lunedì 28 dicembre 2015

Arriva il bonus del 20% sull'acquisto di immobili destinati all'affitto

Arriva il bonus del 20% sull'acquisto di immobili destinati all'affitto
In Gazzetta Ufficiale il documento che definisce le normative per l’accesso al bonus 20% per chi compra, costruisce o ristruttura casa per darla in affitto. Il documento definisce le normative per l’accesso al bonus 20% sugli immobili in affitto di cui possono fruire i contribuenti che hanno acquistato (o acquisteranno) casa tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2017, a condizione che ne abbiano i requisiti richiesti.
Il tetto di spesa del bonus 20%
Il tetto massimo per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili a scopo investimento e ad uso abitativo è di 300 mila euro per spese sostenute in un arco di tempo compreso tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2017.
Quali immobili nel bonus 20% per gli affitti
Hanno diritto al bonus 20% gli immobili invenduti che, alla data del 12 novembre 2014, erano già almeno parzialmente costruiti ed erano in possesso del titolo abitativo edilizio o erano oggetto di convenzione tra comune e soggetto attuatore dell’intervento.
Quali i beneficiari del bonus 20% immobili in affitto
I beneficiari del bonus 20% sugli immobili in affitto sono persone fisiche non esercenti attività commerciali.
In particolare:
• I beneficiari del bonus sugli immobili in affitto sono persone fisiche non esercenti attività commerciali.
• L’acquisto o la ristrutturazione di una casa da destinare all’affitto dà diritto al bonus 20% del prezzo o delle spese sostenute IVA inclusa e alla deduzione degli interessi passivi dei mutui per l’acquisto.
• A vendere deve essere un’impresa di costruzione o una cooperativa edilizia (per le nuove abitazioni); un’impresa di ristrutturazione o una cooperativa edilizia (per le abitazioni ristrutturate).
• L’immobile deve essere a destinazione residenziale. Ne sono esclusi gli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (abitazioni di tipo signorile, ville, castelli e palazzi).
In sintesi
L’immobile deve essere di nuova costruzione, risultare invenduto al 12 novembre 2014 oppure oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e di risanamento conservativo. Inoltre, non deve essere ubicato in zone destinate a usi agricoli o di particolare pregio ambientale o in zone di carattere artistico o storico e che la classe di efficienza energetica rientri nelle categorie A o B.
Per finire…
Il contratto di locazione degli immobili acquistati con il bonus 20% deve essere a canone concordato, con durata minima di 8 anni continuativi ed essere registrato entro 6 mesi dall’acquisto. Per le abitazioni ristrutturate o costruite i 6 mesi valgono dal rilascio del certificato di agibilità o dalla data in cui si è consolidato il silenzio-assenso. Se il contratto di affitto si risolve prima, per motivi non imputabili al locatore, il diritto al bonus non si perde a condizione che entro un anno dalla risoluzione del primo contratto ne venga stipulato un altro. Non possono fruire del bonus gli affitti stipulati tra parenti di primo grado.
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venerdì 11 dicembre 2015

A Jesi, in ottima posizione centrale, luminoso appartamento di 85 mq.

JESI (zona San Francesco)
Nelle immediate vicinanze del centro, luminoso Appartamento di 85 mq. al 4° piano di un palazzo ristrutturato con ascensore. L’immobile, in buone condizioni, è composto da: Soggiorno, cucina abitabile, camera matrimoniale, cameretta, bagno, ripostiglio e due balconi. Completano la proprietà: Soffitta e garage. Impianto elettrico nuovo.
AJE 3285 - euro 148.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
 

sabato 5 dicembre 2015

Riscaldamento a pellet: comfort, risparmio assicurato ed eco friendly

Riscaldamento a pellet: comfort, risparmio assicurato ed eco friendly
Risparmiare sulle bollette si può, il riscaldamento a pellet garantisce costi inferiori, calore in tutta la casa e un’ottima alternativa per ridurre l’impatto sulla CO2. La domanda più frequente per chi si approccia al riscaldamento a pellet, è se effettivamente rappresenti un risparmio e quanti, all’atto pratico, siano i costi per acquisto, installazione e quant’altro ad esso connesso. Sono ormai molti in Italia coloro che stanno pensando di abbattere le spese. Nonostante il tanto parlare della crisi quasi alle spalle, il pagamento delle bollette è un tasto dolente per il bilancio di famiglia. Risparmiare è la parola d’ordine e, con il freddo, si pensa ad una soluzione alternativa per abbattere i costi del riscaldamento. Nel nostro Paese, il riscaldamento a pellet sta avendo molto successo. Lo scorso anno, infatti, sono state installate oltre 300 mila apparecchiature tra caminetti, stufe e caldaie a biomassa, nel 68% dei casi si tratta di stufe a pellet.
Rispetto ad alcuni anni fa, il riscaldamento a pellet sta prendendo piede; va cambiando anche la mentalità degli italiani e, a causa della sempre più numerosa domanda, l’offerta è molto più ampia. Il mercato, in sintesi, propone diverse soluzioni e molto variabili. Parlando di costi, che si tratti di condominio o casa singola, si può scegliere di adottare il riscaldamento a pellet, ad integrazione dell’impianto esistente: la casa rimane calda ed il portafoglio se ne avvantaggia. Per acquistare una stufa a pellet occorreranno circa 2.500 euro, installazione inclusa, e la si potrà utilizzare per riscaldare anche più ambienti, canalizzando l’aria calda attraverso delle tubature a parete.
Volendo, si potrà sostituire in toto la caldaia tradizionale a gas, riuscendo ad avere anche acqua calda sanitaria.  Inoltre, il riscaldamento a pellet si può definire eco friendly, amico della natura, trattandosi di una forma pulita di riscaldamento. Una grandissima parte delle emissioni nocive in atmosfera deriva dal riscaldamento di abitazioni, attività commerciali, uffici. Il riscaldamento a pellet consente di ridurre l’impatto sulla CO2. Il pellet, infatti, è costituito da scarti di legno vergine pressato, non trattato, con un impatto ambientale quasi nullo. Ma, va precisato, l’investimento sarà più impegnativo.

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martedì 1 dicembre 2015

A Jesi, in zona riservata e tranquilla, Appartamento di 100 mq. in buonissime condizioni

JESI (zona Murri)
In zona riservata e tranquilla, al primo piano di un piccolo condominio, Appartamento di 100 mq. in buone condizioni. L’immobile è composto da: Ampio soggiorno, cucina abitabile, due camere matrimoniali, cameretta e due bagni di cui uno completamente ristrutturato. Completano la proprietà: 2 balconi, uno coperto ed uno condonato, cantina, garage singolo e terrazzo condominiale
AJE 4228 - euro 170.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

giovedì 26 novembre 2015

Il testo della legge di stabilità approvato dal Senato: tutte le novità per la casa

Il testo della legge di stabilità approvato dal Senato: tutte le novità per la casa
Con 164 voti favorevoli, 116 contrari e 2 astenuti, il Senato ha approvato il maxiemendamento sostituitivo della legge di stabilità su cui il governo aveva posto la fiducia e che ora passerà all'esame della Camera. Vediamo quali sono le novità introdotte dal testo in materia di tasse sulla casa, bonus mobili, ristrutturazioni e affitti in nero.
Canone concordato agevolazioni Imu -  I proprietari che affittano il proprio immobile a canone concordato potranno usufruire di un'agevolazione fiscale imu, con uno sconto del 25%.
Esenzioni Tasi - Saranno esenti dal pagamento delle tasse le case concesse in comodato d'uso ai figli, un parente disabile, all'ex coniuge e le residenze, anche di cooperativa a proprietà indivisa - per gli studenti universitari. Esenti anche gli immobili delle forze armate, delle forze di polizia e del personale dei vigili del fuoco.
Alloggi sociali - Non pagheranno la Tasi gli alloggi sociali, comprese le cooperative a proprietà indivisa.
Nuove regole affitti in nero - Nuova stretta per gli affitti in nero. E`prevista la nullità di ogni accordo non scritto e la nullità di ogni patto che preveda un canone superiore a quello risultante dal contratto scritto e opportunatamente registrato
Bonus mobili giovani coppie - Viene raddoppiato il bonus mobili (da 8000 a 16.000 euro) per le giovani coppie, anche di fatto, che acquistano la prima casa, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni. Il nucleo deve essersi costituito da almeno tre anni e la condizione non è quella di una ristrutturazione edilizia (come nel caso del bonus mobili normale), ma l'aver acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale. La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, per le spese sostenute nel 2016.
Bonus ristrutturazioni e risparmio energetico - Sono prorogate al 31 dicembrer 2016 la detrazione al 50% per le ristrutturazioni e per l'acquisto di mobili e la detrazione al 65% per la riqualificazione energetica degli edifici, incluse le parti comuni degli edifici condominali.
La proroga al 31 dicembre 2016 comprende anche la detrazioni del 65% per l'adozione di misure antisismiche nelle zone individutate dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri. Il bonus energia è esteso anche agli IACP, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
Agevolazioni prima casa legge di stabilità - Più facile cambiare la prima casa senza perdere le agevolazioni. Chi infatti deciderà di cambiarà la prima abitazione potrà farlo senza perdere i benefici anche se in possesso del vecchio immobile.
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lunedì 16 novembre 2015

