giovedì 3 ottobre 2019

Ristrutturare casa: meglio sconto sul prezzo o cessione della detrazione?

Ristrutturare casa: meglio sconto sul prezzo o cessione della detrazione?
Qual è la scelta migliore quando si vuole risparmiare sulle ristrutturazioni? Per quanto riguarda i lavori agevolabili fiscalmente, compresi quelli per l'efficientamento energetico, il decreto crescita prevede due possibilità: la cessione della detrazione oppure uno sconto sul prezzo da parte del fornitore. Cosa conviene di più?
Per quali lavori è possibile scegliere
Come riportato da un articolo de Il Sole 24 Ore, le tipologie di ristrutturazione che permettono questa scelta sono quattro: in primo luogo tutti gli interventi sul risparmio energetico passibili di ecobonus, su parti comuni di condomini o su singole unità abitative, detraibili dal 50% al 75%.
Rientrano in questa possibilità anche due tipi di misure antisismiche: quelle effettuate su parti comuni di edifici condominiali che permettano di ridurre di 1 o 2 classi di rischio, detraibili dal 75% all'85%; quelle combinate con la riqualificazione energetica, che prevedono una detrazione all'80% o all'85%.
L'ultima tipologia riguarda l'acquisto di unità immobiliari da imprese che le abbiano demolite e ricostruite, anche in questo caso con una detrazione di 1 o 2 classi di rischio sismico, detraibili dal 75% all'85%. 
Guardare al caso concreto
Più che fare un ragionamento teorico, è meglio tenere conto delle circostanze concrete: in particolare, i prezzi reali e quale ditta si occuperà dei lavori. La legge prevede, ad esempio, che lo sconto sia pari all'ammontare della detrazione: per questa ragione esso può apparire come l'opzione più conveniente. Ma se chi propone lo sconto aumenta il prezzo di partenza, il vantaggio sarà azzerato. È quindi utile confrontare le proposte dei vari operatori sul mercato.
L'altro passaggio è capire quale tipo di azienda seguirà la ristrutturazione: quelle medio grandi potrebbero subappaltare i lavori a imprese di minori dimensioni, per guadagnare nonostante lo sconto.
Cessione ai familiari 
Il più delle volte, le imprese non sono disposte ad acquistare credito d'imposta e agire come una specie di banca per il cliente. Si può, tuttavia, permettere ad altri soggetti di ricevere la cessione. Questo conviene soprattutto se il proprietario dell'immobile è un contribuente incapiente, perché il bonus può anche essere comprato da una banca, da un conoscente o un parente: in questo caso il credito rimane in famiglia e si evitano dispersioni.
Se si parla di beneficiario non incapiente, invece, la detrazione può essere ceduta solo al fornitore o a un altro soggetto privato legato in qualche modo al rapporto che ha generato il bonus, ad esempio un altro condominio o il cointestatario dell'immobile.
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venerdì 27 settembre 2019

Cinque consigli per scegliere il mutuo migliore

Cinque consigli per scegliere il mutuo migliore
In un momento in cui il mercato dei mutui è caratterizzato da tassi ai minimi, sia per i contratti a tasso fisso che a tasso variabile, le soluzioni sembrano tutte ugualmente convenienti. Quali consigli seguire allora per non perdersi nel mare magnum delle offerte? Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline, ci dà qualche suggerimento.
"Quando il prezzo di un bene o servizio si riduce molto, - spiega Anedda - cala anche l'attenzione sul come differenziare la scelta, dato che ogni scelta è buona. In realtà, per quanto sia vero che il costo dei mutui è oggi ai liiti assoluti, ciò non significa che le offerte siano tutte uguali; anche in questa situazione possono esserci differenze significative"
A cosa prestare attenzione allora per scegliere il mutuo giusto? Risponde Anedda:
1.Scegliere il mutuo guardando ai costi
"Per quanto il denaro costi poco, non è detto che ogni banca faccia le stesse offerte, propona gli stessi servizi e segua le stesse politiche di prezzo. A parità di tassodi interesse del mutuo, potrebbero essere proposti dei servizi (ad esempio per quanto riguarda le perizie) a costi anche molto differenti da banca a banca. Scegliere il miglior rapporto qualità prezzo relativamente ai servizi può essere un buon modo per orientarsi."
2. Scegliere il mutuo guardando ai tassi
"Non basta guardare solo il tasso di interesse del mutuo, ma occorre confrontare il Taeg, che rappresenta il costo finito del mutuo (compreso di tutti i servizi e le spese accessorie). Bisogna rendersi conto che, in un momento in cui i tassi sono alti, una differenza di pochi decimi di punto nel tasso finale non si percepisce molto. Ma in un momento come il presente, quando i tassi sono molto bassi, anche una lieve variazione percentuale può tradursi in aumenti di costo importante. d esempio, se il miglior tasso è lo 0,6% arrivare ad un 1% significa incrementare i costi di quasi il doppio."
3. Scegliere il mutuo giusto per le proprie esigenze
"Ognuno sa che uso vuole fare del mutuo richiesto, e conosce il proprio profilo, la propria rata sostenibile, l'importo che desidera chiedere. Tutto questo determina il tipo di mutuo che si può scegliere. Ad esempio si può decidere di anticipare gran parte della liquidità per chiedere solo una somma ridotta da rimborsare più in fretta. O al contrario si può richiedere una somma maggiore preferendo preservare la propria liquidità per investirla magari in maniera alternativa e generare una rendita alternativa che vada a compensare almeno in parte le spese del mutuo."
4. Scegliere la miglior offerta di mutuo
“Esistono molte tipologie di mutui, con varie formule che combinano i vari tassi. Questo può essere quindi un criterio per scegliere in un senso o nell’altro. E’ vero che ieri si tendeva ad offrire prodotti più complessi, mentre oggi, dal momento che la differenza di costo tra formule a tasso fisso e variabile si fa sempre più sottile, si va verso una maggiore semplificazione dell’offerta”.
5. Scegliere la banca per il mutuo
“Anche la semplice scelta della banca presso cui stipulare il mutuo può costituire una discriminante. Può trattarsi di una banca che per qualche ragione ispira fiducia, o che propone offerte particolari, oppure può essere la banca presso la quale si possiede già un conto corrente”.
"In una parola, - conclude Roberto Anedda -  per scegliere al meglio occorre confrontare. Non lo dico solo perché Mutuionline è un comparatore, ma perché è un fatto che comparando le varie offerte si può individuare la migliore per sé, con risparmi considerevoli. Se questo non fosse vero, i comparatori non avrebbero avuto così lunga vita."
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giovedì 26 settembre 2019

