Quanti soldi ci vogliono per acquistare una casa?
Quanti soldi ci vogliono per acquistare una casa? Dipende ovviamente da molti fattori: quale casa si vuole acquistare (appartamento o villetta?), per quale scopo (investimento o prima casa?), in quale città, di quali dimensioni, con o senza mutuo. Sta di fatto che per potersi permettere una casa la condizione imprescindibile è quella di avere un reddito adatto, o comunque disporre della liquidità necessaria ad assicurarci un buon affare.
Quale casa posso permettermi con 30 mila euro l'anno?
L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha provato ad immaginare quale tipo di casa si possa acquistare con un reddito “medio”, prendendo come riferimento il dato per nucleo familiare di Banca d’Italia, che lo ha fissato in 30,7 mila euro annui, al netto delle imposte e dei contributi. Che tipo di abitazione si riesce ad acquistare con questa cifra? Secondo Tecnocasa, immaginando di voler ricorrere ad un mutuo di 25 anni con parametri nella media presente, ovvero un tasso medio di 1,83%, un rapporto rata/reddito pari al 30% e un loan to value (ovvero la percentuale finanziata dal prestito rispetto al prezzo totale dell’immobile) dell’80%, si può acquistare un’abitazione del valore di 213 mila euro. Si tratta naturalmente di una valutazione che tiene conto dei prezzi medi delle case in Italia, senza alcun riferimento particolare ad una certa zona. Oltre al denaro ottenuto col finanziamento, l’acquirente dovrà però avere a disposizione un capitale iniziale pari al 20% del prezzo dell’immobile e cioè 42,6 mila euro, e liquidità necessaria a coprire tutte le spese accessorie alla compravendita e all’accensione del mutuo.
Quale casa acquistare con 200 mila euro?
Modificando la domanda, ci si potrebbe chiedere che genere di casa si possa acquistare con il budget di cui sopra. Risponde ancora il Gruppo Tecnocasa: con 200 mila euro (poco meno dei 213 mila individuati), se si considera la tipologia immobiliare “medio usato” e le sue caratteristiche alla dello scorso anno (come da dati giugno 2018) gli affari che si possono concludere sono i seguenti. A Roma, dove il prezzo medio nel periodo considerato era di 2950 euro al metro quadro, si può acquistare un appartamento da 68 metri quadri. Che scenderebbero a 37 se ci si volesse spostare nel centro della capitale, o ancor meno se si volesse oltrepassare le mura del centro storico. Con la stessa cifra, a Milano ci sarebbe la possibilità di acquistare un’abitazione da 71 metri quadri (o di 38 metri quadri in centro). Poco cambia la situazione a Firenze: 71 metri quadri o 61 in pieno centro sono la contropartita di un budget da 200 mila euro. Meglio andrebbe se si volesse abitare a Napoli: con la liquidità indicata a disposizione ci si potrebbe assicurare una casa da 95 metri quadri. Le più economiche, infine, Palermo e Genova che, con i loro 1150 euro al metro quadro, consentirebbero di acquistare una spaziosa soluzione da 174 metri quadri al valore di 200 mila euro.
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martedì 31 luglio 2018
Quanti soldi ci vogliono per acquistare una casa?
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lunedì 26 febbraio 2018
Jesi. In zona residenziale, Appartamento di 120 mq. da rivedere internamente
JESI (zona San Francesco)
In zona residenziale, Appartamento di 120 mq. da rivedere internamente. Sito al secondo piano, è composto da: Sala, cucina abitabile, 3 camere, bagno, ripostiglio e balcone. Completano la proprietà: Ampia terrazza condominiale, soffitta, garage e orto.
Tetto e pavimentazione esterna rifatta.
AJE 4136 – euro 130.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
www.immobiliarebellitalia.com
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giovedì 19 ottobre 2017
A Jesi. Bilocale di 65 mq. al piano rialzato di una quadrifamiliare
JESI
Appartamento di 65 mq. posto al piano rialzato di una quadrifamiliare. Composto da: Sala, cucina, camera matrimoniale e bagno. Cantina e garage esterno. Posizione tranquilla e ben servita. Da rivedere internamente. Possibilità di ricavare la seconda camera.
Classe Energetica: G. Indice di prestazione energetica: >132,5 KWh/mq. anno.
AJE 1110 euro 79.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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Classe Energetica: G. Indice di prestazione energetica: >132,5 KWh/mq. anno.
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venerdì 29 settembre 2017
Appartamento indipendente completamente ristrutturato
JESI (via Leopardi)
Nelle immediate vicinanze del centro ed in posizione riservata, luminoso appartamento COMPLETAMENTE RISTRUTTURATO di 130 mq. Soluzione con due ingressi di cui uno indipendente, composto da: Soggiorno-cucina, sala, 3 camere, 2 bagni e ripostiglio. Completano la proprietà una corte esclusiva di 85 mq. con loggiato e un posto auto interno.
AJE 4449 euro 185.000
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martedì 26 settembre 2017
Meglio comprare una casa nuova o da ristrutturare?
Meglio comprare una casa nuova o da ristrutturare?
Se siete alla ricerca della casa dei vostri sogni sappiate che comprare un'abitazione nuova o ristrutturare una casa vecchia non è solo una questione di budget. Sono da considerare, oltre ai costi, la qualità dell’abitare, le garanzie, l’estetica finale e l’attitudine personale. Ecco un breve vademecum con 3 motivi per comprare nuovo, 3 motivi per acquistare da ristrutturare e le garanzie previste dal Codice Civile per chi compra.1 - Nuovo per minimizzare i tempi Se per attitudine siete poco pazienti o andate in ansia di fronte alle incognite, comprare un’abitazione nuova direttamente dal costruttore è sicuramente la scelta più facile perché potrete visionare l’abitazione rendendovi conto della qualità dei materiali, dell’illuminazione degli ambienti, della grandezza dei vani e non avrete che da divertirvi a scegliere gli arredi.
2 - Nuovo “sulla carta” per personalizzare risparmiando Se l’edificio è ancora in fase di costruzione avrete la possibilità di comprare ad un prezzo leggermente inferiore rispetto al finito, mettendo in conto però il tempo necessario all’esecuzione dei lavori mancanti, e potrete anche effettuare modifiche ai materiali o alla disposizione delle pareti interne però senza alterare le strutture portanti e l’ubicazione degli scarichi condominiali per bagni e cucine
3 - Nuovo per un’abitazione moderna ed efficiente Le nuove abitazioni sono più efficienti energeticamente e già dal 2021 saranno nZEB (a consumo quasi zero), sono sempre più tecnologiche e caratterizzate da materiali innovativi. Le soluzioni architettoniche delle costruzioni più moderne si spingono poi verso forme e proporzioni in grado di coniugare bellezza estetica e tecnologie intelligenti.
1 - Ristrutturare per creare ambienti dal fascino unico Le vecchie case, costruite con tecniche e gusti di un’altra epoca, suscitano interesse perché ricoperte da una patina del tempo che non si può riprodurre in una nuova abitazione. Ristrutturare è una scelta ideale per i creativi che desiderano un’abitazione che rifletta il proprio gusto e che sia unica e inconfondibile.
