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lunedì 22 gennaio 2018

Nel 2017 gli italiani hanno chiesto meno mutui

Nel 2017 gli italiani hanno chiesto meno mutui
Meno richieste di mutui e surroghe nel 2017, ma un mercato immobiliare solido e in crescita. È quanto emerge dal Barometro CRIF, che evidenzia come nel corso dell’anno appena concluso le famiglie italiane hanno chiesto meno mutui (ci si riferisce a vere e proprie istruttorie formali, non semplici preventivi online), con un calo del -10,3% rispetto al 2016. Questo trend negativo è però dovuto al rallentamento delle richieste di surroga e sostituzione rispetto all’anno precedente.
Migliore situazione economica delle famiglie, tassi contenuti e prezzi degli immobili appetibili
Nel complesso sono aumentate le compravendite residenziali e sono diminuiti gli acquisti immobiliari sostenuti interamente in contanti, due elementi che contribuiscono a supportare il mercato dei mutui. Senza dimenticare una migliorata situazione economico-finanziaria delle famiglie, tassi contenuti e prezzi degli immobili appetibili.
Un altro dato interessante riguarda l’importo medio richiesto, che a dicembre ha fatto segnare un +1,7% rispetto allo stesso mese del 2016. Nel corso di tutto il 2017 il valore medio dei mutui richiesti dalle famiglie italiane si è attestato sui 125.600 €.
Per quanto riguarda la durata, la minor incidenza di surroghe (per loro natura più breve) fa registrare un forte spostamento verso piani di rimborso a medio-lungo termine (superiori ai 20 anni). A chiedere mutui nel 2017 è soprattutto la fascia di persone tra i 35 e i 44 anni di età, anche se con una leggera flessione rispetto all’anno precedente (-0,9%). Crescono invece di 0,4 punti percentuali le richieste di under 35 e over 45.
www.immobiliarebellitalia.com

lunedì 7 marzo 2016

Decreto mutui, ecco i correttivi

Decreto mutui, ecco i correttivi
Arrivano in corso d’opera correttivi e modifiche al decreto mutui, volte a rispondere alle critiche arrivate da più parti e a rendere più “a misura di cittadino” il recepimento della direttiva europea sui mutui che arriva dall’Europa. Il Partito Democratico ha, nelle scorse ore e contestualmente alle forti proteste del Movimento Cinque Stelle, presentato delle proposte di modifica, che il Governo si è detto intenzionato a recepire.
Innanzitutto, saranno 18 e non 7 le rate che faranno scattare la morosità e che permetteranno alla banca di mettere in vendita la casa. Differentemente da quanto dichiarato in prima battuta, queste nuove regole non si applicheranno ai contratti già in essere, neppure in caso di surroga.
Altro cambiamento: la vendita senza passare dall’Asta giudiziaria sarà possibile solo qualora il mutuatario avesse, contestualmente alla sottoscrizione del prestito, scelto di inserire la clausola di inadempimento. La decisione verrà supportata dall’assistenza di un esperto che, con la vigilanza garantita da Bankitalia, dovrà guidare il cittadino nella sua scelta.
Infine, nel caso si arrivi davvero alla vendita dell’immobile, questa determinerà automaticamente la cancellazione del debito del proprietario con la banca, anche se ci si trovasse nella condizione in cui il valore dell’immobile fosse inferiore al debito residuo non pagato; di contro, se il valore fosse superiore l’eccedenza va al proprietario. Viene così confermato il divieto di “patto commissorio”, sancito dall’articolo 2744 del Codice civile, ma sì danno delle regole scritte per il cosiddetto “patto marciano”.
Il testo così corretto dovrebbe essere votato dalla commissione Finanze nei prossimi giorni. Staremo a vedere cosa succederà.
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