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martedì 30 settembre 2014

Obbligo di formazione per gli amministratori di condominio, il decreto ufficiale in Gazzetta


Obbligo di formazione per gli amministratori di condominio, il decreto ufficiale in Gazzetta
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è diventata legge l’obbligatorietà, per tutti coloro i quali svolgano la professione di Amministratore di Condominio, a frequentare periodicamente corsi di formazione e aggiornamento. Questo è solo l’ultimo tassello, in ordine temporale, della complessa riforma dei condomini che è stata varata con la legge numero 220 del 2012 la quale ha introdotto modifiche sostanziali sia nella gestione del condominio sia nella professionalità richiesta a chi lo amministra. Proprio in virtù dell’alto tasso di improvvisazione che in questa professione si è rilevato, e che rischiava di mettere in cattiva luce anche chi svolge la professione di amministratore di condominio in maniera seria e competente, si è deciso di introdurre l’obbligo, che prevede un minimo di 72 ore di formazione nella fase iniziale della carriera alle quali, con cadenza periodica, dovranno essere aggiunte almeno 15 ore di aggiornamento.
Estremamente soddisfatte anche le associazioni di categoria che, in occasione di un incontro organizzato neglio scorsi giorni da Confedilizia, hanno ribadito il loro totale appoggio all’obbligatorietà della formazione; indispensabile dal momento che, per amministrare in maniera corretta un condominio, si devono possedere diverse competenze in abito tecnico, contabile, legale e, non ultimo, fiscale.
Il Decreto ministeriale, che come detto è stato pubblicato nel numero 140 della Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore il prossimo 9 ottobre. La riforma del condominio e dell’amministraizione di esso arriva dopo ben sette decenni da quando la prima normativa che disciplinava questa materia fece la sua comparsa sul codice civile. Riuscirà questa nuova norma, come auspicato da molti, a rendere più chiara la gestione dei condomini e, soprattutto, più serena la vita all’interno di essi?
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mercoledì 9 luglio 2014

RIFORMA DEL CATASTO 2014 E TASSE SULLA CASA: COSA CAMBIERA'?


Riforma del catasto 2014 e tasse sulla casa: cosa cambierà?
E' partita venerdì la riforma del catasto 2014 con l'approvazione delle commissioni censuarie. Alto è il rischio di nuovi rincari a causa della decisione di allineare le rendite catastali ai valori di mercato.
Riforma del catasto 2014
Nonostante tutta la riforma ruoti intorno alla necessità dell’invarianza del gettito proprio per assicurare che le nuove rendite non si traducano automaticamente in maxi tasse sulla casa, è alto il rischio che la rendita catastale per il calcolo IMU e la tassa sui servizi indivisibili TASI aumentino anche di 10 volte rispetto al valore attuale. Tutto dipenderà da come i sindaci dei vari comuni rimoduleranno le aliquote e le agevolazioni delle imposte una volta chiusa la riforma.
L’aumento sarà tanto più elevato quanto più basso è il livello delle attuali rendite. L’allineamento progressivo dei valori patrimoniali a quelli del mercato delle compravendite immobiliari e delle rendite agli importi delle locazioni dovrebbe ridurre ed eliminare le attuali sperequazioni. Tutto ciò inciderà sul calcolo di TASI e IMU, che al momento presentano profonde differenze tra le varie zone d’Italia se non tra diverse zone della stessa città.
Commissioni censuarie: escluse le associazioni di categoria
Il decreto attuativo della delega fiscale, varato venerdì e ora in esame al Parlamento, non assicura la presenza dei rappresentati delle associazioni di categoria del settore immobiliare in ognuna delle 103 commissioni censuarie locali, che sono composte da 7 membri ciascuna. Le commissioni censuarie saranno composte dal Presidente, scelto tra magistrati ordinari, amministrativi o tributari, 2 componenti designati dalle Entrate e 1 dall’Anci. Sarà il Prefetto a proporre i componenti indicati da professionisti e associazioni di categoria al presidente del Tribunale, il quale ne nominerà 3. Le associazioni di categoria potrebbero quindi essere escluse dalle commissioni censuarie e non avere la possibilità di esprimere il proprio parere circa il meccanismo di costruzione delle funzioni statistiche che definiscono i nuovi importi. La correzione di rotta sulla formazione delle commissioni censuarie è ancora possibile, poiché la riforma del catasto è ora al vaglio dei pareri parlamentari, e la delega stabilisce un periodo di 30 giorni dalla data di trasmissione.
Mancanza di tutela anticipata per il contribuente
Altro punto di dibattito sulla nuova riforma del catasto è la mancanza di una tutela anticipata per il contribuente. Questo meccanismo avrebbe dato la possibilità di esaminare i reclami dei contribuenti in commissione censuaria prima di un ricorso vero e proprio. L’autotutela del cittadino sarebbe stata opportuna per rendere il sistema più efficiente, favorire la semplificazione delle procedure e interpellare direttamente i membri della commissione censuaria qualificati sull’estimo catastale.
Definizioni delle rendite catastali: l'iter
L’iter per la definizione delle nuove rendite catastali nell’ambito della riforma del catasto dovrebbe seguire diversi passaggi successivi quali:
- Mappatura a partire dalle “microzone”, porzioni del territorio con caratteristiche omogenee.
- Revisione radicale del sistema di vani, classi e categorie (ormai datato) per arrivare agli immobili-tipo su cui costruire gli algoritmi per attribuire i nuovi valori basati sui metri quadrati.
- Individuazione del valore medio di mercato per ogni microzona e per ogni tipologia immobiliare, con applicazione di coefficienti che terranno conto di ubicazione, epoca di costruzione e gradi di finitura. I coefficienti funzioneranno sulla base do un algoritmo che definirà il valore unitario al metro quadro
- Validazione delle funzioni statistiche da parte delle 103 commissioni censuarie.
- Attribuzione del valore patrimoniale medio stabilito attraverso gli algoritmi sulla base del valore di mercato e la nuova rendita che – sempre attraverso le funzioni statistiche – sarà ancorata al valore locativo.
Attribuzione di estimo incoerente: che fare?
Secondo la riforma catastale 2014, in caso di attribuzione di un estimo incoerente il cittadino potrà:
- Fare istanza di autotutela all’ufficio provinciale del Territorio dell’Agenzia delle Entrate. Ciò sarà possibile a partire dalla notifica prevista dal decreto legislativo
- Ricorso alla Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dalla notifica in caso di mancata risposta o rigetto parziale o totale (salvo diversamente indicato dal decreto legislativo in relazione al termine per il procedimento speciale sull’estimo).