2 - Ristrutturare per godere di volumi e spazi più ampi Le abitazioni costruite sino agli anni’60 del secolo scorso sono caratterizzate, rispetto a quelle più recenti, da stanze e finestre più ampie, soffitti più alti e dotate di spazi aggiuntivi come ingressi ripostigli e studi mentre le nuove costruzioni sono solitamente calibrate dalle dimensioni minime di legge. Per chi sta riscoprendo il piacere di vivere la casa, i grandi spazi di un’abitazione vecchia da ristrutturare sono l’ideale.
3 - Ristrutturare per beneficiare delle agevolazioni fiscali Le agevolazioni fiscali attive hanno lo scopo di invogliare le persone a recuperare l’esistente diminuendo il consumo di risorse non rinnovabili come il suolo, l’ambiente e l’energia. In quest’ottica il riuso e l’efficientamento delle vecchie abitazioni è la chiave della sostenibilità edilizia italiana per cui chi ristruttura nel 2017 può scegliere tra bonus ristrutturazioni al 50%, ecobonus al 65%, sismabonus dal 50% al 80%, I.V.A. agevolata, bonus arredi e conto termico 2.0.
Ed infine… le garanzie del Codice Civile per chi compra (nuovo e da ristrutturare).
Sia che acquistiate nuovo dal costruttore che da ristrutturare tenente presente che il Codice Civile prevede delle garanzie specifiche a tutela della bontà della cosa compravenduta. In particolare gli articoli 1667 e 1669 del Codice Civile tutelano per dieci anni chi acquista nuovo dal costruttore da vizi occulti, ossia gli danno la possibilità di richiedere alla ditta il pagamento dei danni causati da errori nella costruzione che non erano visibili al momento dell’acquisto.
L’articolo 1490 del Codice Civile tutela invece chi compra per la durata di un anno (sia nuovo che da ristrutturare) da vizi che diminuiscano il valore della cosa ossia da condizioni non note all’acquirente al momento del rogito che incidono sulla qualità della casa a tal punto da diminuirne in maniera quantificabile il valore. Attenzione: per non perdere le garanzie previste dal Codice Civile è necessario contestare il vizio tempestivamente dalla scoperta.
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lunedì 25 settembre 2017
Appartamento di 120 mq. a due passi dal centro
JESI (zona via Gramsci)
Appartamento di 120 mq. in buone condizioni. Situato al primo piano di un condominio in una zona molto tranquilla e riservata ma a due passi dal centro e da tutti i servizi. Composto da: Soggiorno, cucina con tinello, tre camere, bagno e balcone. Completano la proprietà un garage di 20 mq. e un piccolo orto esterno.
AJE 4187 euro 170.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
www.immobilarebellitalia.com
Appartamento di 120 mq. in buone condizioni. Situato al primo piano di un condominio in una zona molto tranquilla e riservata ma a due passi dal centro e da tutti i servizi. Composto da: Soggiorno, cucina con tinello, tre camere, bagno e balcone. Completano la proprietà un garage di 20 mq. e un piccolo orto esterno.
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venerdì 8 settembre 2017
A Jesi. Residence di nuova realizzazione con soluzioni esclusive da 83 a 135 mq.
JESI (zona Murri)
In dimora di grande interesse storico, Residence di nuova realizzazione con soluzioni esclusive da 83 a 135 mq. tutte con ingresso indipendente ed ampi giardini privati. Ottima efficienza energetica ed alta qualità tecnologica. Finiture di grande pregio. Il Residence sarà completamente recintato e l'accesso totalmente esclusivo. Numerosi posti auto e spazi verdi in comune. Splendida posizione panoramica.
Residence Carducci euro 3.200 mq.
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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In dimora di grande interesse storico, Residence di nuova realizzazione con soluzioni esclusive da 83 a 135 mq. tutte con ingresso indipendente ed ampi giardini privati. Ottima efficienza energetica ed alta qualità tecnologica. Finiture di grande pregio. Il Residence sarà completamente recintato e l'accesso totalmente esclusivo. Numerosi posti auto e spazi verdi in comune. Splendida posizione panoramica.
Residence Carducci euro 3.200 mq.
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mercoledì 30 agosto 2017
Appartamento di 260 mq. nel centro storico di Jesi
JESI (centro storico)
Nel pieno centro storico di Jesi a due passi dal Duomo, Appartamento di 260 mq. in ottime condizioni. Composto da: Sala, soggiorno, cucina abitabile, 2 camere, ripostiglio e 2 bagni. La proprietà comprende anche un garage di 60 mq. con bagno, una taverna di 80 mq. e un'affascinante grotta sotterranea che si articola al di sotto delle vie del centro storico della città.
AJE 4303 euro 500.000
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venerdì 18 agosto 2017
A Jesi, Appartamento al piano rialzato di un piccolo condominio
In posizione riservata circondata dal verde, Appartamento in ottime condizioni di 100 mq. situato al piano rialzato di un piccolo condominio. Composto da: Sala con camino, cucina abitabile, 2 camere, 2 balconi e bagno. La proprietà comprende anche una taverna di 40 mq. con bagno, cantina e un posto auto esterno di 33 mq.. Pavimenti zona notte e sala in parquet.
AJE 3206 euro 240.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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giovedì 17 agosto 2017
Guida alle agevolazioni sulla prima casa 2017
Guida alle agevolazioni sulla prima casa 2017
Comprare la prima casa è una tappa impegnativa, uno dei passi più importanti nella vita di tutti noi. Una volta trovato l’immobile che volete acquistare e arrivati a un passo dal rogito è bene ricordarsi che si ha diritto a un bonus fiscale per la prima casa, che consente di pagare le imposte in misura inferiore rispetto a quelle ordinariamente dovute.
Tra gli sgravi fiscali del settore immobiliare questo è il più richiesto, nel corso del 2016 il 50% delle compravendite ha beneficiato di questo bonus.
L’agevolazione è stata confermata anche per il 2017, vediamo in cosa consiste, chi ne ha diritto e cosa fare per ottenerlo.
Il bonus sull’acquisto della prima casa prevede la riduzione delle imposte da pagare.
Se il venditore è un privato o un’impresa che vende in esenzione Iva il bonus consiste in:
imposta di registro proporzionale, nella misura del 2%
imposta ipotecaria fissa di 50 euro
imposta catastale fissa di 50 euro
Se acquistate da un’impresa, con vendita soggetta a IVA, il vostro bonus prima casa riguarderà:
Iva ridotta al 4%
Imposta di registro fissa di 200 euro
Imposta ipotecaria fissa di 200 euro
Imposta catastale fissa di 200 euro
Per poter chiedere l’agevolazione:
il fabbricato che si acquista deve far parte di determinate categorie catastali
il fabbricato si deve trovare nel comune in cui avete (o intendete stabilire) la vostra residenza, o in cui lavorate
Dovrete essere in possesso di determinati requisiti
Vediamo ora il dettaglio dei requisiti:
Ne hanno diritto tutti i contribuenti, a prescindere dal proprio reddito, possono fare richiesta di questo bonus, ma nel rispetto di determinati titoli.
