Come effettuare nel 2019 la detrazione della provvigione pagata all'agenzia immobiliare
Lunedì 15 aprile è iniziata ufficialmente la campagna per la dichiarazione dei redditi 2019 relativa all'anno di imposta 2018. Anche quest'anno tra le spese che è possibile detrarre dal modello 730 ci sono le provvigioni pagate all'agenzia immobiliare.
I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l'acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro. Si può usufruire della detrazione se l'acquisto dell'immobile è effettivamente concluso. In caso di stipula del contratto preliminare, per poter usufruire della detrazione è necessario aver regolarmente registrato il compromesso.
La detrazione spetta a condizione che l'immobile acquistato sia adibito ad abitazione principale. In particolare:
- per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.
- l'unità immobiliare deve essere adibita ad abitazione principale entro i termini previsti dalla lett. b) dell'art. 15 del TUIR, concernente la detrazione spettante per gli interessi passivi pagati per i mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione principale e, quindi, ordinariamente entro un anno dall'acquisto, salvi i diversi termini per le eccezioni ivi previste.
Considerato l'esplicito riferimento della legge all'acquisto dell'abitazione principale, la detrazione spetta esclusivamente all'acquirente dell'immobile; il venditore, pertanto, non può beneficiare della detrazione in esame anche se ha corrisposto la relativa provvigione all'intermediario immobiliare. La detrazione non spetta se le spese sono sostenute nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico.
Se l'unità immobiliare è acquistata da più persone, la detrazione, nel limite di 1000 euro, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà. Il beneficiario, pertanto, può essere attribuito al proprietario dell'immobile, in percentuale, qualora la fattura risulti intestata almeno a uno dei proprietari.
Nell'ipotesi di:
- Fattura intestata a un solo proprietario, ma immobile in comproprietà, al fine di consentire la detrazione pro-quota anche al comproprietario che non è indicato nella fattura, sarà necessario integrare il documento annotandovi i dati di quest'ultimo.
- Immobile intestato a un solo proprietario, ma fattura cointestata al proprietario e a un'altra persona, al fine di consentire la detrazione dell'intero importo all'unico proprietario sarà necessario integrare la fattura, annotando che l'onere per l'intermediazione è stato sostenuto interamente da quest'ultimo.
- Fattura intestata esclusivamente a una persona che non sia proprietaria dell'immobile, le spese per l'intermediazione non potranno essere detratte neanche dal proprietario.
Requisiti agenti immobiliari
Per poter usufruire della detrazioni gli immobiliari devono essere iscritti come agenti immobiliari in base alla legge n. 39 del 1989 che ne disciplina anche le modalità e funzioni.
Documenti da conservare
Documentazione da controllare e conservare. Con la Circolare 13.05.2011 n.20, risposta 5.8 è stato precisato che:
- la detrazione non spetta se la fattura rilasciata dall'intermediario immobiliare è intestata ad un soggetto non proprietario;
- nel caso in cui la fattura è intestata ad un solo proprietario ma l'immobile è in comproprietà, è necessario integrarla con i dati anagrafaci del comproprietario mancante;
- se la fattura è intestata al proprietario dell'immobile e ad un altro soggetto non proprietario, è necessario che in fattura venga specificato (o integrato) che l'onere è stato sostenuto solo dal proprietario.
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mercoledì 24 aprile 2019
Come effettuare nel 2019 la detrazione della provvigione pagata all'agenzia immobiliare
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martedì 23 aprile 2019
Dichiarazione dei redditi 2019, le detrazioni delle spese di ristrutturazione
Dichiarazione dei redditi 2019, le detrazioni delle spese di ristrutturazione
Anche quest'anno sarà possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi 2019 le spese per gli interventi di ristrutturazione eseguite sul proprio immobile durante l'anno di imposta 2018. Vediamo quali sono tutte le informazioni utili.
Ristrutturazione 2019, a chi spetta la detrazione?
Possono fruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato. La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi, a condizione che ne sostangano le relative spese.
Tali soggetti sono:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento quali usufrutto, uso, abitazione o superficie;
- soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o beni merce;
- soggetti indicati nell'art. 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali;
- detentori (locatari, comodatari) dell'immobile;
- familiari conviventi;
- coniuge separato assegnatario dell'immobile intestato all'altro coniuge;
- conviventi more uxorio;
- futuro acquirente.
Quali lavori danno diritto alla detrazione 2019 per le ristrutturazioni?
