Come effettuare nel 2019 la detrazione della provvigione pagata all'agenzia immobiliare
Lunedì 15 aprile è iniziata ufficialmente la campagna per la dichiarazione dei redditi 2019 relativa all'anno di imposta 2018. Anche quest'anno tra le spese che è possibile detrarre dal modello 730 ci sono le provvigioni pagate all'agenzia immobiliare.
I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l'acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro. Si può usufruire della detrazione se l'acquisto dell'immobile è effettivamente concluso. In caso di stipula del contratto preliminare, per poter usufruire della detrazione è necessario aver regolarmente registrato il compromesso.
La detrazione spetta a condizione che l'immobile acquistato sia adibito ad abitazione principale. In particolare:
- per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.
- l'unità immobiliare deve essere adibita ad abitazione principale entro i termini previsti dalla lett. b) dell'art. 15 del TUIR, concernente la detrazione spettante per gli interessi passivi pagati per i mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione principale e, quindi, ordinariamente entro un anno dall'acquisto, salvi i diversi termini per le eccezioni ivi previste.
Considerato l'esplicito riferimento della legge all'acquisto dell'abitazione principale, la detrazione spetta esclusivamente all'acquirente dell'immobile; il venditore, pertanto, non può beneficiare della detrazione in esame anche se ha corrisposto la relativa provvigione all'intermediario immobiliare. La detrazione non spetta se le spese sono sostenute nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico.
Se l'unità immobiliare è acquistata da più persone, la detrazione, nel limite di 1000 euro, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà. Il beneficiario, pertanto, può essere attribuito al proprietario dell'immobile, in percentuale, qualora la fattura risulti intestata almeno a uno dei proprietari.
Nell'ipotesi di:
- Fattura intestata a un solo proprietario, ma immobile in comproprietà, al fine di consentire la detrazione pro-quota anche al comproprietario che non è indicato nella fattura, sarà necessario integrare il documento annotandovi i dati di quest'ultimo.
- Immobile intestato a un solo proprietario, ma fattura cointestata al proprietario e a un'altra persona, al fine di consentire la detrazione dell'intero importo all'unico proprietario sarà necessario integrare la fattura, annotando che l'onere per l'intermediazione è stato sostenuto interamente da quest'ultimo.
- Fattura intestata esclusivamente a una persona che non sia proprietaria dell'immobile, le spese per l'intermediazione non potranno essere detratte neanche dal proprietario.
Requisiti agenti immobiliari
Per poter usufruire della detrazioni gli immobiliari devono essere iscritti come agenti immobiliari in base alla legge n. 39 del 1989 che ne disciplina anche le modalità e funzioni.
Documenti da conservare
Documentazione da controllare e conservare. Con la Circolare 13.05.2011 n.20, risposta 5.8 è stato precisato che:
- la detrazione non spetta se la fattura rilasciata dall'intermediario immobiliare è intestata ad un soggetto non proprietario;
- nel caso in cui la fattura è intestata ad un solo proprietario ma l'immobile è in comproprietà, è necessario integrarla con i dati anagrafaci del comproprietario mancante;
- se la fattura è intestata al proprietario dell'immobile e ad un altro soggetto non proprietario, è necessario che in fattura venga specificato (o integrato) che l'onere è stato sostenuto solo dal proprietario.
www.immobiliarebellitalia.com
Visualizzazione post con etichetta spese casa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spese casa. Mostra tutti i post
mercoledì 24 aprile 2019
Come effettuare nel 2019 la detrazione della provvigione pagata all'agenzia immobiliare
Etichette:
730,
730 2019,
agenzia immobiliare jesi,
detrazioni casa,
detrazioni fiscali,
dichiarazione dei redditi,
jesi,
provvigione agente immobiliare,
spese casa
sabato 29 ottobre 2016
Bonus energia. Utili, ma sconosciuti...
Bonus energia. Utili, ma sconosciuti...
Lo sconto in bolletta c'è, ma non lo sa praticamente nessuno...
