Comunicazione Enea entro febbraio 2019, cosa sapere
Entro il 19 febbraio 2019 è necessario effettuare la comunicazione Enea dei lavori di ristrutturazione conclusi tra il 1° gennaio e il 21 novembre 2018.
La comunicazione Enea dei lavori di ristrutturazione entro il 19 febbraio 2019 è obbligatoria per gli interventi che comportano un risparmio energetico, sia per le ristrutturazioni che per l'acquisto di elettrodomestici. E' bene dunque sottolineare che l'obbligo non riguarda tutti i lavori effettuati, ma solo le tipologie comprese tra quelle che comportano un risparmio energetico, ma che non fanno parte delle spese ammesse in detrazione con l'ecobonus.
La data del 19 febbraio 2019 corrisponde ai 90 giorni messi a disposizione dopo il lancio del portale online necessario per adempiere al nuovo obbligo. Per poter trasmettere i dati è necessario accedere al sito ristrutturazioni2018.enea.it. Una volta entrati nel sito web bisogna effettuare la registrazione, quindi insereire i dati del beneficiario e dell'immobile, compilare la scheda descrittiva degli interventi, procedere con il riepilogo e la trasimissione.
Per quanto riguarda le strutture edilizie, gli interventi riguardano:
- la riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall'esterno, dai vani freddi e dal terreno;
- la riduzione delle trasmittenze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall'esterno e dai vani freddi;
- la riduzione della trasmittenza termica dei pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall'esterno, dai vani freddi e dal terreno.
Per quanto riguarda gli infissi, gli interventi riguardano:
- la riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall'esterno e dai vani freddi.
Per quanto riguarda gli impianti tecnologici, gli interventi riguardano:
- l'installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti;
- la sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell'impianto;
- i microcongeneratori (Pe<50kWe);
- lo scaldacqua a pompa di calore; i generatori di calore biomassa;
- l'installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;
- l'installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;
- l'installazione di impianti fotovoltaici.
In merito agli elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017), si parla di: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici.
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giovedì 7 febbraio 2019
Comunicazione Enea entro febbraio 2019, cosa sapere
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lunedì 4 febbraio 2019
Come ristrutturare un immobile con i bonus fiscali del 2019
Come ristrutturare un immobile con i bonus fiscali del 2019
Confermati per il 2019 i bonus fiscali per i lavori di ristrutturazione degli immobili. La nuova Legge di Bilancio ha esteso all’anno in corso la possibilità di usufruire delle agevolazioni, che riguarderanno gli interventi di riqualificazione energetica ma non solo: saranno coperti anche l’acquisto di mobili e la rimessa in uso di spazi verdi trascurati. I benefici fiscali saranno inoltre attivi per ciò che riguarda gli immobili storici e il recupero del patrimonio edilizio a livello più generale.
Bonus casa 2019: i punti salienti
Per tutto il 2019 sarà dunque disponibile un sostegno economico per chi deciderà di intervenire con opere di ristrutturazione sulla propria abitazione. Può essere l’occasione giusta per portare a termine tutti quei progetti, a lungo rimandati, finalizzati a migliorare il comfort abitativo e le performance della propria casa. Entrando maggiormente nel dettaglio, all’interno del pacchetto del Bonus Casa 2019 sono riconfermati l’ecobonus, ossia le detrazioni fiscali per gli interventi per l’efficienza energetica, il bonus verde e le opere di recupero del patrimonio edilizio. Anche l’acquisto di mobili ed elettrodomestici per edifici ristrutturati può dare diritto a facilitazioni, con una detrazione fiscale dell’Irpef del 50% che prevede un limite massimo di spesa di 10.000 euro per ogni immobile. Per richiedere le agevolazioni, che a seconda della tipologia d’intervento prevedono detrazioni fiscali pari al 50% o al 65%, c’è tempo fino alla fine di quest’anno.