Morro d'Alba, Villetta di 165 mq. in posizione panoramica

MORRO D'ALBA 
In zona panoramica soluzione indipendente cielo–terra in radiosa villetta a schiera sviluppata in 165 mq composta da: Ampio e luminoso soggiorno/cucina, 3 camere, studio, 4 bagni, stireria, 2 balconi e scala interna di collegamento  con taverna di 78 mq comprendente un altro bagno.
Completano la proprietà: Garage di 40 mq. e giardino esclusivo di 280 mq. 
Finiture di pregio.
Predisposizione impianto di allarme ed aria condizionata.
Classe Energetica F. Indice di prestazione energetica: <132,5 KWh/mq. anno.
AMD 5505 – euro 300.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860


mercoledì 25 settembre 2019

Jesi, Appartamento di 95 mq. da rivedere internamente con garage

JESI (zona Gramsci)
In posizione riservata, Appartamento di 95 mq. posto al primo piano rialzato di un immobile in buone condizioni.
La soluzione abitativa, da rivedere internamente, è così composta: Sala, cucinino e tinello con balcone, due camere matrimoniali e bagno.
Completano la proprietà: Garage di 25 mq., piccolo orto e corte condominiale.
AJS 3183 euro 115.000 
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860


martedì 24 settembre 2019

Moie, Appartamento di 90 mq. con ingresso indipendente

MOIE
In complesso residenziale di recente costruzione, Appartamento di 90 mq. al piano terra con ingresso indipendente.
La soluzione è così composta: Luminoso soggiorno con angolo cottura, due camere e doppi servizi.
L'immobile è dotato di riscaldamento a pavimento, impianto di condizionamento e di allarme.
Completano la proprietà: Giardino di 220 mq. in parte piastrellato, garage di 33 mq. e cantina.
Classe Energetica: A.
Possibilità di acquistare l'appartamento completo di arredo.
AMA 3232 euro 178.000

Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.20686

Ecobonus: potranno beneficiarne i genitori che prestano denaro per i lavori

Ecobonus: potranno beneficiarne i genitori che prestano denaro per i lavori
Dopo l'approvazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, ora è ufficiale: l'Ecobonus potrà essere ceduto ai genitori che hanno prestato denaro al proprio figlio per effettuare interventi di risparmio energetico. Il chiarimento è contenuto nella risposta data dall'Agenzia, il 22 luglio scorso, a un contribuente che non paga Irpef e non può quindi usufruire della detrazione.
La cessione dell'Ecobonus
Come riportato da Repubblica.it, questa risoluzione rappresenta solo in parte una novità: è dal 2017, infatti, che ciascun contribuente può edere il bonus ad altri. Ai fornitori, ad esempio, come forma di pagamento dei lavori, ma anche alle banche: questa possibilità è riservata però ai soli contribuenti che rientrano nella  no tax area (redditi da lavoro fino a 8 mila euro annui, da pensione fino a 7.500 euro e da lavoro autonomo fino a 4.800 euro). Possono beneficiarne anche altri "soggetti privati", ma devono essere in qualche modo "collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione", come spiega la circolare 11/2008
Le novità più recenti
Tra i soggetti privati ora trovano spazio anche i genitori, a patto che abbiano effettivamente contribuito alle spese. Sarà sufficiente che i soldi siano versati sul conto utilizzato per effettuare i pagamenti ai fornitori: grazie a questo passaggio di denaro, i familiari possono essere considerati come "soggetti collegati" ai lavori, titolari a tutti gli effetti delle riduzioni sulle imposte che ne derivano. Per ottenere il passaggio, è necessario inviare all'Agenzia delle entrate il modello con cui si comunica la cessione del bonus e i dati dei soggetti che lo ricevono. L'invio deve avvenire entro il 28 febbraio dell'anno successivo a quando vengono pagati gli interventi. L'importo potrà essere speso solo per pagare altre imposte, presentando in banca il modello F24 o utilizzando i servizi online dell'Agenzia delle Entrate.
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lunedì 29 luglio 2019

Immobili in costruzione: le tutele legali

Immobili in costruzione: le tutele legali
Acquistare casa è sempre un’operazione delicata, da eseguire con le necessarie cautele. Lo è ancor di più quando si acquista un immobile in costruzione o ancora da costruire.
In tal caso, infatti, l’operazione è soggetta a una serie di rischi e di conseguenze imprevedibili che potrebbero sopraggiungere e ricadere sull’acquirente e sugli acconti versati per l’acquisto, ad esempio un futuro fallimento del costruttore o un suo inadempimento contrattuale.

La legge sugli immobili da costruire
Per tali ragioni, l’ordinamento appronta una serie tutele a vantaggio degli acquirenti di immobili da costruire di cui si occupa il d.lgs. n. 122/2005, la cui disciplina è stata oggetto di rilevanti modifiche ad opera del d.lgs. n. 14/2019, c.d. “Codice della crisi d’impresa”.
Il provvedimento ha integrato e attuato molte delle garanzie già previste nel decreto del 2005. Le maggiori tutele avranno effetto su tutti i contratti (preliminari o definitivi) relativi a fabbricati abitativi per i quali il titolo abilitativo edilizio sia stato richiesto o presentato successivamente al 16 marzo 2019.
La legge sull’acquisto di immobili da costruire trova applicazione quando il venditore è un costruttore, ovvero un imprenditore o una cooperativa edilizia, e l’acquirente è una persona fisica, anche socio di cooperativa edilizia.
Oggetto del contratto di trasferimento della proprietà dovrà essere un “immobile da costruire”, ovvero un immobile per il quale sia stato richiesto il permesso di costruire e che siano ancora da edificare o la cui costruzione non risulti essere stata ultimata versando in stadio tale da non consentire ancora il rilascio del certificato di agibilità.

Il contratto preliminare
Novità rilevanti hanno riguardato la disciplina dell’eventuale contratto preliminare che dovrà essere stipulato necessariamente per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e contenere una serie di elementi richiesti dalla legge.
La previsione è volta a garantire che l’operazione sia supervisionata da un notaio che effettuerà tutte le necessarie verifiche, trascriverà il preliminare nei registri immobiliari e controllerà il rispetto degli obblighi a cui il costruttore è tenuto verso il promissario acquirente.
Sul venditore-costruttore, in particolare, gravano due obblighi a pena di nullità del contratto (che può essere fatta valere solo dall’acquirente): quello di consegnare all’acquirente una garanzia fideiussoria e quello di consegnare una polizza assicurativa indennitaria  di durata decennale.

Il contenuto del preliminare
Nel preliminare, il notaio dovrà indicare gli estremi della fideiussione e l’attestazione di conformità della stessa a un modello ministeriale standard. In assenza di fideiussione Il notaio non stipulerà l’atto.
Ancora, il preliminare dovrà contenere:
– la descrizione dell’immobile da costruire, con i suoi confini, e delle pertinenze;
– gli estremi di eventuali atti d’obbligo e convenzioni urbanistiche stipulati per l’ottenimento dei titoli abilitativi alla costruzione e l’elencazione dei vincoli previsti;
– le caratteristiche tecniche della costruzione;
– i termini massimi di esecuzione della costruzione;
– l’indicazione del prezzo complessivo da corrispondersi in danaro o il valore di ogni altro eventuale corrispettivo, i termini e le modalità per il suo pagamento, la specificazione dell’importo di eventuali somme a titolo di caparra;
– eventuali ipoteche o trascrizioni pregiudizievoli di qualsiasi tipo sull’immobile;
–  gli estremi del permesso di costruire o della sua richiesta se non ancora rilasciato, nonché di ogni altro titolo, denuncia o provvedimento abilitativo alla costruzione;
–  l’eventuale indicazione dell’esistenza di imprese appaltatrici, con la specificazione dei relativi dati identificativi.