A Jesi, in posizione comoda e riservata, Appartamento indipendente con giardino

JESI (zona Viale del Lavoro)
In posizione riservata, ma vicina a tutti i servizi, luminoso appartamento indipendente di 120 mq. L’immobile, sito al piano rialzato di una quadrifamiliare, è composto da: Sala, tinello con cucinino, 2 camere matrimoniali e 2 bagni, di cui uno recentemente ristrutturato. Completano la proprietà: Piccola cantina, garage e giardino privato di 260 mq.
Classe energetica: G. Indice di prestazione energetica: 235,4 KWh/mq anno.
AJE 4215 - euro 160.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

mercoledì 21 ottobre 2015

Bonus mobili senza spese di ristrutturazione: cosa prevede la legge di stabilità 2016

Bonus mobili senza spese di ristrutturazione: cosa prevede la legge di stabilità 2016
Dal 2016 sarà possibile usufruire del bonus mobili senza aver sostenuto spese di ristrutturazione. Ma la novità, prevista dalla nuova legge di Stabilità, riguarda solo le giovani coppie fino a 35 anni che acquistano una prima casa e che potranno usufrire anche di un tetto di spesa doppio di 20.000 euro. Per gli altri restano in vigore le regole del 2015.
Bonus mobili giovani coppie
Il bonus mobili per le giovani coppie è tra le misure contenute nella bozza della manovra economica che non sono state annunciate dal governo. Per poter vedere se troverà posto nel testo definitivo, bisognerà attendere il passaggio in Parlamento. Il nuovo incentivo fiscale prevede una detrazione del 50% per un tetto di spesa fino a 20mila euro per l'acquisto di arredi destinati ad una prima abitazione appena acquistata.
Bonus mobili 2016
Accanto a questo nuovo incentivo resta in vigore il bonus mobili tradizionale che prevede, come già lo scorso anno, un'agevolazione irpef del 50% per l'acquisto di arredi ed elettrodomestici di classe a o a+ per immobili su cui sono stati eseguiti contemporanei lavori di ristrutturazione. La platea dei beneficiari si estende anche a case popolari ed ex Iacp.
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mercoledì 14 ottobre 2015

A Jesi, in zona tranquilla e servita, Appartamento di 54 mq. in ottimo stato

JESI (zona SMIA)
In zona riservata e tranquilla, Appartamento di 54 mq. in ottimo stato, sito al terzo ed ultimo piano con ascensore. Composto da: Soggiorno-cucina, camera matrimoniale e bagno con finestra e doccia. Completano la proprietà: Terrazzino e cantina.
AJE 2178 - euro 93.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

martedì 6 ottobre 2015

Sostituzione della caldaia: detrazione fiscale e incentivi 2015

Sostituzione della caldaia: detrazione fiscale e incentivi 2015
La prima volta in cui è stata introdotta la detrazione fiscale riguardante la sostituzione della caldaia, più in generale in tema di riqualificazione energetica, è stato nel 2007; tale provvedimento è stato prorogato nel corso degli anni seguenti, seppure con diverse modifiche. Lo scopo è quello di favorire e promuovere lo sviluppo di soluzioni tecnologiche in grado di garantire, di volta in volta, la maggiore efficienza energetica, offrendo al cittadino che aderisca all’iniziativa un ritorno in termini economici.
DETRAZIONI PER RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA: AUMENTO DEL 65%
L’ultima proroga che lo Stato ha deciso di adottare nel 2015 in merito alla riqualificazione energetica si caratterizza per il mantenimento della detrazione d’imposta lorda del 65% per gli interventi sostenuti e pagati entro il 31 dicembre 2015. L’agevolazione spetta in caso di abbassamento del fabbisogno energetico per il riscaldamento, dell’adozione di pannelli solari, del miglioramento termico ottenuto attraverso una modifica dell’involucro dell’edificio e della sostituzione degli impianti relativi alla climatizzazione invernale. La sostituzione della caldaia rientra in quest’ultimo punto, quello della sostituzione impianti, e permette una detrazione dall’Irpef o dall’Ires (in caso di imprese).
I REQUISITI PER POTER CHIEDERE LA DETRAZIONE SULLA SOSTITUZIONE DELLA CALDAIA
In primis, l’intervento deve essere effettuato su un immobile esistente, ossia iscritto al catasto e sul quale si è proceduto regolarmente al pagamento di Ici e Imu. Altro requisito essenziale è che un impianto di riscaldamento sia già presente all’interno dell’immobile stesso. Inoltre, la nuova caldaia che verrà installata dovrà essere una caldaia a condensazione; se si ha intenzione di montare una caldaia tradizionale, l’unica detrazione che si potrà ottenere sarà quella prevista per le ristrutturazioni edilizie. Sussistono anche dei requisiti tecnici; la caldaia dovrà garantire un rendimento termico utile, che può essere certificato dal produttore e che deve essere richiesto all’installatore. Se nell’immobile sono presenti dei caloriferi da impiegare come sistema di emissione, le norme richiedono che su ogni elemento vengano applicate delle valvole termostatiche, oppure che sia previsto in ogni stanza un sistema attraverso il quale regolare la temperatura (il cosiddetto termostato ambiente). Tale ultimo requisito non è obbligatorio par gli impianti di riscaldamento che hanno una temperatura di funzionamento minore di 45 gradi; un esempio è costituito dagli impianti di riscaldamento a pavimento.
Per essere sicuri che la nuova caldaia disponga di tutte le caratteristiche necessarie per usufruire delle detrazioni fiscali è quindi molto importante rivolgersi ad aziende specializzate in grado non solo di certificare gli impianti a regola d’arte, ma anche di guidare il cliente attraverso una scelta corretta per le proprie esigenze.
LE SPESE PER LA SOSTITUZIONE DELLA CALDAIA AMMESSE IN DETRAZIONE
Per quanto riguarda la tipologia di spese ammesse in detrazione, queste possono essere composte sia dai costi sostenuti per gli interventi di risparmio energetico che da eventuali prestazioni professionali esercitate. Rientrano, pertanto, le spese per lo smontaggio del vecchio impianto, la posa delle nuove apparecchiature e le opere idrauliche o murarie che dovessero rendersi necessarie. Esiste anche un limite di detrazione che viene applicato nel caso venga sostituita una caldaia, fissato in 30.000 euro. Se, assieme alla caldaia, vengono operati altri interventi che rientrano tra quelli cui spettano detrazioni sul risparmio energetico, ma questi non sono inerenti a spese per impianti di climatizzazione invernale, potranno essere conteggiati separatamente e non all’interno dei 30.000 euro. Questo vuol dire che l’eventuale installazione di pannelli solari termici e la sostituzione dei serramenti possono usufruire di detrazioni a parte.
Maggiori informazioni sulle detrazioni per la sostituzione della caldaia possono essere trovate nella sezione dedicata alla riqualificazione energetica sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
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lunedì 28 settembre 2015

Detrazioni fiscali anche per le spese dei giardini

Detrazioni fiscali anche per le spese dei giardini
Sull’onda del successo delle detrazioni fiscali per chi intraprendeva lavori di ristrutturazione e riqualificazione, arriva un nuovo disegno di legge che intende applicare lo stesso principio al verde privato. Si tratta del ddl numero 1896 che è approdato in Senato e che vuole promuovere la cura e l’ampliamento delle aree verdi annesse alle abitazioni private. La proposta è quella di riconoscere a chi inizia dei lavori di recupero e sistemazione di aiuole, aree verdi coperte o recintate e giardini pensili di pertinenza alla propria abitazione o condominio, una detrazione fiscale delle spese pari al 36% del totale. Potranno essere detratti non solo i costi del lavoro e dei materiali, ma anche quelli relativi alla manutenzione e alla progettazione.
Per evitare che si sottoponessero a detrazione anche gli acquisti di piantine o fiori a scopo ornamentale, si è imposto nel disegno di legge un range entro il quale le spese devono inserirsi: per le abitazioni si va dai 2.000 ai 30.000 euro, per i condomini si sale dai 5.000 ai 50.000 euro.
Inutile dire quante ricadute positive si aspettano i proponenti del disegno di legge: prima di tutto si andrebbe a incoraggiare la cura di aree private che spesso sono abbandonate; in seconda battuta si incoraggerebbero i cittadini a intraprendere iniziative personali che compensino la cementificazione e il consumo di suolo che viviamo nel nostro Paese. La qualità della vita, di pari passo a quella dell’aria, ne trarrebbe giovamento e si darebbe slancio a un settore edile e commerciale ancora in sofferenza, con un gettito per l’erario superiore all’investimento.
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mercoledì 23 settembre 2015