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Confermati per il 2019 i bonus fiscali per i lavori di ristrutturazione degli immobili. La nuova Legge di Bilancio ha esteso all’anno in corso la possibilità di usufruire delle agevolazioni, che riguarderanno gli interventi di riqualificazione energetica ma non solo: saranno coperti anche l’acquisto di mobili e la rimessa in uso di spazi verdi trascurati. I benefici fiscali saranno inoltre attivi per ciò che riguarda gli immobili storici e il recupero del patrimonio edilizio a livello più generale.
Bonus casa 2019: i punti salienti
Per tutto il 2019 sarà dunque disponibile un sostegno economico per chi deciderà di intervenire con opere di ristrutturazione sulla propria abitazione. Può essere l’occasione giusta per portare a termine tutti quei progetti, a lungo rimandati, finalizzati a migliorare il comfort abitativo e le performance della propria casa. Entrando maggiormente nel dettaglio, all’interno del pacchetto del Bonus Casa 2019 sono riconfermati l’ecobonus, ossia le detrazioni fiscali per gli interventi per l’efficienza energetica, il bonus verde e le opere di recupero del patrimonio edilizio. Anche l’acquisto di mobili ed elettrodomestici per edifici ristrutturati può dare diritto a facilitazioni, con una detrazione fiscale dell’Irpef del 50% che prevede un limite massimo di spesa di 10.000 euro per ogni immobile. Per richiedere le agevolazioni, che a seconda della tipologia d’intervento prevedono detrazioni fiscali pari al 50% o al 65%, c’è tempo fino alla fine di quest’anno.
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martedì 8 gennaio 2019
Bonus ristrutturazioni 2019, come funzionerà
Bonus ristrutturazioni 2019, come funzionerà
La legge di Bilancio 2019 ha prorogato anche per quest'anno il bonus ristrutturazioni, ovvero la detrazione fiscale del 50% per gli interventi edilizi effettuati sul proprio immobile o sulle parti comuni dei condomini.
Proroga del bonus ristrutturazione per il 2019
Puntuale è arrivata la proroga al 31 dicembre 2019 del bonus risutrutturazioni, che prevede una detrazione del 50% per le spese sostenute per la ristrutturazioni delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali.
Le novità del bonus ristrutturazione 2019
La principale novità del bonus ristrutturazione 2019 riguarda l'obbligo - introdotto a partire dallo scorso novembre - in caso di interventi che comportano un risparmio energetico e/o l'utilizzo di fonti rinnovabili di trasmettere i dati dell'intervento all'Enea entro il termine di 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo.
Requisiti per accedere al bonus
Possono accedere al bonus ristrutturazioni tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) residenti o meno nel territorio dello Stato. Non si tratta solo dei proprietari, ma anche di gode di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le spese, ovvero: proprietari o nudi proprietari; titolari di un diritto reale di godimento, locatari o comodatari, soci di cooperative divise e indivise, imprenditori individuali; soggetti che producono redditi in forma associata alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Hanno inoltre diritto alla detrazione se sostengono le spese e sono intestatari di bonifici e fatture: il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento; il coniuge separato assegnatario dell'immobile intestato all'altro coniuge, il componente dell'unione civile; il convivente more uxorio non proprietario dell'immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1º gennaio 2016.
Tetto di spesa per il bonus ristrutturazione 2019
Chi ristruttura il proprio immobile può usufruire di una detrazione Irpef del 50% con un tetto massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare.
Questo limite è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente. Gli interventi edilizi effettuati sulla pertinenza non hanno, infatti, un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.
Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.
La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell'anno in cui si è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
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La legge di Bilancio 2019 ha prorogato anche per quest'anno il bonus ristrutturazioni, ovvero la detrazione fiscale del 50% per gli interventi edilizi effettuati sul proprio immobile o sulle parti comuni dei condomini.
Proroga del bonus ristrutturazione per il 2019
Puntuale è arrivata la proroga al 31 dicembre 2019 del bonus risutrutturazioni, che prevede una detrazione del 50% per le spese sostenute per la ristrutturazioni delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali.
Le novità del bonus ristrutturazione 2019
La principale novità del bonus ristrutturazione 2019 riguarda l'obbligo - introdotto a partire dallo scorso novembre - in caso di interventi che comportano un risparmio energetico e/o l'utilizzo di fonti rinnovabili di trasmettere i dati dell'intervento all'Enea entro il termine di 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo.
