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venerdì 7 agosto 2015

Voltura catastale, i documenti per acquistare un immobile

Voltura catastale, i documenti per acquistare un immobile
Nel 2014, secondo l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), sono aumentate le compravendite immobiliari (+3,6 per cento). Un fenomeno che sembra rafforzarsi anche nel corso del primo trimestre 2015, che ha fatto registrare un +0,8 per cento nel numero di transizioni che hanno visti protagonista un immobile, soprattutto di tipo residenziale.
Sei anche tu tra gli acquirenti? Non dimenticare la voltura catastale
Per tutti colori che si apprestano a concludere l’acquisto di un immobile o si preparano ad affrontarne la ricerca è bene ricordare che ogniqualvolta il bene d’interesse è soggetto a compravendita va effettuata la nuova voltura catastale. La pratica per effettuare una voltura catastale viene preparata e depositata da parte di un tecnico abilitato iscritto presso un ordine o collegio professionale (geometra, architetto, ingegnere, notaio). Per risparmiare tempo prezioso ed evitare lunghe file, grazie al supporto di siti web specializzati, oggi è possibile richiedere il documento direttamente online. Un incaricato del sito, con i documenti utili per la richiesta, si recherà presso l’Ufficio Centrale del Catasto e provvederà ad effettuare la voltura.
In sole sei settimane dal ricevimento dei documenti utili per la presentazione in catasto, sarà possibile entrare in possesso della voltura catastale accedendo direttamente al proprio profilo online e allo storico delle pratiche avviate e risolte.
Cos’è la voltura catastale? 
La voltura catastale è un documento che attesta l’avvenuta modifica dei dati anagrafici di un bene accatastato presso l’Agenzia del Territorio, le cui funzioni sono oggi svolte dall’Agenzia delle Entrate. La voltura riporta tutte le informazioni anagrafiche utili a risalire al vecchio proprietario dell’immobile o del terreno oggetto di passaggio di proprietà e tutti i dati anagrafici del nuovo intestatario. È un documento obbligatorio e ha l’obiettivo di consentire l’aggiornamento delle informazioni contenute nella visura catastale.
Quando è necessaria?
La voltura catastale va richiesta ed effettuata tutte le volte che l’immobile o il terreno d’interesse sono soggetti a un cambio di proprietà. Ciò avviene prevalentemente in occasione di compravendita o di eredità causa morte del proprietario o di una donazione oppure nel caso di una fusione e/o scissione societaria. Tra le possibili motivazioni di un cambio di proprietà anche la costituzione di ipoteca, la fusione o la divisione di unità immobiliari e in tutti gli altri  casi in cui un bene passa di mano da un proprietario a un altro per una ragione o per un’altra.
Focus tempi
La voltura catastale va necessariamente effettuata entro 30 giorni dalla cessione del bene d’interesse. In caso contrario, si incorre in una sanzione pecuniaria per ogni anno di ritardo e viene redatto un verbale di ritardato deposito. Dopo cinque anni di ritardo, la sanzione non può essere a causa dello scadere dei termini di prescrizione. Nel caso in cui, però, nel corso di questi cinque anni, si incorresse in una verifica effettuata da parte dell’Agenzia del Territorio e venisse evidenziata la mancanza di denuncia, la sanzione pecuniaria verrebbe addebitata alla parte proprietaria come risultante da atto pubblico attestante la proprietà del bene. In caso di successioni che interessano immobili, invece, resta fermo il termine dei 30 giorni successivi alla presentazione della dichiarazione di successione per la presentazione agli uffici del Catasto della richiesta di voltura. Questo documento, come già evidenziato, interessa sia l’aggiornamento dei dati catastali sia quello dei dati dei soggetti proprietari sia quello relativo alla misura del possesso.
Cosa serve per richiederla?
Per avviare la pratica relativa alla richiesta di una voltura catastale è necessario dotare il tecnico che se ne occuperà di documentazione aggiuntiva, in particolare: la copia originale o conforme all’originale dell’atto di provenienza del bene (atto pubblico, rogito, atto di donazione, atto di provenienza), i dati relativi all’atto stesso e il notaio rogante (richiesti già dai moduli necessari), i dati del dichiarante, della parte cedente e della parte acquisente, i dati catastali e identificativi del bene oggetto di voltura.
È necessario, inoltre, dotare il tecnico di delega dell’avente titolo per la richiesta di voltura e dei dati catastali delle unità immobiliari. Nel caso in cui si trattasse di volture catastali di afflusso si rende necessaria anche la documentazione motivante la voltura. Per le volture per preallineamento, invece, è necessario fornire la documentazione rilasciata dal catasto a seguito della prima richiesta non andata a buon fine.
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giovedì 30 aprile 2015