In bellissima posizione panoramica con vista mare, soluzione indipendente con garage

MARINA DI MONTEMARCIANO
In bellissima posizione panoramica con vista mare, soluzione indipendente in ottimo stato su due livelli. Il piano terra, di 64 mq., è così composto: Soggiorno-cucina, camera matrimoniale, cameretta, bagno e un ampio balcone. Taverna di 30 mq. rifinita come l’appartamento e dotata di camino, angolo cottura e bagno. Completano la proprietà: Garage di 25 mq. e corte esclusiva di 50 mq.
AMM 3210 - Trattativa Riservata
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giovedì 17 settembre 2015

Ecobonus 2015: prorogati i termini di scadenza

Ecobonus 2015: prorogati i termini di scadenza
Sono stati prorogati al 31 dicembre 2015 i termini di scadenza entro i quali presentare la richiesta degli ecobonus 2015 e fruire delle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione energetica. Pertanto è ancora possibile accedere alle agevolazioni fiscali per chi, in attesa dell’inverno, decide di migliorare l’efficienza energetica delle propria abitazione con interventi radicali e quindi costosi di riqualificazione energetica, in particolare in caso di immobili molto vecchi. Per un aiuto a sostenerne le spese, è possibile fruire degli ecobonus 2015, visto che sono stati prorogati i termini di scadenza al 31 dicembre 2015. Anche perché oggi è ancora più facile accedere alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico e risparmiare così fino al 65% dei costi per gli interventi di manutenzione straordinaria e di riqualificazione energetica.
Come accedere agli ecobonus 2015
Grazie alla procedura semplificata introdotta dal decreto 175 sulle semplificazioni fiscali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 novembre 2014, sarà ancora più facile accedere agli ecobonus 2015. Per fruire delle agevolazioni basta dimostrare, con apposita documentazione, di aver sostenuto determinate spese per impianti fotovoltaici, caldaie a biomassa e grandi elettrodomestici di classe A+, tende solari, vetrate, infissi e caminetti, e perfino determinate tipologie di mobili. Per citare solo alcuni degli interventi mirati al risparmio energetico, al miglioramento e all’adeguamento sismico e di ristrutturazione degli immobili che possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi nella misura del 65% e del 50%.
Perché la proroga
Trattandosi di interventi che hanno bisogno di tempi piuttosto lunghi, con la legge di Stabilità 2015 si è pensato di prorogare la scadenza fino al 31 dicembre, per consentire agli utenti di completare i lavori entro il 2015. Inoltre, in previsione di altre richieste, si è reso necessario allungare i tempi per la presentazione delle domande da parte di altri cittadini incoraggiati anche dal risparmio sulle spese energetiche garantito da questi interventi.
Come si accede agli ecobonus 2015
Per fruire delle agevolazioni bisogna dimostrare che i lavori di riqualificazione energetica siano cominciati nel 2014 e che verranno portati avanti nel 2015. Tutti i titolari di immobili oggetto dell’intervento, compresi esercenti di arti e professioni, le persone che conseguono un reddito d’impresa, le associazioni tra professionisti e gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, potranno accedere alle agevolazioni degli ecobonus 2015.
La documentazione all’Enea

La documentazione da presentare per ottenere gli ecobonus 2015 comprende le ricevute dei bonifici bancari o postali da cui risultino evidenti la causale del versamento, il codice fiscale dei contribuenti o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento e tutti i dati catastali dell’immobile ristrutturato nella dichiarazione dei redditi. Al termine dei lavori, e non oltre i 90 giorni, bisognerà inoltrare all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. Le autocertificazioni presentate dal richiedente non saranno considerate valide.
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venerdì 11 settembre 2015

A soli 500 metri dal mare di Senigallia, ultima soluzione indipendente in NUOVO complesso abitativo

SENIGALLIA
In bellissima posizione panoramica, a circa 500 metri dal mare, ultima soluzione indipendente di 145 mq. sita in NUOVO complesso abitativo. Distribuita su 2 livelli più mansarda, è così composta: Piano Terra: Ampio soggiorno, cucina abitabile e bagno; Piano Primo: 2 camere matrimoniali e secondo bagno; Completano la proprietà: Scoperto esclusivo di 120 mq., garage e 2 posti auto. Il residence si compone di cinque appartamenti compresi nell’antico casolare più due abitazioni distinte e indipendenti. Ogni abitazione dispone di una porzione privata di corte e tutte le unità hanno pari diritti d’uso degli impianti compresi nel residence. L’area su cui si estende il complesso è predisposta per la videosorveglianza, garantendo la massima sicurezza ai condomini. L’illuminazione degli spazi condominiali è alimentata ad energia solare grazie ad un impianto fotovoltaico che garantisce il minimo impatto ambientale e un considerevole risparmio economico. Il residence dispone di un impianto polivalente in erba sintetica, di una piscina e un annesso predisposto per l’utilizzo comune. Ogni abitazione dispone di un garage sotterraneo privato. Il complesso abitativo gode di un paesaggio incantevole offerto dal mare adriatico e dalla campagna circostante, e rappresenta una scelta abitativa che consente di godere della quiete tipica della campagna e allo stesso tempo avere il mare e la città a portata di mano.
Classe energetica: A. Indice di prestazione energetica: 29,5 KWh/mq. anno
Residence Marisol - euro 380.000
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lunedì 31 agosto 2015

Abolizione Tasi e Imu agricola: manovra di oltre 4 miliardi a settembre

Abolizione Tasi e Imu agricola: manovra di oltre 4 miliardi a settembre
Buone notizie per i contribuenti, il Governo annuncia l’abolizione Tasi e Imu agricola a settembre. Tutto accadrà nel 2016, ma è mistero sulle coperture economiche. Anche la politica è andata in vacanza con la promessa di una abolizione Tasi e Imu agricola che avverrà entro il 2016. Un antico proverbio, però, recita che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. E sembrerebbe essere proprio questo il problema, il reperimento delle cifre che andrebbero a coprire l’ingente valore che non entrerebbe nelle casse dello Stato. Matteo Renzi, prima della pausa estiva, aveva ricordato agli addetti ai lavori che: “Nel 2016 il piano prevede l’eliminazione della tassa sulla prima casa, l’Imu agricola e sugli imbullonati”. L’obiettivo è quello di detassare la prima casa abolendo la Tasi, liberando anche i terreni agricoli dalla tassazione ed alleggerendo anche gli imbullonati, ovvero quei macchinari spesso di grandi dimensioni che le aziende usano e che necessitano di essere ancorati al suolo per evitare che si muovano. Tanto basta per classificarli al pari di beni immobili, pertanto tassabili. Le dichiarazioni di Matteo Renzi a proposito dell’abolizione Tasi e Imu agricola però, cozza con le coperture economiche sulle quali non è ancora dato sapere da dove arriverebbero. La manovra, infatti, causerebbe mancati introiti di 3,5 miliardi di euro che, se davvero riguardasse non solo la tassa sulla prima casa ma anche l’Imu agricola, supererebbe i 4 miliardi di euro. Oltre all’abolizione Tasi e Imu agricola, restano ancora da risolvere alcuni problemi, fa cui la più volte annunciata local tax, anche questa in programma nel 2016, che però potrebbe essere rimodulata rispetto a quanto previsto inizialmente. Il Governo Renzi promette e Confedilizia risponde con una serie di critiche, come riportato dall’agenzia di stampa ANSA, pur sottolineando che esistono sia la necessità di razionalizzare le imposte sugli immobili, sia l’urgenza di ridurre le tasse che pesano troppo nelle tasche degli italiani. Varie le ipotesi, da quella dell’abolizione Tasi con criteri selettivi, in modo da rendere più ampio il bacino delle case di lusso soggette all’imposta, a quella dello scorporamento dei servizi erogati dai comuni da quella della patrimoniale sulla casa.
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mercoledì 19 agosto 2015