Chi presenta richiesta:
Non deve essere titolare, esclusivo, o in comunione con il coniuge, di un’altra casa di abitazione (in proprietà o in usufrutto) nel territorio del Comune in cui si trova l’immobile che sta acquistando.
Non deve essere proprietario, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, di un’altra casa di abitazione su tutto il territorio nazionale (in proprietà, in usufrutto, in nuda proprietà) per l’acquisto della quale il richiedente, o il coniuge, abbia già usufruito delle agevolazioni “prima casa”.
Tuttavia, da gennaio 2016, se vi trovate nella situazione al secondo punto potete, comunque, procedere a un nuovo acquisto con il bonus per la prima casa a condizione che vendiate, o cediate, l’immobile già in vostro possesso entro un anno dalla data del nuovo acquisto agevolato.
Attenzione: Se comprate casa nello stesso comune in cui siete già titolari di un immobile per il quale NON avete usufruito dei benefici per la prima casa, NON potrete chiedere il bonus. Questo anche nel caso ci si impegni a vendere l’abitazione di cui siete già in possesso.
La casa per cui si fa richiesta di bonus deve:
trovarsi nel territorio del comune in cui avete la vostra residenza
In alternativa dovrete impegnarvi a trasferire la residenza nel comune in cui si trova l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto. Il cambio di residenza si considera avvenuto nella data in cui presenterete al comune la dichiarazione di trasferimento.
Si ha diritto alle agevolazioni anche:
se la casa si trova nel territorio del comune in cui svolgete la vostra attività lavorativa (anche se non retribuita, ad esempio per studio, volontariato, o attività sportive).
Se vi siete dovuti trasferire all’estero per ragioni di lavoro potete richiedere il bonus prima casa per un immobile nel comune in cui ha sede o esercita l’attività il vostro datore di lavoro.
se siete un cittadino italiano emigrato all’estero (iscritto all’Aire), purché l’immobile che intendere acquistare risulti come “prima casa” sul territorio italiano.
Se intendete chiedere il bonus per la prima casa fate attenzione che l’immobile di vostro interesse sia classificato nella categoria catastale del gruppo A (abitazioni), in particolare in una di queste:
· A/2 (abitazioni di tipo civile)
· A/3 (abitazioni di tipo economico)
· A/4 (abitazioni di tipo popolare)
· A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare)
· A/6 (abitazioni di tipo rurale)
· A/7 (abitazioni in villini)
· A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).
È possibile estendere le agevolazioni anche a una pertinenza per ciascuna delle seguenti categorie catastali:
· C/2 (magazzini e locali di deposito),
· C/6 (per esempio, rimesse e autorimesse)
· C/7 (tettoie chiuse o aperte)
È indispensabile, ai fini del riconoscimento del bonus, che le pertinenze siano destinate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale acquistata beneficiando delle agevolazioni “prima casa”.
Non è possibile applicare il bonus alle abitazioni accatastate come:
· A/1 (abitazioni di tipo signorile),
· A/8 (abitazioni in ville);
· A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).
· A/10 (uffici e studi privati)
Se acquirente e immobile rientrano nei requisiti previsti vi basterà chiedere il bonus per la prima casa direttamente dal notaio, in sede di stipula.
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Comprare la prima casa è una tappa impegnativa, uno dei passi più importanti nella vita di tutti noi. Una volta trovato l’immobile che volete acquistare e arrivati a un passo dal rogito è bene ricordarsi che si ha diritto a un bonus fiscale per la prima casa, che consente di pagare le imposte in misura inferiore rispetto a quelle ordinariamente dovute.
Tra gli sgravi fiscali del settore immobiliare questo è il più richiesto, nel corso del 2016 il 50% delle compravendite ha beneficiato di questo bonus.
L’agevolazione è stata confermata anche per il 2017, vediamo in cosa consiste, chi ne ha diritto e cosa fare per ottenerlo.
Il bonus sull’acquisto della prima casa prevede la riduzione delle imposte da pagare.
Se il venditore è un privato o un’impresa che vende in esenzione Iva il bonus consiste in:
imposta di registro proporzionale, nella misura del 2%
imposta ipotecaria fissa di 50 euro
imposta catastale fissa di 50 euro
Se acquistate da un’impresa, con vendita soggetta a IVA, il vostro bonus prima casa riguarderà:
Iva ridotta al 4%
Imposta di registro fissa di 200 euro
Imposta ipotecaria fissa di 200 euro
Imposta catastale fissa di 200 euro
Per poter chiedere l’agevolazione:
il fabbricato che si acquista deve far parte di determinate categorie catastali
il fabbricato si deve trovare nel comune in cui avete (o intendete stabilire) la vostra residenza, o in cui lavorate
Dovrete essere in possesso di determinati requisiti
Vediamo ora il dettaglio dei requisiti:
Ne hanno diritto tutti i contribuenti, a prescindere dal proprio reddito, possono fare richiesta di questo bonus, ma nel rispetto di determinati titoli.
Chi presenta richiesta:
Non deve essere titolare, esclusivo, o in comunione con il coniuge, di un’altra casa di abitazione (in proprietà o in usufrutto) nel territorio del Comune in cui si trova l’immobile che sta acquistando.
Non deve essere proprietario, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, di un’altra casa di abitazione su tutto il territorio nazionale (in proprietà, in usufrutto, in nuda proprietà) per l’acquisto della quale il richiedente, o il coniuge, abbia già usufruito delle agevolazioni “prima casa”.
Tuttavia, da gennaio 2016, se vi trovate nella situazione al secondo punto potete, comunque, procedere a un nuovo acquisto con il bonus per la prima casa a condizione che vendiate, o cediate, l’immobile già in vostro possesso entro un anno dalla data del nuovo acquisto agevolato.
Attenzione: Se comprate casa nello stesso comune in cui siete già titolari di un immobile per il quale NON avete usufruito dei benefici per la prima casa, NON potrete chiedere il bonus. Questo anche nel caso ci si impegni a vendere l’abitazione di cui siete già in possesso.
La casa per cui si fa richiesta di bonus deve:
trovarsi nel territorio del comune in cui avete la vostra residenza
In alternativa dovrete impegnarvi a trasferire la residenza nel comune in cui si trova l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto. Il cambio di residenza si considera avvenuto nella data in cui presenterete al comune la dichiarazione di trasferimento.
Si ha diritto alle agevolazioni anche:
se la casa si trova nel territorio del comune in cui svolgete la vostra attività lavorativa (anche se non retribuita, ad esempio per studio, volontariato, o attività sportive).
Se vi siete dovuti trasferire all’estero per ragioni di lavoro potete richiedere il bonus prima casa per un immobile nel comune in cui ha sede o esercita l’attività il vostro datore di lavoro.
se siete un cittadino italiano emigrato all’estero (iscritto all’Aire), purché l’immobile che intendere acquistare risulti come “prima casa” sul territorio italiano.