Requisiti per accedere al bonus
Possono accedere al bonus ristrutturazioni tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) residenti o meno nel territorio dello Stato. Non si tratta solo dei proprietari, ma anche di gode di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le spese, ovvero: proprietari o nudi proprietari; titolari di un diritto reale di godimento, locatari o comodatari, soci di cooperative divise e indivise, imprenditori individuali; soggetti che producono redditi in forma associata alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Hanno inoltre diritto alla detrazione se sostengono le spese e sono intestatari di bonifici e fatture: il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento; il coniuge separato assegnatario dell'immobile intestato all'altro coniuge, il componente dell'unione civile; il convivente more uxorio non proprietario dell'immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1º gennaio 2016.
Tetto di spesa per il bonus ristrutturazione 2019
Chi ristruttura il proprio immobile può usufruire di una detrazione Irpef del 50% con un tetto massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare.
Questo limite è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente. Gli interventi edilizi effettuati sulla pertinenza non hanno, infatti, un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.
Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.
La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell'anno in cui si è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
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giovedì 28 giugno 2018
Pareti divisorie: così la casa cambia volto in un attimo
Pareti divisorie: così la casa cambia volto in un attimo
Per ristrutturare la propria casa non è per forza necessario acquisire nuovi spazi. A volte basta infatti riorganizzare al meglio gli spazi esistenti, magari attraverso un restyling che potrebbe includere anche la creazione ex novo di pareti divisorie.
Le pareti divisorie possono tornare utili nella ristrutturazione di appartamenti non molto ampi. In particolare molti progettisti optano per lastre in cartongesso o pannelli prefabbricati, perché molto sottili e poco ingombranti. E, per chi avesse bisogno di dividere gli spazi del suo immobile solo all’occorrenza, ci sono le pareti mobili, che si possono spostare o riorganizzare a seconda delle esigenze.
Pareti divisorie, così la casa cambia volto in un attimo
Un modo veloce e poco invasivo (che permette, oltretutto, di ridurre tempi e costi) per adottare le pareti divisorie è rappresentata dalle soluzioni a secco, ovvero che non implicano l’utilizzo dell’acqua (o di materiali di connessione che devono consolidarsi dopo la posa) durante la fase di assemblaggio. In questo caso sarà quindi necessario predisporre il collegamento e l’integrazione tra i vari elementi costruttivi: nel caso, ad esempio, che si voglia realizzare una parete in cartongesso sarà necessaria una struttura portante in metallo in cui inserire i pannelli. Per quanto riguarda i prodotti, il mercato offre lastre capaci di assorbire gli elementi inquinanti oppure di garantire un alto valore di carico con la possibilità quindi di appendere mensole sulla parete divisorie. Sono molto diffuse anche le pareti in vetro, dove grandi porte scorrevoli si alternano a pannelli fissi così da creare continuità visiva tra gli ambienti della casa. In questo modo il vostro appartamento open space potrà “cambiare volto” in pochi attimi, a seconda delle vostre esigenze.
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Per ristrutturare la propria casa non è per forza necessario acquisire nuovi spazi. A volte basta infatti riorganizzare al meglio gli spazi esistenti, magari attraverso un restyling che potrebbe includere anche la creazione ex novo di pareti divisorie.
Le pareti divisorie possono tornare utili nella ristrutturazione di appartamenti non molto ampi. In particolare molti progettisti optano per lastre in cartongesso o pannelli prefabbricati, perché molto sottili e poco ingombranti. E, per chi avesse bisogno di dividere gli spazi del suo immobile solo all’occorrenza, ci sono le pareti mobili, che si possono spostare o riorganizzare a seconda delle esigenze.
