gli amanti del giardinaggio, poi, è tempo di piantare i bulbi (meglio se dove batte sempre il sole) che, sbocciando, annunceranno l’arrivo della prossima primavera. Anche chi non ha un giardino deve premurarsi di preparare la propria casa per l’autunno, ecco quindi alcuni consigli per gli interni: in primis va fatto un check-up alla caldaia e ai filtri, perché siano pronti a scaldarci quando le giornate diventeranno davvero fredde; poi vanno puliti camini e canne fumarie, per evitare intasamenti più difficili da sistemare col maltempo. Per evitare che la temperatura in casa sia bassa, si devono controllare porte e infissi per capire se da lì può arrivare qualche spiffero d’aria e in tal caso correre ai ripari. Infine, per poter godere di una luce naturale, che sarà comunque inferiore rispetto agli scorsi mesi, è bene pulire i vetri di balconi e finestre e, perché no, pensare di comprare qualche nuova lampada per gli angoli più bui.
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mercoledì 27 maggio 2015

Risparmio energetico: 5 accorgimenti virtuosi

Risparmio energetico: 5 accorgimenti virtuosi
Risparmio energetico per abbassare il costo delle bollette, 5 consigli virtuosi comparando i consumi di single e famiglie a cominciare dalle tariffe su misura. Carissime le bollette di luce e gas, ma perché non fare di necessità virtù? Oggi è possibile un buon risparmio energetico, e quindi abbassare il costo delle bollette, mettendo in pratica 5 semplici consigli. Si tratta di 5 semplici mosse e si riesce a risparmiare centinaia di euro all’anno sulle bollette di luce e gas. Il problema del risparmio energetico ha, oggi, una soluzione razionale: scegliere con cura le tariffe più adatte. Facile.it, primo comparatore italiano di prodotti per l’energia, ha fatto opportuni calcoli in base all’utente: il single e la famiglia. Il single riesce a risparmiare fino a 181 euro all’anno sull’energia; una famiglia numerosa addirittura 349 euro. Vediamo in dettaglio.
Tariffe “su misura”
Tot capita, tot sentenziae. A ognuno la sua tariffa, perché ovviamente ogni utente ha le proprie esigenze e, per fortuna, oggi il mercato consente di scegliere la tariffa “su misura”. Pertanto, per il single che passa in casa poco tempo e in genere  nelle ore serali sarebbe preferibile la cosiddetta tariffa bioraria che prevede notevoli riduzioni di costo dopo le 19 con un risparmio annuo di 27 euro. Per le famiglie numerose, invece, un’opzione ottimale è la tariffa mono oraria, che garantirebbe un risparmio annuo di 53 euro.
Un piatto caldo
Per il single è più economico l’utilizzo del forno a microonde, invece del forno elettrico, per scongelare o riscaldare: risparmia 23 euro all’anno. Sarebbe invece di 22 euro annui il risparmio in bolletta delle famiglie numerose se utilizzassero le pentole a pressione invece di quelle tradizionali.
Casa calda casa
Utilizzare i termostati che consentono un riscaldamento in base ai diversi momenti della giornata: un single può risparmiare fino 48 euro all’anno, una famiglia numerosa addirittura 157 euro. Notevoli i risparmi sulla bolletta tanto per le famiglie numerose quanto per chi vive da solo, per riscaldare la casa. Inutile riscaldare nello stesso modo e per lo stesso numero di ore tutta la casa, meglio scegliere con cura dove e quando veicolare il tepore casalingo.
Evitare il freddo
Stesso discorso per il caldo e per il freddo: inutile raffrescare tutta la casa nello stesso modo e per lo stesso numero di ore. Un unico split per l’aria condizionata in tutta la casa, consumerebbe troppo e non raffrescherebbe a sufficienza. Meglio mettere più split e raffrescare selettivamente: le famiglie risparmierebbero fino a 51 euro all’anno. E per evitare docce fredde anche quando riceve la bolletta, il single dovrebbe scegliere uno scaldabagno a gas invece che uno elettrico e risparmierebbe 71 euro all’anno.
Capitolo elettrodomestici
Avere in casa elettrodomestici energeticamente efficienti è importante, ma usarli in maniera altrettanto efficiente è altrettanto importante. Ad esempio, un single che utilizza lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico riesce a far abbassare la bolletta di circa 12 euro. Una famiglia numerosa che fa funzionare tv e apparecchi tecnologici  per parecchie ore al giorno dovrebbe staccare la spina della TV e del lettore DVD quando non sono in funzione: otterrebbe un risparmio di circa 66 euro all’anno.
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martedì 9 dicembre 2014

