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mercoledì 8 agosto 2018

Le cinque regole d’oro per vendere una casa prima del tuo vicino

Le cinque regole d’oro per vendere una casa prima del tuo vicino
Le case di seconda mano sono le protagoniste indiscusse del mercato immobiliare. Ma quali sono i fattori determinanti del buon esito di una compravendita? Secondo la rete spagnola Alfa Real Estate, gli elementi chiave sono: prezzo, tempo di vendita, piano di marketing, promozione, visita.
Stabilire un adeguato prezzo di vendita
Il fattore determinante al momento della chiusura della transazione è il prezzo. Ci sono diversi fattori che determinano il costo delle case: oltre al mercato, le caratteristiche dell’immobile, la posizione, lo stato, quello che trasmette... E’ importante metterlo sul mercato a un prezzo ragionevole, perché “se si opta per un prezzo superiore a quello adeguato, l’abitazione ‘si brucia’ e finisce per essere venduta a un prezzo inferiore al suo valore”. Un modo per conoscere il prezzo equo di una casa è consultare, ad esempio, le quotazioni immobiliari dell’Agenzia delle Entrate oppure informarsi presso un’agenzia immobiliare.
Pianificare i tempi di vendita
Il prezzo non è l’unica variabile importante quando si vende una proprietà: conta anche il fattore tempo. Se il venditore ha fretta di vendere la casa, è più ragionevole regolare il prezzo dall’inizio. In caso contrario, è necessario determinare un periodo di tempo per riadattare il prezzo: tre mesi, sei mesi... anche se è bene che il termine non superi la metà di un anno. “Non bisogna dimenticare che il prezzo di vendita viene sempre dal mercato”.
Preparare la casa: fare ristrutturazioni, piccole modifiche...
Prima di mettere sul mercato la casa è importante analizzare le sue peculiarità (vantaggi, svantaggi...), così come il profilo dei potenziali acquirenti. Tutto questo aiuterà a capire come promuovere l’immobile, a stabilire il prezzo appropriato e a sapere se è conveniente fare qualche tipo di ristrutturazione prima di metterlo in vendita. E’ qui che entra in scena il cosiddetto “home staging”, che si basa sulla preparazione della casa per il mercato. La presentazione è fondamentale quando si tratta di vendere, bisogna aiutare il potenziale acquirente ad immaginare di vivere in quell’ambiente.
Promuovere la vendita
Ci sono diversi modi per promuovere una casa in vendita ed è sempre consigliabile utilizzare le potenzialità offerte da Internet. Ad esempio, inserire un annuncio sui portali immobiliari come idealista e utilizzare i social network. E’ essenziale fare una buona e dettagliata descrizione dell’immobile, aggiungere belle fotografie, includere un video, scommettere sulla realtà virtuale e 3D...
Preparare la casa per la visita
“Diciamo sempre che nei primi 90 secondi un acquirente sa se è interessato a una casa o meno”, spiega Alfa Inmobiliaria. Vale a dire, in un minuto e mezzo bisogna far innamorare i potenziali acquirenti. Pertanto, l’ambiente deve essere accogliente, pulito, ordinato, non troppo caldo e non troppo fresco. Se non si presta attenzione a questi dettagli, “è difficile che scatti la scintilla”.
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lunedì 16 aprile 2018