Pareti divisorie, così la casa cambia volto in un attimo
Un modo veloce e poco invasivo (che permette, oltretutto, di ridurre tempi e costi) per adottare le pareti divisorie è rappresentata dalle soluzioni a secco, ovvero che non implicano l’utilizzo dell’acqua (o di materiali di connessione che devono consolidarsi dopo la posa) durante la fase di assemblaggio. In questo caso sarà quindi necessario predisporre il collegamento e l’integrazione tra i vari elementi costruttivi: nel caso, ad esempio, che si voglia realizzare una parete in cartongesso sarà necessaria una struttura portante in metallo in cui inserire i pannelli. Per quanto riguarda i prodotti, il mercato offre lastre capaci di assorbire gli elementi inquinanti oppure di garantire un alto valore di carico con la possibilità quindi di appendere mensole sulla parete divisorie. Sono molto diffuse anche le pareti in vetro, dove grandi porte scorrevoli si alternano a pannelli fissi così da creare continuità visiva tra gli ambienti della casa. In questo modo il vostro appartamento open space potrà “cambiare volto” in pochi attimi, a seconda delle vostre esigenze.
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martedì 26 settembre 2017
Meglio comprare una casa nuova o da ristrutturare?
Meglio comprare una casa nuova o da ristrutturare?
Se siete alla ricerca della casa dei vostri sogni sappiate che comprare un'abitazione nuova o ristrutturare una casa vecchia non è solo una questione di budget. Sono da considerare, oltre ai costi, la qualità dell’abitare, le garanzie, l’estetica finale e l’attitudine personale. Ecco un breve vademecum con 3 motivi per comprare nuovo, 3 motivi per acquistare da ristrutturare e le garanzie previste dal Codice Civile per chi compra.1 - Nuovo per minimizzare i tempi Se per attitudine siete poco pazienti o andate in ansia di fronte alle incognite, comprare un’abitazione nuova direttamente dal costruttore è sicuramente la scelta più facile perché potrete visionare l’abitazione rendendovi conto della qualità dei materiali, dell’illuminazione degli ambienti, della grandezza dei vani e non avrete che da divertirvi a scegliere gli arredi.
2 - Nuovo “sulla carta” per personalizzare risparmiando Se l’edificio è ancora in fase di costruzione avrete la possibilità di comprare ad un prezzo leggermente inferiore rispetto al finito, mettendo in conto però il tempo necessario all’esecuzione dei lavori mancanti, e potrete anche effettuare modifiche ai materiali o alla disposizione delle pareti interne però senza alterare le strutture portanti e l’ubicazione degli scarichi condominiali per bagni e cucine
3 - Nuovo per un’abitazione moderna ed efficiente Le nuove abitazioni sono più efficienti energeticamente e già dal 2021 saranno nZEB (a consumo quasi zero), sono sempre più tecnologiche e caratterizzate da materiali innovativi. Le soluzioni architettoniche delle costruzioni più moderne si spingono poi verso forme e proporzioni in grado di coniugare bellezza estetica e tecnologie intelligenti.
1 - Ristrutturare per creare ambienti dal fascino unico Le vecchie case, costruite con tecniche e gusti di un’altra epoca, suscitano interesse perché ricoperte da una patina del tempo che non si può riprodurre in una nuova abitazione. Ristrutturare è una scelta ideale per i creativi che desiderano un’abitazione che rifletta il proprio gusto e che sia unica e inconfondibile.
2 - Ristrutturare per godere di volumi e spazi più ampi Le abitazioni costruite sino agli anni’60 del secolo scorso sono caratterizzate, rispetto a quelle più recenti, da stanze e finestre più ampie, soffitti più alti e dotate di spazi aggiuntivi come ingressi ripostigli e studi mentre le nuove costruzioni sono solitamente calibrate dalle dimensioni minime di legge. Per chi sta riscoprendo il piacere di vivere la casa, i grandi spazi di un’abitazione vecchia da ristrutturare sono l’ideale.
3 - Ristrutturare per beneficiare delle agevolazioni fiscali Le agevolazioni fiscali attive hanno lo scopo di invogliare le persone a recuperare l’esistente diminuendo il consumo di risorse non rinnovabili come il suolo, l’ambiente e l’energia. In quest’ottica il riuso e l’efficientamento delle vecchie abitazioni è la chiave della sostenibilità edilizia italiana per cui chi ristruttura nel 2017 può scegliere tra bonus ristrutturazioni al 50%, ecobonus al 65%, sismabonus dal 50% al 80%, I.V.A. agevolata, bonus arredi e conto termico 2.0.