A soli 2 km dal centro, Casa singola completamente ristrutturata nel 2002

JESI
In posizione panoramica, a soli 2 km dal centro, Casa singola di 110 mq. completamente ristrutturata nel 2002. Composta da: Soggiorno, cucina, due camere, due bagni, dispensa e ripostiglio. Possibilità di ricavare la terza camera. Completano la proprietà: Portico di 30 mq., soffitta di 95 mq. e garage. Corte esclusiva di 500 mq. completamente recintata e dotata di cancello elettrico. L’immobile è raggiungibile tramite comoda strada asfaltata.
Casa Violetta - euro 270.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

venerdì 7 agosto 2015

Voltura catastale, i documenti per acquistare un immobile

Voltura catastale, i documenti per acquistare un immobile
Nel 2014, secondo l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), sono aumentate le compravendite immobiliari (+3,6 per cento). Un fenomeno che sembra rafforzarsi anche nel corso del primo trimestre 2015, che ha fatto registrare un +0,8 per cento nel numero di transizioni che hanno visti protagonista un immobile, soprattutto di tipo residenziale.
Sei anche tu tra gli acquirenti? Non dimenticare la voltura catastale
Per tutti colori che si apprestano a concludere l’acquisto di un immobile o si preparano ad affrontarne la ricerca è bene ricordare che ogniqualvolta il bene d’interesse è soggetto a compravendita va effettuata la nuova voltura catastale. La pratica per effettuare una voltura catastale viene preparata e depositata da parte di un tecnico abilitato iscritto presso un ordine o collegio professionale (geometra, architetto, ingegnere, notaio). Per risparmiare tempo prezioso ed evitare lunghe file, grazie al supporto di siti web specializzati, oggi è possibile richiedere il documento direttamente online. Un incaricato del sito, con i documenti utili per la richiesta, si recherà presso l’Ufficio Centrale del Catasto e provvederà ad effettuare la voltura.
In sole sei settimane dal ricevimento dei documenti utili per la presentazione in catasto, sarà possibile entrare in possesso della voltura catastale accedendo direttamente al proprio profilo online e allo storico delle pratiche avviate e risolte.
Cos’è la voltura catastale? 
La voltura catastale è un documento che attesta l’avvenuta modifica dei dati anagrafici di un bene accatastato presso l’Agenzia del Territorio, le cui funzioni sono oggi svolte dall’Agenzia delle Entrate. La voltura riporta tutte le informazioni anagrafiche utili a risalire al vecchio proprietario dell’immobile o del terreno oggetto di passaggio di proprietà e tutti i dati anagrafici del nuovo intestatario. È un documento obbligatorio e ha l’obiettivo di consentire l’aggiornamento delle informazioni contenute nella visura catastale.
Quando è necessaria?
La voltura catastale va richiesta ed effettuata tutte le volte che l’immobile o il terreno d’interesse sono soggetti a un cambio di proprietà. Ciò avviene prevalentemente in occasione di compravendita o di eredità causa morte del proprietario o di una donazione oppure nel caso di una fusione e/o scissione societaria. Tra le possibili motivazioni di un cambio di proprietà anche la costituzione di ipoteca, la fusione o la divisione di unità immobiliari e in tutti gli altri  casi in cui un bene passa di mano da un proprietario a un altro per una ragione o per un’altra.
Focus tempi
La voltura catastale va necessariamente effettuata entro 30 giorni dalla cessione del bene d’interesse. In caso contrario, si incorre in una sanzione pecuniaria per ogni anno di ritardo e viene redatto un verbale di ritardato deposito. Dopo cinque anni di ritardo, la sanzione non può essere a causa dello scadere dei termini di prescrizione. Nel caso in cui, però, nel corso di questi cinque anni, si incorresse in una verifica effettuata da parte dell’Agenzia del Territorio e venisse evidenziata la mancanza di denuncia, la sanzione pecuniaria verrebbe addebitata alla parte proprietaria come risultante da atto pubblico attestante la proprietà del bene. In caso di successioni che interessano immobili, invece, resta fermo il termine dei 30 giorni successivi alla presentazione della dichiarazione di successione per la presentazione agli uffici del Catasto della richiesta di voltura. Questo documento, come già evidenziato, interessa sia l’aggiornamento dei dati catastali sia quello dei dati dei soggetti proprietari sia quello relativo alla misura del possesso.
Cosa serve per richiederla?
Per avviare la pratica relativa alla richiesta di una voltura catastale è necessario dotare il tecnico che se ne occuperà di documentazione aggiuntiva, in particolare: la copia originale o conforme all’originale dell’atto di provenienza del bene (atto pubblico, rogito, atto di donazione, atto di provenienza), i dati relativi all’atto stesso e il notaio rogante (richiesti già dai moduli necessari), i dati del dichiarante, della parte cedente e della parte acquisente, i dati catastali e identificativi del bene oggetto di voltura.
È necessario, inoltre, dotare il tecnico di delega dell’avente titolo per la richiesta di voltura e dei dati catastali delle unità immobiliari. Nel caso in cui si trattasse di volture catastali di afflusso si rende necessaria anche la documentazione motivante la voltura. Per le volture per preallineamento, invece, è necessario fornire la documentazione rilasciata dal catasto a seguito della prima richiesta non andata a buon fine.
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martedì 28 luglio 2015

A Jesi, appartamento in pieno centro con ampio giardino esclusivo

JESI (corso Matteotti)
In ottima posizione, al primo piano di un piccolissimo condominio, Appartamento di 115 mq. da ristrutturare. Composto da: Soggiorno, cucina, 3 camere, bagno e terrazzino coperto di 15 mq. Completano la proprietà: Cantina di 35 mq. con camino, bellissimo giardino alberato di 200 mq., con piccolo accessorio e punto acqua. Scale in ottimo stato. Tetto in legno completamente rifatto e coibentato nel 2012.
AJE 4141 - euro 150.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

giovedì 23 luglio 2015

Crescono mutui e compravendite

Crescono mutui e compravendite
Le compravendite immobiliari e i mutui fondiari nel 2014 sono tornati a crescere rispettivamente del 3,6 e 13,4 per cento. Tutto ciò è merito dei tassi di interesse che nel frattempo hanno raggiunto il punto più basso nella storia dell’unità d’Italia: il livello medio è sotto il 3 per cento, grazie al quantitative easing introdotto dalla Banca centrale europea. A fornire questi dati è il Focus Casa, il rapporto realizzato dall’associazione nazionale costruttori, che punta il dito contro la pressione fiscale: l’anno scorso le imposte sugli immobili hanno fruttato allo Stato ben 3,8 miliardi di euro in più del 2013, un incremento pari al 9,8 per cento; ecco allora la proposta dell’Ance: favorire con la detassazione l’acquisto di case nuove ad alta efficienza energetica.
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venerdì 10 luglio 2015

Modello 730 precompilato: scadenza al 23 luglio

Modello 730 precompilato: scadenza al 23 luglio
Il termine per l’invio del Modello 730 precompilato slitta dal 7 al 23 luglio. L’Agenzia delle Entrate chiarisce le motivazioni della proroga rispondendo alle domande riguardanti la dichiarazione precompilata. La proroga, spiega l’Agenzia, è stata concessa a Caf e professionisti che al 7 luglio hanno trasmesso almeno l’ottanta per cento delle dichiarazioni, tenendo conto “della necessità di agevolare i contribuenti nel primo anno di avvio sperimentale della dichiarazione”. L’Agenzia fornisce chiarimenti anche sulle modalità di rettifica della dichiarazione nel caso in cui un contribuente abbia dimenticato di inserire un reddito derivante da una collaborazione occasionale. Vediamo le scadenze.
Ecco le scadenze da ricordareFino al 29 giugno il contribuente poteva effettuare le correzioni presentando una nuova dichiarazione on line sostitutiva di quella già inviata. A partire dal 30 giugno, per correggere eventuali errori, bisogna presentare un 730 integrativo a un Caf o a un professionista abilitato, entro il 25 ottobre, oppure un modello Unico correttivo nei termini o integrativo. Ora, poiché una correzione comporta, in genere, un maggior debito o un minor credito, sarà necessario presentare il Modello Unico, correttivo o integrativo.
Il Modello Unico, correttivo o integrativo