Ho una crepa in casa: ecco quando devo preoccuparmi

Ho una crepa in casa: ecco quando devo preoccuparmi
E’ come la crepa nel parabrezza dell’auto, ma in casa. Ne hai appena vista una sul soffitto e la domanda è: devo davvero preoccuparmi? Tutti abbiamo avuto crepe o fessure sul tetto o sui muri della nostra casa: appaiono all’improvviso, non si capisce da cosa sono dovute e non si sa cosa fare al riguardo.
“Una crepa è di solito una patologia dell’edificio. Sono classificate come lievi, importanti, gravi o molto gravi. Questa classificazione dipende più da come compromettono la sicurezza dell’edificio e non tanto dalla forma o dalle dimensioni. Ci possono essere crepe grandi che non sono pericolose e altre di dimensioni più piccole che possono anticipare un problema più grande”, spiega Pablo García, di Atrezo Arquitectos. Ecco come capire qual è il loro grado di importanza:
Crepa nella struttura
Il consiglio è quello di informarsi su quale sia il sistema strutturale dell’edificio e vedere se la crepa è posizionata su pilastri, travi o pareti. “In linea di principio – sottolinea García – una frattura di qualsiasi dimensione in un elemento strutturale, come una verticale in un pilastro di cemento, è un problema molto importante. Rappresenta la perdita della capacità portante della sezione, il che compromette la stabilità dell’edificio, il quale può essere dichiarato inagibile”.
Crepa in elementi non strutturali
Se il problema non compromette il sistema strutturale, potrebbe essere dovuto a un comportamento scorretto del sistema strutturale su elementi che non lo sono (per esempio, incrinature verticali nelle partizioni risultanti da una compressione eccessiva). “Ciò significa che gli elementi non destinati a questo scopo sono stati caricati a causa di qualche errore nella trasmissione dei pesi. La forma delle crepe indica l’origine del problema”.
Crepe nel soffitto attorno ai pilastri
Le crepe hanno una forma pericolosa se si verificano lungo il pilastro. Come commenta García, “potrebbe essere un errore nello sforzo di taglio prodotto dal fenomeno della punzonatura. Per capire, è come sostenere una torta sulle candele. Sicuramente questi elementi l’attraversano senza essere in grado di sostenerla”.
Non confondere le crepe con le fessure
“Le crepe sono quelle aperture incontrollate di un elemento di superficie che ne influenzano l’intero spessore. Le fessure sono aperture incontrollate che riguardano solo la superficie dell’elemento o la sua finitura superficiale”. Non si dovrebbero confondere neppure le giunture di dilatazione delle fessure. “I giunti di dilatazione sono elementi che consentono movimenti relativi tra due parti di una struttura o tra la struttura e le altre con cui funziona. E’ una separazione tra elementi costruttivi in ​​tutto il suo spessore, ma intenzionalmente”.
Il tempo, la chiave
“Una fessura può essere più grave di una crepa a seconda della situazione, ma la cosa più importante da ricordare è il fattore tempo. Se una crepa non aumenta di dimensioni per anni, non dovrebbe essere un problema. Ma se lo fa in breve tempo deve essere controllata. In molti casi si utilizza un globulo di gesso poiché è più sensibile alle fessure e la sua evoluzione può essere monitorata”. In generale, la crepa è più grave, perché le fessure sono solitamente superficiali, mentre le crepe attraversano l’elemento. Ma bisogna sempre verificare se si trovano negli elementi della struttura.
In ogni caso e come consiglio generale, se troviamo crepe nella nostra casa, è meglio contattare un professionista.
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giovedì 9 novembre 2017

Appartamento mansardato di 80 mq. recentemente ristrutturato

CASTELPLANIO
Appartamento mansardato recentemente ristrutturato di 80 mq. più ulteriore metratura grezza utilizzabile come ripostiglio. Situata al quarto ed ultimo piano la soluzione è composta da: Ingresso, ampia sala con camino, angolo cottura, 2 camere matrimoniali, bagno con balconcino. Completano la proprietà un piccolo giardino e un box auto.
ACA 3120   euro 150.000
Per maggiori informazioni vi invitiamo a telefonare al numero 0731.206860
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sabato 16 settembre 2017

Ristrutturazioni, detrazione del 50% solo con "fine lavori"