La fideiussione
All’atto della stipula del contratto volto al trasferimento non immediato della proprietà o di altro diritto reale di godimento su un immobile da costruire o di un atto avente le medesime finalità, il costruttore è obbligato a rilasciare all’acquirente una fideiussione ottenuta tramite una banca o un’impresa esercente le assicurazioni.
La fideiussione garantisce all’acquirente, qualora il costruttore incorra in una situazione di crisi o in  caso di inadempimento all’obbligo assicurativo, la restituzione delle somme e del valore di ogni altro eventuale corrispettivo effettivamente riscossi e dei relativi interessi legali maturati fino al momento in cui la predetta situazione si è verificata.
La fideiussione è efficace fino a quando l’assicurazione o la banca che l’hanno rilasciata ricevono copia autentica dell’atto di trasferimento della proprietà dell’immobile contenente l’attestazione circa il rilascio della polizza assicurativa decennale postuma.

La polizza assicurativa decennale
Ancora, il costruttore è tenuto, al momento della stipula del contratto di compravendita, a consegnare all’acquirente una polizza assicurativa indennitaria decennale, a copertura dei danni materiali subiti dall’immobile per effetto di rovina totale o parziale o di gravi difetti costruttivi dell’opera e con effetto dalla data di ultimazione dei lavori.
In caso di inadempimento a tale obbligo o mancata consegna della polizza, il notaio non procede a ricevere l’atto e l’acquirente che abbia comunicato al costruttore la propria volontà di recedere dal contratto avrà diritto di escutere la fideiussione.
Il contratto di compravendita dovrà contenere l’indicazione degli estremi identificativi della polizza decennale e della sua conformità al modello predisposto da un decreto ministeriale.
Si evidenzia come, nelle more dell’azione dei decreti che determineranno i modelli standard, le disposizioni relative alla fideiussione e alla polizza assicurativa si applicheranno comunque e il contenuto di entrambe sarà determinato dalle parti nel rispetto di quanto previsto nel testo di legge.

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martedì 23 luglio 2019

Jesi, Appartamento di 50 mq. con ingresso semi-indipendente

JESI (zona San Francesco)
In ottima posizione a due passi dal centro, Appartamento di 50 mq. al piano terra e con ingresso semi-indipendente.
Composto da: Soggiorno, cucinino, camera matrimoniale e bagno.
Completa la proprietà: Corte esclusiva di 50 mq. 
Ristrutturato. Ideale uso investimento.
Classe Energetica: F. Indice di prestazione energetica: <132,5 KWh/mq. anno.
AJE 2155 euro 68.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860


giovedì 11 luglio 2019

Jesi, bellissimo e luminoso appartamento di 100 mq.

JESI (Centro storico)
A due passi da Corso Matteotti, all'ultimo piano di uno stabile ristrutturato, bellissimo e luminoso appartamento di 100 mq. composto da: Soggiorno doppio con camino, cucinotto, due camere, bagno, ripostiglio e balcone. Parquet, riscaldamento a pavimento, aria condizionata.
Ottime le finiture, splendida la posizione.
Classe Energetica: G. Indice di prestazione energetica: >132,5 KWh/mq. anno.
AJE 4140 euro 200.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

mercoledì 10 luglio 2019

Plafond casa: mutui agevolati per giovani coppie e famiglie numerose

Plafond casa: mutui agevolati per giovani coppie e famiglie numerose
Giovani coppie, famiglie numerose, persone con difficoltà economiche: chiunque appartenga a una di queste categorie può accedere a mutui e prestiti a tasso agevolato per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Questo tipo di agevolazioni, disponibili anche per le famiglie con un disabile a carico, sono rese possibili dall’istituzione del Plafond Casa, fondo nato dalla convezione tra Associazione bancaria italiana e Cassa depositi e prestiti.
Il mutuo erogato con Plafond Casa prevede fino a 250 mila euro per comprare un immobile ad uso residenziale e 100 mila euro per lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Queste due opzioni possono anche essere ottenute in contemporanea, all’interno di un mutuo dalla durata variabile in base alle tipologie di intervento previste: si passa infatti da 10 anni per semplici operazioni di rinnovo a una durata massima di 30 anni se si prevede l’acquisto della casa.
Come si accede alle agevolazioni
Per usufruire di un mutuo o un prestito garantito da Plafond Casa è sufficiente recarsi allo sportello di una delle banche convenzionate, come Intesa Sanpaolo, Ubi Banca o Unicredit. La domanda dovrà essere presentata tramite la compilazione di un modulo fornito dallo stesso istituto di credito e sarà necessario avere con sé anche la certificazione dello stato di famiglia.
L’iter da seguire non risulta poi molto differente rispetto a quello per l’erogazione di mutui e prestiti ordinari. In questo caso, però, Cassa depositi e prestiti ha messo a disposizione una cifra pari a 3 miliardi di euro: il credito viene erogato fino a esaurimento delle risorse disponibili, per un massimo di 150 mila euro per ogni istituto di credito aderente.
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Osimo, Appartamento di 85 mq. di recente costruzione

OSIMO
A 5 minuti dal centro della città e in zona ben servita, Appartamento di 85 mq. posto al secondo e ultimo piano di un complesso residenziale di recente costruzione.
La soluzione abitativa è composta da: Soggiorno, cucina abitabile, due camere, due bagni e tre balconi.
Tramite una comoda scala interna, si accede alla soffitta di 70 mq. con travi a vista  terrazzo.
Completano la proprietà: Garage di 24 mq., due posti auto e cantina.
L'immobile è dotato di aria condizionata e si ha inoltre la possibilità di acquistarlo completo di arredo.
AOI 3217 euro 199.000



Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860


lunedì 8 luglio 2019

Jesi, Appartamento di 115 mq. con garage

JESI (zona Parco del Ventaglio)
In contesto residenziale e ben servito, proponiamo appartamento panoramico di 115 mq, in buone condizioni.
Posto al quarto piano di una palazzina dotata di ascensore, la soluzione è composta da: sala, cucina abitabile entrambe con balcone, tre camere con pavimentazione in parquet e due bagni.
Completa la proprietà un comodo garage.
AJE 4282 - euro 180.000
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giovedì 13 giugno 2019

Jesi, Attico di 150 mq. in ottime condizioni

JESI (zona Viale Verdi)
In posizione residenziale e ben servita, proponiamo Attico di 150 mq. in ottime condizioni.
La soluzione si trova al terzo piano di una piccola palazzina ed è composta da: Soggiorno, cucina, tre camere, due bagni, ripostiglio, balcone e due terrazze.
Completa la proprietà un garage doppio.
AJE 4265 - euro 235.000
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Jesi, in zona ben servita, Appartamento di 100 mq. da rivedere internamente

JESI (zona via Marconi)
In zona ben servita, al secondo ed ultimo piano di una trifamiliare, panoramico Appartamento di 100 mq. da rivedere internamente.
La soluzione abitativa è così suddivisa: Soggiorno con balcone, cucina abitabile, tre camere, due bagni e ripostiglio.
AJE 4238 - euro 65.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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Jesi, Appartamento di 100 mq. con ampia mansarda abitabile

JESI (zona SMIA)
In posizione tranquilla, Appartamento di 100 mq. sito al secondo ed ultimo piano di un piccolo condominio.
L’immobile, in ottime condizioni, è composto da: Soggiorno con stufa a pellet, cucina abitabile, due camere matrimoniali, una camera singola, due bagni e due balconi a livello.
Collegata internamente tramite una comoda scala in legno, ampia mansarda finita come l’appartamento composta da soggiorno con angolo cottura, una camera, un bagno e due ripostigli.
In tutta l’abitazione è presente un bellissimo parquet.
Completa la proprietà, garage di 20 mq.
AJE 4200- euro 215.000 
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mercoledì 12 giugno 2019

Casa passiva: cos'è, quanto costa e quanto si risparmia

Casa passiva: cos'è, quanto costa e quanto si risparmia
Per molti è “la casa del futuro”, ma la prima Passivhaus venne costruita nel 1991. Permette di abbattere i costi di bolletta del 90% aumentando il comfort. Vediamo come funziona.
Anche in Italia, oramai, la casa passiva inizia a essere una scelta abitativa sempre più frequente. Ovviamente, si tratta ancora di una nicchia che, sostanzialmente, può essere assimilata al segmento delle case prefabbricate. Anche per le Passivhaus, infatti, dopo gli scavi le componenti della casa vengono direttamente portate e montate in loco.