Ed infine… le garanzie del Codice Civile per chi compra (nuovo e da ristrutturare).
Sia che acquistiate nuovo dal costruttore che da ristrutturare tenente presente che il Codice Civile prevede delle garanzie specifiche a tutela della bontà della cosa compravenduta. In particolare gli articoli 1667 e 1669 del Codice Civile tutelano per dieci anni chi acquista nuovo dal costruttore da vizi occulti, ossia gli danno la possibilità di richiedere alla ditta il pagamento dei danni causati da errori nella costruzione che non erano visibili al momento dell’acquisto.
L’articolo 1490 del Codice Civile tutela invece chi compra per la durata di un anno (sia nuovo che da ristrutturare) da vizi che diminuiscano il valore della cosa ossia da condizioni non note all’acquirente al momento del rogito che incidono sulla qualità della casa a tal punto da diminuirne in maniera quantificabile il valore. Attenzione: per non perdere le garanzie previste dal Codice Civile è necessario contestare il vizio tempestivamente dalla scoperta.
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sabato 16 settembre 2017
Ristrutturazioni, detrazione del 50% solo con "fine lavori"
Detrazione 50% per l’acquisto di immobili ristrutturati da imprese solo con la presentazione al Comune della comunicazione di fine lavori. È quanto chiarito dal viceministro all’Economia, Luigi Casero, in risposta al question time in commissione Finanze alla Camera (interrogazione 5-12157 dei deputati Pd Marco Di Maio e Michele Pelillo), dove viene ribadita l’esigenza imprescindibile per accedere all’agevolazione (articolo 16-bis, comma 3, del Tuir ),di procedere con la comunicazione di fine lavori da rendere al Comune, da parte dell’ impresa ristrutturatrice del fabbricato.
La detrazione in questione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia alle lettere c) e d) del comma 1 dell’articolo 3 del decreto del Dpr 380/2001, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile. L’agevolazione, in ogni caso, non spetta, se sono stati eseguiti interventi di semplice manutenzione, ordinaria o straordinaria. Inoltre si ricorda che l’immobile acquistato o assegnato deve far parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio. L’agevolazione trova applicazione, pertanto, a condizione che gli interventi edilizi riguardino l’intero fabbricato (e non solo una parte, anche se rilevante).
L’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione del 50%, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita (compreso dell’Iva) o di assegnazione dell’abitazione e spetta entro il limite massimo di 96mila euro. Inoltre si ricorda che l’agevolazione in questione non è legata alla cessione o assegnazione delle altre unità immobiliari, facenti parte dell’intero fabbricato, così che ciascun singolo acquirente può beneficiare della detrazione con il proprio acquisto o assegnazione, indipendentemente dal destino delle altre abitazioni.
Il question time di ieri al solo fine di agevolare i contribuenti rammenta che se il rogito è stato stipulato prima della fine dei lavori riguardanti l’intero fabbricato, la detrazione spetta comunque, ma in tal caso la stessa può essere fruita solo a partire dall’anno d’imposta in cui i lavori sull’intero fabbricato siano stati ultimati.
In buona sostanza la risposta evidenzia il presupposto costitutivo dell’agevolazione in questione che è quello, per l’appunto, legato alla fine dei lavori. Senza di essa non può partire la detrazione in dichiarazione dei redditi dell’acquirente e di conseguenza non si può concretizzare il beneficio fiscale.
Il Mef al riguardo non ravvisa, infatti, anomalie interpretative o applicative sulla norma istitutiva dell’agevolazione, poiché una diversa interpretazione della legge che valorizzi l’agevolazione anche in presenza di lavori non ultimati non sarebbe conforme al dettato normativo attualmente in vigore.
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giovedì 6 luglio 2017
Ristrutturare un immobile ne accresce il valore fino al 19%
Ristrutturare un immobile ne accresce il valore fino al 19%
Proprio di recente Immobiliare.it ha svolto un’analisi sui Millennials scoprendo come si tratti di un target molto interessante per il mercato immobiliare, ma poco sfruttato a causa dell’età degli immobili italiani e del loro essere trascurati. Ristrutturare, però, non è solo la soluzione per attirare maggiormente questo pubblico, ma consente anche di aumentare il valore dell’immobile: lo sostiene uno studio realizzato in questi giorni da Immobiliare.it e ProntoPro.it.