Potrebbero riceverli circa 3 milioni di cittadini eppure ne hanno beneficiato solo il 34%, per l’elettricità, e il 27% per il gas. Le agevolazioni possono riguardare anche i malati gravi. Consentono di risparmiare tra il 15% e il 20% sulla bolletta di luce e gas, eppure non li conosce quasi nessuno. Il bonus elettrico e quello del gas sono delle agevolazioni introdotte tra il 2007 e il 2009 per aiutare alcune categorie di cittadini - come quelli con un reddito molto basso o che hanno bisogno di apparecchiature elettroniche salvavita – a contenere le spese. Si tratta di uno sconto sulla spesa di energia elettrica e gas, applicabile sia ad un contratto di mercato libero che di regime tutelato, che viene calcolato non sulla spesa effettiva, ma su quella media di un utente tipo commisurata al numero dei membri della famiglia e alla zona climatica di residenza. Per dare un’idea: per l’energia elettrica si va da un minimo di 80 euro per i nuclei con una o due persone, fino ai 153 euro per le famiglie numerose. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, ne avrebbero diritto 3 milioni di cittadini. Eppure, da un’indagine conoscitiva avviata dall’Autorità di settore (Aeegsi) è emerso che le richieste sono molte di meno. Nel caso del bonus elettrico l’hanno ottenuto solo il 34% degli aventi diritto. Per il gas, la percentuale degli effettivi beneficiari scende al 27%. Dall’indagine è inoltre emerso che, dopo un primo anno in cui i bonus hanno raggiunto quasi 2 milioni di famiglie, i beneficiari sono diminuiti sempre di più.
Chi sarebbero i beneficiari? Sono tutte le famiglie con Isee non superiore a 7.500 euro e quelle con almeno quattro figli e un Isee sotto i 20.000. Dal bonus vengono invece escluse le famiglie che usano fonti di riscaldamento diverse dal gas naturale. Inoltre, con il decreto del 14 settembre 2009, i bonus sono stati estesi anche ai beneficiari della Carta acquisti o Social card. In questo caso lo sconto è riconosciuto sulla bolletta elettrica, senza bisogno di richieste da parte del cliente. E il bonus viene rinnovato ogni anno in maniera automatica. Tuttavia tra le famiglie escluse da queste agevolazioni ci sono soprattutto quelle con un capofamiglia sotto i 30 anni o sopra i 70. E a non richiederlo sono, paradossalmente, i nuclei familiari con la spesa energetica più elevata.
Dai dati raccolti sembra che in media il 30% dei clienti che avevano chiesto il bonus, poi non abbiano ripresentato la domanda (che va fatta ogni 12 mesi). Ad aggravare la situazione anche il fatto che chi ne avrebbe diritto in quanto possessore di Social card, di fatto non ne usufruisce perché quasi nessuno ha indicato il codice pod (codice identificativo del punto fisico in cui l’energia viene consegnata dal fornitore e prelevata dal cliente), necessario per individuare la fornitura di energia cui applicare il bonus.
All’origine di numeri così bassi ci sono - come evidenzia l’indagine - strategie di comunicazione poco efficaci che non sono riuscite a raggiungere tutti i potenziali aventi diritto e a cui ora si sta cercando di rimediare con campagne come “Bonus a sapersi” di Adiconsum. Poi c'è la questione burocrazia... Per ottenere il bonus è necessario, infatti, presentare presso il Comune di residenza o i Caf, i moduli che si possono ritirare presso i Comuni, sul sito dell'Autorità per l'energia e sul sito Anci. Oltre ai moduli servono poi un documento di identità, l’Isee, l’elenco dei componenti del nucleo Isee e, nei casi di famiglie numerose, un ulteriore modulo per dimostrarlo. Infine servono alcune informazioni che si trovano sulla bolletta o sul contratto di fornitura. Si tratta del codice Pod e del valore della potenza impegnata o disponibile della fornitura. Tra le altre agevolazioni economiche poco conosciute c’è quella che interessa i malati gravi che hanno bisogno di apparecchiature salvavita. Anche in questo caso la richiesta di bonus va presentata al Comune di residenza o al Caf, utilizzando gli appositi moduli disponibili sugli stessi siti. Occorre, inoltre, allegare la certificazioni della propria Asl sulle gravi condizioni di salute che rendono indispensabile l'utilizzo delle apparecchiature salvavita. Il valore del bonus non è fisso e dipende dalla potenza contrattuale, della tipologia delle apparecchiature e del tempo di utilizzo. Lo sconto viene detratto direttamente dalle bollette per tutto il periodo di utilizzo delle apparecchiature. Per ottenere l’agevolazione non è necessario un avere un reddito basso.
www.immobiliarebellitalia.com
Lo sconto in bolletta c'è, ma non lo sa praticamente nessuno...