Ristrutturazioni, detrazione del 50% solo con "fine lavori"
Detrazione 50% per l’acquisto di immobili ristrutturati da imprese solo con la presentazione al Comune della comunicazione di fine lavori. È quanto chiarito dal viceministro all’Economia, Luigi Casero, in risposta al question time in commissione Finanze alla Camera (interrogazione 5-12157 dei deputati Pd Marco Di Maio e Michele Pelillo), dove viene ribadita l’esigenza imprescindibile per accedere all’agevolazione (articolo 16-bis, comma 3, del Tuir ),di procedere con la comunicazione di fine lavori da rendere al Comune, da parte dell’ impresa ristrutturatrice del fabbricato.
La detrazione in questione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia alle lettere c) e d) del comma 1 dell’articolo 3 del decreto del Dpr 380/2001, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile. L’agevolazione, in ogni caso, non spetta, se sono stati eseguiti interventi di semplice manutenzione, ordinaria o straordinaria. Inoltre si ricorda che l’immobile acquistato o assegnato deve far parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio. L’agevolazione trova applicazione, pertanto, a condizione che gli interventi edilizi riguardino l’intero fabbricato (e non solo una parte, anche se rilevante).
L’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione del 50%, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita (compreso dell’Iva) o di assegnazione dell’abitazione e spetta entro il limite massimo di 96mila euro. Inoltre si ricorda che l’agevolazione in questione non è legata alla cessione o assegnazione delle altre unità immobiliari, facenti parte dell’intero fabbricato, così che ciascun singolo acquirente può beneficiare della detrazione con il proprio acquisto o assegnazione, indipendentemente dal destino delle altre abitazioni.
Il question time di ieri al solo fine di agevolare i contribuenti rammenta che se il rogito è stato stipulato prima della fine dei lavori riguardanti l’intero fabbricato, la detrazione spetta comunque, ma in tal caso la stessa può essere fruita solo a partire dall’anno d’imposta in cui i lavori sull’intero fabbricato siano stati ultimati.
In buona sostanza la risposta evidenzia il presupposto costitutivo dell’agevolazione in questione che è quello, per l’appunto, legato alla fine dei lavori. Senza di essa non può partire la detrazione in dichiarazione dei redditi dell’acquirente e di conseguenza non si può concretizzare il beneficio fiscale.
Il Mef al riguardo non ravvisa, infatti, anomalie interpretative o applicative sulla norma istitutiva dell’agevolazione, poiché una diversa interpretazione della legge che valorizzi l’agevolazione anche in presenza di lavori non ultimati non sarebbe conforme al dettato normativo attualmente in vigore.
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giovedì 6 luglio 2017

Ristrutturare un immobile ne accresce il valore fino al 19%


Ristrutturare un immobile ne accresce il valore fino al 19%
Proprio di recente Immobiliare.it ha svolto un’analisi sui Millennials scoprendo come si tratti di un target molto interessante per il mercato immobiliare, ma poco sfruttato a causa dell’età degli immobili italiani e del loro essere trascurati. Ristrutturare, però, non è solo la soluzione per attirare maggiormente questo pubblico, ma consente anche di aumentare il valore dell’immobile: lo sostiene uno studio realizzato in questi giorni da Immobiliare.it e ProntoPro.it.
Il sito specializzato nella ricerca di professionisti, anche legati al mondo dei lavori in casa, ha calcolato i costi di due pacchetti di interventi di ristrutturazione, uno volto a migliorare le condizioni di una casa, l’altro ad aumentarne il confort. Immobiliare.it ha invece calcolato quanto questi lavori impattino sul prezzo di vendita o di affitto, prendendo come riferimento un bilocale da 52 metri quadrati in uno dei grandi centri urbani italiani.
Ne è emerso che ristrutturando il bagno, tinteggiando le pareti, riqualificando l’impianto elettrico e installando infissi nuovi, a fronte di una spesa di 5.700 euro l’immobile acquista il 12% in più di valore al momento della vendita e il 14% in più qualora si decidesse di concederlo in locazione. Se il prezzo richiesto aumenta, diminuiscono i tempi di permanenza sul mercato in entrambi i casi.
Se ai precedenti lavori, che migliorano la condizione della casa, si aggiunge anche l’installazione delle zanzariere, un impianto antifurto e un sistema di climatizzazione, per un totale speso di 2.000 euro, il prezzo richiesto per il bilocale in vendita salirebbe del 7% e il canone d’affitto potrebbe essere maggiorato ancora dell’8%.

lunedì 2 maggio 2016

Ristrutturazione edilizia 2016, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