Il contribuente che non indica il reddito nella dichiarazione precompilata, per la mancata trasmissione della Certificazione unica da parte del sostituto d’imposta, dovrà integrare la dichiarazione precompilata nel Modello Unico, correttivo o integrativo. Se non lo fa, sarà soggetto al controllo dell’Agenzia e sanzionato per dichiarazione infedele. Per il sostituto d’imposta è prevista una sanzione di 100 euro per ogni certificazione errata o trasmessa tardivamente o non trasmessa. Nel caso in cui un reddito sia stato indicato correttamente nella dichiarazione autocompilata, ma non riportato nella dichiarazione elaborata dal Caf/professionista, il contribuente ha l’obbligo di integrare la dichiarazione. Se non lo fa, il contribuente stesso sarà soggetto al controllo dell’Agenzia per dichiarazione infedele, ma potrà rivalersi sul Caf/professionista per le sanzioni.
Durata della delega

L’Agenzia ha precisato anche che la delega per l’accesso alla precompilata a un Caf o a un intermediario ha validità annuale e può essere conferita, in formato cartaceo o elettronico, insieme a una copia del documento di identità del delegante. La delega può essere sottoscritta elettronicamente ma il delegante deve identificarsi mediante le credenziali rilasciate dalla sua azienda per l’accesso alla rete interna ovvero con una firma avanzata, qualificata o digitale, o tramite Pec-Id.
Le responsabilità
Poiché il visto di conformità sul Modello 730 non serve ai fini degli adempimenti dichiarativi relativi al quadro RW, la responsabilità per omessa o tardiva presentazione di questo quadro non può essere imputata all’intermediario che ha apposto il visto ma al contribuente inadempiente. Infatti, Caf e professionisti hanno l’obbligo di verificare esclusivamente i versamenti dell’anno in corso e l’eccedenza a credito che risulta dalla dichiarazione relativa al periodo d’imposta precedente. L’intermediario che ha posto il visto di conformità non è responsabile se il contribuente ha trasmesso, anche se per suo tramite, una dichiarazione nella quale sia stato riportato un credito risultato errato per l’omesso versamento degli acconti relativi all’anno precedente, in seguito a un successivo controllo ai sensi del 36-bis.
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giovedì 9 luglio 2015

A Jesi, luminoso appartamento di 102 mq completamente ristrutturato

JESI (zona Fausto Coppi)
In posizione residenziale e tranquilla, vicino a tutti i servizi, Appartamento di 102 mq. completamente ristrutturato nel 2014, sito al 3° piano con ascensore. Molto luminoso e panoramico, è composto da: Ingresso, sala, cucina, 3 camere, 2 bagni e 2 balconi, di cui uno con veranda. Soppalco in zona notte e ingresso. Completano la proprietà: Cantina  e garage. Ottime finiture con pavimenti in parquet.
AJE 4281 - euro 240.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

 


mercoledì 1 luglio 2015

A Jesi, in posizione comoda e centrale, appartamento di 110 mq completamente ristrutturato

JESI (zona c.c. Arcobaleno)
In posizione molto comoda e centrale, soluzione in piccolo condominio completamente ristrutturata sia internamente che esternamente. Appartamento di 110 mq. situato al piano terra e così composto: Soggiorno, cucina abitabile, 2 camere matrimoniali, cameretta, bagno e 2 balconi. Garage di 75 mq. e corte esclusiva. Impianto fotovoltaico per produzione energia ed aria condizionata.
Classe Energetica: F. Indice di prestazione energetica: <164,2KWh/mq. anno.
AJE 8303 - euro 168.000
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martedì 30 giugno 2015

Agevolazioni prima casa: non decadono chiedendo cambio di residenza

Agevolazioni prima casa: non decadono chiedendo cambio di residenza
Non è necessario trasferire materialmente la residenza nell’abitazione acquistata, per non perdere le agevolazioni prima casa, sarà sufficiente inoltrare al Comune la domanda di trasferimento.
Anche se fisicamente la residenza non è avvenuta, le agevolazioni prima casa non si perderanno se è stata inoltrata regolarmente la richiesta al Comune di trasferimento della residenza entro i 18 mesi dall’atto notarile. Come noto, la legge prevede che si potrà usufruire di agevolazioni prima casa per l’acquisto ma entro 18 mesi dal rogito, il contribuente che ha usufruito del bonus dovrà trasferire la propria residenza nel nuovo immobile, in caso contrario, si potrà incorrere in sanzioni. A chiarire che le agevolazioni prima casa non decadono è stata la Commissione Tributaria Regionale di Milano, sezione staccata di Brescia, con la sentenza 2485/67/15 depositata l’8 giugno 2015. Se il contribuente ha regolarmente presentato la domanda di trasferimento entro i 18 mesi richiesti, si precisa, lo stesso non dovrà rispondere delle lungaggini burocratiche che non gli competono. La sentenza prende il via da una notifica dell’Agenzia delle Entrate indirizzata ad una contribuente, un avviso di liquidazione Iva relativo ad un atto di compravendita. In buona sostanza, si chiedeva la revoca dell’agevolazioni prima casa che vuole l’imposta Iva al 4 per cento. La contribuente non aveva trasferito la residenza entro i termini previsti, da qui la revoca. La contribuente ha fatto ricorso sostenendo che la legge non richiedeva il trasferimento materiale nel fabbricato acquistato, bensì, nei 18 mesi doveva essere presentata al Comune domanda di trasferimento della residenza. Il ricorso è stato accolto da Ctp dopo aver accertato che la domanda era stata presentata come richiesto dalla legge. È stato presentato un appello che, comunque, non è stato accettato, dunque, la contribuente non ha perso le agevolazioni prima casa. Per poter godere delle agevolazioni prima casa che, ricordiamo essere l’imposta di registro al 2 per cento e, se acquistato da impresa di costruzione, Iva al 4 per cento, imposta ipotecaria e catastale pari a 100 euro, è necessario che l’immobile acquistato non sia di lusso e sia destinato ad abitazione; le agevolazioni prima casa si possono ottenere per una sola abitazione ed a patto che non si sia goduto degli stessi benefici per altri immobili; l’acquirente deve avere la propria residenza anagrafica nel Comune in cui è situato l’immobile, in alternativa, al momento della stipula si impegnerà a trasferire la residenza entro 18 mesi dalla data del rogito, in caso contrario decadranno i benefici fiscali.

venerdì 26 giugno 2015

mercoledì 24 giugno 2015

A Jesi, in posizione comoda e riservata, Casa colonica di 172 mq in buone condizioni

JESI
In posizione molto comoda e riservata, nei pressi dell’uscita della superstrada, Casa colonica abbinata da un lato di 172 mq. in buone condizioni. Sviluppata su due livelli, il piano terra di 84 mq. è composto da: Soggiorno con stufa a pallet, cucina, camera, bagno e ripostiglio. Collegato internamente da nuova scala in legno, il piano primo di 88 mq. è così suddiviso: Sala, 3 camere e 2 bagni. Corte recintata di 400 mq. con cancello elettrico.
Casa Rustica – euro 220.000
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Mutui, un Fondo di garanzia per le giovani coppie

Mutui, un Fondo di garanzia per le giovani coppie
Buone notizie per gli sposi che intendono comprare un appartamento. Sono in arrivo 82 milioni di euro dal Fondo di garanzia per la prima casa grazie ai quali lo Stato si farà garante, nei confronti delle banche, per la concessione di prestiti ipotecari alle giovani coppie, ai nuclei familiari con figli minori e ai ragazzi under 35, con contratti di lavoro precario. Nei primi mesi del 2015, da febbraio a maggio, secondo i dati diffusi dall'Abi, i mutui garantiti dal fondo sono stati pari a 30 milioni di euro. In buona sostanza, i beneficiari del fondo potranno "coprire" la metà della quota capitale per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa finalizzata al miglioramento dell'efficienza energetica. Può farne richiesta chi non possiede già un'abitazione principale. Sono 130, fino ad oggi, le banche che hanno aderito al fondo.
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martedì 23 giugno 2015