Modello 730, modifiche al via dal 1°maggio. Integrazioni obbligatorie per chi ha comprato o venduto casa

Modello 730, modifiche al via dal 1°maggio. Integrazioni obbligatorie per chi ha comprato o venduto casa
Dal 1° maggio entrerà nel vivo la campagna per la dichiarazione dei redditi, quando sará possibile modificare i dati del 730 precompilato. Le modifiche non riguarderanno solamente i dati di spesa, ma anche i dati catastali relativi ad un immobile acquistato o venduto, vediamo quali saranno le integrazioni obbligatorie.
- Dati catastali immobili e terreni: è una delle principali carenze del 730 precompilato. L'integrazione dei dati catastali riguarderà i soggetti che hanno comprato o venduto immobili nel 2014, o chi lo scorso anno ha presentato unico e non il modello 730. I dati catastali sono necessari per poter usufruire delle detrazioni per ristrutturazione. Il fisco inoltre può controllare la presenza di requisiti soggetti richiesti per poter usufruire delle detrazioni per il mutuo, verificando che l'immobile sia effettivamente utilizzato come abitazione principale.
- Sostituto d'imposta: il 730 deve essere modificato da chi ha perso il lavoro e quindi non ha più un sostituto d'imposta. In questo caso deve essere barrata l'apposita casella relativa a "730 senza sostituto". Per chi si trova in questa situazione, se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso sarà effettuato direttamente dall'agenzia delle entrate. Se emerge un debito, si potrà pagare direttamente tramite l'applicazione online o il modello F24.
- Modifiche dati anagrafici: anche nel caso in cui vengano modificati i dati anagrafici che però non incidono sul calcolo dell'irpef, la dichiarazione si considera accettata.
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martedì 27 gennaio 2015

Riforma del catasto, per determinare valori e rendite si parte dai rogiti 2012-14