Cos’è una casa passiva
Una casa passiva è un edificio che copre la maggior parte del suo fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento interno ricorrendo a dispositivi passivi. Per farlo utilizza una minima fonte energetica di riscaldamento interna all'edificio ovvero senza alcun impianto di riscaldamento tradizionale come caldaia e termosifoni o sistemi analoghi.
È detta "passiva" perché la somma degli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all'edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda.

La prima Passivehaus venne realizzata nel 1991, progettata dal fisico tedesco Wolfgang Feist e Bo Adamson, ricercatore presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Lund in Svezia. L’approccio rivoluzionario dei due accademici risiedeva, sostanzialmente, nell’unione di diverse componenti:
- coibentazione adeguata;
- nessuna dispersione d’aria (niente fori piccoli o grandi in casa);
- niente ponti termici (il ponte termico non è altro che una zona locale dell'involucro termico, in cui si manifesta una discontinuità tale che il flusso di calore tra l'interno e l'esterno sia differente, quasi sempre maggiore rispetto al resto delle strutture, causando di conseguenza dei punti freddi);
- adeguate finestre (con triplo vetro);
- esposizione correttamente orientata (al sole inverno e ombreggiata d’estate);
- ventilazione meccanica controllata aria pulita senza lasciar uscire il calore.

Feist e Adamson dimostrarono che anche senza caldaia, caminetto e impianti di climatizzazione è comunque possibile riscaldare una casa. Una casa passiva ha bisogno del 90% in meno di energia rispetto a una casa tradizionale.
Per poter essere classificati come Passivhaus, gli edifici devono rispettare alcuni parametri quali:
- indice energetico di riscaldamento < 15 kWh/m² anno;
- indice energetico di raffrescamento < 15 kWh/m² anno;
- indice energetico primario (riscaldamento, raffrescamento, deumidificazione, acqua calda sanitaria, corrente elettrica) < 120 kWh/m² anno;
- classe comfort ISO 7730 A.

Come funziona una casa passiva
Una casa passiva ha bisogno del 90% in meno di energia rispetto a una casa tradizionale. Si riscalda ottimizzando ogni fonte: calore corporeo, elettrodomestici, lampadine e persino tv.
Ovviamente, questi elementi da soli non bastano. Per rendere efficiente una casa passiva bisogna puntare sugli elementi sopracitati, al fine di non disperdere il calore e conservarlo nella maniera corretta. Il punto da cui partire, quindi, è l’isolamento termico.

Lo spessore del materiale isolante, infatti, è superiore rispetto allo standard delle case tradizionale (circa 30 centimetri contro 8/10), e viene collocato strato più esterno della parete e non internamente come avviene di solito. L’isolante è disposto su tutte le pareti esterne dell’edificio nella loro interezza, senza tralasciare la corretta coibentazione del tetto.
E parlando di spessore, va sottolineata anche l’importanza delle finestre, il vetro deve essere triplo. Inoltre, devono essere grandi, in modo da aumentare la luminosità e di conseguenza il calore prodotto dai raggi solari.

Una casa passiva argina il problema della necessità della circolazione dell’aria con un sistema di ventilazione controllata che, attraverso un motore ad alta efficienza energetica e un dispositivo per lo scambio di calore, permette all’aria in entrata di assorbire fino all’80-90% del calore dell’aria in uscita, prima di circolare all’interno.
La ventilazione controllata serve anche a uniformare la temperatura delle diverse stanze dell’edificio. Recupera il calore dalle stanze dove se ne produce di più (come il bagno, la cucina, e gli ambienti più affollati) per cederlo alle stanze più fredde come le camere da letto e il soggiorno. Allo stesso tempo, permette di ricambiare l’aria viziata.
Ma ogni progetto dipende dalle caratteristiche del territorio dove sorge, alcune sfruttano ad esempio la geotermia, il calore naturale del terreno, attraverso tubature interrate nel giardino o nel cortile che si diramano nell’edificio.
A fare la differenza, spesso, è anche lo studio dell’esposizione solare abbinato all’uso di moderne tecnologie fotovoltaiche. L’ombreggiatura, invece, può essere fatta sia con elementi architettonici, sia grazie alla piantumazione di specie vegetali adeguate, magari alberi che perdono il fogliame in inverno, lasciando passare i raggi del sole quando sono più necessari, salvo poi ricrescere e creare ombra in estate.

Quanto costa e quanto si risparmia
Per quanto riguarda il prezzo chiavi in mano di una casa passiva, non esiste una risposta certa e univoca. Molto, infatti, dipende dalle caratteristiche del territorio e dai materiali necessari per garantire gli standard Passivhaus. Con buona approssimazione, il costo medio si aggira sui 2.000 al mq, circa il 10/20% più cara rispetto a una casa tradizionale.
Le voci che fanno lievitare il prezzo, al netto della progettazione, sono le seguenti:
- Impianto fotovoltaico e pannelli solari che può costare 10.000 – 15.000 euro;
- Caldaia a pellet o biomassa da 5.000 – 8.000 euro;
- Cappotto termico del tetto e delle pareti che può costare in media 50 -70 euro al mq;
- Utilizzo di Infissi e finestre a doppio o triplo vetro da 400 – 600 euro al mq.
È persino superfluo, invece, parlare del risparmio energetico. Come detto sinora, infatti, una casa passiva consente di avere una bolletta pari a zero, o giù di lì. 

lunedì 10 giugno 2019

Jesi, Appartamento di 80 mq. con terrazzo di 30 mq.