Se intendete chiedere il bonus per la prima casa fate attenzione che l’immobile di vostro interesse sia classificato nella categoria catastale del gruppo A (abitazioni), in particolare in una di queste:
· A/2 (abitazioni di tipo civile)
· A/3 (abitazioni di tipo economico)
· A/4 (abitazioni di tipo popolare)
· A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare)
· A/6 (abitazioni di tipo rurale)
· A/7 (abitazioni in villini)
· A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).
È possibile estendere le agevolazioni anche a una pertinenza per ciascuna delle seguenti categorie catastali:
· C/2 (magazzini e locali di deposito),
· C/6 (per esempio, rimesse e autorimesse)
· C/7 (tettoie chiuse o aperte)
È indispensabile, ai fini del riconoscimento del bonus, che le pertinenze siano destinate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale acquistata beneficiando delle agevolazioni “prima casa”.
Non è possibile applicare il bonus alle abitazioni accatastate come:
· A/1 (abitazioni di tipo signorile),
· A/8 (abitazioni in ville);
· A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).
· A/10 (uffici e studi privati)
Se acquirente e immobile rientrano nei requisiti previsti vi basterà chiedere il bonus per la prima casa direttamente dal notaio, in sede di stipula.
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venerdì 28 luglio 2017
Appartamento in nuova villetta costruita in bioedilizia
MORRO D'ALBA
Al piano terra di una moderna Villetta costruita recentemente in bioedilizia, appartamento indipendente di 76mq. composto da soggiorno-cucina, 2 camere, bagno e ripostiglio. Completano la proprietà un giardino esclusivo di 500 mq. con impianto di irrigazione, un posto auto e un piccolo accessorio esterno. La soluzione immobiliare dispone inoltre di impianto fotovoltaico da 3wk e pannelli solari, impianto di aria condizionata e riscaldamento a pavimento.
Villa Bioedil euro 228.000
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Al piano terra di una moderna Villetta costruita recentemente in bioedilizia, appartamento indipendente di 76mq. composto da soggiorno-cucina, 2 camere, bagno e ripostiglio. Completano la proprietà un giardino esclusivo di 500 mq. con impianto di irrigazione, un posto auto e un piccolo accessorio esterno. La soluzione immobiliare dispone inoltre di impianto fotovoltaico da 3wk e pannelli solari, impianto di aria condizionata e riscaldamento a pavimento.
Villa Bioedil euro 228.000
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mercoledì 26 luglio 2017
Case in legno, l'Italia in crescita
Case in legno, l'Italia in crescita
In Italia sempre più persone scelgono il legno per costruire la propria casa, tanto da posizionarci al quarto posto in Europa per la produzione di edifici prefabbricati con questo materiale. Secondo il rapporto di FederlegnoArredo nel 2015 il 7% degli edifici è stato costruito in legno, una media di un’abitazione su 14.Cosa spinge verso questa scelta? Il legno è un isolante naturale, questo significa abbattere i consumi energetici, arrivando a risparmiare fino all’80% rispetto agli edifici tradizionali. Grazie a questa infrastruttura le case hanno un microclima naturalmente fresco in estate e confortevole in inverno, con bollette per il riscaldamento decisamente più basse, in più il legno ha ottime proprietà traspiranti, assorbe l’umidità in eccesso e la rilascia quando l’aria è secca, garantendo un ambiente domestico sano.
Resistente, naturale e rinnovabile è il materiale ideale per la realizzare edifici sicuri, antisismici e riducendo al minimo l’impatto ambientale. Anche per quanto riguarda costi e tempi di costruzione il legno è una scelta conveniente: per una di queste case il prezzo si aggira sui 1.100 – 1.500€ a metro quadro e la consegna avviene in un periodo di sei mesi.
Parlando di case in legno ci viene immediatamente da pensare alle baite di montagna, ma le nuove tecniche che si sono diffuse negli ultimi anni hanno reso possibile sviluppare costruzioni multipiano o sopraelevazioni. Ad esempio a Milano c’è un edificio a nove piani realizzato in legno che, essendo ricoperto da un altro materiale edile, sembra costruito in modo tradizionale.
Emanuele Orsini, presidente di Federlegno Arredo, sottolinea come “le nostre imprese propongano al mercato soluzioni in grado di raggiungere prestazioni eccezionali in termini di risparmio energetico, sostenibilità, sicurezza antisismica e competitività economica. E non più solo in Italia“. Infatti le case in legno “made in Italy” sono sempre più apprezzate anche all’estero, tanto che, per la prima volta, l’export ha superato il livello dell’import.
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giovedì 27 ottobre 2016
A Jesi, splendido appartamento ristrutturato in pieno centro storico
JESI (centro storico)
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giovedì 22 settembre 2016
Domanda e tempi di vendita: facciamo il punto
Domanda e tempi di vendita: facciamo il punto
La casa di proprietà resta il sogno degli italiani, ma, a differenza di quanto succedeva un tempo, oggi si ha la consapevolezza che si tratta di un bene che nel tempo potrebbe anche perdere valore. Parliamo di un mercato profondamente cambiato dalla crisi e che, proprio nella consapevolezza, trova uno dei suoi elementi più caratterizzanti, a partire dall'individuazione di valori immobiliari più equi e più giusti rispetto al passato. Le cifre e i trend, parlano di una ripresa ormai assodata, come confermano anche i dati, freschi di giornata, diffusi dall'Agenzia delle Entrate, che, per il secondo semestre 2016, quantificano in un +21,8% l'incremento delle compravendite e nel +22,9% la crescita del mercato delle abitazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per quanto riguarda le compravendite, i primi sei mesi del 2016 evidenziano, prezzi ancora al ribasso, ma si riduce l’offerta di immobili di qualità con un conseguente aumento dei valori degli stessi. A livello di tipologie, le richieste, sia nelle grandi città sia nei capoluoghi di provincia, si concentrano soprattutto sui trilocali perché la diminuzione dei prezzi porta gli acquirenti a preferire abitazioni più spaziose. Diminuiscono invece i tempi di vendita che dagli otto mesi si riducono oggi a cinque/sei. Sul fronte delle erogazioni dei mutui, l'incremento registrato tra gennaio e marzo di quest’anno è stato del 55%, comprensivo della componente surroga, che rappresenta circa il 25/30% dei volumi. Tra i tassi, crescono il variabile con Cap e soprattutto il fisso ormai prossimo ai valori del variabile, preferito dalle famiglie che non vogliono rischiare. Valori che si prevede rimarranno stabili, salvo stravolgimenti inaspettati, fin tutto il 2019 per poi ricominciare a salire dal 2020 in poi. Sempre sul fronte dei mutui, l'importo medio richiesto si attesta a livello nazionale sui 110mila 500 euro, mentre la durata è pari a 24 anni. Per quanto riguarda il mercato delle locazioni, nella grandi città si registra un lieve aumento dei canoni (+0,7/0,8%) mentre tra le tipologie di contratto si segnala un aumento dei contratti a canone concordato.