Ristrutturazione edilizia 2016, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ha fatto luce sul bonus del 50% previsto per la ristrutturazione edilizia. In particolare, ha spiegato a chi spetta la detrazione nel caso in cui la proprietà di un immobile sia suddivisa tra usufruttuario e nudo proprietario. Nel caso di ristrutturazione di un immobile in cui la proprietà è suddivisa tra l’usufruttuario e il nudo proprietario, chi può usufruire della detrazione fiscale?.
L’Agenzia delle Entrate ha così risposto:
“La detrazione Irpef per le spese relative a interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale, fino a un ammontare massimo delle stesse di 96mila euro per unità immobiliare (fino a tutto il 2016), spetta al possessore (o al detentore) dell’immobile che ha sostenuto le spese, nella misura in cui le stesse sono rimaste effettivamente a suo carico (articolo 16-bis del Tuir). Nello specifico, hanno diritto alla detrazione sia il nudo proprietario che l’usufruttuario, quest’ultimo in quanto titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile.
Per verificare in concreto a chi spetti la detrazione, è necessario verificare chi sostiene materialmente le spese (circolare 57/E del 1998)”.
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giovedì 21 aprile 2016

Quali sono le spese per la casa detraibili dal modello 730

Quali sono le spese per la casa detraibili dal modello 730
È ormai tempo di dichiarazione dei redditi e chi ha sostenuto a vario titolo delle spese per la casa (dalla ristrutturazione alla locazione) ha diritto a scaricare parte delle somme investite. Ecco quali sono le spese relazionate alla propria dimora detraibili o deducibili dal 730.
Prima di tutto bisogna distinguere tra spese detrabili, che vengono utilizzate per diminuire l'imposta da pagare, e spese deducibili, che invece riducono il reddito complessivo su cui calcolare l'imposta dovuta.
Deduzione immobili da locare - Chiunque acquisti da privato un immobilie da dare in affitto ha diritto a una deduzione delle spese sostenute (pari al 20% del prezzo di acquisto risultante dall'atto di compravendita).
Detrazioni del 19% interessi passivi mutui - devono essere indicati gli importi degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazioni pagati nel 2015 per i mutui, indipendentemente dalla scadenza della rata. Se si tratta di un mutuo ipotecario con contributi concessi dallo Stato, deve essere portato a detrazione la parte di interessi che rimangano effettivamente a carico del contribuente.
Detrazioni spese sostenute a vario titolo e da vari soggetti per i canoni di locazione.
Detrazioni ristrutturazione edilizia -  confermata anche per quest'anno la detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di messa in sicurezza del patrimonio edilizio.
Detrazioni per l'acquisto di mobili e di elettrodomestici - Indipendentemente dall'ammontare speso per i lavori di ristrutturazione, è possibile detrarre il 50% delle spese sostenute per l'acquisto di grandi elettrodomestici e di mobili per un tetto di spesa di 10.000 euro, spalmabili in 10 anni.
Detrazioni riqualificazione energetica - chi esegue lavori di riqualificazione energetica ha diritto a una detrazione del 65% sulle spese sotenute. Dal 2015 è decaduto l'obbligo di inviare al Fisco la comunicazione per i lavori che proseguono per più periodi d'imposta, con riferimento alle spese sostenute nel 2015 in relazioni ai lavori che proseguiranno nel 2016.
Cedolare secca - chi opta per il regime alternativo della cedolare secca per dare in locazione immobili a canone concordato può usufruire, dal 2014 al 2017, di un'aliquota agevolata del 10% (anziché del 15%)
Spese provvigione agenzia immobiliare - I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l'acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro.
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lunedì 4 aprile 2016