Nuovo Ape: slitta all'1 ottobre il Modello Unico Nazionale

Nuovo Ape: slitta all'1 ottobre il Modello Unico Nazionale
Le nuove regole sulla certificazione energetica degli edifici entreranno in vigore l’1 ottobre, contrariamente alle previsione, il nuovo Ape slitta nuovamente.
C’è ancora un rinvio per l’entrata in vigore del nuovo Ape, inizialmente previsto all’1 luglio, era poi passato ad agosto e, stando alle recenti disposizioni, il termine dovrebbe essere ormai stato fissato all’1 ottobre, data in cui l’Attestato Unico Nazionale sarà ufficiale. Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, dunque, ha avuto il via libera da Regioni e autonomie sul fronte della certificazione energetica. Lo slittamento del nuovo Ape è dovuto, prevalentemente, alla necessità di concedere un ampio margine ai professionisti per aggiornarsi. La Conferenza Unificata, nella seduta del 18 giugno 2015, dunque, conferma l’entrata in vigore delle “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”. Ed ecco cosa viene definito dal decreto approvato dalla Conferenza a proposito del nuovo Ape, che in linea generale intende unificare le metodologie di calcolo su tutto il territorio nazionale ed un sistema informativo che chiarisca ai cittadini informazioni chiare e definite sulla certificazione energetica. Un breve riassunto sul nuovo Ape:
- Semplificazione delle metodologie di calcolo per gli edifici caratterizzati da ridotte dimensioni e prestazioni energetiche di modesta qualità, finalizzate a ridurre i costi a carico dei cittadini;
- Definizione dell’Attestato di Prestazione Energetica, il nuovo Ape dovrà comprendere tutti i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio per la valutazione ed il confronto di edifici diversi;
- Un nuovo schema da utilizzare per gli annunci di vendita o affitto di un immobile da esporre nelle agenzie immobiliari in modo da rendere uniformi le informazioni sulla qualità energetica degli edifici;
- Definizione di un sistema informativo unico per tutto il territorio nazionale, denominato SIAPE (Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica), che comprenderà la gestione di un catasto unificato degli edifici, degli attestati di prestazione energetica e dei controlli e ispezioni pubblici, che sarà realizzato da ENEA. Il nuovo Ape introduce nuove classificazione di prestazione energetica degli immobili. Nel complesso sono 10: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G (dal più efficiente al meno efficiente). Sarà inoltre richiesto l’inserimento di un nuovo indicatore della prestazione energetica ed invernale ed estiva dell’involucro, al netto degli impianti presenti. Oltre alle Linee Guida, in occasione della Conferenza Unificata c’è stato spazio anche per discutere del decreto Mise che fornisce al progettista le indicazioni per compilare la relazione tecnica di progetto che attesti la conformità alle prescrizioni per il risparmio energetico e dei relativi impianti termici.
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venerdì 19 giugno 2015

La casa di domani: sarà essenziale, comoda, tecnologica e sostenibile

La casa di domani: sarà essenziale, comoda, tecnologica e sostenibile.
La casa è in cima ai pensieri degli italiani, il futuro sarà all’insegna della tecnologia, funzionalità ed ecosostenibilità. Lo dice uno studio svolto dall’Osservatorio sulla casa di Leroy Merlin in collaborazione con Doxa. Cosa ci riserva il futuro? Come sarà la casa di domani? A quest’ultimo interrogativo risponde una ricerca svolta dall’Osservatorio sulla casa, una ricerca svolta da Leroy Merlin in collaborazione con Doxa, con l’obiettivo di monitorare le esigenze degli italiani sul fronte della casa. L’Osservatorio sulla casa, giunto alla sua terza edizione, è un progetto annuale che vuole essere una proiezione di quella che sarà la casa di domani degli italiani. Ancora una volta appare chiaro che la casa per gli italiani è un valore imprenscindibile; per il 72 per cento degli intervistati, un tetto sotto il quale vivere è una priorità. Inoltre, si scopre che l’80 per cento è proprietario e vive nella stessa casa mediamente 14 anni. Il 55 per cento degli italiani si ritiene molto soddisfatto della propria abitazione e, allo stesso tempo, viene considerata ancor più vivibile grazie agli aspetti tecnologici, qualitativi ed ecosostenibile. In particolare, sono molto apprezzati gli aspetti che rendono la casa facile da gestire, tanto autonoma da garantire costi di gestione e manutenzione ridotti. Fra gli aspetti più importanti della casa di domani degli italiani, è il miglioramento dell’efficienza energetica. Negli ultimi anni è in crescita il fenomeno delle patologie respiratorie, secondo l’Osservatorio, un problema che si sta cercando di risolvere, con risultati soddisfacenti quanto a qualità di acqua, aria e materiali utilizzati, tanto che si piazza al secondo posto nella classifica degli elementi considerati più importanti. Ma la casa di domani per gli italiani sarà comoda e in grado di soddisfare tutte le esigenze di chi la abita, in fondo, il luogo in cui si vive rispecchia il nostro modo di essere. La necessità di spazio vivibile occupa il primo posto della classifica degli elementi più importanti, ma ci sono anche aspetto estetico e luminosità data da finestre e balconi. Non viene neanche dimenticato il tema eco sostenibilità per la casa di domani che si integri nel paesaggio. Il 50 per cento degli italiani ha dichiarato di possedere una casa con giardino. Anche se non ancora molto diffuso in Italia, il controllo degli apparecchi di casa a distanza tramite smartphone, si sta gradatamente diffondendo. Ad oggi solo il 29 per cento degli intervistati ha utilizzato almeno una volta il controllo remoto degli apparecchi di casa. Sul livello nazionale, l’abitudine è più diffusa al Sud, con il 35,6 per cento che lo ha utilizzato almeno una volta.

A Jesi, appartamento di 60 mq in bifamiliare

JESI (zona Stazione)
Al secondo piano di una bifamiliare appartamento di 60 mq. in buone condizioni. Composto da: Soggiorno-cucina, 2 camere, bagno e balcone. Completa la proprietà: Ampia soffitta praticabile. L’immobile è completamente arredato e libero subito.
AJE 3231 - euro 50.000 
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860.

giovedì 18 giugno 2015

Mutui, nei primi 3 mesi del 2015 i prestiti per acquisto casa crescono del 4,7%

Mutui, nei primi 3 mesi del 2015 i prestiti per acquisto casa crescono del 4,7%
Nel corso del primo trimestre 2015 i mutui per l’acquisto di abitazioni hanno fatto segnare un +4,7%. Per quanto riguarda l’attività di erogazione di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici il 2014 ha chiuso infatti con una netta ripresa: la componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni ha fatto segnare un +6,6%. A dirlo l’Osservatorio Credito al Dettaglio di Assofin-Crif-Prometeia. Secondo quanto emerso, se il 2014 ha chiuso con un +6,6% per la componente dei mutui per l’acquisto della casa e un +44,5% per la componente residua degli “altri mutui” (aggregato che comprende mutui di surroga, di sostituzione, di liquidità, mutui per costruzione e ristrutturazione e mutui per il consolidamento del debito), i primi tre mesi del 2015 i mutui d’acquisto casa hanno fatto registrare un +4,7%, mentre gli “altri mutui” un +129,1%. Si tratta di un trend legato al boom delle surroghe (+319,3% nel 2014 rispetto all’anno precedente, +710,7% nel primo trimestre del 2015) tornate a essere convenienti per i bassi livelli dei tassi applicati ai nuovi mutui.
L’Osservatorio ha sottolineato che dopo cinque anni consecutivi di flessione, l’attività di erogazione di credito al consumo nel 2014 ha chiuso con un segno positivo. In particolare, i flussi finanziati hanno fatto registrare un aumento del +2,5%, il numero di operazioni di finanziamento del +5,6%. Nel primo trimestre del 2015 la crescita ha subito un’accelerazione: i volumi erogati hanno fatto segnare un +9,3%, le operazioni finanziate un +15,8%. A trainare il mercato i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto-moto, insieme a quelli via carte rateali-opzione. Per quanto riguarda le prospettive, l’Osservatorio ha evidenziato un consolidamento delle tendenze registrate nella prima parte del 2015, rafforzato dal graduale miglioramento macroeconomico. Quel che si prevede, dunque, è una ripresa della crescita delle consistenze di credito alle famiglie a partire dalla seconda parte dell’anno.
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martedì 16 giugno 2015

Appartamento di 52 mq. con ingresso indipendente, a Morro d'Alba

MORRO D'ALBA
In posizione residenziale e tranquilla, al 1° ed ultimo piano di un piccolo stabile di recente costruzione, Appartamento di 52 mq. con ingresso indipendente. Composto da: Soggiorno-cucina, camera matrimoniale, bagno e ripostiglio. Completano la proprietà: Ampio terrazzo panoramico con veranda e garage di 31 mq. Ottime finiture interne ed esterne, con mattoncini faccia a vista.
AMD 2100 – euro 100.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

Ape, l'arrivo del nuovo attestato slitta al 1° agosto

Ape, l'arrivo del nuovo attestato slitta al 1° agosto
Il nuovo Ape, l’attestato di prestazione energetica che viene utilizzato per determinare l’efficientamento degli immobili, entrerà in vigore il 1° agosto 2015, non più il 1° luglio come fatto sapere in precedenza. Una novità contenuta in una nuova bozza del provvedimento, che specifica anche le sanzioni a carico del certificatore, del direttore dei lavori e del costruttore/proprietario. Si parla di una multa da 700 a 4.200 euro per un Ape non corretto redatto dal certificatore; di una multa per il direttore dei lavori da 1.000 a 6.000 per la mancata presentazione dell’Ape al Comune; di una multa per il costruttore/proprietario da 3.000 a 18.000 euro in caso di mancata redazione dell’Ape per edifici nuovi, ristrutturati, messi in vendita o in affitto.
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sabato 13 giugno 2015