Riforma del catasto, per determinare valori e rendite si parte dai rogiti 2012-14
Il nuovo catasto è sempre più vicino. Il prossimo 20 febbraio il consiglio dei ministri dovrebbe varare il decreto delegato con i criteri estimativi. Si partirà dai rogiti dell'ultimo triennio (2012, 2013 e 2014) per definire i nuovi valori catastali di oltre 60 milioni di immobili italiani, ma saranno prese in considerazione anche le aste giudiziarie. Dopo quello sulle commissioni censuarie, dunque, tra poco meno di un mese il secondo decreto attuativo della delega fiscale arriverà in consiglio dei ministri.
In base a quanto deciso dal Mef e dall'Agenzia delle Entrate, gli anni presi a riferimento ai fini della determinazione di valori e rendite degli immobili saranno il 2012, il 2013 e il 2014; le aste giudiziarie saranno considerate ai fini della determinazione del valore degli immobili; il calcolo del valore catastale si baserà su un algoritmo determinato in base alla categoria dell'immobile e alle zone; gli immobili urbani verranno divisi in due gruppi, la categoria ordinaria e la categoria speciale. La categoria ordinaria includerà gli immobili "a destinazione ordinaria" identificati con la lettera "o" e sarà articolata in 8 sub-categorie (da o/1 a o/8). La categoria speciale raggrupperà gli immobili "a destinazione speciale", identificati dalla lettera "s" e prevederà 18 sotto-categorie in base alla tipologia di attività degli impianti o degli immobili occupati da servizi.
Lo scorso venerdì l'agenzia delle entrate - ramo territorio - ha incontrato il coordinamento nazionale interassociativo catasto, costituito da abi, ance, ania, casartigiani, cia, cna, coldiretti, confagricoltura, confartigianato, confcommercio, confedilizia, confesercenti, confindustria e fiaip. Un incontro che, secondo quanto dichiarato dal presidente di confedilizia, corrado sforza fogliani, è stato abbastanza deludente. Nel dettaglio, il presidente di confedilizia ha detto: "L'incontro è stato abbastanza deludente e particolarmente preoccupante in ispecie relativamente al trattamento degli immobili storico-artistici. Comunque, speriamo in miglioramenti anche con il concorso dell'ufficio legislativo del ministero delle finanze, che ha attualmente all'esame il provvedimento, per il quale contiamo su una approfondita valutazione anche da parte del consiglio dei ministri, che lo esaminerà nella seconda metà di febbraio e, comunque, delle commissioni finanze di senato e camera. Nel fissare valori e rendite non si può infatti prescindere dall'attuale smodata pressione fiscale". Un ruolo importante è stato riservato ai comuni, chiamati in causa più volte, per quanto riguarda il campionamento, il controllo delle funzioni statistiche, la rilevazione delle caratteristiche qualitative e quantitative degli immobili ordinari, la notifica dei nuovi valori catastali presso l'albo pretorio e altri canali di comunicazione.
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mercoledì 12 novembre 2014

Riforma del catasto al via, nuovo censimento per 62milioni di immobili

 