Modello 730/2016 precompilato: novità per i bonus

Modello 730/2016 precompilato: novità per i bonus
Il Modello 730/2016 precompilato dall’Agenzia delle Entrate reca dati più completi dei bonus fiscali sulle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica. Infatti, nella scorsa dichiarazione dei redditi, il Modello 730 inviato ai contribuenti (20,4 milioni), i dati sulle detrazioni fiscali per gli stessi interventi erano stati desunti dalla dichiarazione precedente.
Detrazioni precompilate, ma non per tutti
Le detrazioni non erano precompilate per tutti, ma solo per i contribuenti che scontavano almeno la seconda delle dieci annualità in cui si ripartisce il bonus. Di conseguenza, chi aveva sostenuto le spese nel 2014 non aveva potuto fruire della semplificazione del modello sperimentale 2015 e aveva dovuto inserire direttamente i dati.
La precompilazione dei bonus
Una delle novità del Modello 730/2016 è, quindi, la precompilazione dei bonus relativi alle spese sostenute nell’anno precedente. Da quest’anno, entro il 28 febbraio le banche e le Poste devono infatti comunicare alle Entrate i dati dei bonifici parlanti emessi dai contribuenti, con i dati identificativi del beneficiario e del destinatario della beneficio. Tuttavia, quest’anno, le spese del 2015 non verranno indicate propriamente in dichiarazione, ma nel foglio informativo allegato, sul quale il contribuente o l’intermediario dovrà intervenire per convalidare o eliminare dati o spese raccolti dall’Agenzia secondo i casi: ad esempio, se vengono pagate con bonifico parlante anche spese in tutto o in parte non detraibili.
Altri dati sulle detrazioni fiscali per la casa
Agli altri dati già inseriti in automatico dallo scorso anno per il 730/2015 e a quelli relativi agli interessi passivi sui mutui ipotecari (comunicati dalle banche), si aggiungono i dati relativi ai bonifici effettuati nel 2015 per lavori di recupero edilizio, per il bonus mobili e per interventi di efficientamento energetico. Si precisa, però, che gli interessi di ammontare superiore a quello indicato nella dichiarazione precedente vengono inseriti nel prospetto e non direttamente nella precompilata. In tal caso, gli interessi “incongruenti” richiedono una verifica da parte del contribuente, in quanto gli interessi pagati sui mutui di solito diminuiscono nel corso degli anni.
Dal 15 aprile
Dal prossimo 15 aprile, la dichiarazione precompilata sarà online a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, in un’apposita sezione del sito delle Entrate, cui si potrà accedere con il Pin (Fisconline) e le credenziali dispositive Inps. Oppure con delega al Caf/professionista abilitato o al sostituto d’imposta, ma solo se il Caf ha comunicato entro il 15 gennaio la volontà di prestare assistenza fiscale. Da quest’anno, una volta entrato nell’applicazione, il contribuente sarà guidato dal sistema a scegliere, in base ai propri requisiti, tra modello 730 e Unico precompilato.
Invio all’Agenzia delle Entrate entro il 7 luglio
Il Modello 730/2016 precompilato dovrà esser inviato all’Agenzia delle Entrate entro il 7 luglio, ma non è obbligatorio e si può optare per la modalità tradizionale. Precisando che, qualunque sia la scelta, la dichiarazione potrà essere integrata con il modello Unico Pf/2016, se la modifica comporta un minor credito o un maggior debito. Fino al 30 settembre.
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giovedì 24 marzo 2016

Riqualificazione energetica e ristrutturazioni, i bonus e le detrazioni fiscali per il 2016

Riqualificazione energetica e ristrutturazioni, i bonus e le detrazioni fiscali per il 2016
Ristrutturare la propria casa o migliorarne l’efficienza energetica nel 2016 diventa un po’ più semplice. Sono molteplici, infatti, i bonus e le detrazioni fiscali previste. Ecco gli incentivi che possono essere sfruttati e rendere dunque meno oneroso intervenire sulla propria abitazione.
Riqualificazione energetica – Prevista una detrazione fiscale del 65%, che vale anche per gli interventi fatti nelle parti comuni degli edifici condominiali. C’è un limite massimo di spesa, che varia a secondo dell’intervento di riqualificazione.
Cessione della detrazione fiscale – Per il 2016, inoltre, è prevista la possibilità di cedere ai fornitori che hanno eseguito i lavori la detrazione fiscale spettante per gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni degli edifici condominiali. Tale facoltà è riservata ai soggetti che si trovano nella no tax area, pensionati, dipendenti e autonomi.
Ristrutturazioni – Previsto un bonus fiscale del 50%, fino a massimo complessivi 96mila euro per unità immobiliare. Qualora gli interventi abbiano come oggetto l’adozione di misure antisismiche, la detrazione arriva al 65%. Il bonus riguarda anche l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, o alla A per i forni, fino all’importo massimo di 10mila euro.
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lunedì 29 febbraio 2016