JESI (zona San Francesco)
In posizione riservata ma vicino a tutti i servizi, Appartamento di 80 mq. posto al terzo piano.
L’immobile è così composto: Soggiorno con terrazzo di 30 mq., cucina abitabile, due camere, due bagni e due balconi.
Completa la proprietà un garage di 12 mq.
Classe Energetica: E.
AJS 3224 - euro 160.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860

Jesi, Appartamento di 80 mq. al secondo piano

JESI (zona San Francesco)
A due passi dal centro e da tutti i servizi, Appartamento di 80 mq.
L’immobile è posto al secondo piano ed è così suddiviso: Soggiorno, cucina abitabile con balcone, due camere e bagno.
La soluzione è dotata di impianto di condizionamento.
Completano la proprietà: Giardino di 12 mq., garage di 20 mq. e cantina.
AJS 3119 - euro 119.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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lunedì 3 giugno 2019

A pochi passi dal mare, Appartamento di 70 mq. con balcone vista mare

MARZOCCA
A pochi passi dal mare, Appartamento di 70 mq.
L'immobile è posto al secondo ed ultimo piano con ascensore ed è composto da: Soggiorno-cucina con balcone vista mare e forno a legna con barbecue, camera matrimoniale, cameretta e bagno.
La soluzione abitativa è dotata di aria condizionata.
Completano la proprietà: garage e cantina.
ASE 3115 - euro 160.000
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giovedì 30 maggio 2019

Imu: cos'è, come si calcola e come si paga

Imu: cos'è, come si calcola e come si paga
Si avvicina la scadenza per il pagamento dell'Imu, che dovrà essere versata entro il 17 giugno 2019. In attesa dell'appuntamento con il fisco, vediamo tutte le informazioni utili sull'imposta municipale unica (Imu).
Prima di tutto bisognerà rispondere a una domanda: cos'è l'Imu? Introdotta dal decreto legge n 201/2011, la Manovra Monti, l'imposta municipale unica è stata considerata sperimentale fino al 2014, per poi entrare a pieno regime a partire dal 2015.
Quando si paga l'Imu
La prima rata va versata il 17 giugno 2019, mentre la seconda rata dovrà essere versata entro il 16 dicembre 2019. L'acconto è pari al 50% dell'imposta calcolato sulla base delle aliquote previste dai Comuni, mentre la seconda rata si calcola con conguaglio sulla prima rata.
Imu e tasi: le due imposte sulla casa
L'imposta municipale unica (Imu) deve essere corriposta insieme alla Tasi, il servizio che serve per la copertura dei servizi indivisibili erogati dal Comune.
Chi paga l'Imu?
A pagare l'Imu sono i proprietari di tutti gli immobili diversi dall'abitazione principale - a meno che non sia di lusso - o titolari di altro diritto reale quale usufrutto, comodato d'uso, abitazione e superficie.
Imu prima casa, si paga?
L'Imu sulla prima casa non si paga, a meno che l'abitazione posseduta non rientri nelle categorie catastali A/1 (case signorili); A/2 (ville); A/8 (castelli). In questo caso si paga un'imposta pari al 4 per mille e si beneficia di una detrazione prima casa, il cui importo è fissato tramite delibera comunale del Comune in cui è ubicato l'immobile oggetto di tassazione.
L'Imu prima casa non si paga se l'abitazione rientra nelle seguenti categorie catastali: A/2 (abitazione di tipo civile); A/3 (abitazioni di tipo economico); A/4 (abitazioni di tipo popolare); A/5 (abitazioni di tipo ultrapopolare); A/6 abitazioni di tipo rurale; A/7 (abitazioni in villini).
Un caso particolare è la categoria catastale A/7, che pur essendo di un certo valore non pagano Imu e Tasi qualora siano adibiti ad abitazione principale.
Imu sulla seconda casa
L'Imu è dovuta sulla seconda casa. A dovere pagare l'Imu per il 2018 sono quindi i seguenti soggetti:
- possessori di immobili, terreni e aree fabbricati a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o diritto di superficie;
- assegnatari della casa coniugale in seguito a separazione, divorzio o annullamento del matrimonio, ad eccezione della prima casa;
- concessionari di aree demaniali;
- locatori in caso di leasing immobiliare.
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Jesi, in zona molto tranquilla, elegante appartamento di 115 mq. completamente ristrutturato

JESI (zona Gramsci)
In zona molto tranquilla, elegante appartamento di 115 mq. completamente ristrutturato nel 2016.
L'immobile è situato al piano rialzato di una piccola palazzina in buone condizioni ed è così composto: Ingresso su ampio e luminoso soggiorno con moderna cucina ad isola, tre camere, doppi servizi e balcone.
Pavimentazione in parquet in tutta l'abitazione e predisposizione per impianto di condizionamento.
Giardino condominiale di 200 mq.
Classe Energetica: F.
AJE 4215 - euro 180.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860


mercoledì 29 maggio 2019

A 10 km da Jesi, Casa colonica di 122 mq. con corte esclusiva di 1200 mq.

A 10 km da Jesi
Casa colonica disposta su due livelli con soggiorno, cucina con camino, tre camere e due bagni.
Ristrutturata esternamente.
Corte di 1200 mq. piantumata di olivi.
Classe Energetica: G. Indice di prestazione energetica: >132,5 KWh/mq. anno.
Casa Bellina - euro 105.000
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mercoledì 22 maggio 2019

A 15 minuti da Senigallia, Casa indipendente di 90 mq. con corte esclusiva

A 15 minuti da Senigallia
In posizione panoramica Casa indipendente di 90 mq. abbinata ad un lato su due livelli in buone condizioni.
Composta al piano terra da: Salone con camino, cucina abitabile e bagno.
Al primo piano si trovano le due camere matrimoniali.
La proprietà comprende anche una corte esclusiva completamente recintata di 200 mq. con gazebo esterno di 10 mq.
Casa Marta - euro 110.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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martedì 21 maggio 2019

Mutuo e obbligo conto corrente: come fare?

Mutuo e obbligo conto corrente: come fare?
Spesso quando si stipula un mutuo la banca chiede l'apertura di un conto corrente allegato. Ma esiste l'obbligo?
Stando alla legge, nessuna banca può obbligare un cliente che richiede un mutuo ad aprire un conto corrente collegato. La cosa però facilita gli addebiti della rata, quindi spesso la richiesta, più o meno perentoria, arriva.
A vietare l'obbligo di apertura di conto corrente legato al mutuo, anche se prima casa, è stato il Dl 201/2011. Allo stesso modo vietava l'obbligo di apertura di una polizza assicurativa collegata. Tale comportamento va inserito tra le pratiche scorrette individuate dal Codice del Consumo (art. 21), dando al cliente facoltà di rifiutare tali richieste.
Sta di fatto che ci possono essere dei vantaggi ad aprire un conto presso la banc erogatrice del mutuo:
- L'addebito delle rate è automatico, il che riduce le eventuali spese di operazione ed evita l'onere di doversi ricordare i versamenti, pena ritardi e more;
- La banca potrebbe decidere di applicare sconti sullo spread del finanziamento, in considerazione dell'apertura di un nuovo conto.
Infine, rifiutare di aprire un conto non sarà mai additato come fattore determinante, dato che la legge lo vieta, ma alla banca è sempre concessa discrezionalità di decisione sull'erogazione o meno del finanziamento.
Il cliente può comunque decidere, una volta valutati i pro e i contro, di addebitare la rata del mutuo sul proprio conto corrente presso un'altra banca, come anche di chiudere il conto corrente aperto presso la banca erogatrice del mutuo anche durante il periodo di ammortamento. La banca, a questo, non può opporsi.
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A pochi km da Jesi, Villetta singola di 210 mq. con corte esclusiva di 500 mq.

A pochi km da Jesi
In un paese nelle vicinanze di Jesi in posizione comoda e riservata, Villetta singola di 210 mq. disposta su due piani e composta al piano terra da: Soggiorno-cucina, due camere, bagno e garage; al piano primo da: Sala, cucina, tre camere, bagno e due balconi.
Corte esclusiva di 500 mq.
Possibilità di realizzare due appartamenti indipendenti.
Villa Alba - euro 130.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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mercoledì 15 maggio 2019

Si può affittare la prima casa senza perdere le agevolazioni?