Riforma del catasto al via, nuovo censimento per 62milioni di immobili
Il governo ha spinto l'acceleratore sulla riforma del catasto. Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo sulle commissioni censuarie (nate in Italia nel 1886), primo passo della riforma del catasto per censire gli oltre 62 milioni di immobili presenti nel nostro Paese. Per completare il tutto servirà del tempo (si ipotizzano tra i 3 e i 5 anni), ma il cammino è iniziato. Le commissioni dovranno validare i criteri sui quali si baseranno le nuove valutazioni di calcolo delle rendite - con le quali viene determinata la base imponibile dei tributi - che verranno fatte sui metri quadri e non più sul numero dei vani. L'obiettivo della riforma è superare un'impostazione che appartiene ormai al passato. Oggi, infatti, le rendite catastali sono il risultato di classificazioni e caratteristiche non più attuali. Un esempio classico è rappresentato dalle abitazioni delle zone centrali delle città in origine classificate come popolari, magari perché prive di bagno interno, e poi con il tempo diventate case di lusso. Adesso le cose sono destinate a cambiare e di conseguenza cambierà il prelievo, che presumibilmente per questo tipo di immobili aumenterà, per diminuire invece per le abitazioni di nuova costruzione delle zone semiperiferiche. Ma andiamo a vedere cosa stabilisce il decreto legislativo sulle commissioni censuarie approvato dal consiglio dei ministri. 
Le commissioni censuarie: composizione - Il testo fissa le regole di composizione e funzionamento delle commissioni censuarie, che negli ultimi anni avevano perso di significato e che adesso torneranno a funzionare. A livello locale, sarà il presidente del tribunale locale ad occuparsi delle nomine dei presidenti delle commissioni e dei membri, questi ultimi in particolare (effettivi e supplenti) verranno scelti tra i nomi proposti da associazioni di categoria e ordini professionali (e designati dal prefetto) dall'agenzia delle entrate e dall'anci. Ogni commissione locale (costituita da 6 componenti effettivi e 6 supplenti) sarà organizzata in tre sezioni: una si occuperà della revisione degli estimi, una seconda avrà competenza sui fabbricati, una terza sui terreni. la commissione centrale sarà costituita da 25 componenti effettivi, di cui 4 di diritto, e 21 supplenti, più il presidente, che sarà nominato con dpr su proposta del ministro dell'economia e previa delibera del consiglio dei ministri. La durata in carica di presidenti e componenti delle commissioni censuarie è di 5 anni, non rinnovabili; il loro operato deve essere ispirato ai principi di terzietà, imparzialità e neutralità. Non possono essere componenti delle commissioni i parlamentari, i membri del governo e delle giunte regionali e comunali, soggetti che ricoprono incarichi direttivi o esecutivi nei movimenti politici, i prefetti. Tra i motivi di incompatibilità ci sono anche l'appartenenza alla guardia di finanza, ai corpi di polizia, alle forze armate, la rappresentanza di contribuenti nei rapporti con l'amministrazione finanziaria o con i comuni nell'ambito di controversie tributarie.
Le commissioni censuarie: funzioni - Con le commissioni censuarie sarà possibile riprendere le attività di gestione delle revisioni dei quadri tariffari estimali e, soprattutto, di validazione degli algoritmi che definiranno questi valori e le rendite. Le commissioni censuarie, infatti, dovranno definire i nuovi valori da utilizzare per gli estimi catastali, stabilendo il valore medio ordinario di tutti gli immobili attraverso l'elaborazione di un coefficiente che terrà conto della qualità del manufatto, della sua collocazione, dell'anno di costruzione, dello stato conservativo degli immobili e dei valori immobiliari della zona di cui fa parte. In futuro, il nuovo valore degli immobili - ed è questo il cuore della riforma - sarà calcolato non più sul numero dei vani, ma sui metri quadri. Nel dettaglio, le commissioni locali (106) dovranno approvare i quadri tariffari delle unità immobiliari urbane e quelli delle qualità e classi dei terreni, collaborando alle revisioni del catasto urbano e validando gli algoritmi necessari all'attribuzione delle nuove rendite catastali. La commissione censuaria centrale, con sede a Roma, sarà invece giudice sui ricorsi presentati dalle entrate, dai comuni e da associazioni di categoria contro le decisioni delle commissioni locali sui quadri delle categorie e delle classi catastali.
Il valore patrimoniale - La rendita catastale verrà definita a partire dai redditi da locazione medi (fonte omi), tenendo conto della localizzazione e delle caratteristiche edilizie dei beni per destinazione catastale e ambito territoriale. Il valore così ottenuto verrà moltiplicato per la superficie dell'immobile e a questa cifra verranno poi applicate riduzioni legate alle spese sostenute per la manutenzione straordinaria, l'assicurazione e i costi di amministrazione.
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mercoledì 9 luglio 2014

RIFORMA DEL CATASTO 2014 E TASSE SULLA CASA: COSA CAMBIERA'?