Agevolazioni sul recupero: aggiornamenti dalle Entrate

Agevolazioni sul recupero: aggiornamenti dalle Entrate
Dopo la Legge di Stabilità, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le prime indicazioni della guida per le agevolazioni sul recupero del 50% e del 65%, rispettivamente per chi ristruttura l’abitazione o ne aumenta il livello di efficienza energetica. La guida recepisce, quindi, le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 per le misure che saranno in vigore con le attuali percentuali fino al 31 dicembre 2016.
Il testo di legge approvato dal Parlamento contiene alcune importanti novità per le agevolazioni sul recupero: la detrazione al 65% è stata estesa anche agli enti di gestione delle case di edilizia residenziale pubblica e gli ex Iacp, che potranno contare su un fondo di 170 milioni di euro per le manutenzioni.
Ecobonus per gli interventi di efficienza energetica
Il credito d’imposta riconosciuto per gli interventi di efficienza energetica potrà essere ceduto dai singoli contribuenti alle imprese edili che effettuano lavori sulle parti comuni del condominio, nel caso in cui non si abbia sufficiente capienza fiscale. Aumentano gli interventi detraibili per l’efficientamento energetico delle abitazioni: l’Ecobonus, fino ad oggi previsto per interventi strutturali o per installazione di nuovi impianti, ora è stato esteso anche alle soluzioni domotiche che consentono il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione.
Novità per il bonus mobili
Importanti novità riguardano anche il cosiddetto bonus mobili, l’agevolazione del 50% su un limite di spesa di 10.000 euro prevista per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici più efficienti. Con le nuove norme, il bonus non cambia ed è vincolato ai lavori di ristrutturazione. Infatti, per ottenere l’agevolazione, l’inizio dei lavori di interventi di ristrutturazione deve essere antecedente alla data di pagamento dei mobili e dei grandi elettrodomestici.
Bonus per le coppie under 35
In parallelo, il Governo ha introdotto un secondo bonus per le coppie under 35 conviventi o sposate da almeno 3 anni che acquistano casa, senza il vincolo della ristrutturazione. In questo caso, il tetto massimo di spesa è innalzato a 16.000 euro, con uno sconto del 50% da spalmare su 10 anni. I due bonus non sono cumulabili. Oltre al proprietario dell’immobile, possono fruire dello sgravio anche gli usufruttuari.
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mercoledì 21 ottobre 2015

Bonus mobili senza spese di ristrutturazione: cosa prevede la legge di stabilità 2016

Bonus mobili senza spese di ristrutturazione: cosa prevede la legge di stabilità 2016
Dal 2016 sarà possibile usufruire del bonus mobili senza aver sostenuto spese di ristrutturazione. Ma la novità, prevista dalla nuova legge di Stabilità, riguarda solo le giovani coppie fino a 35 anni che acquistano una prima casa e che potranno usufrire anche di un tetto di spesa doppio di 20.000 euro. Per gli altri restano in vigore le regole del 2015.
Bonus mobili giovani coppie
Il bonus mobili per le giovani coppie è tra le misure contenute nella bozza della manovra economica che non sono state annunciate dal governo. Per poter vedere se troverà posto nel testo definitivo, bisognerà attendere il passaggio in Parlamento. Il nuovo incentivo fiscale prevede una detrazione del 50% per un tetto di spesa fino a 20mila euro per l'acquisto di arredi destinati ad una prima abitazione appena acquistata.
Bonus mobili 2016
Accanto a questo nuovo incentivo resta in vigore il bonus mobili tradizionale che prevede, come già lo scorso anno, un'agevolazione irpef del 50% per l'acquisto di arredi ed elettrodomestici di classe a o a+ per immobili su cui sono stati eseguiti contemporanei lavori di ristrutturazione. La platea dei beneficiari si estende anche a case popolari ed ex Iacp.
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lunedì 28 settembre 2015