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La casa di proprietà resta il sogno degli italiani, ma, a differenza di quanto succedeva un tempo, oggi si ha la consapevolezza che si tratta di un bene che nel tempo potrebbe anche perdere valore. Parliamo di un mercato profondamente cambiato dalla crisi e che, proprio nella consapevolezza, trova uno dei suoi elementi più caratterizzanti, a partire dall'individuazione di valori immobiliari più equi e più giusti rispetto al passato. Le cifre e i trend, parlano di una ripresa ormai assodata, come confermano anche i dati, freschi di giornata, diffusi dall'Agenzia delle Entrate, che, per il secondo semestre 2016, quantificano in un +21,8% l'incremento delle compravendite e nel +22,9% la crescita del mercato delle abitazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per quanto riguarda le compravendite, i primi sei mesi del 2016 evidenziano, prezzi ancora al ribasso, ma si riduce l’offerta di immobili di qualità con un conseguente aumento dei valori degli stessi. A livello di tipologie, le richieste, sia nelle grandi città sia nei capoluoghi di provincia, si concentrano soprattutto sui trilocali perché la diminuzione dei prezzi porta gli acquirenti a preferire abitazioni più spaziose. Diminuiscono invece i tempi di vendita che dagli otto mesi si riducono oggi a cinque/sei. Sul fronte delle erogazioni dei mutui, l'incremento registrato tra gennaio e marzo di quest’anno è stato del 55%, comprensivo della componente surroga, che rappresenta circa il 25/30% dei volumi. Tra i tassi, crescono il variabile con Cap e soprattutto il fisso ormai prossimo ai valori del variabile, preferito dalle famiglie che non vogliono rischiare. Valori che si prevede rimarranno stabili, salvo stravolgimenti inaspettati, fin tutto il 2019 per poi ricominciare a salire dal 2020 in poi. Sempre sul fronte dei mutui, l'importo medio richiesto si attesta a livello nazionale sui 110mila 500 euro, mentre la durata è pari a 24 anni. Per quanto riguarda il mercato delle locazioni, nella grandi città si registra un lieve aumento dei canoni (+0,7/0,8%) mentre tra le tipologie di contratto si segnala un aumento dei contratti a canone concordato.
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lunedì 25 luglio 2016
La casa, il grande amore degli italiani
La casa, il grande amore degli italiani
Quello tra gli italiani e il mattone sembra proprio essere un grande amore, nonostante la crisi degli ultimi anni. Secondo quanto emerso dall’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, ad oggi comprare casa è fra le scelte prevalenti dei risparmiatori. L’ investimento immobiliare sembra tornare in auge con prepotenza. In particolare, il 29% considererebbe l’acquisto di una casa per sé, mentre il 20% per darla in affitto. La casa è anche l’asset su cui gli italiani si sentono più competenti: il 46% dichiara di informarsi regolarmente sui prezzi (33% il mercato obbligazionario, 24% la Borsa). Ma non solo... Quello immobiliare è ancora considerato un investimento che conserva il suo valore nel tempo e questo appare il momento per approfittare dei prezzi bassi. Ne consegue che, secondo lo studio, i potenziali acquirenti di una nuova casa nei prossimi tre anni sono fra l’11 e il 19%: il 43% vorrebbe una casa migliore, il 29% ha bisogno di un’abitazione più grande. Sul fronte delle seconde case: il 9% ha intenzione di acquistarla nei prossimi tre anni. Riassumendo,è stata rilevata una crescita delle transazioni immobiliari superiore al 10%. I risparmiatori si informano sui prezzi delle case, molto più di prima. E nei prossimi due anni, due persone su dieci pensano di cambiarla.
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Quello tra gli italiani e il mattone sembra proprio essere un grande amore, nonostante la crisi degli ultimi anni. Secondo quanto emerso dall’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, ad oggi comprare casa è fra le scelte prevalenti dei risparmiatori. L’ investimento immobiliare sembra tornare in auge con prepotenza. In particolare, il 29% considererebbe l’acquisto di una casa per sé, mentre il 20% per darla in affitto. La casa è anche l’asset su cui gli italiani si sentono più competenti: il 46% dichiara di informarsi regolarmente sui prezzi (33% il mercato obbligazionario, 24% la Borsa). Ma non solo... Quello immobiliare è ancora considerato un investimento che conserva il suo valore nel tempo e questo appare il momento per approfittare dei prezzi bassi. Ne consegue che, secondo lo studio, i potenziali acquirenti di una nuova casa nei prossimi tre anni sono fra l’11 e il 19%: il 43% vorrebbe una casa migliore, il 29% ha bisogno di un’abitazione più grande. Sul fronte delle seconde case: il 9% ha intenzione di acquistarla nei prossimi tre anni. Riassumendo,è stata rilevata una crescita delle transazioni immobiliari superiore al 10%. I risparmiatori si informano sui prezzi delle case, molto più di prima. E nei prossimi due anni, due persone su dieci pensano di cambiarla.
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sabato 16 luglio 2016
A Jesi, Villetta da costruire in splendida posizione panoramica
JESI (Prima collina)
Villetta da costruire di 100 mq. ad un piano, abbinata da un lato, con splendido giardino piantumato di 2000 mq. Posizione panoramica a soli 3 km dal centro e con strada molto comoda. Progetto personalizzabile con ottime finiture, costruzione ad alta qualità tecnologica ed ottima efficienza energetica.
Villa Rosina - euro 250.000
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giovedì 23 giugno 2016
Assicurazione casa: un rapido approfondimento
Assicurazione casa: un rapido approfondimento
L’Italia è ai primi posti in Europa per numero di case di proprietà, ma nonostante la propensione degli italiani all’acquisto dell’abitazione, solo il 38% dei proprietari assicura la casa. La polizza casa protegge l’abitazione e il suo contenuto da possibili danni dovuti alle cause più svariate. Prevede, inoltre, la possibilità di completare il pacchetto assicurativo con servizi di assistenza per la rapida risoluzione dei piccoli problemi quotidiani. Sono personalizzabili in relazione al proprio stile di vita e alla tipologia dell’abitazione ed è spesso anche possibile assicurare con un unico contratto più di un nucleo abitativo della famiglia (ad esempio le seconde case di villeggiatura).La polizza casa non protegge solo l’abitazione ma anche il suo contenuto da possibili danni dovuti alle cause più svariate: incendio, grandine, fulmini, fuoriuscite d’acqua o danni causati da vandali e ladri. Spesso, anche possedendo una polizza casa, si ignorano le numerose estensioni delle garanzie che possono rivelarsi preziose anche fuori dall’abitazione come ad esempio la protezione del nucleo familiare in caso di danni cagionati a terzi provocati da fatti accidentali nell’ambito della vita privata. È possibile, infatti, assicurarsi in modo da coprire i danni provocati dalla propria casa alle abitazioni vicine o a cose e persone (responsabilità civile verso terzi), dai danni causati accidentalmente dall’assicurato e la sua famiglia ad altre persone e ai loro beni in casa e fuori casa (responsabilità civile conduzione e vita familiare) e perfino i danni che un animale domestico potrebbe causare a qualcosa o qualcuno in casa e fuori casa (responsabilità civile del cane). La polizza casa spesso prevede la possibilità di completare il pacchetto assicurativo con servizi di assistenza per la rapida risoluzione dei piccoli problemi quotidiani: una serie di garanzie che vanno dagli interventi di emergenza, all’assistenza alla persona, ai servizi di consulenza (ad esempio reperibilità di un fabbro, un elettricista, un idraulico o una sistemazione alberghiera in caso di inagibilità della casa).