Si può affittare la prima casa senza perdere le agevolazioni?
Quando si decide di affittare la prima casa cosa succede? La legge italiana prevede una serie di agevolazioni per l'acquisto della prima casa, ossia per l'acquisto di un'abitazione da parte di una persona che, prima di allora, non sia proprietario di altri immobili.
Tali agevolazioni sono di natura fiscale e riguardano principalmente le imposte da pagare al momento della compravendita.
La normativa riguardante l'agevolazione per acquisto della prima casa è particolarmente articolata. Vanno sicuramente tenuti in considerazioni i testi di legge che la disciplinano, ma fondamentale importanza a tali fini è da attribuirsi anche alle circolari emanate nel corso del tempo dell'agenzia delle entrate.
Partiamo dal concetto di prima casa: essa non è necessariamente l'abitazione utilizzata per dimorarvi, quanto piuttosto il primo immobile ad uso abitativo che viene acquistato da una determinata persona umana.
Come ricorda l'Agenzia delle Entrate nella propria guida sull'acquisto della casa, le categorie ammesse alle agevolazioni prima casa sono:
- A/2 (abitazioni di tipo civile)
- A/3 (abitazioni di tipo economico)
- A/4 (abitazioni di tipo popolare)
- A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare)
- A/6 (abitazioni di tipo rurale)
- A/7 (abitazioni in villini)
- A/11 (abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi).
Come precisato dal d.p.r. n. 131 del 1986, “l'immobile deve essere situato nel comune in cui l'acquirente abbia o stabilisca entro diciotto mesi dall'acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l'acquirente svolge la propria attività ovvero, se trasferito all'estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l'attività il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l'acquirente sia cittadino italiano emigrato all'estero, che l'immobile sia acquistato come prima casa sul territorio italiano”.
Essere acquirente della “prima casa” non vuol dire dover necessariamente stabilire la residenza in quell'abitazione. La legge è chiara sul punto: la residenza dev'essere fissata nel comune in cui è situato l'immobile, non nell'immobile medesimo.
In questo contesto, è sempre l'agenzia delle entrate a specificarlo, “la locazione dell'immobile acquistato con l'agevolazione non comporta la decadenza della stessa, in quanto, non si ha la perdita del possesso dell'immobile”
Leggermente diverso il caso di locazione della prima casa che sia anche abitazione principale: in quest'ultima ipotesi l'immobile acquistato non è solamente il primo ad essere acquistato, ma l'acquirente vi fissa (o dichiara che lo farà) la propria residenza ai fini della fruizione di ulteriori benefici fiscali (es. detrazione interessi passivi mutui, esenzione IMU).
Secondo l'indicazione che si può desumere da una circolare del Ministero delle finanze, sebbene sia possibile la locazione parziale (es. una o più stanze), tale contratto potrebbe far venire meno, parzialmente, l'esenzione IMU.
Si legge nella circolare: “particolare risulta l'ipotesi dell'abitazione principale “parzialmente locata” trattandosi al tempo stesso di un immobile non locato per la parte adibita ad abitazione principale e di un immobile locato per la rimanente parte.
In tal caso si ritiene, sulla falsariga delle scelte interpretative operate ai fini IRPEF fino al 31 dicembre 2011, che debba applicarsi la sola IMU nel caso in cui l'importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell'opzione per la cedolare secca)” (circolare n. 3/DF Ministero dell'Economia e delle Finanze).
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martedì 14 maggio 2019

Jesi, elegante Appartamento di 85 mq. completamente ristrutturato

JESI
In piccolo e riservato contesto residenziale, elegante appartamento di 85 mq. completamente ristrutturato.
Situato al secondo ed ultimo piano rialzato di una piccola palazzina servita di ascensore, l’immobile è composto da: Ingresso su ampio e luminoso soggiorno con caminetto, cucina abitabile con terrazza, due camere e due bagni.
Presente nell’abitazione pavimentazione in parquet.
Completano la proprietà garage, posto auto esclusivo coperto, soffitta e corte condominiale.
AJE 3282 - euro 180.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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lunedì 13 maggio 2019

Imu prima casa 2019, si paga o no?

Imu prima casa 2019, si paga o no?
Si avvicina la scadenza (17 giugno) per il pagamento della seconda rata Imu per il 2019. Ma molti proprietari di immobili si chiedono ancora se si paga l'Imu sulla prima casa.
Imu prima casa, chi paga
Per quanto riguarda la prima casa, è prevista l'esenzione. Il pagamento dell'Imu avviene solo se l'abitazione è considerata di lusso: e quindi se rientra nelle categorie catastali A/1, A/8 E A/9, ovvero casa signorili, ville e castelli. Se l'immobile di proprietà rientra in una di queste categorie, allora l'Imu si paga con un'aliquota del 4 per mille. Ma in qusto caso si ha anche diritto a una detrazione sulla prima casa, il cui importo viene stabilito dal Comune di appartanenza con una specifica delibera.
L'esenzione è prevista anche quando l'immobile adibito ad abitazione principale rientra in una di queste categorie catastali:
- A/2 abitazioni di tipo civile;
- A/3 abitazioni di tipo economico;
- A/4 abitazioni di tipo ultrapopolare;
- A/5 abitazioni di tipo utrapopolare;
- A/6 abitazioni di tipo rurale;
- A/7 abitazioni in villini.
Proprio quest'ultima categoria catastale è stata soggetto di controversia perché pur essendo fabbricati di un certo valore sono esenti dal pagamento dell'Imu se adibiti ad abitazione principale.
Imu: cosa si intende per prima casa
Va specificato che, più che di prima casa, sarebbe più corretto parlare di abitazione principale per l'immobile iscritto nelle categorie catastali dalla A/1 alla A/9 nei casi in cui il proprietario e la sua famiglia vivano abitualmente nella stessa casa presso la quale hanno anche la residenza anagrafica.
Se invece i componenti del nucleo familiare hanno la dimora e la residenza in immobili diversi, ma nello stesso Comune, solo un immobile con relativa pertinenza non sarà soggetto al pagamento dell'Imu.
Imu pertinenza prima casa
Le pertinenze della prima casa godono dell'esenzione dal pagamento nella misura massima di un'unica unità. Per una casa con box e cantina, ad esempio, solo l'abitazione principale più una delle due pertinenze non paga l'Imu.
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venerdì 10 maggio 2019

Offagna, Appartamento di 85 mq. di NUOVA costruzione posto al primo piano con balcone e terrazzo

OFFAGNA
Soluzione di testa posta al primo piano di un complesso residenziale di NUOVA costruzione.
L'appartamento di 85 mq. è composta da: Soggiorno-cucina con balcone, camera matrimoniale con terrazzo, cameretta e due bagni.
Completano la proprietà: Garage di 23 mq. e posto auto esterno.
Predisposizione per impianto di aria condizionata.
AOF 3204 - euro 95.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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giovedì 9 maggio 2019

Offagna, di NUOVA costruzione, Appartamento di 80 mq. al primo piano con balcone e terrazzo

OFFAGNA
Di NUOVA costruzione, Appartamento di 80 mq. sito al primo piano e composto da:
Soggiorno-cucina con balcone, camera matrimoniale con terrazzo, cameretta e due bagni.
Completano la proprietà: Garage di 23 mq. e posto auto esterno.
Predisposizione per impianto di aria condizionata.
AOF 3203 - euro 90.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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mercoledì 8 maggio 2019