Compravendita immobiliare e certificazione energetica, alcuni chiarimenti

Compravendita immobiliare e certificazione energetica, alcuni chiarimenti
I contratti di compravendita immobiliare per l’acquisto di un’abitazione e/o relative pertinenze (box, cantina, ecc) si devono stipulare corredati delle certificazioni richieste dalla legislazione italiana. Infatti, per legge l’immobile deve rispettare alcuni requisiti in materia di edilizia, urbanistica, consumo energetico, sicurezza degli impianti e via di seguito ed essere dotato delle relative certificazioni e attestazioni. L’attuale legislatura richiede, anche per la compravendita immobiliare, il rispetto di diverse normative che necessitano anche della presenza del notaio per i vari controlli che possano garantire il rispetto delle norme in vigore. Fra queste normative la certificazione energetica che attesti il rendimento energetico dell’immobile. Anche su specifica direttiva dell’Unione Europea, l’Italia da parecchi anni, precisamente dal 2005, si è dotata di una legislazione specifica in materia di certificazione energetica degli edifici da applicare anche alla compravendita immobiliare.
Il documento di certificazione energetica, infatti, deve identificare il consumo energetico dell’impianto di riscaldamento invernale e dell’eventuale impianto di raffrescamento estivo e stabilirne la classe energetica. È ormai noto che le classi energetiche vanno dalla A alla G, con le relative sottoclassi (ad es. A+). Il certificato ha cambiato nome: è diventato prima AQE (attestato di qualificazione energetica), poi ACE (attestato di certificazione energetica) e nel 2013 APE, che è l’attestato di prestazione energetica  richiesto per la compravendita immobiliare. Il certificato può essere redatto per singola unità immobiliare e per un intero fabbricato, ha una validità di 10 anni dalla sua redazione, ma perde la sua validità se all’interno dell’unità immobiliare vengono effettuate opere che possano modificare il rendimento energetico in peggio o in meglio dell’immobile. La legge richiede che già al momento delle trattative precontrattuali sia esibito il certificato energetico in modo che il potenziale acquirente abbia la possibilità di avere tutte le informazioni sul consumo energetico dell’immobile.
Nel caso della compravendita immobiliare, all’atto di compravendita dev’essere allegata una copia conforme del certificato, che può essere omessa solo in casi particolari, pena una sanzione amministrativa pecuniaria che va dai 3.000 ai 18.000 euro. Il notaio procede al controllo della regolare dotazione del certificato, ne controlla la validità secondo la normativa in vigore, il riferimento all’immobile oggetto di compravendita e che sia stato regolarmente depositato presso gli archivi informatici regionali.
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venerdì 29 agosto 2014

TERMOREGOLAZIONE E CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE, ECCO DI COSA SI TRATTA


Termoregolazione e contabilizzazione del calore, ecco di cosa si tratta
Entro il 31 dicembre 2016 tutti i condomini e gli edifici che appartengono a un unico proprietario, ma occupati da almeno due soggetti, dovranno dotarsi dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore. Si tratta di un obbligo di legge introdotto nell'ordinamento europeo dalla direttiva 2012/27/ue sull'efficienza energetica, che è stata recepita dallo stato italiano con il decreto legislativo 4 luglio 2014, 102. Le spese riferite alla gestione del riscaldamento saranno ripartite in base ai consumi effettivi, così come indicato dalla norma uni cti 10200, anche in deroga al regolamento contrattuale. Un obbligo di legge, ma anche un'opportunità, dal momento che ciascun condòmino pagherà solo il calore effettivamente utilizzato. Ci sarà, comunque, una quota fissa in base alla quale verranno ripartite sia le dispersioni di calore a causa di tubazioni comuni poco coibentate, sia i costi generali per il funzionamento dell'impianto.
Far dotare entro il 31 dicembre 2016 tutti gli edifici in Italia di sistemi per la termoregolazione e contabilizzazione del calore - come stabilito dalla direttiva e dal decreto legislativo - vuol dire consentire a ciascun utente di poter calcolare con precisione il consumo effettivo, pagando solo per le relative quote di spettanza e ottenendo anche importanti informazioni sull'efficienza del proprio impianto. I dispositivi di termoregolazione installati sui termosifoni sono in grado di programmare temperatura e orario di accensione e spegnimento dei radiatori, proprio come se fossero il termostato della caldaia autonoma, meccanismo che diminuisce l'attività stessa della caldaia, determinando un ulteriore risparmio energetico.
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