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L’Italia è ai primi posti in Europa per numero di case di proprietà, ma nonostante la propensione degli italiani all’acquisto dell’abitazione, solo il 38% dei proprietari assicura la casa. La polizza casa protegge l’abitazione e il suo contenuto da possibili danni dovuti alle cause più svariate. Prevede, inoltre, la possibilità di completare il pacchetto assicurativo con servizi di assistenza per la rapida risoluzione dei piccoli problemi quotidiani. Sono personalizzabili in relazione al proprio stile di vita e alla tipologia dell’abitazione ed è spesso anche possibile assicurare con un unico contratto più di un nucleo abitativo della famiglia (ad esempio le seconde case di villeggiatura).La polizza casa non protegge solo l’abitazione ma anche il suo contenuto da possibili danni dovuti alle cause più svariate: incendio, grandine, fulmini, fuoriuscite d’acqua o danni causati da vandali e ladri. Spesso, anche possedendo una polizza casa, si ignorano le numerose estensioni delle garanzie che possono rivelarsi preziose anche fuori dall’abitazione come ad esempio la protezione del nucleo familiare in caso di danni cagionati a terzi provocati da fatti accidentali nell’ambito della vita privata. È possibile, infatti, assicurarsi in modo da coprire i danni provocati dalla propria casa alle abitazioni vicine o a cose e persone (responsabilità civile verso terzi), dai danni causati accidentalmente dall’assicurato e la sua famiglia ad altre persone e ai loro beni in casa e fuori casa (responsabilità civile conduzione e vita familiare) e perfino i danni che un animale domestico potrebbe causare a qualcosa o qualcuno in casa e fuori casa (responsabilità civile del cane). La polizza casa spesso prevede la possibilità di completare il pacchetto assicurativo con servizi di assistenza per la rapida risoluzione dei piccoli problemi quotidiani: una serie di garanzie che vanno dagli interventi di emergenza, all’assistenza alla persona, ai servizi di consulenza (ad esempio reperibilità di un fabbro, un elettricista, un idraulico o una sistemazione alberghiera in caso di inagibilità della casa).
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martedì 31 maggio 2016
Oneri deducibili o detraibili dall’Irpef. Nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
Oneri deducibili o detraibili dall’Irpef. Nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ha riportato, nella circolare n.18/E del 6 maggio, una serie di chiarimenti su alcuni oneri deducibili o detraibili dall’Irpef, ai quali era stato dato ampio rilievo nei giorni precedenti anche in televisione e sugli organi di stampa. Per l’interesse generale che tali chiarimenti rivestono riepiloghiamo di seguito i contenuti della circolare.
In risposta ad un quesito posto sulla ammissibilità di una pertinenza condivisa tra due abitazioni principali, in quanto proprietà comune dei proprietari delle due abitazioni, l’Agenzia, sottolineato che la Cassazione ha ritenuto ammissibile la costituzione di una pertinenza in comunione: ai fini della deduzione dal reddito,ciascun comproprietario dedurrà, oltre all’ammontare della rendita catastale dell’abitazione principale, una quota di quella della pertinenza, in percentuale pari al possesso della pertinenza stessa. Più complesso è il discorso per la detrazione relativa alle spese per il recupero del patrimonio edilizio, pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un ammontare massimo delle stesse di 96.000 euro. I predetti limiti, infatti, sono riferiti alla unità abitativa e alle sue pertinenze per cui, per individuare il limite di spesa su cui calcolare la detrazione, occorre tener conto del numero delle unità immobiliari servite dalla pertinenza condivisa; Ancora relativamente alla detrazione per le spese di recupero del patrimonio edilizio,l’Agenzia ha chiarito che non possono rientrarvi le spese per la sostituzione della vasca da bagno con altra con sportello apribile o con una doccia (in quanto non sono interventi di manutenzione straordinaria e non possono considerarsi neppure interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche), salvo che tale sostituzione, singolarmente non agevolabile, sia effettuata nell’ambito di interventi maggiori agevolabili, quali, ad esempio, il rifacimento integrale degli impianti idraulici del bagno, con innovazione dei materiali, che comporti anche la sostituzione dei sanitari. Relativamente al c.d. “bonus mobili”, che prevede, fino al 31 dicembre 2016, una detrazione del 50% su un limite massimo di spesa di 10.000 euro, l’Agenzia ha chiarito che vi rientrano le spese per la sostituzione della caldaia, in quanto il bonus mobili può essere utilizzato anche per le spese di manutenzione straordinaria (quale è la sostituzione di una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento), sempreché la sostituzione realizzi un risparmio energetico.
Relativamente alla detrazione per spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica sostenute da un condominio minimo (condominio con non più di 8 condomini, che non ha l’obbligo di nomina dell’amministratore e l’apertura di un conto corrente intestato al condominio), non in possesso di codice fiscale, l’Agenzia ha chiarito che, ove i pagamenti siano stati effettuati con apposito bonifico bancario o postale, i contribuenti interessati potranno beneficiare della detrazione, indicando in dichiarazione il codice fiscale del condomino che ha effettuato detto bonifico; oltre alla documentazione ordinariamente richiesta, il contribuente dovrà esibire, anche un’autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati el’effettuazione degli stessi su parti comuni dell’edificio, nonché i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte dell’edificio. Il decreto-legge 133 del 2014, nell’ambito di una serie di misure finalizzate al rilancio dell’edilizia, ha previsto una deduzione dal reddito per le persone fisiche non esercenti attività commerciali che acquistano immobili a destinazione residenziale da destinare alla locazione, nel periodo 1/1/2014-31/12/2017; la deduzione è pari al 20% del prezzo di acquisto risultante nell’atto di compravendita, nel limite massimo di spesa di 300.000 euro, oltre al 20% degli interessi sul mutuo eventualmente contratto per l’acquisto. Al riguardo, l’Agenzia ha chiarito che il limite di 300.000 euro è riferito al singolo soggetto per il periodo previsto dalla norma (2014-2017) e spetta in relazione alla quota di proprietà; per cui, nell’ipotesi di acquisto in comproprietà di un immobile da destinare alla locazione, il limite di 300.000 euro andrà diviso tra i proprietari, mentre nell’acquisto di più immobili nell’arco di tempo previsto da parte del medesimo soggetto, questi avrà comunque diritto alla deduzione del 20% su un importo massimo complessivo di spesa di 300.000 euro. E’ altresì noto che la norma agevolativa, nel disporre che l’immobile deve essere destinato alla locazione, prevede che ciò debba avvenire entro 6 mesi dall’acquisto (o dal termine dei lavori, se si tratta di immobile ristrutturato), e che la locazione duri almeno 8 anni ed abbia carattere continuativo; al riguardo, l’Agenzia ha chiarito che il requisito della durata di 8 anni deve intendersi soddisfatto, non solo ove tale durata risulti da un esplicito accordo tra le parti, ma anche ove la stessa sia prevista da una norma di legge, in relazione alla tipologia di contratto adottata (il riferimento è al contratto a canone concordato, la cui durata è prevista in sei anni più due).