Offagna, Appartamento di 85 mq. di NUOVA costruzione al piano terra con giardino esclusivo

OFFAGNA
Soluzione di testa posta al piano terra di un complesso residenziale di NUOVA costruzione.
L’appartamento di 85 mq. è composto da: Soggiorno-cucina, camera matrimoniale, cameretta e due bagni.
Completano la proprietà: Giardino esclusivo di 120 mq., garage di 23 mq. e posto auto esterno.
Predisposizione per impianto di aria condizionata.
AOF 3200 - euro 100.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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giovedì 2 maggio 2019

Tecnologia in casa: un alleato per alleggerire la bolletta

Tecnologia in casa: un alleato per alleggerire la bolletta
Sempre più apprezzati e diffusi nelle nostre case, i dispositivi intelligenti sono in grado di semplificare la vita quotidiana fra le mura domestiche. Ma non è tutto: possono anche aiutarci ad alleggerire le bollette che, in particolare sotto la voce "energia elettrica", negli scorsi mesi hanno subito forti rincari. In che modo la domotica può venire in soccorso del nostro portafogli?
Gestire la temperatura
L'acquisto di un termostato intelligente può essere una soluzione molto utile, in quanto la spesa per il riscaldamento incide pesantemente sul budget familiare. Semplice da installare e dal costo non eccessivo, questo tipo di dispositivo permette di gestire il livello della temperatura in base alla presenza effettiva in casa. Consente, inoltre, di attivare il riscaldamento a seconda della nostra posizione e di inviare statistiche sul consumo di energia che aiutano a capire come ridurre ulteriormente gli sprechi. Controllo da remoto, geolocalizzazione e monitoraggio dei consumi sono funzioni che possiamo anche "aggiungere" al nostro condizionatore senza bisogno di acquistare un nuovo modello Wi-Fi: esistono infatti dispositivi che consentono di "domotizzare" gli impianti meno moderni. Una soluzione può essere anche dotarsi di sensori che rilevano la temperatura degli ambienti e comunicano con gli altri dispositivi, fra cui il termostato.
Addio vecchie prese
Le prese intelligenti, o smart plug, hanno la funzione di rendere "intelligente" il dispositivo a esse collegato donandogli la propria connessione a Internet. Sono gestibili tramite iOS o Android, possono essere attivate solo in determinati orari e permettono anche di visualizzare il livello dei consumi.
Lampadine connesse
L'illuminazione smart è il primo passo per risparmiare sulla bolletta: basta scegliere lampadine in grado di connettersi al Wi-Fi in modo da poterle gestire da remoto attraverso lo smartphone, programmandole perché funzionino solo quando siamo in casa o collegandole ai sensori di movimento. Si trata di lampadine di tipo LED, che consumano meno e possono essere regolate per quanto riguarda l'intensità della luce.
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Jesi, in splendita posizione panoramica, Villa singola di 120 mq. in buone condizioni

JESI  (zona Residenziale)
In stupenda posizione panoramica e riservata, Villa singola di 120 mq. in buone condizioni.
L'immobile è così composto: Al piano terra da soggiorno, cucina abitabile, camera e bagno;
Al primo piano, a cui si accede con una comoda scala interna, da due camere, bagno e terrazzo;
Al piano superiore da un'ampia mansarda.
Completa la proprietà: Garage e corte esclusiva completamente recintata.
Villa Cometa - euro 180.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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venerdì 26 aprile 2019

Efficienza energetica: come far passare la tua casa da classe G a classe A

Efficienza energetica: come far passare la tua casa da classe G a classe A
Le bollette, si sa, sono la spina nel fianco di ogni famiglia. Se stai cercando di capire come agire su di esse senza diminuire contemporaneamente la tua qualità di vita, devi sapere che la chiave è nell'efficienza energetica. Il dispendio di energia ha sempre come conseguenza una maggior spesa (senza contare il contributo non trascurabile alla contaminazione del pianeta), ecco perché è molto importante aumentare l'efficienza energetica della nostra casa. Ma come fare? Sostituire le finestre, pensare ad un buon isolamento o ancora cambiare gli elettrodomestici sono alcune delle misure più utili, tenendo bene a mente che prorpio con la combinazione di tutti questi interventi potremmo massimizzare i risultati ed ottenere una casa a massima efficienza energetica.
Un buon isolamento prima di tutto
L'isolamento termico è alla base dell'efficienza. Se la tua casa diventa fredda d'inverno e colma di calore in estate, significa che non è isolata termicamente; questo comporta inevitabilmente un consumo smodato di riscaldamento ed aria condizionata. Un buon cappotto esterno è l'ideale, ma non dimenticare porte e finestre. Cambiare i serramenti, optare per doppi vetri o controllare semplicemente la carpenteria degli infissi esistenti può portarti fino ad un risparmio del 50%. I prezzi per la realizzazione di un cappotto termico esterno sono compresi tra 25 € e 50 €/mq., a cui vanno aggiunti circa 10 €/mq per il ponteggio, mentre per serramenti in alluminio a taglio termico dovrai mettere in conto un costo comproso fra 250 € e 500 € al mq.
Utilizza al meglio le protezioni solari
L'altro lato della medaglia è tutto nelle corrette protezioni solari. In inverno lascia entrare il sole dentro casa, aprendo le tende e alzando le tapparelle di buon mattino, mentre in estate punta su un migliore sistema di schermatura solare. Questo contribuirà ad un maggiore risparmio energetico, evitando il sovraccarico termico delle superfici vetrate. Le tapparelle a lamelle regolabili possono fare la differenza, permettendoti di passare dall'oscuramento totale alla progressiva regolazione di luce ed aria, un piccolo gesto che riduce la bolletta per l'aria condizionata tra il 10% e il 15%. I prezzi?  Gli avvolgibili orientabili hanno prezzi che partono da 200 €/mq. (da 300 € per le tapparelle orientabili elettriche)
Scegli i giusti elettrodomestici
Quando acquisti un nuovo elettrodomestico fai attenzione alla classe energetica, dando ad essa la dovuta importanza. Al di là del prezzo, delle promozioni o dei modelli, le classi A e oltre (A +, A ++ e A +++) dovrebbero essere sempre una priorità in fase di scelta. 
I pannelli solari termici, un valido aiuto alla nostra caldaia
Le energie rinnovabili sono sempre un aiuto prezioso. Non solo in termini di produzione di energia elettrica (grazie ai classici pannelli fotovoltaici), ma anche a supporto della nostra caldaia. Può essere importante in questo termini valutare l’installazione di pannelli solari termici, una soluzione economica che ci aiuta a ridurre il consumo energetico per produrre acqua calda sanitaria. Quale budget mettere in conto? Per un impianto a circolazione naturale con pannelli vetrati ed accumulo, il prezzo sarà di circa 400 €-800 €/mq; per un impianto a circolazione forzata il prezzo dei pannelli solari termici si aggira invece intorno agli 800 €-1.500 €/mq.
La casa si fa smart
Rendere la casa intelligente è un ottimo modo per massimizzare l’efficienza energetica. Occuparsi delle varie esigenze di calore, luce ed energia attraverso un sistema tecnologico che connette i vari impianti e permette di gestirli da remoto è un’opzione che consente risparmi in bolletta significativi. Arrivando ad un risparmio sul consumo di energia elettrica e gas maggiore del 25% del consumo annuo totale.
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Jesi, in buona posizione, Bilocale di 40 mq. ideale uso investimento