Efficienza energetica: boom di investimenti grazie agli ecobonus

Efficienza energetica: boom di investimenti grazie agli ecobonus
Le famiglie italiane hanno investito nell’efficienza energetica ben 22 miliardi di euro dal 2007 al 2013. L’incoraggiamento arriva dagli ecobonus ma anche dai finanziamenti degli istituti di credito. Arrivano buone notizie sul fronte dell’efficienza energetica. Secondo il Rapporto Enea, l’Italia ha raggiunto oltre il 20 per cento dell’obiettivo prefissato al 2020. Diverse erano le previsioni del Piano d’azione per l’efficienza energetica 2014. Tutto merito degli ecobonus che hanno incoraggiato gli investimenti nell’efficienza energetica. Secondo i dati Enea, infatti, oltre due milioni di famiglie italiane hanno investito ben 22 miliardi di euro, nel periodo compreso fra il 2007 e 2013, con un dato positivo anche sulla posizione lavorativa di 40 mila occupati. Il dato è contenuto nel Quarto “Rapporto sull’Efficienza Energetica” (RAEE) dell’ENEA, presentato a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico. In buona sostanza, grazie agli ecobonus per l’efficienza energetica, l’Italia ha risparmiato 7,55 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, che tradotto significa un risparmio sull’importazione di gas naturale e petrolio pari a oltre 2 miliardi di euro, con un abbattimento di emissioni nocive di 18 milioni di tonnellate. Fra i settori che maggiormente hanno contribuito all’ottimo miglioramento dell’efficienza energetica italiana, quello residenziale e industriale. Un maggior risparmio potrebbe anche derivare da una migliore attenzione verso gli sprechi alimentari, ad esempio il cibo a “km zero” e tecnologie ad alta efficienza nella grande distribuzione.
Un’indagine Abi rivela che le banche hanno avuto un ruolo importante per far decollare il settore dell’efficienza energetica, l’86 per cento degli istituti di credito ha proposto prodotti dedicati, anche se occorrono ulteriori iniziative per sbloccare i finanziamenti.
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mercoledì 10 giugno 2015

Luminoso appartamento di 70 mq. in pieno centro storico, a Jesi

JESI (centro storico)
Nelle vicinanze di Piazza Colocci, al primo piano di un piccolo stabile con solo due condomini, Appartamento luminoso di 70 mq. Composto da: Soggiorno-cucina, camera matrimoniale, cameretta, bagno e ripostiglio. Bellissimo tetto a volta con soppalco ampliabile e finestra presente in ogni stanza. Completa la proprietà, piccola cantina con finestra sita al piano terra, comoda anche per la custodia della bicicletta. Scale in buono stato e tetto completamente rifatto.
AJE 3240 - euro 65.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

lunedì 8 giugno 2015

Casali di campagna: in forte crescita la domanda in Umbria e Marche

Casali di campagna: in forte crescita la domanda in Umbria e Marche
Rinnovato interesse degli italiani per i casali di campagna, preferibilmente in Umbria e Marche. La scelta cade su quelli già ristrutturati. Gli italiani hanno riscoperto l’unicità dei casali di campagna, in particolare per quelli di Umbria e Marche. Il rinnovato interesse arriva dopo anni consecutivi di flessione dei prezzi e di scarso interesse verso gli acquisti a causa di svariati fattori. A raccontarlo è un report realizzato dal Centro Studi di Casa.it che ha riguardato, in particolare, i casali di campagna e che ha evidenziato una forte crescita di domanda negli ultimi 12 mesi, il periodo è compreso fra maggio 2014 e maggio 2015. Gli italiani, in buona sostanza, sono alla ricerca di casali di campagna da acquistare, anche da ristrutturare ma, se possibile, già in condizioni abitabili. La domanda è cresciuta dell’1,6 per cento nelle Marche e dell’1,9 per cento in Umbria. Non sono certo giovanissimi i potenziali acquirenti alla ricerca di pace e tranquillità dei casali di campagna, in genere, l’età è compresa fra 45 e 65 anni, persone che apprezzano le campagne marchigiane e umbre e che hanno deciso di dare una nuova svolta alla loro vita, sia per motivi di lavoro che di età pensionabile raggiunta. I budget di spesa per acquistare casali di campagna non sono molto bassi, si tratta di immobili ristrutturati che hanno un costo compreso tra 250 e 650 mila euro. Ad incidere sul prezzo, non solo l’abitazione, ma anche i terreni a coltivazione diretta che li circondano, oltre alla presenza di piscine o campi da tennis, equitazione, boschi e laghetti. Anche gli stranieri sono interessati ad acquistare casali di campagna umbri e marchigiani, in larghissima misura provenienti dal Nord Europa (Regno Unito, Danimarca e Olanda). Un fattore da tenere in considerazione è che il rinnovato interesse per i casali in Umbria e Marche, è anche dovuta ad una forte differenza di prezzo fra il territorio toscano, una volta preferito, stimato intorno al 30 per cento.
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lunedì 1 giugno 2015

Prezzi in ribasso avvicinano famiglie e investitori alla casa, la stabilità nel 2016

Prezzi in ribasso avvicinano famiglie e investitori alla casa, la stabilità nel 2016
Se il mercato immobiliare nel 2014 ha dato concreti segnali di ripresa, nel 2015 continuerà l'aumento delle transazioni, a fronte di prezzi ancora in discesa. La stabilità dei valori si raggiungerà nel prossimo biennio.
Il bilancio del 2014
L'anno che ci siamo appena lasciati alle spalle ha visto concreti segnali di ripresa per il mattone. Dopo anni di segni negativi, le transazioni hanno segnato un incremento del 3,6%. I prezzi sono ancora in ribasso, ma questo unito alla ripresa delle erogazioni dei mutui stanno avvicinando al mattone non solo le famiglie, ma tanti giovani. Nonostante la pressione fiscale, anche gli investitori stanno cerando di cogliere le opportunità che il mercato offre loro.
Prezzi e compravendite
Per quanto riguarda i prezzi degli immobili, il secondo semestre del 2014 registra dei valori ancora in discesa, con una contrazione annuale del 7,2%. Nelle grandi città la diminuzione nella seconda parte dell’anno è stata del 4,2%, nei capoluoghi di provincia è stata del 4,6% e nell’hinterland delle grandi città del 3,4%. A livello nazionale le compravendite residenziali nel 2014 sono state 417.524, con un aumento del 3,6% rispetto al 2013. Tutte le principali città della Penisola hanno mostrato volumi in aumento, ad eccezione di Napoli. La città partenopea vede una contrazione del -3,7%. Dalla parte opposta spicca l’andamento di Bologna, dove le compravendite sono aumentate del 18,5%. Vanno molto bene anche Genova con +15,0% e Roma con +13,9%. La città meneghina conferma il suo buon andamento, come ormai avviene da sei trimestri a questa parte, e fa segnare +5,0%.
Il mercato dell'affitto
Nel corso del 2014 i canoni di locazione nelle grandi città hanno segnalato una contrazione dei valori del 3% per i bilocali e del 3,4% per i trilocali. Nei capoluoghi di provincia la diminuzione è stata rispettivamente del -2% e del -2,2%. Continua la preferenza per le abitazioni in buono stato e ben arredate. Chi ha cercato una casa in affitto lo ha fatto nella maggioranza dei casi per scelta abitativa (58%), il 35,5% per motivi legati a trasferimento lavorativo e la restante parte è rappresentata da studenti che cambiano città per studiare. La tipologia di contratto maggiormente stipulata è quella a canone libero (72,8%), seguita da quello a canone concordato (15,2%) e poi da quello transitorio (12%). In aumento, rispetto al semestre precedente, la percentuale di chi stipula un contratto di tipo concordato, sempre più apprezzato per la cedolare secca agevolata.
Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?
La diminuita disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti, l'offerta sul mercato ancora cospicua e il sentimento espresso dagli affiliati fanno ritenere che i prezzi potrebbero chiudere tra -4% e -2%. Le compravendite, invece, aumenteranno ulteriormente per chiudere tra 430 e 440 mila. Nelle grandi città ci sarà un ulteriore aumento delle compravendite, anche se i valori saranno ancora in discesa. Situazione simile potrà esserci anche nelle realtà più piccole come i capoluoghi di provincia e l’hinterland delle grandi città. La stabilità dei prezzi potrebbe raggiungersi nel 2016 e confermarsi anche per il 2017. Naturalmente l'analisi del mattone va inserita nel quadro generale economico. Gli ultimi dati parlano di deflazione ma anche di previsioni di lieve crescita del PIL per il 2015 e per il 2016 e dati positivi arrivano anche dal comparto industriale. Tutto questo potrebbe incidere sulla fiducia dei potenziali acquirenti, ridefinendo un mercato che ha voglia di ripartire al di là delle incertezze e i cui sforzi sarebbe ora di incentivare attraverso il credito, la proroga delle agevolazioni fiscali già esistenti e soprattutto una tassazione meno gravosa e più certa.
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mercoledì 27 maggio 2015