Quanto alla deduzione del 20% degli interessi sul mutuo, l’Agenzia ha chiarito che:
- gli interessi su cui calcolare la deduzione sono quelli pagati nell’anno (coerentemente con il criterio di deducibilità degli interessi sul mutuo dell’abitazione principale, e con il principio generale secondo cui gli oneri rilevano nel periodo d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa);
- Il limite di spesa di 300.000 euro deve intendersi riferito anche all’importo del mutuo, per cui, nell’ipotesi di mutuo stipulato per un importo superiore, ai fini della deducibilità gli interessi pagati andranno ridotti in proporzione;
- in mancanza di un riferimento temporale normativo alla durata minima della locazione, gli interessi sul mutuo sono da ritenersi deducibili per l’intera durata del mutuo stesso.
E’ noto anche che il decreto legislativo 102/2014, per favorire il contenimento dei consumi energetici, ha previsto l’installazione, entro il 31 dicembre 2016, nei condomini e negli edifici polifunzionali, di sistemi di contabilizzazione individuale del calore, del raffreddamento e dell’acqua calda, che consentano la suddivisione delle spese sulla base del consumo effettivo di ciascuno; al riguardo l’Agenzia ha chiarito che le relative spese, ove non siano detraibili quale riqualificazione energetica, in quanto effettuate in concomitanza con la sostituzione totale o parziale di impianti, sono ammesse alla detrazione nella misura attuale del 50%, trattandosi di intervento finalizzato al conseguimento del risparmio energetico.
L’Agenzia è anche intervenuta sulla annosa questione del decesso del soggetto che aveva titolo alla detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per ribadire che, secondo quanto disposto, in caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio si trasmette all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene, e chiarire che, nell’ipotesi di un immobile concesso in comodato gratuito (regolarmente registrato) al genitore, che nell’immobile aveva effettuato lavori fruendo della detrazione, questa, alla sua morte, si trasmette al figlio, in quanto erede e proprietario dell’immobile.
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In risposta ad un quesito posto sulla ammissibilità di una pertinenza condivisa tra due abitazioni principali, in quanto proprietà comune dei proprietari delle due abitazioni, l’Agenzia, sottolineato che la Cassazione ha ritenuto ammissibile la costituzione di una pertinenza in comunione: ai fini della deduzione dal reddito,ciascun comproprietario dedurrà, oltre all’ammontare della rendita catastale dell’abitazione principale, una quota di quella della pertinenza, in percentuale pari al possesso della pertinenza stessa. Più complesso è il discorso per la detrazione relativa alle spese per il recupero del patrimonio edilizio, pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un ammontare massimo delle stesse di 96.000 euro. I predetti limiti, infatti, sono riferiti alla unità abitativa e alle sue pertinenze per cui, per individuare il limite di spesa su cui calcolare la detrazione, occorre tener conto del numero delle unità immobiliari servite dalla pertinenza condivisa; Ancora relativamente alla detrazione per le spese di recupero del patrimonio edilizio,l’Agenzia ha chiarito che non possono rientrarvi le spese per la sostituzione della vasca da bagno con altra con sportello apribile o con una doccia (in quanto non sono interventi di manutenzione straordinaria e non possono considerarsi neppure interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche), salvo che tale sostituzione, singolarmente non agevolabile, sia effettuata nell’ambito di interventi maggiori agevolabili, quali, ad esempio, il rifacimento integrale degli impianti idraulici del bagno, con innovazione dei materiali, che comporti anche la sostituzione dei sanitari. Relativamente al c.d. “bonus mobili”, che prevede, fino al 31 dicembre 2016, una detrazione del 50% su un limite massimo di spesa di 10.000 euro, l’Agenzia ha chiarito che vi rientrano le spese per la sostituzione della caldaia, in quanto il bonus mobili può essere utilizzato anche per le spese di manutenzione straordinaria (quale è la sostituzione di una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento), sempreché la sostituzione realizzi un risparmio energetico.
Relativamente alla detrazione per spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica sostenute da un condominio minimo (condominio con non più di 8 condomini, che non ha l’obbligo di nomina dell’amministratore e l’apertura di un conto corrente intestato al condominio), non in possesso di codice fiscale, l’Agenzia ha chiarito che, ove i pagamenti siano stati effettuati con apposito bonifico bancario o postale, i contribuenti interessati potranno beneficiare della detrazione, indicando in dichiarazione il codice fiscale del condomino che ha effettuato detto bonifico; oltre alla documentazione ordinariamente richiesta, il contribuente dovrà esibire, anche un’autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati el’effettuazione degli stessi su parti comuni dell’edificio, nonché i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte dell’edificio. Il decreto-legge 133 del 2014, nell’ambito di una serie di misure finalizzate al rilancio dell’edilizia, ha previsto una deduzione dal reddito per le persone fisiche non esercenti attività commerciali che acquistano immobili a destinazione residenziale da destinare alla locazione, nel periodo 1/1/2014-31/12/2017; la deduzione è pari al 20% del prezzo di acquisto risultante nell’atto di compravendita, nel limite massimo di spesa di 300.000 euro, oltre al 20% degli interessi sul mutuo eventualmente contratto per l’acquisto. Al riguardo, l’Agenzia ha chiarito che il limite di 300.000 euro è riferito al singolo soggetto per il periodo previsto dalla norma (2014-2017) e spetta in relazione alla quota di proprietà; per cui, nell’ipotesi di acquisto in comproprietà di un immobile da destinare alla locazione, il limite di 300.000 euro andrà diviso tra i proprietari, mentre nell’acquisto di più immobili nell’arco di tempo previsto da parte del medesimo soggetto, questi avrà comunque diritto alla deduzione del 20% su un importo massimo complessivo di spesa di 300.000 euro. E’ altresì noto che la norma agevolativa, nel disporre che l’immobile deve essere destinato alla locazione, prevede che ciò debba avvenire entro 6 mesi dall’acquisto (o dal termine dei lavori, se si tratta di immobile ristrutturato), e che la locazione duri almeno 8 anni ed abbia carattere continuativo; al riguardo, l’Agenzia ha chiarito che il requisito della durata di 8 anni deve intendersi soddisfatto, non solo ove tale durata risulti da un esplicito accordo tra le parti, ma anche ove la stessa sia prevista da una norma di legge, in relazione alla tipologia di contratto adottata (il riferimento è al contratto a canone concordato, la cui durata è prevista in sei anni più due).