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici la detrazione spetta per le spese di:
- manutenzione ordinaria;
- manutenzione straordinaria;
- restauro e di risanamento conservativo;
- ristrutturazione edilizia.
Per gli interventi effettuati sulle singole unità immobiliari e/o sulle relative pertinenze, la detrazione spetta per le medesime spese, ad eccezione di quelle relative alal manutenzione ordinaria. L'agevolazione è riferita ad interventi eseguiti su singole unità immobiliari residenziali, di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, accatastate o in via di accatastamento.
Documenti da presentare per la detrazione di ristrutturazione edilizia
Per usufruire della detrazione il contribuente deve avere eseguito gli adempimenti previsti ed essere in possesso della relativa documentazione. Per fruire della detrazione è necessario che le spese siano pagate esclusivamente mediante bonifico dal quale risulti:
- la causale del versamento dalla quale risulti che il pagamento è effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione. Nel caso in cui, per mero errore materiale, siano stati riportati i riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica, la detrazione può comunque essere riconosciuta senza necessità di ulteriori adempimenti;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione (che può essere anche diverso dall'ordinante il bonifico);
- il numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Il bonifico postale è assimilato a quello bancario ed è quindi da considerarsi valido così come è ugualmente valido il bonifico effettuato "on line". La detrazione è ammessa anche se l'onere è sostenuto mediante un bonifico tratto su un conto acceso presso un istituto di pagamento, operatore diverso dalle banche, autorizzato a prestare servizi di pagamento, tra i quali l'esecuzione di bonifici.
E' inoltre importante:
- effettuare la comunicazione all'Azienda sanitaria locale competente nel territorio in cui si svolgono i lavori;
- indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, nel caso di lavori effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto di comodato o di locazione;
- per gli interventi realizzati sulle parti comuni il contribuente deve conservare la documentazione rilasciata dall'amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.
Limite spesa detrazione lavori di ristrutturazione
L'art. 11 del DL n. 83 del 2012 ha previsto l'aumento della detrazione percentuale dal 36 al 50 per cento, nonché l'innalzamento del limite di spesa agevolabile da euro 48.000 a euro 96.000 a partire dal 26 giugno 2012. Questi maggiori benefici sono stati più volte prorogati fino, da ultimo, al 31 dicembre 2017 e, per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici, fino al 31 dicembre 2021.
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Anche quest'anno sarà possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi 2019 le spese per gli interventi di ristrutturazione eseguite sul proprio immobile durante l'anno di imposta 2018. Vediamo quali sono tutte le informazioni utili.
Ristrutturazione 2019, a chi spetta la detrazione?
Possono fruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato. La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi, a condizione che ne sostangano le relative spese.
Tali soggetti sono:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento quali usufrutto, uso, abitazione o superficie;
- soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o beni merce;
- soggetti indicati nell'art. 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali;
- detentori (locatari, comodatari) dell'immobile;
- familiari conviventi;
- coniuge separato assegnatario dell'immobile intestato all'altro coniuge;
- conviventi more uxorio;
- futuro acquirente.
Quali lavori danno diritto alla detrazione 2019 per le ristrutturazioni?
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici la detrazione spetta per le spese di:
- manutenzione ordinaria;
- manutenzione straordinaria;
- restauro e di risanamento conservativo;
- ristrutturazione edilizia.
Per gli interventi effettuati sulle singole unità immobiliari e/o sulle relative pertinenze, la detrazione spetta per le medesime spese, ad eccezione di quelle relative alal manutenzione ordinaria. L'agevolazione è riferita ad interventi eseguiti su singole unità immobiliari residenziali, di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, accatastate o in via di accatastamento.
Documenti da presentare per la detrazione di ristrutturazione edilizia
Per usufruire della detrazione il contribuente deve avere eseguito gli adempimenti previsti ed essere in possesso della relativa documentazione. Per fruire della detrazione è necessario che le spese siano pagate esclusivamente mediante bonifico dal quale risulti:
- la causale del versamento dalla quale risulti che il pagamento è effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione. Nel caso in cui, per mero errore materiale, siano stati riportati i riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica, la detrazione può comunque essere riconosciuta senza necessità di ulteriori adempimenti;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione (che può essere anche diverso dall'ordinante il bonifico);
- il numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Il bonifico postale è assimilato a quello bancario ed è quindi da considerarsi valido così come è ugualmente valido il bonifico effettuato "on line". La detrazione è ammessa anche se l'onere è sostenuto mediante un bonifico tratto su un conto acceso presso un istituto di pagamento, operatore diverso dalle banche, autorizzato a prestare servizi di pagamento, tra i quali l'esecuzione di bonifici.