Detrazioni fiscali anche per le spese dei giardini

Detrazioni fiscali anche per le spese dei giardini
Sull’onda del successo delle detrazioni fiscali per chi intraprendeva lavori di ristrutturazione e riqualificazione, arriva un nuovo disegno di legge che intende applicare lo stesso principio al verde privato. Si tratta del ddl numero 1896 che è approdato in Senato e che vuole promuovere la cura e l’ampliamento delle aree verdi annesse alle abitazioni private. La proposta è quella di riconoscere a chi inizia dei lavori di recupero e sistemazione di aiuole, aree verdi coperte o recintate e giardini pensili di pertinenza alla propria abitazione o condominio, una detrazione fiscale delle spese pari al 36% del totale. Potranno essere detratti non solo i costi del lavoro e dei materiali, ma anche quelli relativi alla manutenzione e alla progettazione.
Per evitare che si sottoponessero a detrazione anche gli acquisti di piantine o fiori a scopo ornamentale, si è imposto nel disegno di legge un range entro il quale le spese devono inserirsi: per le abitazioni si va dai 2.000 ai 30.000 euro, per i condomini si sale dai 5.000 ai 50.000 euro.
Inutile dire quante ricadute positive si aspettano i proponenti del disegno di legge: prima di tutto si andrebbe a incoraggiare la cura di aree private che spesso sono abbandonate; in seconda battuta si incoraggerebbero i cittadini a intraprendere iniziative personali che compensino la cementificazione e il consumo di suolo che viviamo nel nostro Paese. La qualità della vita, di pari passo a quella dell’aria, ne trarrebbe giovamento e si darebbe slancio a un settore edile e commerciale ancora in sofferenza, con un gettito per l’erario superiore all’investimento.
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giovedì 17 settembre 2015

Ecobonus 2015: prorogati i termini di scadenza

Ecobonus 2015: prorogati i termini di scadenza
Sono stati prorogati al 31 dicembre 2015 i termini di scadenza entro i quali presentare la richiesta degli ecobonus 2015 e fruire delle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione energetica. Pertanto è ancora possibile accedere alle agevolazioni fiscali per chi, in attesa dell’inverno, decide di migliorare l’efficienza energetica delle propria abitazione con interventi radicali e quindi costosi di riqualificazione energetica, in particolare in caso di immobili molto vecchi. Per un aiuto a sostenerne le spese, è possibile fruire degli ecobonus 2015, visto che sono stati prorogati i termini di scadenza al 31 dicembre 2015. Anche perché oggi è ancora più facile accedere alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico e risparmiare così fino al 65% dei costi per gli interventi di manutenzione straordinaria e di riqualificazione energetica.
Come accedere agli ecobonus 2015
Grazie alla procedura semplificata introdotta dal decreto 175 sulle semplificazioni fiscali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 novembre 2014, sarà ancora più facile accedere agli ecobonus 2015. Per fruire delle agevolazioni basta dimostrare, con apposita documentazione, di aver sostenuto determinate spese per impianti fotovoltaici, caldaie a biomassa e grandi elettrodomestici di classe A+, tende solari, vetrate, infissi e caminetti, e perfino determinate tipologie di mobili. Per citare solo alcuni degli interventi mirati al risparmio energetico, al miglioramento e all’adeguamento sismico e di ristrutturazione degli immobili che possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi nella misura del 65% e del 50%.
Perché la proroga
Trattandosi di interventi che hanno bisogno di tempi piuttosto lunghi, con la legge di Stabilità 2015 si è pensato di prorogare la scadenza fino al 31 dicembre, per consentire agli utenti di completare i lavori entro il 2015. Inoltre, in previsione di altre richieste, si è reso necessario allungare i tempi per la presentazione delle domande da parte di altri cittadini incoraggiati anche dal risparmio sulle spese energetiche garantito da questi interventi.
Come si accede agli ecobonus 2015
Per fruire delle agevolazioni bisogna dimostrare che i lavori di riqualificazione energetica siano cominciati nel 2014 e che verranno portati avanti nel 2015. Tutti i titolari di immobili oggetto dell’intervento, compresi esercenti di arti e professioni, le persone che conseguono un reddito d’impresa, le associazioni tra professionisti e gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, potranno accedere alle agevolazioni degli ecobonus 2015.
La documentazione all’Enea

La documentazione da presentare per ottenere gli ecobonus 2015 comprende le ricevute dei bonifici bancari o postali da cui risultino evidenti la causale del versamento, il codice fiscale dei contribuenti o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento e tutti i dati catastali dell’immobile ristrutturato nella dichiarazione dei redditi. Al termine dei lavori, e non oltre i 90 giorni, bisognerà inoltrare all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. Le autocertificazioni presentate dal richiedente non saranno considerate valide.
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