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martedì 19 febbraio 2019

Detrazioni per Imu e Tasi, la residenza non basta

Detrazioni per Imu e Tasi, la residenza non basta
Per usufruire delle detrazioni Imu e Tasi non basta avere la residenza nell'immobile. Vediamo cosa ha stabilito in merito una sentenza lombarda.
Per poter usufruire delle detrazioni Imu occorre avere, oltre alla residenza, anche una dimora abituale. Lo ha affermato una sentenza (la 531/2019) dell'undicesima sezione della commissione tributaria regionale della Lombardia. Il caso riguardava un contribuente di Lecco che portava in detrazione l'Imu 2013 affermando appunto di avere la residenza in quel Comune. Tuttavia, egli stesso lavorava dipendente in Puglia e i suoi figli frequentavano le scuole nel Salento.
Dato l'accertamento effettuato, quindi, la detrazione non poteva essere considerata legittima. Il problema si è posto con il passaggio da Ici a Imu. Per la prima imposta, infatti, il requisito della residenza era sufficiente per avere diritto alle detrazioni. Per quanto riguarda Imu e Tasi, invece, la dimora abituale è requisito fondamentale. Quindi, chi sia residente in un immobile ma dimori in un altro, non può portare in detrazione nessuna imposta relativa a nessuno dei due immobili.
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lunedì 3 dicembre 2018

Fondi immobiliari, la quota di Imu e Tasi sempre più pesante

Fondi immobiliari, la quota di Imu e Tasi sempre più pesante
Utili in calo, erosi dalle tasse, e prevalenza di strumenti non quotati negli investimenti immobiliari. Queste le principali evidenze del XII Monitor sulla Finanza immobiliare, realizzato in collaborazione con Caceis, asset servicing del Gruppo Crédit Agricole, e presentato durante lo scorso 29 novembre a Milano.
Fondi immobiliari, garanzie per operazioni a debito
“Tra gli aspetti che meritano di essere indagati – ha sottolineato il prof. Claudio Cacciamani, del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Parma, presentando l’Osservatorio, - c’è quello della nascita di nuove tipologie di fondi che si collocano a metà tra l’immobiliare e il private equity, nonché quello della gestione finanziaria dei fondi immobiliari che diventerà sempre più importante per dare quelle garanzie necessarie per effettuare operazioni a debito”.
L’approvvigionamento di finanziamenti a debito, infatti, rischia di diventare sempre più dispendioso anche a causa dell’aumento dei rendimenti di titoli di Stato, che fanno aumentare a cascata i costi di tutti i finanziamenti, nonché a causa della normativa per la sottoscrizione di fondi, che possono destinare solo un decimo del proprio capitale ad attività di investimento immobiliare.
Prevalgono i fondi Oicr nei fondi immobiliari
Secondo il Monitor sulla Finanza Immobiliare, a prevalere tra gli impieghi dei fondi immobiliari sono gli strumenti non quotati, in particolare titoli di debito e quote in fondi che investono in altri fondi (cosiddetti OICR, ovvero Organismi di investimento collettivo del risparmio). Nel primo semestre 2018 la quota di investimenti non quotati era infatti del 96,32% contro uno scarso 3,68% di strumenti quotati. Una tendenza che si è replicata anche negli anni scorsi, con minime variazioni.
Quota di liquidità nel portafoglio dei fondi immobiliari
Se si guarda alla composizione degli attivi investiti in attività immobiliari, oltretutto si può notare che dal 2015 è sempre presente in portafoglio una quota di almeno il 5% in liquidità: ciò è dovuto alla normativa europea che impone, dopo la crisi, il mantenimento di un certo stock di liquidi in ogni attività finanziaria, a protezione dalle oscillazioni del mercato. Nel primo semestre 2018, oltre a questa quota di liquidità, è stato presente un 5% circa di strumenti finanziari vari, un 3% di altre attività e un 87% circa di investimenti in immobili o diritti reali immobiliari. L’investimento in strumenti derivati, che nel 2013 rappresentava oltre il 2% del totale degli attivi, dopo essersi azzerato negli anni successivi (a causa della scottatura creata dalla crisi) è tornato a fare capolino al 30 giugno 2018 con un mezzo punto percentuale sul totale degli investimenti.
Fondi immobiliari, utili erosi da Imu e Tasi
La nota dolente dei fondi immobiliari sta nella quota di utile rispetto all’investimento, che si è rivelata in costante perdita dal 2012 al 2017 (dati al 31 dicembre), cedendo circa il 2% annuo in media. A pesare sul risultato sono in parte anche le tasse, in particolare Imu e Tasi, imposte a partire dal 2012: la percentuale dei balzelli sul totale degli attivi ha oscillato dal 21,53% del 2012 al 39,34% del 2017, con un picco nel 2016 del 66,51%.
Infine, l’incidenza della componente retail sui fondi immobiliari, al 31 dicembre 2017, è rimasta limitata al 18% (contro un picco del 51% del 2014), mentre il restante 82% è composto di investimenti riservati. Inoltre, la maggioranza degli investimenti sono a lunga scadenza (56%) e a media (32%), mentre a breve scadenza restano il 12% degli impieghi. Tendenza, questa, che è rimasta pressochè invariata nel tempo.
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lunedì 4 dicembre 2017

Pagamento Imu e Tasi 2017: le cose che devi sapere per il versamento del 18 dicembre