E' inoltre importante:
- effettuare la comunicazione all'Azienda sanitaria locale competente nel territorio in cui si svolgono i lavori;
- indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, nel caso di lavori effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto di comodato o di locazione;
- per gli interventi realizzati sulle parti comuni il contribuente deve conservare la documentazione rilasciata dall'amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.
Limite spesa detrazione lavori di ristrutturazione
L'art. 11 del DL n. 83 del 2012 ha previsto l'aumento della detrazione percentuale dal 36 al 50 per cento, nonché l'innalzamento del limite di spesa agevolabile da euro 48.000 a euro 96.000 a partire dal 26 giugno 2012. Questi maggiori benefici sono stati più volte prorogati fino, da ultimo, al 31 dicembre 2017 e, per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici, fino al 31 dicembre 2021.
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mercoledì 21 marzo 2018
Detrazioni fiscali ristrutturazione 2018, cosa fare per ottenerle
Detrazioni fiscali ristrutturazione 2018, cosa fare per ottenerle
L' Agenzia delle Entrate ha appena pubblicato la guida al bonus edilizia 2018 che contiene tutte le informazioni utili per usufruire anche quest'anno delle detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione del proprio immobile. Vediamo quali sono gli adempimenti previsti per richiedere le agevolazioni.
Come stabilito dalla legge di Stabilità di quest'anno, fino al 31 dicembre 2018 è previsto una detrazione del 50% per un tetto massimo di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare. La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell'anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
1) Comunicazione azienda sanitaria locale ristrutturazione
Nei casi previsti dalla legge, è obbligatorio inviare una comunicazione preventiva all'Asl che contenga le seguenti informazioni:
generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi
natura dell'intervento da realizzare
dati identificativi dell'impresa che ha eseguito i lavoro con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obligghi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione
data di inizio dell'intervento di recupero.
2) Comunicazione Enea 2018
Per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi, la legge di bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.
3) Pagamento lavori ristrutturazione
Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:
causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
codice fiscale del beneficiario della detrazione
codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere assolte con altre modalità. Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.
4) Spese di ristrutturazione dichiarazione dei redditi
Bisogna indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
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Come stabilito dalla legge di Stabilità di quest'anno, fino al 31 dicembre 2018 è previsto una detrazione del 50% per un tetto massimo di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare. La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell'anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
1) Comunicazione azienda sanitaria locale ristrutturazione
Nei casi previsti dalla legge, è obbligatorio inviare una comunicazione preventiva all'Asl che contenga le seguenti informazioni:
generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi
natura dell'intervento da realizzare
dati identificativi dell'impresa che ha eseguito i lavoro con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obligghi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione
data di inizio dell'intervento di recupero.
2) Comunicazione Enea 2018
Per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi, la legge di bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.
3) Pagamento lavori ristrutturazione
Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:
causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
codice fiscale del beneficiario della detrazione
codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere assolte con altre modalità. Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.
4) Spese di ristrutturazione dichiarazione dei redditi
Bisogna indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
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giovedì 17 settembre 2015
Ecobonus 2015: prorogati i termini di scadenza
Ecobonus 2015: prorogati i termini di scadenza
Sono stati prorogati al 31 dicembre 2015 i termini di scadenza entro i quali presentare la richiesta degli ecobonus 2015 e fruire delle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione energetica. Pertanto è ancora possibile accedere alle agevolazioni fiscali per chi, in attesa dell’inverno, decide di migliorare l’efficienza energetica delle propria abitazione con interventi radicali e quindi costosi di riqualificazione energetica, in particolare in caso di immobili molto vecchi. Per un aiuto a sostenerne le spese, è possibile fruire degli ecobonus 2015, visto che sono stati prorogati i termini di scadenza al 31 dicembre 2015. Anche perché oggi è ancora più facile accedere alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico e risparmiare così fino al 65% dei costi per gli interventi di manutenzione straordinaria e di riqualificazione energetica.
Come accedere agli ecobonus 2015
Grazie alla procedura semplificata introdotta dal decreto 175 sulle semplificazioni fiscali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 novembre 2014, sarà ancora più facile accedere agli ecobonus 2015. Per fruire delle agevolazioni basta dimostrare, con apposita documentazione, di aver sostenuto determinate spese per impianti fotovoltaici, caldaie a biomassa e grandi elettrodomestici di classe A+, tende solari, vetrate, infissi e caminetti, e perfino determinate tipologie di mobili. Per citare solo alcuni degli interventi mirati al risparmio energetico, al miglioramento e all’adeguamento sismico e di ristrutturazione degli immobili che possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi nella misura del 65% e del 50%.