Il sito specializzato nella ricerca di professionisti, anche legati al mondo dei lavori in casa, ha calcolato i costi di due pacchetti di interventi di ristrutturazione, uno volto a migliorare le condizioni di una casa, l’altro ad aumentarne il confort. Immobiliare.it ha invece calcolato quanto questi lavori impattino sul prezzo di vendita o di affitto, prendendo come riferimento un bilocale da 52 metri quadrati in uno dei grandi centri urbani italiani.
Ne è emerso che ristrutturando il bagno, tinteggiando le pareti, riqualificando l’impianto elettrico e installando infissi nuovi, a fronte di una spesa di 5.700 euro l’immobile acquista il 12% in più di valore al momento della vendita e il 14% in più qualora si decidesse di concederlo in locazione. Se il prezzo richiesto aumenta, diminuiscono i tempi di permanenza sul mercato in entrambi i casi.
Se ai precedenti lavori, che migliorano la condizione della casa, si aggiunge anche l’installazione delle zanzariere, un impianto antifurto e un sistema di climatizzazione, per un totale speso di 2.000 euro, il prezzo richiesto per il bilocale in vendita salirebbe del 7% e il canone d’affitto potrebbe essere maggiorato ancora dell’8%.
Ne è emerso che ristrutturando il bagno, tinteggiando le pareti, riqualificando l’impianto elettrico e installando infissi nuovi, a fronte di una spesa di 5.700 euro l’immobile acquista il 12% in più di valore al momento della vendita e il 14% in più qualora si decidesse di concederlo in locazione. Se il prezzo richiesto aumenta, diminuiscono i tempi di permanenza sul mercato in entrambi i casi.
Se ai precedenti lavori, che migliorano la condizione della casa, si aggiunge anche l’installazione delle zanzariere, un impianto antifurto e un sistema di climatizzazione, per un totale speso di 2.000 euro, il prezzo richiesto per il bilocale in vendita salirebbe del 7% e il canone d’affitto potrebbe essere maggiorato ancora dell’8%.
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mercoledì 24 giugno 2015
Mutui, un Fondo di garanzia per le giovani coppie
Mutui, un Fondo di garanzia per le giovani coppie
Buone notizie per gli sposi che intendono comprare un appartamento. Sono in arrivo 82 milioni di euro dal Fondo di garanzia per la prima casa grazie ai quali lo Stato si farà garante, nei confronti delle banche, per la concessione di prestiti ipotecari alle giovani coppie, ai nuclei familiari con figli minori e ai ragazzi under 35, con contratti di lavoro precario. Nei primi mesi del 2015, da febbraio a maggio, secondo i dati diffusi dall'Abi, i mutui garantiti dal fondo sono stati pari a 30 milioni di euro. In buona sostanza, i beneficiari del fondo potranno "coprire" la metà della quota capitale per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa finalizzata al miglioramento dell'efficienza energetica. Può farne richiesta chi non possiede già un'abitazione principale. Sono 130, fino ad oggi, le banche che hanno aderito al fondo.
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Buone notizie per gli sposi che intendono comprare un appartamento. Sono in arrivo 82 milioni di euro dal Fondo di garanzia per la prima casa grazie ai quali lo Stato si farà garante, nei confronti delle banche, per la concessione di prestiti ipotecari alle giovani coppie, ai nuclei familiari con figli minori e ai ragazzi under 35, con contratti di lavoro precario. Nei primi mesi del 2015, da febbraio a maggio, secondo i dati diffusi dall'Abi, i mutui garantiti dal fondo sono stati pari a 30 milioni di euro. In buona sostanza, i beneficiari del fondo potranno "coprire" la metà della quota capitale per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa finalizzata al miglioramento dell'efficienza energetica. Può farne richiesta chi non possiede già un'abitazione principale. Sono 130, fino ad oggi, le banche che hanno aderito al fondo.
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