Pagamento Imu e Tasi 2017: le cose che devi sapere per il versamento del 18 dicembre
Oramai manca poco: il 18 dicembre è l'ultimo giorno utile per il pagamento della seconda rata dell'Imu e della Tasi per il 2017. Per i proprietari che devono effettuare il versamento ecco dieci cose da sapere sulle imposte sulla casa.
1.  Anche per quest'anno a pagare saranno i proprietari di prime case di lusso o di immobili diversi dall'abitazione principale.Non tutte le abitazioni di lusso dovranno pagare: le villette racchiuse nelle categorie A7 sono "graziate". Per questo si ringrazia il catasto e la mancata riforma.
2.   Per il saldo di dicembre si utilizeranno le nuove aliquote approvate dai comuni e pubblicate sul sito del Mef.
3.  Chi ha pagato la prima rata con le aliquote del 2016, per il saldo di dicembre dovrà versare l'importo che si ottiene sottraendo alla somma ottenuta con le nuove aliquote quando già pagato a giugno.
4.  I proprietari di immobili inagibili, inabitali o dimore storiche hanno diritto a una riduzione del 50% sulla base imponibile di Imu e Tasi. Agli immobili locati a canone concordato si applica una riduzione dell'imposta del 25%. Si applica una riduzione del 50% per le abitazioni principali non di lusso concesse in comodato d'uso gratuito tra genitori e figli.
5.  Gli inquilini hanno diritto a l'esenzione dell'imposta se utilizzano la casa come abitazione principale. Nessuna esenzione per i proprietari che dovranno pagare una quota compresa tra il 70 e il 90%.
6.  I proprietari di abitazione principale che non vi hanno trasferito la residenza - anche per ragioni imputabili a cause di forza maggiore- dovranno pagare Imu e Tasi con le aliquote della seconda casa.
7.  Se un immobile è posseduto da due proprietari entrambi sono tenuti a pagare la propria quota di possesso. Se uno dei due non paga, il secondo è chiamato a pagare anche per il primo. Si chiama responsabilità in solido al pagamento.
8.  Se due coniugi possiedono la residenza in due comuni diversi, entrambe le abitazioni dove risiedono sono considerate come principali, e quindi esenti, ai fini Imu e Tasi. Ciò non avviene se le case si trovano nello stesso comune.
9.  Il calcolo di Imu e Tasi si complica se nel corso del 2016 ci sono state variazioni sul possesso o è cambiata la destinazione d'uso. Si ricorda che qualsiasi variazione deve essere stata segnalata nella dichiarazione IMU e Tasi da presentare entro il 30 giugno 2017.
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venerdì 10 novembre 2017

Imu e Tasi 2017, scadenze ed esenzioni

Imu e Tasi 2017, scadenze ed esenzioni
Il 16 dicembre arriverà il tradizionale appuntamento con le tasse sulla casa, le temute Imu e Tasi. Dopo i continui cambiamenti normativi degli ultimi anni, da quest'anno i proprietari pagano  l'imposta sui servizi municipali e la tassa sui servizi indivisibili sugli immobili diversi dall'abitazione principale, mentre è esente la prima casa (a meno che non si tratti di una struttura di lusso). Vediamo le principali informazioni per il versamento del saldo di dicembre, relative alle scadenze e alle esenzioni previste.
Scadenze Imu e Tasi 2017
Nel 2017 la scadenza il saldo è fissata il 16 dicembre. L'acconto di giugno è stato uguale al 50% dell'imposta ed è stato corrisposto con le aliquota valide per il 2016. E' stato possibile anche versare l'intero importo. Il saldo di dicembre sarà uguale al restante 50% e in realtà dovrà essere corrisposto entro il 18 dicembre, cadendo il 16 di sabato.
Imu 2017, la normativa
Per quanto riguarda l'Imposta sui servizi municipali, l'Imu, viene confermata l'esenzione per la prima casa, a meno che si tratti di abitazioni di lusso e quindi rientranti nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville), A/9 (castelli o palazzi di eminenti pregi artistici o storici). In questo caso si applica un'aliquota dello 0,4%. Per quanto riguarda le aliquota restano confermate quelle previste per il 2016, fermo restando la possibilità dei sindaci di ridurre le percentuali, ma non di aumentarle.
Imu 2017, esenzioni
La legge prevede specifici casi in cui l'immobile è equiparato ad abitazione principale e pertanto esente dal pagamento. L'Imu non si paga nei casi di
- unità immobiliari adibite ad abitazione principale di soci assegnatari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivise
- gli alloggi classificati come sociali ai sensi del decreto del 22 aprile del 2008 del Ministero delle Infrastrutture
- le unità immobiliari di proprietà del personale di servizio permanente delle Forze Armate o della Polizia, dei Vigili del Fuoco e del personale della carriera prefettizia non concesso in locazione.
- la casa assegnata al coniuge in caso di separazione
- la casa appartenente a cittadini residenti all'estero, se si è pensionati nel Pase dove si risiede, se si è iscritti all'AIRE e l'immobile non risulta né locato né utilizzato per un comodato d'uso.
- unità immobilire, non locata, posseduta per proprietà od usufrutto da anziani o disabili ricoverati in istituto, qualora lo stabilisca l'opportuna delibera comunale.
Tasi 2017 seconda casa

Come già accaduto per la prima rata, anche per il saldo non pagheranno la tasi i prorietari di prima casa (sempre e quando non si tratta di un immobile di lusso). Se i componenti del nucleo familiare vivono in immobili differenti, solo uno avrà pero' diritto all'esenzione.
Esenti dal pagamento anche le pertinenze dell'abitazione principale. Per quanto riguarda le aliquote, invece, i Comuni possono mantenere le aliquote maggiorate dello scorso anno (+0,8%), ma non possono aumentarle.
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