Perché la proroga
Trattandosi di interventi che hanno bisogno di tempi piuttosto lunghi, con la legge di Stabilità 2015 si è pensato di prorogare la scadenza fino al 31 dicembre, per consentire agli utenti di completare i lavori entro il 2015. Inoltre, in previsione di altre richieste, si è reso necessario allungare i tempi per la presentazione delle domande da parte di altri cittadini incoraggiati anche dal risparmio sulle spese energetiche garantito da questi interventi.
Come si accede agli ecobonus 2015
Per fruire delle agevolazioni bisogna dimostrare che i lavori di riqualificazione energetica siano cominciati nel 2014 e che verranno portati avanti nel 2015. Tutti i titolari di immobili oggetto dell’intervento, compresi esercenti di arti e professioni, le persone che conseguono un reddito d’impresa, le associazioni tra professionisti e gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, potranno accedere alle agevolazioni degli ecobonus 2015.
La documentazione all’Enea
La documentazione da presentare per ottenere gli ecobonus 2015 comprende le ricevute dei bonifici bancari o postali da cui risultino evidenti la causale del versamento, il codice fiscale dei contribuenti o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento e tutti i dati catastali dell’immobile ristrutturato nella dichiarazione dei redditi. Al termine dei lavori, e non oltre i 90 giorni, bisognerà inoltrare all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. Le autocertificazioni presentate dal richiedente non saranno considerate valide.
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Sono stati prorogati al 31 dicembre 2015 i termini di scadenza entro i quali presentare la richiesta degli ecobonus 2015 e fruire delle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione energetica. Pertanto è ancora possibile accedere alle agevolazioni fiscali per chi, in attesa dell’inverno, decide di migliorare l’efficienza energetica delle propria abitazione con interventi radicali e quindi costosi di riqualificazione energetica, in particolare in caso di immobili molto vecchi. Per un aiuto a sostenerne le spese, è possibile fruire degli ecobonus 2015, visto che sono stati prorogati i termini di scadenza al 31 dicembre 2015. Anche perché oggi è ancora più facile accedere alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico e risparmiare così fino al 65% dei costi per gli interventi di manutenzione straordinaria e di riqualificazione energetica.
Come accedere agli ecobonus 2015
Grazie alla procedura semplificata introdotta dal decreto 175 sulle semplificazioni fiscali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 novembre 2014, sarà ancora più facile accedere agli ecobonus 2015. Per fruire delle agevolazioni basta dimostrare, con apposita documentazione, di aver sostenuto determinate spese per impianti fotovoltaici, caldaie a biomassa e grandi elettrodomestici di classe A+, tende solari, vetrate, infissi e caminetti, e perfino determinate tipologie di mobili. Per citare solo alcuni degli interventi mirati al risparmio energetico, al miglioramento e all’adeguamento sismico e di ristrutturazione degli immobili che possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi nella misura del 65% e del 50%.
Perché la proroga
Trattandosi di interventi che hanno bisogno di tempi piuttosto lunghi, con la legge di Stabilità 2015 si è pensato di prorogare la scadenza fino al 31 dicembre, per consentire agli utenti di completare i lavori entro il 2015. Inoltre, in previsione di altre richieste, si è reso necessario allungare i tempi per la presentazione delle domande da parte di altri cittadini incoraggiati anche dal risparmio sulle spese energetiche garantito da questi interventi.
Come si accede agli ecobonus 2015
Per fruire delle agevolazioni bisogna dimostrare che i lavori di riqualificazione energetica siano cominciati nel 2014 e che verranno portati avanti nel 2015. Tutti i titolari di immobili oggetto dell’intervento, compresi esercenti di arti e professioni, le persone che conseguono un reddito d’impresa, le associazioni tra professionisti e gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, potranno accedere alle agevolazioni degli ecobonus 2015.
La documentazione all’Enea
La documentazione da presentare per ottenere gli ecobonus 2015 comprende le ricevute dei bonifici bancari o postali da cui risultino evidenti la causale del versamento, il codice fiscale dei contribuenti o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento e tutti i dati catastali dell’immobile ristrutturato nella dichiarazione dei redditi. Al termine dei lavori, e non oltre i 90 giorni, bisognerà inoltrare all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. Le autocertificazioni presentate dal richiedente non saranno considerate valide.
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