Risparmio energetico: 5 accorgimenti virtuosi

Risparmio energetico: 5 accorgimenti virtuosi
Risparmio energetico per abbassare il costo delle bollette, 5 consigli virtuosi comparando i consumi di single e famiglie a cominciare dalle tariffe su misura. Carissime le bollette di luce e gas, ma perché non fare di necessità virtù? Oggi è possibile un buon risparmio energetico, e quindi abbassare il costo delle bollette, mettendo in pratica 5 semplici consigli. Si tratta di 5 semplici mosse e si riesce a risparmiare centinaia di euro all’anno sulle bollette di luce e gas. Il problema del risparmio energetico ha, oggi, una soluzione razionale: scegliere con cura le tariffe più adatte. Facile.it, primo comparatore italiano di prodotti per l’energia, ha fatto opportuni calcoli in base all’utente: il single e la famiglia. Il single riesce a risparmiare fino a 181 euro all’anno sull’energia; una famiglia numerosa addirittura 349 euro. Vediamo in dettaglio.
Tariffe “su misura”
Tot capita, tot sentenziae. A ognuno la sua tariffa, perché ovviamente ogni utente ha le proprie esigenze e, per fortuna, oggi il mercato consente di scegliere la tariffa “su misura”. Pertanto, per il single che passa in casa poco tempo e in genere  nelle ore serali sarebbe preferibile la cosiddetta tariffa bioraria che prevede notevoli riduzioni di costo dopo le 19 con un risparmio annuo di 27 euro. Per le famiglie numerose, invece, un’opzione ottimale è la tariffa mono oraria, che garantirebbe un risparmio annuo di 53 euro.
Un piatto caldo
Per il single è più economico l’utilizzo del forno a microonde, invece del forno elettrico, per scongelare o riscaldare: risparmia 23 euro all’anno. Sarebbe invece di 22 euro annui il risparmio in bolletta delle famiglie numerose se utilizzassero le pentole a pressione invece di quelle tradizionali.
Casa calda casa
Utilizzare i termostati che consentono un riscaldamento in base ai diversi momenti della giornata: un single può risparmiare fino 48 euro all’anno, una famiglia numerosa addirittura 157 euro. Notevoli i risparmi sulla bolletta tanto per le famiglie numerose quanto per chi vive da solo, per riscaldare la casa. Inutile riscaldare nello stesso modo e per lo stesso numero di ore tutta la casa, meglio scegliere con cura dove e quando veicolare il tepore casalingo.
Evitare il freddo
Stesso discorso per il caldo e per il freddo: inutile raffrescare tutta la casa nello stesso modo e per lo stesso numero di ore. Un unico split per l’aria condizionata in tutta la casa, consumerebbe troppo e non raffrescherebbe a sufficienza. Meglio mettere più split e raffrescare selettivamente: le famiglie risparmierebbero fino a 51 euro all’anno. E per evitare docce fredde anche quando riceve la bolletta, il single dovrebbe scegliere uno scaldabagno a gas invece che uno elettrico e risparmierebbe 71 euro all’anno.
Capitolo elettrodomestici
Avere in casa elettrodomestici energeticamente efficienti è importante, ma usarli in maniera altrettanto efficiente è altrettanto importante. Ad esempio, un single che utilizza lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico riesce a far abbassare la bolletta di circa 12 euro. Una famiglia numerosa che fa funzionare tv e apparecchi tecnologici  per parecchie ore al giorno dovrebbe staccare la spina della TV e del lettore DVD quando non sono in funzione: otterrebbe un risparmio di circa 66 euro all’anno.
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mercoledì 20 maggio 2015

Bonus ristrutturazioni, aumentano gli interventi ammessi

Bonus ristrutturazioni, aumentano gli interventi ammessi
La circolare dell’Agenzia delle Entrate del 24 aprile 2015 n.17/E contiene alcune importanti novità in tema bonus ristrutturazioni. Si tratta di linee guida da tener presenti per la compilazione delle sezioni III A e III C del quadro RP di Unico PF 2015. Andiamo a vedere, nel dettaglio, di cosa si tratta.
Innanzitutto, aumentano gli interventi ammessi con il bonus del 50%. Se su un’abitazione sono stati effettuati interventi di recupero edilizio, con la detrazione del 50% su spese fino a 96mila euro (36% su 48mila fino al 25 giugno 2012), è possibile agevolare un’ulteriore spesa di 96mila euro (48mila dal 2016) per un intervento autonomo rispetto ai precedenti (cioè non di mera prosecuzione) e, per considerare le due opere autonome, non è necessario che tra i diversi interventi trascorra “un periodo di tempo minimo”. Questo principio vale anche per le spese detraibili al 65% sui lavori per il risparmio energetico. Inoltre, le rate residuali della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, iniziata da un contribuente, poi deceduto, non può essere trasferita agli eredi, in quanto non si applicano le norme che regolano il bonus sulle ristrutturazioni edilizie.
Bonus ristrutturazioni, nuovi lavori
Per le spese di ristrutturazione sostenute dopo il 1° ottobre 2006, l’agevolazione spetta sino al limite di spesa di 48mila euro (96mila per i pagamenti dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015) per ogni unità immobiliare comprensiva di pertinenze. Questo limite non si applica agli interventi autonomi, ossia non di mera prosecuzione. Ma quando un intervento è considerato autonomo? Un intervento è considerato autonomo in base agli “elementi riscontrabili in via di fatto”, oltre che all’espletamento degli adempimenti amministrativi eventualmente necessari (denuncia di inizio attività, collaudo dell’opera, dichiarazione di fine lavori). L’intervento deve essere anche autonomamente certificato dalla documentazione richiesta dalla normativa vigente. La norma non richiede che “debba trascorrere un periodo di tempo minimo tra i diversi interventi” per considerarli autonomi e conseguentemente per beneficiare per entrambi di un limite di 96mila euro ciascuno (circolare 17/E/2015). I due interventi autonomi potrebbero anche svolgersi contemporaneamente, non essendo necessario che per iniziare il secondo si debba prima finire il primo. La circolare 17/E/2015 ha anche confermato la sua precedente interpretazione, la quale prevede che “per gli interventi autonomi effettuati nel medesimo anno deve essere rispettato il limite annuale di spesa ammissibile”. Questo vuol dire che se per la stessa abitazione e nello stesso anno si proseguono interventi di manutenzione iniziati in anni precedenti e contemporaneamente si iniziano nuovi interventi, l’importo massimo annuale di spesa agevolata al 36% non può comunque superare la misura complessiva di 48mila euro (circolare dell’Agenzia delle Entrate 15/E/2003). Secondo quanto disposto dalle Entrate, questo limite, oltre ad essere riferito allo stesso intervento (anche pluriennale), effettuato nella stessa abitazione (comprensiva di pertinenze), è anche un limite massimo “annuale” per singola abitazione.
Bonus mobili non trasferibile
Cosa succede poi in caso di decesso del contribuente che sta beneficiando della rateizzazione decennale della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto – dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015 – di mobili e grandi elettrodomestici (con limite massimo di spesa di 10mila euro) per l’arredo dell’immobile oggetto di interventi di ristrutturazione (pagati dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015)? In tale situazione, il bonus, non utilizzato in tutto o in parte dallo stesso, non si trasferisce agli eredi per i rimanenti periodi di imposta. Questo perché, anche se l’agevolazione per i mobili presuppone la fruizione della detrazione per gli interventi di recupero, si tratta comunque di un incentivo autonomo, con proprie norme sul limite di spesa e sulla ripartizione in dieci rate della detrazione stessa. Queste regole non prevedono il trasferimento della detrazione Irpef e non è possibile appliccare la disposizione prevista per gli eredi per le ristrutturazioni edilizie dall’articolo 16-bis, comma 8 del Tuir (circolare 17/E/2015).
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