Potrebbero riceverli circa 3 milioni di cittadini eppure ne hanno beneficiato solo il 34%, per l’elettricità, e il 27% per il gas. Le agevolazioni possono riguardare anche i malati gravi. Consentono di risparmiare tra il 15% e il 20% sulla bolletta di luce e gas, eppure non li conosce quasi nessuno. Il bonus elettrico e quello del gas sono delle agevolazioni introdotte tra il 2007 e il 2009 per aiutare alcune categorie di cittadini - come quelli con un reddito molto basso o che hanno bisogno di apparecchiature elettroniche salvavita – a contenere le spese. Si tratta di uno sconto sulla spesa di energia elettrica e gas, applicabile sia ad un contratto di mercato libero che di regime tutelato, che viene calcolato non sulla spesa effettiva, ma su quella media di un utente tipo commisurata al numero dei membri della famiglia e alla zona climatica di residenza. Per dare un’idea: per l’energia elettrica si va da un minimo di 80 euro per i nuclei con una o due persone, fino ai 153 euro per le famiglie numerose. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, ne avrebbero diritto 3 milioni di cittadini. Eppure, da un’indagine conoscitiva avviata dall’Autorità di settore (Aeegsi) è emerso che le richieste sono molte di meno. Nel caso del bonus elettrico l’hanno ottenuto solo il 34% degli aventi diritto. Per il gas, la percentuale degli effettivi beneficiari scende al 27%. Dall’indagine è inoltre emerso che, dopo un primo anno in cui i bonus hanno raggiunto quasi 2 milioni di famiglie, i beneficiari sono diminuiti sempre di più.
Chi sarebbero i beneficiari? Sono tutte le famiglie con Isee non superiore a 7.500 euro e quelle con almeno quattro figli e un Isee sotto i 20.000. Dal bonus vengono invece escluse le famiglie che usano fonti di riscaldamento diverse dal gas naturale. Inoltre, con il decreto del 14 settembre 2009, i bonus sono stati estesi anche ai beneficiari della Carta acquisti o Social card. In questo caso lo sconto è riconosciuto sulla bolletta elettrica, senza bisogno di richieste da parte del cliente. E il bonus viene rinnovato ogni anno in maniera automatica. Tuttavia tra le famiglie escluse da queste agevolazioni ci sono soprattutto quelle con un capofamiglia sotto i 30 anni o sopra i 70. E a non richiederlo sono, paradossalmente, i nuclei familiari con la spesa energetica più elevata.
Dai dati raccolti sembra che in media il 30% dei clienti che avevano chiesto il bonus, poi non abbiano ripresentato la domanda (che va fatta ogni 12 mesi). Ad aggravare la situazione anche il fatto che chi ne avrebbe diritto in quanto possessore di Social card, di fatto non ne usufruisce perché quasi nessuno ha indicato il codice pod (codice identificativo del punto fisico in cui l’energia viene consegnata dal fornitore e prelevata dal cliente), necessario per individuare la fornitura di energia cui applicare il bonus.
All’origine di numeri così bassi ci sono - come evidenzia l’indagine - strategie di comunicazione poco efficaci che non sono riuscite a raggiungere tutti i potenziali aventi diritto e a cui ora si sta cercando di rimediare con campagne come “Bonus a sapersi” di Adiconsum. Poi c'è la questione burocrazia... Per ottenere il bonus è necessario, infatti, presentare presso il Comune di residenza o i Caf, i moduli che si possono ritirare presso i Comuni, sul sito dell'Autorità per l'energia e sul sito Anci. Oltre ai moduli servono poi un documento di identità, l’Isee, l’elenco dei componenti del nucleo Isee e, nei casi di famiglie numerose, un ulteriore modulo per dimostrarlo. Infine servono alcune informazioni che si trovano sulla bolletta o sul contratto di fornitura. Si tratta del codice Pod e del valore della potenza impegnata o disponibile della fornitura. Tra le altre agevolazioni economiche poco conosciute c’è quella che interessa i malati gravi che hanno bisogno di apparecchiature salvavita. Anche in questo caso la richiesta di bonus va presentata al Comune di residenza o al Caf, utilizzando gli appositi moduli disponibili sugli stessi siti. Occorre, inoltre, allegare la certificazioni della propria Asl sulle gravi condizioni di salute che rendono indispensabile l'utilizzo delle apparecchiature salvavita. Il valore del bonus non è fisso e dipende dalla potenza contrattuale, della tipologia delle apparecchiature e del tempo di utilizzo. Lo sconto viene detratto direttamente dalle bollette per tutto il periodo di utilizzo delle apparecchiature. Per ottenere l’agevolazione non è necessario un avere un reddito basso.
www.immobiliarebellitalia.com
Etichette:
abitazione,
appartamenti,
bollette,
bonus fiscali,
casa,
case,
elettricità,
gas,
riduzione bolletta,
risparmi,
risparmiare,
spese casa,
spese energetiche
Iscriviti a:
Post (Atom)