JESI (zona Monte Tabor)
In buona posizione, al primo piano di un piccolo condominio, appartamento bilocale da 40 mq. in buone condizioni e con due ingressi. Composto da soggiorno-cucina, camera matrimoniale e bagno. Tetto completamente rifatto. Cucina inclusa nel prezzo.
Soluzione immobiliare ideale ad uso investimento.
AJE 2113 - euro 25.000
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mercoledì 24 aprile 2019

Come effettuare nel 2019 la detrazione della provvigione pagata all'agenzia immobiliare

Come effettuare nel 2019 la detrazione della provvigione pagata all'agenzia immobiliare
Lunedì 15 aprile è iniziata ufficialmente la campagna per la dichiarazione dei redditi 2019 relativa all'anno di imposta 2018. Anche quest'anno tra le spese che è possibile detrarre dal modello 730 ci sono le provvigioni pagate all'agenzia immobiliare.
I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l'acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro. Si può usufruire della detrazione se l'acquisto dell'immobile è effettivamente concluso. In caso di stipula del contratto preliminare, per poter usufruire della detrazione è necessario aver regolarmente registrato il compromesso.
La detrazione spetta a condizione che l'immobile acquistato sia adibito ad abitazione principale. In particolare:
- per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.
- l'unità immobiliare deve essere adibita ad abitazione principale entro i termini previsti dalla lett. b) dell'art. 15 del TUIR, concernente la detrazione spettante per gli interessi passivi pagati per i mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione principale e, quindi, ordinariamente entro un anno dall'acquisto, salvi i diversi termini per le eccezioni ivi previste.
 Considerato l'esplicito riferimento della legge all'acquisto dell'abitazione principale, la detrazione spetta esclusivamente all'acquirente dell'immobile; il venditore, pertanto, non può beneficiare della detrazione in esame anche se ha corrisposto la relativa provvigione all'intermediario immobiliare. La detrazione non spetta se le spese sono sostenute nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico.
Se l'unità immobiliare è acquistata da più persone, la detrazione, nel limite di 1000 euro, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà. Il beneficiario, pertanto, può essere attribuito al proprietario dell'immobile, in percentuale, qualora la fattura risulti intestata almeno a uno dei proprietari.
Nell'ipotesi di:
- Fattura intestata a un solo proprietario, ma immobile in comproprietà, al fine di consentire la detrazione pro-quota anche al comproprietario che non è indicato nella fattura, sarà necessario integrare il documento annotandovi i dati di quest'ultimo.
- Immobile intestato a un solo proprietario, ma fattura cointestata al proprietario e a un'altra persona, al fine di consentire la detrazione dell'intero importo all'unico proprietario sarà necessario integrare la fattura, annotando che l'onere per l'intermediazione è stato sostenuto interamente da quest'ultimo.
- Fattura intestata esclusivamente a una persona che non sia proprietaria dell'immobile, le spese per l'intermediazione non potranno essere detratte neanche dal proprietario.
Requisiti agenti immobiliari
Per poter usufruire della detrazioni gli immobiliari devono essere iscritti come agenti immobiliari in base alla legge n. 39 del 1989 che ne disciplina anche le modalità e funzioni.
Documenti da conservare
Documentazione da controllare e conservare. Con la Circolare 13.05.2011 n.20, risposta 5.8 è stato precisato che:
- la detrazione non spetta se la fattura rilasciata dall'intermediario immobiliare è intestata ad un soggetto non proprietario;
- nel caso in cui la fattura è intestata ad un solo proprietario ma l'immobile è in comproprietà, è necessario integrarla con i dati anagrafaci del comproprietario mancante;
- se la fattura è intestata al proprietario dell'immobile e ad un altro soggetto non proprietario, è necessario che in fattura venga specificato (o integrato) che l'onere è stato sostenuto solo dal proprietario.
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martedì 23 aprile 2019

Dichiarazione dei redditi 2019, le detrazioni delle spese di ristrutturazione

Dichiarazione dei redditi 2019, le detrazioni delle spese di ristrutturazione
Anche quest'anno sarà possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi 2019 le spese per gli interventi di ristrutturazione eseguite sul proprio immobile durante l'anno di imposta 2018. Vediamo quali sono tutte le informazioni utili.
Ristrutturazione 2019, a chi spetta la detrazione?
Possono fruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato. La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi, a condizione che ne sostangano le relative spese.
Tali soggetti sono:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento quali usufrutto, uso, abitazione o superficie;
- soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o beni merce;
- soggetti indicati nell'art. 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali;
- detentori (locatari, comodatari) dell'immobile;
- familiari conviventi;
- coniuge separato assegnatario dell'immobile intestato all'altro coniuge;
- conviventi more uxorio;
- futuro acquirente.
Quali lavori danno diritto alla detrazione 2019 per le ristrutturazioni?
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici la detrazione spetta per le spese di:
- manutenzione ordinaria;
- manutenzione straordinaria;
- restauro e di risanamento conservativo;
- ristrutturazione edilizia.
Per gli interventi effettuati sulle singole unità immobiliari e/o sulle relative pertinenze, la detrazione spetta per le medesime spese, ad eccezione di quelle relative alal manutenzione ordinaria. L'agevolazione è riferita ad interventi eseguiti su singole unità immobiliari residenziali, di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, accatastate o in via di accatastamento.
Documenti da presentare per la detrazione di ristrutturazione edilizia
Per usufruire della detrazione il contribuente deve avere eseguito gli adempimenti previsti ed essere in possesso della relativa documentazione. Per fruire della detrazione è necessario che le spese siano pagate esclusivamente mediante bonifico dal quale risulti:
- la causale del versamento dalla quale risulti che il pagamento è effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione. Nel caso in cui, per mero errore materiale, siano stati riportati i riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica, la detrazione può comunque essere riconosciuta senza necessità di ulteriori adempimenti;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione (che può essere anche diverso dall'ordinante il bonifico);
- il numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Il bonifico postale è assimilato a quello bancario ed è quindi da considerarsi valido così come è ugualmente valido il bonifico effettuato "on line". La detrazione è ammessa anche se l'onere è sostenuto mediante un bonifico tratto su un conto acceso presso un istituto di pagamento, operatore diverso dalle banche, autorizzato a prestare servizi di pagamento, tra i quali l'esecuzione di bonifici.
E' inoltre importante:
- effettuare la comunicazione all'Azienda sanitaria locale competente nel territorio in cui si svolgono i lavori;
- indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, nel caso di lavori effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto di comodato o di locazione;
- per gli interventi realizzati sulle parti comuni il contribuente deve conservare la documentazione rilasciata dall'amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.
Limite spesa detrazione lavori di ristrutturazione
L'art. 11 del DL n. 83 del 2012 ha previsto l'aumento della detrazione percentuale dal 36 al 50 per cento, nonché l'innalzamento del limite di spesa agevolabile da euro 48.000 a euro 96.000 a partire dal 26 giugno 2012. Questi maggiori benefici sono stati più volte prorogati fino, da ultimo, al 31 dicembre 2017 e, per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici, fino al 31 dicembre 2021.
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