Riforma del catasto 2014 e tasse sulla casa: cosa cambierà?
E' partita venerdì la riforma del catasto 2014 con l'approvazione delle commissioni censuarie. Alto è il rischio di nuovi rincari a causa della decisione di allineare le rendite catastali ai valori di mercato.
Riforma del catasto 2014
Nonostante tutta la riforma ruoti intorno alla necessità dell’invarianza del gettito proprio per assicurare che le nuove rendite non si traducano automaticamente in maxi tasse sulla casa, è alto il rischio che la rendita catastale per il calcolo IMU e la tassa sui servizi indivisibili TASI aumentino anche di 10 volte rispetto al valore attuale. Tutto dipenderà da come i sindaci dei vari comuni rimoduleranno le aliquote e le agevolazioni delle imposte una volta chiusa la riforma.
L’aumento sarà tanto più elevato quanto più basso è il livello delle attuali rendite. L’allineamento progressivo dei valori patrimoniali a quelli del mercato delle compravendite immobiliari e delle rendite agli importi delle locazioni dovrebbe ridurre ed eliminare le attuali sperequazioni. Tutto ciò inciderà sul calcolo di TASI e IMU, che al momento presentano profonde differenze tra le varie zone d’Italia se non tra diverse zone della stessa città.
Commissioni censuarie: escluse le associazioni di categoria
Il decreto attuativo della delega fiscale, varato venerdì e ora in esame al Parlamento, non assicura la presenza dei rappresentati delle associazioni di categoria del settore immobiliare in ognuna delle 103 commissioni censuarie locali, che sono composte da 7 membri ciascuna. Le commissioni censuarie saranno composte dal Presidente, scelto tra magistrati ordinari, amministrativi o tributari, 2 componenti designati dalle Entrate e 1 dall’Anci. Sarà il Prefetto a proporre i componenti indicati da professionisti e associazioni di categoria al presidente del Tribunale, il quale ne nominerà 3. Le associazioni di categoria potrebbero quindi essere escluse dalle commissioni censuarie e non avere la possibilità di esprimere il proprio parere circa il meccanismo di costruzione delle funzioni statistiche che definiscono i nuovi importi. La correzione di rotta sulla formazione delle commissioni censuarie è ancora possibile, poiché la riforma del catasto è ora al vaglio dei pareri parlamentari, e la delega stabilisce un periodo di 30 giorni dalla data di trasmissione.
Mancanza di tutela anticipata per il contribuente
Altro punto di dibattito sulla nuova riforma del catasto è la mancanza di una tutela anticipata per il contribuente. Questo meccanismo avrebbe dato la possibilità di esaminare i reclami dei contribuenti in commissione censuaria prima di un ricorso vero e proprio. L’autotutela del cittadino sarebbe stata opportuna per rendere il sistema più efficiente, favorire la semplificazione delle procedure e interpellare direttamente i membri della commissione censuaria qualificati sull’estimo catastale.
Definizioni delle rendite catastali: l'iter
L’iter per la definizione delle nuove rendite catastali nell’ambito della riforma del catasto dovrebbe seguire diversi passaggi successivi quali:
- Mappatura a partire dalle “microzone”, porzioni del territorio con caratteristiche omogenee.
- Revisione radicale del sistema di vani, classi e categorie (ormai datato) per arrivare agli immobili-tipo su cui costruire gli algoritmi per attribuire i nuovi valori basati sui metri quadrati.
- Individuazione del valore medio di mercato per ogni microzona e per ogni tipologia immobiliare, con applicazione di coefficienti che terranno conto di ubicazione, epoca di costruzione e gradi di finitura. I coefficienti funzioneranno sulla base do un algoritmo che definirà il valore unitario al metro quadro
- Validazione delle funzioni statistiche da parte delle 103 commissioni censuarie.
- Attribuzione del valore patrimoniale medio stabilito attraverso gli algoritmi sulla base del valore di mercato e la nuova rendita che – sempre attraverso le funzioni statistiche – sarà ancorata al valore locativo.
Attribuzione di estimo incoerente: che fare?
Secondo la riforma catastale 2014, in caso di attribuzione di un estimo incoerente il cittadino potrà:
- Fare istanza di autotutela all’ufficio provinciale del Territorio dell’Agenzia delle Entrate. Ciò sarà possibile a partire dalla notifica prevista dal decreto legislativo
- Ricorso alla Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dalla notifica in caso di mancata risposta o rigetto parziale o totale (salvo diversamente indicato dal decreto legislativo in relazione al termine per il procedimento speciale sull’estimo).

Le Commissioni tributarie saranno chiamate a esprimersi nel merito dei valori immobiliari per altre tipologie di imposte, la cui trattazione richiede una formazione specifica.
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