Quanto alla deduzione del 20% degli interessi sul mutuo, l’Agenzia ha chiarito che:
- gli interessi su cui calcolare la deduzione sono quelli pagati nell’anno (coerentemente con il criterio di deducibilità degli interessi sul mutuo dell’abitazione principale, e con il principio generale secondo cui gli oneri rilevano nel periodo d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa);
- Il limite di spesa di 300.000 euro deve intendersi riferito anche all’importo del mutuo, per cui, nell’ipotesi di mutuo stipulato per un importo superiore, ai fini della deducibilità gli interessi pagati andranno ridotti in proporzione;
- in mancanza di un riferimento temporale normativo alla durata minima della locazione, gli interessi sul mutuo sono da ritenersi deducibili per l’intera durata del mutuo stesso.
E’ noto anche che il decreto legislativo 102/2014, per favorire il contenimento dei consumi energetici, ha previsto l’installazione, entro il 31 dicembre 2016, nei condomini e negli edifici polifunzionali, di sistemi di contabilizzazione individuale del calore, del raffreddamento e dell’acqua calda, che consentano la suddivisione delle spese sulla base del consumo effettivo di ciascuno; al riguardo l’Agenzia ha chiarito che le relative spese, ove non siano detraibili quale riqualificazione energetica, in quanto effettuate in concomitanza con la sostituzione totale o parziale di impianti, sono ammesse alla detrazione nella misura attuale del 50%, trattandosi di intervento finalizzato al conseguimento del risparmio energetico.
L’Agenzia è anche intervenuta sulla annosa questione del decesso del soggetto che aveva titolo alla detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per ribadire che, secondo quanto disposto, in caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio si trasmette all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene, e chiarire che, nell’ipotesi di un immobile concesso in comodato gratuito (regolarmente registrato) al genitore, che nell’immobile aveva effettuato lavori fruendo della detrazione, questa, alla sua morte, si trasmette al figlio, in quanto erede e proprietario dell’immobile.
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giovedì 19 maggio 2016
Investire nella casa non è mai stato così conveniente
Investire nella casa non è mai stato così conveniente
Vita difficile in questo momento per gli investitori, tormentati come non mai dal timore di non riuscire più a trovare un valido investimento. Se oggi le obbligazioni rendono poco, le borse ispirano tutto tranne che fiducia, se i titoli di stato rendono cifre tutt'altro che da capogiro, cosa rimane al povero investitore se non riempire di banconote il buon vecchio materasso? La soluzione, ancora una volta, sembra essere quella del mattone! Perché si può parlare quanto si vuole di crisi e tasse, l’investimento immobiliare resta sempre il porto più sicuro per chi ha da investire e magari anche un sogno nel cassetto... Lo dimostra l’aumento inverosimile (+33%) di richieste di mutuo registrato nel 2015. Non solo i prezzi delle case sono scesi, ma rispetto a prima, ci si è resi conto che non vale la pena d’investire i propri risparmi in altre opportunità a scadenza ravvicinata. Così l’investitore del nuovo millennio, è sempre più impegnato a seminare bene per raccogliere altrettanto, ma senza avere fretta. A riprova di una tendenza di mercato sempre più in espansione, anche il Governo quest’anno ha introdotto nuove esenzioni e facilitazioni al fine di facilitare e spianare la strada a chi sceglie la via del mattone. Insomma il mercato immobiliare non è mai stato così vitale come adesso, alimentato poi da sgravi fiscali e agevolazioni sempre più crescenti che ad oggi rappresentano una ghiotta occasione per chi può approfittarne.
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Vita difficile in questo momento per gli investitori, tormentati come non mai dal timore di non riuscire più a trovare un valido investimento. Se oggi le obbligazioni rendono poco, le borse ispirano tutto tranne che fiducia, se i titoli di stato rendono cifre tutt'altro che da capogiro, cosa rimane al povero investitore se non riempire di banconote il buon vecchio materasso? La soluzione, ancora una volta, sembra essere quella del mattone! Perché si può parlare quanto si vuole di crisi e tasse, l’investimento immobiliare resta sempre il porto più sicuro per chi ha da investire e magari anche un sogno nel cassetto... Lo dimostra l’aumento inverosimile (+33%) di richieste di mutuo registrato nel 2015. Non solo i prezzi delle case sono scesi, ma rispetto a prima, ci si è resi conto che non vale la pena d’investire i propri risparmi in altre opportunità a scadenza ravvicinata. Così l’investitore del nuovo millennio, è sempre più impegnato a seminare bene per raccogliere altrettanto, ma senza avere fretta. A riprova di una tendenza di mercato sempre più in espansione, anche il Governo quest’anno ha introdotto nuove esenzioni e facilitazioni al fine di facilitare e spianare la strada a chi sceglie la via del mattone. Insomma il mercato immobiliare non è mai stato così vitale come adesso, alimentato poi da sgravi fiscali e agevolazioni sempre più crescenti che ad oggi rappresentano una ghiotta occasione per chi può approfittarne.
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martedì 3 maggio 2016
Sempre più acquirenti esteri cercano casa in Italia
Sempre più acquirenti esteri cercano casa in Italia
Sono sempre di più i potenziali acquirenti internazionali che vogliono comprare una seconda casa in Italia rivolgendosi ad agenti immobiliari e a professionisti del settore.
Il numero degli acquirenti stranieri nel 2015 è aumentato del 18% rispetto all'anno precedente.
Per chi vuole vendere casa agli stranieri, è sempre necessario fare rete con imprese e partner internazionali e capire che non si vende solo un immobile agli stranieri o uno dei meravigliosi borghi italiani, ma è l'arte, la storia e la qualità della vita del nostro Paese ad essere ricercata, insieme alle opportunità che rappresenta oggi un distretto territoriale in grado di attuare adeguate politiche di promozione per lo sviluppo economico.
Oggi, il marketing territoriale rappresenta una priorità per chi ha un'abitazione da commercializzare e le amministrazioni pubbliche devono saper fare sistema e costruire partnership tra privati e realtà internazionali se vogliono far crescere davvero i territori e offrire soluzioni e nuove opportunità per lo sviluppo economico, immobiliare e turistico.
www.immobiliarebellitalia.com
Sono sempre di più i potenziali acquirenti internazionali che vogliono comprare una seconda casa in Italia rivolgendosi ad agenti immobiliari e a professionisti del settore.
Il numero degli acquirenti stranieri nel 2015 è aumentato del 18% rispetto all'anno precedente.
Per chi vuole vendere casa agli stranieri, è sempre necessario fare rete con imprese e partner internazionali e capire che non si vende solo un immobile agli stranieri o uno dei meravigliosi borghi italiani, ma è l'arte, la storia e la qualità della vita del nostro Paese ad essere ricercata, insieme alle opportunità che rappresenta oggi un distretto territoriale in grado di attuare adeguate politiche di promozione per lo sviluppo economico.
Oggi, il marketing territoriale rappresenta una priorità per chi ha un'abitazione da commercializzare e le amministrazioni pubbliche devono saper fare sistema e costruire partnership tra privati e realtà internazionali se vogliono far crescere davvero i territori e offrire soluzioni e nuove opportunità per lo sviluppo economico, immobiliare e turistico.
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