Le Commissioni tributarie saranno chiamate a esprimersi nel merito dei valori immobiliari per altre tipologie di imposte, la cui trattazione richiede una formazione specifica.
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giovedì 22 novembre 2012

RIFORMA DEL CONDOMINIO: I PUNTI CHIAVE



Riforma del condominio: i punti chiave.
Dopo 70 anni cambia la legge che determina la gestione della vita condominiale. Con l'approvazione del Senato è infatti diventata realtà la riforma del condominio, la cui versione precedente risaliva al lontano 1942.
La nuova legge, incentivando il ricorso all'istituto di conciliazione in caso di controversie, è stata creata per limitare i motivi di polemica e di astio tra i condomini, agevolando i processi decisionali.
Ecco, in sintesi, quali sono i punti più significativi trattati dalla riforma:
  • Amministratore: dovrà esibire alcuni requisiti come: avere il diploma di maturità, aver frequentato un corso apposito o accendere una polizza a tutela dei rischi. La nomina di un amministratore sarà obbligatoria se il condominio è composto da almeno 9 condomini. Resterà in carica per due anni e potrà essere licenziato alla scadenza del mandato.
  • Conto corrente: diventerà obbligatoria l'apertura di un conto corrente di condominio, in modo da rendere più trasparente ciascuna spesa sostenuta. Il conto corrente sarà consultabile da ogni condomino.
  • Bilanci: al pari del conto corrente, anche i bilanci potranno essere visionati liberamente da ciascun condomino.
  • Animali domestici: cade qualunque divieto di tenere animali domestici in casa, una misura che viene incontro ai cambiamenti degli italiani, sempre più propensi a convivere con qualche animale domestico.
  • Parti comuni: basterà la maggioranza dei 4/5 dei condomini per modificare la destinazione d'uso delle parti comuni, decidendone anche la vendita.
  • Riscaldamento: chi vorrà staccarsi dal riscaldamento centralizzato potrà farlo senza chiedere il permesso all'assemblea, anche se dovrà continuare a pagare la manutenzione straordinaria.
  • Energie rinnovabili e videosorveglianza: sarà sufficiente la metà dei millesimi per deliberare l'installazione di impianti per la produzione di energia eolica, solare o rinnovabile. Lo stesso quorum è previsto per l'installazione di telecamere di videosorveglianza.
  • Violazioni e morosità: le violazioni del regolamento costeranno 200€ di multa, che in caso di recidività arriveranno a 800€. Contro i morosi l'amministratore potrà intervenire direttamente con decreto ingiuntivo.
Fonte: idealista.it